La Rottamazione 2026, così come è stata delineata dal disegno di legge del Bilancio approvato dal Consiglio dei ministri nella scorsa settimana, non chiude la porta ai decaduti delle vecchie edizioni che potranno, nel rispetto di vincoli strettissimi, presentare la domanda della definizione agevolata. Tuttavia, il governo ha salvaguardato l’attuale rottamazione in vigore, la quater, escludendo dalla possibilità di passare alla quinquies chi è in regola con i pagamenti alla data del 30 settembre 2025. All’interno di questi due estremi, gli articoli della bozza di Bilancio chiariscono quali sono i debiti per i quali si può richiedere la rottamazione e in quali modalità.
Decaduti Rottamazione quater, possono rientrare nella definizione agevolata 2026?

Il disegno di legge di Bilancio 2026 chiarisce, innanzitutto, quali siano i debiti ammessi a partecipare alla Rottamazione quinquies. Si tratta dei carichi fiscali maturati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 riguardanti, in particolare, tre categorie di cartelle, quali:
- le imposte sui redditi e l’Iva;
- i contributi non versati all’Inps;
- le multe stradali irrogate dalle amministrazioni dello Stato.
Tutte le altre categorie di debiti fiscali sono escluse dalla possibilità di essere inserite nella definizione agevolata al fine di fruire delle facilitazioni del pagamento rateale e dell’azzeramento degli interessi. Inoltre, l’articolo 23 del disegno di legge chiarisce che alla nuova rottamazione non possano partecipare i soggetti decaduti dalle precedenti edizioni della definizione agevolata e del saldo e stralcio, altro meccanismo introdotto dalla Manovra 2019 e confermato anche nella Rottamazione quater per abbattere i debiti fiscali di chi fosse in possesso di un Isee molto basso.
Cosa possono fare i decaduti della rottamazione per pagare i debiti fiscali?
Il chiarimento dell’articolo 23 del Ddl di Bilancio esclude, dalla Rottamazione quinquies, debitori ormai decaduti da precedenti meccanismi e i cui carichi fiscali, pertanto, rimarrebbero senza copertura. L’eventuale inserimento di detti debiti nell’elenco della nuova definizione agevolata non eviterà che, sugli stessi, siano effettuate integralmente le azioni di recupero dell’agente della riscossione. Si ricorda che per la decadenza dell’ultima rottamazione, la quater, era necessario pagare anche una sola rata in ritardo o con un importo insufficiente. O, addirittura, saltare il pagamento dell’intera rata.
Quando un debitore verso il Fisco decade dalla definizione agevolata?
Un errore di questo tipo sarà trattato con maggiore tolleranza nelle fasi di pagamento della Rottamazione 5. Per essere dichiarati decaduti, infatti, si dovrà omettere il pagamento di almeno due rate, oppure della sola prima rata (fissata al 31 luglio 2025 più cinque giorni di tolleranza per una scadenza finale al 5 agosto 2026) o della sola ultima rata. Inoltre, si ricorda che il pagamento effettuato in ritardo anche di un solo giorno (per esempio, il 6 agosto 2026 per la prima rata della Rottamazione quinquies) fa scattare l’omesso pagamento della rata stessa, con le conseguenze sopra descritte.
Qual è la prossima scadenza?

Infine, i debitori alle prese con il pagamento delle rate della Rottamazione quater non potranno saltare alla «quinquies» per rateizzare il debito residuo su un numero elevato di rate (fino a 54 bimestrali, come prevede il Ddl Bilancio 2026). Infatti, l’articolo 23 chiarisce che chi sia in regola con i pagamenti delle rate alla data del 30 settembre 2025 non può provocare la propria decadenza non pagando la rata successiva, quella del 30 novembre 2025, per far rientrare i debiti residui nella nuova rottamazione. Il vincolo si è reso necessario per evitare che i debitori fiscali potessero passare da una rottamazione all’altra per allungare il periodo di versamento ed evitare le azioni esecutive dell’agente della riscossione sui debiti decaduti dalla definizione agevolata.
