Bonus elettrodomestici 2025, dal 4 dicembre scorre la «coda virtuale»: cosa fare per ottenere lo sconto

Dal 4 dicembre 2025 inizia a scorrere la «coda virtuale» del bonus elettrodomestici, ovvero il lunghissimo elenco di circa un milione di cittadini che hanno presentato la domanda per avere lo sconto di 100 o 200 euro per la rottamazione e l’acquisto di un nuovo apparecchio. Eppure, solo in 300 mila finora hanno ottenuto il voucher di sconto che, in ogni modo, deve essere utilizzato entro il termine di 15 giorni. Si ricorda che la domanda si presentava il 18 novembre 2025, ma anche nei giorni successivi al click day per chi non avesse fatto in tempo. Nella giornata del 3 dicembre sono scaduti i primi voucher non utilizzati, ragione per la quale lo sconto passa a chi segue nella «coda virtuale». Ma come si viene avvisati dell’assegnazione del bonus elettrodomestici 2025?

Elettrodomestici, come avere lo sconto se non si rientrava nel bonus?

Bonus elettrodomestici 2025, dal 4 dicembre scorre la «coda virtuale»: cosa fare per ottenere lo sconto
Negozio di elettrodomestici (Imagoeconomica).

Inizia a scorrere la «coda virtuale» del bonus elettrodomestici 2025. Chi aveva presentato la domanda per ottenere lo sconto e non aveva ricevuto il voucher perché i buoni erano terminati, dal 4 dicembre 2025 deve prestare attenzione alla riassegnazione del bonus. Infatti, se nel termine di 15 giorni lo sconto non è stato utilizzato, il possessore del voucher ne perde il diritto a favore di chi segue nella lunga graduatoria, formata da chi ha presentato la domanda in ordine cronologico. Sarà così anche domani, 5 dicembre, e nei giorni successivi finché le risorse stanziate – pari a 48,1 milioni di euro – non saranno dichiarate esaurite dal ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Dove si trova il voucher elettrodomestici nell’AppIO?

Nel frattempo, però, in tanti riceveranno in automatico il bonus elettrodomestici perché seguono nella coda coloro che avevano ottenuto il voucher e non l’hanno utilizzato. A tal proposito, si avvisano gli interessati di tenere sotto controllo l’App IO perché chi riceverà lo sconto troverà il messaggio: «Hai ottenuto il bonus!». Per verificare l’assegnazione dello sconto è necessario entrare nella sezione «Portafoglio» dell’applicazione. Infine, il successo dell’iniziativa per la sostituzione e il corretto smaltimento dei vecchi elettrodomestici (grazie anche alla rottamazione), ha spinto Applia Italia, l’associazione dei produttore degli elettrodomestici, a richiedere che l’incentivo possa essere riproposto anche negli anni 2026 e 2027. Difatti, un emendamento presentato da Elena Testor della Lega al disegno di legge di Bilancio 2026 chiede lo stanziamento di risorse per il nuovo bonus.

Contributi Mimit 2026: 20 mila euro a Pmi e autonomi per acquisti in tecnologie

Il ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha pubblicato il bando per l’assegnazione di contributi a fondo perduto di 20 mila euro alle piccole e medie imprese (Pmi) e ai lavoratori autonomi per acquisti in tecnologie, intese come hardware e software di cybersicurezza, cloud di infrastrutture, software di gestione (come quella della contabilità o delle risorse umane) e servizi accessori. In tutto, il ministero di Palazzo Piacentini ha stanziato risorse per 150 milioni di euro. Di queste, circa la metà (71 milioni di euro) sono destinate alle Pmi e ai professionisti residenti nelle regioni del Sud Italia, comprese l’Abruzzo e il Molise. Ecco, quindi, cosa c’è da sapere sul bando e come preparare la domanda in vista dell’assegnazione dei contributi a fondo perduto. 

Contributi a fondo perduto Mimit 2026: per cosa?

Contributi Mimit 2026: 20 mila euro a Pmi e autonomi per acquisti in tecnologie
Operaia specializzata nell’assemblaggio di prodotti hardware, software e accessori pc (Imagoeconomica).

Nelle ultime ore, il ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha pubblicato il bando per lo stanziamento di risorse a favore della transizione digitale e dello sviluppo di soluzioni tecnologicamente avanzate delle piccole e medie imprese. Il bando istituisce un contributo a fondo perduto che può arrivare fino a 20 mila euro per il rinnovo della dotazione tecnologica di imprese e lavoratori autonomi. Le spese ammissibili riguardano, più nel dettaglio, l’acquisto di: 

  • soluzioni sia hardware che software di cybersecurity, come firewall, router e switch sicuri, prodotti antivirus e antimalware, programmi per il monitoraggio della rete e per la crittografia dei dati, sistemi di gestione delle informazioni in sicurezza; 
  • servizi cloud Saas, riguardanti in particolare i vari tipi di software, come quelli per la contabilità, per le risorse umane, per gestire i clienti e la produttività, per i contenuti digitali e per lo sviluppo di e-commerce; 
  • servizi accessori, come configurazioni, monitoraggi e supporti alle imprese e ai lavoratori autonomi. 

Come presentare domanda per gli incentivi fino a 20 mila euro

I contributi a fondo perduto del Mimit per l’acquisto di soluzioni tecnologiche avanzate potranno essere richiesti a partire dalle ore 12.00 del 4 marzo 2026 fino allo stesso orario del 23 aprile 2026. Gli acquisti da parte di imprese e professionisti devono avvenire mediante modalità diretta, abbonamento o modalità mista per un importo minimo di spesa di 4 mila euro. Gli acquisti, in ogni modo, dovranno avvenire presso rivenditori presenti nell’elenco di prossima pubblicazione da parte del ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il provvedimento conterrà anche altre indicazioni utili alla presentazione della domanda. L’istanza sarà valutata dal Mimit e da Invitalia e Infratel Italia. Il contributo a fondo perduto copre il 50 per cento della spesa, fino a un massimo di 20 mila euro. L’esito dell’istanza con i servizi erogabili avverrà entro il termine di 60 giorni dalla chiusura della procedura di domanda. 

Caldaie a gas, la Ue cancella il divieto di comprarle dal 2029: ecco cosa cambia

Cosa cambia con la retromarcia della Commissione europea nella bozza di regolamento «Ecodesign» sulle caldaie a gas? Con la riconsiderazione circa l’adozione delle sole caldaie alimentate a energia elettrica – sulle quali dovrà crescere il peso delle rinnovabili – torna in forte dubbio quella che fino a poche ore fa era una convinzione, ovvero che nel giro di una manciata di anni si potesse dare una spallata decisiva alle energie fossili. A queste ultime si uniformano le caldaie a gas, compreso in parte il biogas. Ma negli ultimi due giorni è cambiato lo scenario: le caldaie a condensazione, alimentate a gas, pur non potendo ricevere incentivi per la loro installazione nelle case degli italiani, potrebbero tornare a rappresentare una tipologia di impianto cruciale nella transizione verde, considerando anche alla loro numerosità.

Caldaie a gas, quando verranno abolite?

Caldaie a gas, la Ue cancella il divieto di comprarle dal 2029: ecco cosa cambia
Caldaia (Unsplash).

Sono due le scadenze cruciali che riguardano le caldaie a gas: quella del 2029, anno a partire dal quale questo tipo di impianto avrebbe dovuto essere messo al bando, stando almeno alla versione originaria della bozza del regolamento «Ecodesign», e quella del 2040, traguardo per l’eliminazione di tutte le caldaie alimentate a energie fossili. Con la retromarcia dell’Ue, obiettivi, direttive e regolamenti europei tornano a essere in bilico. La nuova bozza del regolamento Ecodesign, appena messa in consultazione dalla Commissione europea, modifica in toto lo scenario. Non si prevede più, infatti, il bando delle caldaie a gas dal 2029, ma si riconoscono le ragioni delle imprese e delle associazioni del settore, tra le quali Assotermica di Confindustria, emerse negli ultimi anni per dar luogo a un percorso di transizione più equilibrato.

Perché non vanno più fuori legge le caldaie a gas?

Sulle caldaie a gas si parla di grossi numeri. Solo in Italia, secondo le cifre elaborate da Assotermica, sono più o meno 8,5 milioni i vecchi impianti alimentati a gas che dovranno essere sostituiti nei prossimi anni. La vera novità riguarda le caldaie che gli italiani potranno mettere nelle proprie case. Quelle a condensazione, solo fino a pochi giorni fa destinate a essere messe da parte, rientrano in gioco nel motore della transizione verde e della grande produzione e distribuzione industriale. Da questo punto di vista il regolamento Ecodesign fa un passo indietro anche rispetto alla normativa nazionale che ammette, dal 1° gennaio 2025, l’incentivazione delle sole caldaie ibride a pompa di calore.

Quali sono le nuove normative?

Rimanendo nei grandi numeri, in Italia sono oltre 19,5 milioni le caldaie installate negli ultimi anni, al ritmo di 900 mila ogni anno. Molte delle nuove installazioni avvengono con impianti a biometano, combustibile sul quale si è dibattuto parecchio in passato in quanto considerato gas rinnovabile. Con le novità degli ultimi giorni il biometano rientrerebbe in gioco a pieno titolo insieme all’elettrificazione degli impianti, soluzione ideale per la transizione green e, soprattutto, individuata nella direttiva Energy performance of buildings directive (Epbd, la direttiva Case green). «Accogliamo con favore la retromarcia della Commissione europea sul divieto di installare caldaie, una misura folle che avrebbe danneggiato irreparabilmente il nostro tessuto industriale e compromesso gli obiettivi climatici comunitari», si legge in una nota del, Presidente Assotermica, Giuseppe Lorubio.

Scuole superiori, quali sono le migliori in Italia? Ecco la classifica di Eduscopio

Quali sono le migliori scuole superiori in tutte le città d’Italia nel 2025? La classifica è quella che effettua annualmente Eduscopio, il progetto della Fondazione Agnelli che ha come obiettivo quello di valutare gli esiti successivi alla formazione secondaria superiore, ovvero i risultati che gli ex studenti di licei e istituti ottengono all’università e in ambito lavorativo. Le indicazioni che se ne traggono riguardano, dunque, qual è la qualità e la preparazione dell’offerta formativa delle scuole dalle quali provengono gli studenti. Tra i licei classici, per esempio, a Roma il migliore è risultato l’Ennio Quirino Visconti, mentre a Milano il liceo Giovanni Berchet. Ciascuno può effettuare la ricerca sulle scuole della propria provincia utilizzando la piattaforma messa a disposizione dalla Fondazione Agnelli. Il percorso personalizzato è particolarmente utile ai ragazzi di terza media e ai loro genitori alle prese con la scelta della scuola superiore. 

Migliori scuole superiori 2025, quali sono i criteri?

Scuole superiori, quali sono le migliori in Italia? Ecco la classifica di Eduscopio
Studenti universitari (Freepik).

Anche per il 2025 il portale della Fondazione Agnelli ha pubblicato la nuova edizione di Eduscopio, l’analisi effettuata mediante standard quantitativi che consente di stabilire quali siano le scuole superiori e i licei con i più alti punteggi in merito alla qualità dell’offerta formativa e ai risultati ottenuti dagli studenti diplomati nei successivi studi universitari o nel mondo del lavoro. Per l’edizione di quest’anno, Eduscopio ha analizzato i dati e le informazioni provenienti da 1,335 milioni di studenti diplomati e da 8.150 scuole nei tre anni scolastici successivi (2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022), nonché 2.122 diplomati nell’ambito della sperimentazione avviata nell’a.s. 2018-2019 delle scuole superiori di quattro anni. I risultati dei percorsi universitari del campione di studenti emergono sia dal numero degli esami universitari sostenuti e superati, che dai voti ottenuti. L’altro canale di valutazione, quello del lavoro per gli studenti diplomati che non abbiano proseguito gli studi universitari, riguarda la verifica di indicatori quali: 

  • trovare un’occupazione; 
  • in quanto tempo sia stata trovata; 
  • quanto sia coerente il lavoro trovato con gli studi compiuti e, pertanto, quanto gli istituti tecnici e professionali abbiano fornito competenze adeguate e immediatamente spendibili in termini lavorativi. 

Quali sono le migliori scuole superiori nel 2025 a Roma e Milano?

Sulla base dei risultati ottenuti nell’ambito del progetto Eduscopio 2025, i migliori licei classici di Roma sono risultati gli istituti Ennio Quirino Visconti, Terenzio Mamiani e Torquato Tasso; a Milano gli istituti Giovanni Berchet, Sacro Cuore e Giosuè Carducci. Tra i licei scientifici, a Roma i migliori sono stati gli istituti Augusto Righi, San Giovanni Battista e Vito Volterra (di Ciampino); a Milano le scuole Alessandro Volta, Leonardo Da Vinci e Alexis Carrel. Tra gli istituti tecnici economici, sul podio di Roma si trovano il Leonardo Da Vinci, l’Is Via Saponara 150 e il Margherita Hack; a Milano il Marcora (di Inveruno), il Primo Levi (di Bollate) e il Giuseppe Torno. Infine, tra gli istituti tecnici tecnologici, a Roma i migliori sono risultati il Confalonieri De Chirico, l’Enrico Fermi (di Frascati) e il Guglielmo Marconi (di Civitavecchia); a Milano il Marie Curie (di Cernusco sul Naviglio), l’Antonio Bernocchi (di Legnano) e l’Emilio Alessandrini (di Abbiategrasso). 

Come scegliere la scuola superiore?

Scuole superiori, quali sono le migliori in Italia? Ecco la classifica di Eduscopio
Studenti in laboratorio (Imagoeconomica).

In vista della scelta della scuola superiore, tutti i genitori e gli studenti possono fare una ricerca di quale sia il migliore istituto della propria provincia. Collegandosi al portale di Eduscopio, si può fare una ricerca in base ai dati rilevati sul prosieguo all’università o nel mondo del lavoro, a seconda delle intenzioni dello studente. Scegliendo «Università», il sistema richiede di inserire il nome di battesimo e il ruolo di chi effettui il percorso (studente, genitore, docente o altra persona). Compilando i dati richiesti dal sistema, si arriva alla sezione che consente di effettuare la ricerca, grazie a informazioni geolocalizzate, delle migliori scuole della propria zona.  

Pensioni, già operativa la ricongiunzione dei contributi: come riunire i versamenti in un’unica gestione

È già operativa la ricongiunzione dei contributi previdenziali ai fini delle pensioni in un’unica gestione. È il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali di Marina Elvira Calderone a comunicarlo, prevedendo il riconoscimento del trasferimento dei contributi tra i professionisti, con Cassa previdenziale o senza, per esempio alla Gestione separata dell’Inps. Il percorso può essere anche quello che va dalla Gestione separata dell’Inps alla Cassa privata. Inoltre, l’operazione è possibile anche per chi abbia versato i propri contributi in altri fondi, quali quello per i dipendenti o dei commercianti e artigiani o agricoltori. L’ente che riceve il totale dei contributi dovrà provvedere a pagare la pensione al contribuente. Ecco, quindi, come funziona la semplificazione del ricongiungimento dei contributi dalle diverse gestioni separate.

Pensioni, ricongiunzione contributi: le novità dal ministero del Lavoro

Pensioni, già operativa la ricongiunzione dei contributi: come riunire i versamenti in un’unica gestione
Il ministro del Lavoro, Marina Elvira Calderone, riferisce in Aula al Senato (Ansafoto).

Nelle ultime ore, il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha spiegato sul proprio portale istituzionale il funzionamento del nuovo meccanismo semplificato di ricongiungimento dei contributi previdenziali delle diverse gestioni separate ai fini delle future pensioni. Dal 21 novembre 2025 è possibile effettuare la ricongiunzione dei contributi nelle seguenti direzioni:

  • verso la Gestione separata dell’Inps da altre gestioni previdenziali;
  • dalla Gestione separata dell’Inps verso altre gestioni, incluse le Casse previdenziali dei liberi professionisti.

Come fare la ricongiunzione dei contributi per le future pensioni?

Concretamente, dunque, i periodi di contribuzione possono essere trasferiti sia verso la Gestione separata dell’Inps che da questa verso gli altri enti previdenziali. Questa opzione, in passato, non era possibile in quanto la Gestione separata è nata fin dall’inizio interamente con il sistema previdenziale contributivo puro (per versamenti effettuati a partire dal 1° gennaio 1996). Le altre gestioni, invece, erano ancora in una fase di transizione dal meccanismo retributivo al contributivo. Raggiunta la transizione anche dagli altri enti previdenziali, pertanto, a partire dal 21 novembre scorso è arrivato il momento di ricongiungere liberamente i propri contributi, in modo che il lavoratore abbia solo un ente di riferimento per la propria futura pensione.

Come avere tutta la contribuzione in un’unica gestione?

Pensioni, già operativa la ricongiunzione dei contributi: come riunire i versamenti in un’unica gestione
La sede Inps in piazza della Vittoria, Genova (Ansafoto).

L’esempio più indicato è quello di un libero professionista che sia prossimo alla richiesta di pensionamento. La possibilità di ricongiungere i propri contributi versati anche in altri enti previdenziali consente di disporre di una storia contributiva più lineare e non formata da spezzoni vari, corrispondenti ai periodi di permanenza in ciascun ente previdenziale. Pertanto, un professionista con contributi sia alla Gestione separata dell’Inps che alla Cassa previdenziale può chiedere che tali periodi possano essere uniti, evitando la frammentazione e, soprattutto, la loro poca utilità ai fini della pensione. La ricongiunzione si aggiunge, pertanto, ad altri istituti simili come la totalizzazione e il cumulo dei contributi.

Riapertura bonus elettrodomestici: ecco da quando

Si è formata una coda virtuale che tornerà utile alla riapertura del bonus elettrodomestici dal 4 dicembre 2025. Le opzioni sono più di una, anche se è certo che le risorse stanziate dal governo per la sostituzione di un vecchio elettrodomestico con uno nuovo, dalle prestazioni energetiche elevate, sono andati esaurite il 18 novembre nel giro di poche ore. Ma non tutti i richiedenti il voucher elettronico nelle due forme in cui si poteva fare domanda a partire dalle ore 7.00 di due giorni fa utilizzeranno il buono sconto di 100 o di 200 euro. E non tutte le domande presentate risulteranno in regola con i requisiti richiesti dal decreto del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Ecco perché è possibile che il 4 dicembre prossimo si possa verificare una riapertura della procedura e, allora, a far la differenza e a maggior ragione sarà l’ordine cronologico di presentazione della domanda.

Riapertura bonus elettrodomestici 2025, cosa fare dopo aver inoltrato la domanda?

Riapertura bonus elettrodomestici: ecco da quando
Rivenditore di frigoriferi ad alta efficienza energetica (Imagoeconomica).

Non tutto si è aperto e chiuso nel click day del 18 novembre per ciò che riguarda la domanda del bonus elettrodomestici 2025. Le famiglie interessate al voucher potrebbero avere un’altra chance da far valere il 4 dicembre prossimo, giorno a partire dal quale le domande escluse dall’ordine cronologico potrebbero rientrare in gioco per almeno tre motivi. Il primo riguarda la composizione della platea dei richiedenti. Anche se le risorse stanziate dal governo per i voucher, pari a 48,1 milioni di euro, sono andate esaurite nel giro di dieci ore, si è consentito a un’ampia platea, di 550 mila famiglie, di creare una fila virtuale che dovrebbe comprendere buona parte degli sconti che risulteranno assegnati. Ma non tutti. Infatti, il bonus elettrodomestici è di 100 euro se l’Isee della famiglia richiedente supera i 25 mila euro; diversamente, per indicatori della situazione economica più bassi, lo sconto è di 200 euro. Ma non si conoscono, a oggi, le proporzioni della domanda, ovvero non si sa quante famiglie abbiano presentato la domanda per l’uno o per l’altro sconto.

Ci sono ancora possibilità di ottenere lo sconto?

Potenzialmente, si potrebbe passare da un minimo di 240.500 voucher elettrodomestici da 200 euro a un massimo di 481 mila buoni da 100 euro. Il numero reale dei voucher assegnati sarà compreso tra questi margini. La differenza non è di scarsa rilevanza ai fini della determinazione del numero delle famiglie alle quali andrà il bonus per l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica. Più è ampia la platea delle famiglie con Isee oltre 25 mila euro, più è alto il numero dei voucher da assegnare, a prescindere dal fatto che lo sconto debba essere contenuto nel 30 per cento del prezzo di acquisto.

Perché presentare la domanda in vista della riapertura del bonus elettrodomestici 2025?

Riapertura bonus elettrodomestici: ecco da quando
Negozio di elettrodomestici (Imagoeconomica).

Il secondo motivo riguarda i requisiti richiesti per l’accoglimento della domanda del bonus elettrodomestici che dovranno essere verificati. È possibile che una buona fetta delle richieste possa essere bocciata, facendo scalare i beneficiari nella graduatoria virtuale. Infine, è bene tener conto della regola che prevede l’utilizzo del voucher nel giro di 15 giorni per evitare la sua decadenza. Anche per questo motivo, si procederà ad annullare la domanda di chi sia davanti nella fila virtuale per accontentare chi si trovi più in basso. Il consiglio è, pertanto, quello di procedere comunque a presentare la domanda perché l’annullamento di richieste presentate, l’inconsistenza dei requisiti o il mancato utilizzo del voucher nelle prossime due settimane potrebbero determinare lo scorrimento della fila virtuale.

Nuovo bando Isi Inail in uscita entro la fine del 2025: tra le novità Dpi intelligenti e trattori climatizzati

Uscirà entro la fine dell’anno il nuovo bando Isi Inail, edizione 2025, con domande da presentarsi nel 2026 e alcune novità rispetto alla precedente edizione soprattutto per quanto riguarda l’adozione di dispositivi di protezione individuale (Dpi) intelligenti e la possibilità di acquistare trattori climatizzati. La dotazione del nuovo avviso sarà di 600 milioni di euro, in linea con l’ultima edizione, mentre dovranno essere forniti i dettagli della fruizione per le micro e piccole e medie imprese, tra le quali la quota di contributo a fondo perduto spettante per ciascun asse. Il bando Isi Inail rappresenta uno degli strumenti maggiormente utilizzati dalle imprese per migliorare le condizioni di salute e di sicurezza all’interno del contesto lavorativo. Nella nuova edizione avranno un peso superiore anche le condizioni climatiche sia per quanto riguarda gli eventi estremi e improvvisi che i picchi di calore.

Quando esce il nuovo bando Isi Inail 2025?

Nuovo bando Isi Inail in uscita entro la fine del 2025: tra le novità Dpi intelligenti e trattori climatizzati
Sede dell’Inail di Roma Eur (Imagoeconomica).

Uscirà a breve, e comunque entro la fine dell’anno, il nuovo bando Isi Inail 2025 che contiene le agevolazioni a supporto delle imprese per accrescere le condizioni di sicurezza lavorativa. A confermarlo è il presidente dell’Inail, Fabrizio d’Ascenzo, in un’intervista a Il Sole 24 Ore. Saranno due, in particolare, le novità previste dal nuovo avviso. La prima riguarda i dispositivi di protezione individuali per i quali si cercherà di agevolare i modelli dotati di ricevitori e sensori intelligenti. Pertanto, i modelli di Dpi dovranno essere dotati di software e marchingegni in grado di rilevare le situazioni di rischio per i lavoratori. La seconda novità riguarda, invece, la protezione dei lavoratori e delle imprese dagli eventi climatici estremi, sia per quanto riguarda le piogge e le grandini e tutte le conseguenze che possono procurare, che i picchi di calore.

Nuovo bando Isi Inail, quali sono le novità in arrivo?

Proprio sui picchi di calore, dall’estate del 2025 sono stati fatti dei passi in avanti grazie al pacchetto di interventi relativi all’emergenza caldo cantiere, all’interno del quale si inserisce il Protocollo nazionale del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per i lavori maggiormente esposti al caldo e alle temperature superiori a 35° C perché svolti all’aperto e nei cantieri. Le nuove misure tutelano maggiormente i lavoratori impiegati nell’agricoltura, nell’edilizia e nei lavori stradali, ma anche i rider addetti alle consegne o i lavoratori delle imprese di estrazione. Il nuovo bando Isi Inail 2025 dovrà tener conto delle specifiche condizioni di svolgimento del lavoro anche in condizioni climatiche estreme, consentendo – tra le novità del prossimo avviso – la possibilità di agevolare l’acquisto dei trattori con le cabine climatizzate, almeno per le parti del bando riguardanti l’agricoltura e i giovani agricoltori.

Cosa si può richiedere con l’avviso 2025 sulla sicurezza sul lavoro?

Nuovo bando Isi Inail in uscita entro la fine del 2025: tra le novità Dpi intelligenti e trattori climatizzati
Lavoratore addetto allo spostamento di pacchi pesanti (Freepik).

Le risorse che l’Inail stanzierà per il nuovo bando Isi saranno pari a 600 milioni che, in attesa della conferma del bando, verranno suddivise a seconda dell’asse di intervento. Tra questi ultimi, non mancherà certamente il rafforzamento degli interventi di bonifica dall’amianto, l’innovazione tecnologica in grado di migliorare le condizioni di sicurezza e di salute sul lavoro e i modelli organizzativi e di responsabilità sociale per i quali la percentuale di fondo perduto sale all’80 per cento rispetto al 65 per cento delle altre spese. Inoltre, le imprese partecipanti potranno beneficiare di premialità se in possesso di certificazioni in ambito ambientale (Uni En Iso 14001 o Emas), di sicurezza stradale (Uni Iso 39001) o l’iscrizione alla Rete del Lavoro agricolo di qualità.

Contratti statali 2025-2027, nuove trattative al via da dicembre e aumenti stipendi di 158 euro

Appena chiuse molte delle trattative per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego del 2022-2024, all’Aran si procederà già da dicembre prossimo ad avviare i tavoli dei nuovi accordi e degli aumenti degli stipendi per il triennio 2025-2027. Il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, farà in fretta anche perché mai nella storia della contrattazione le trattative sono partite nel primo anno di validità del nuovo contratto (il 2025). A inaugurare i tavoli sarà il comparto delle Funzioni centrali che comprende i dipendenti dei ministeri, delle agenzie fiscali e degli enti pubblici non economici quali l’Inail e l’Inps. In tutto, il comparto interessa circa 200 mila lavoratori dipendenti. Successivamente, sarà il turno degli altri settori della Pubblica amministrazione.

Contratti statali 2025, da quando i nuovi aumenti stipendi?

Contratti statali 2025-2027, nuove trattative al via da dicembre e aumenti stipendi di 158 euro
Soldi (Unsplash).

Il comparto delle Funzioni centrali darà il via alle trattative per il nuovo contratto della Pa per il 2025-2027. A favore dei dipendenti statali è già pronto l’atto di indirizzo che fissa in un aumento medio di 158 euro lordi al mese l’incremento retributivo. Si arriverà a questo aumento in tre tranche, con un incremento annuale in busta paga dell’1,8 per cento. A regime, dunque, l’incremento dei salari sarà del 5,4 per cento rispetto al livello di partenza delle trattative, corrispondente all’accordo 2022-2024 che aveva fatto registrare un aumento medio lordo delle retribuzioni del 6 per cento. Il potenziamento degli stipendi consentirà il recupero di parte del saldo negativo dell’inflazione registrata nel triennio 2021-2023, periodo nel quale l’incremento dei prezzi ha avuto un’impennata del 16 per cento. Non è possibile recuperare tutta l’inflazione in una sola tornata di rinnovi per l’investimento proibitivo che comporterebbe, stimato in 32 miliardi di euro.

Accertamento sindacale per far partire i nuovi contratti statali 2025-2027

L’avvio delle trattative per il rinnovo dei contratti statali è possibile soprattutto grazie all’accertamento della rappresentatività del triennio 2025.2027. Con la delibera numero 12 del 14 novembre scorso, si legge sul portale dell’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (Aran), “il Collegio di Indirizzo e Controllo ha proceduto all’accertamento della rappresentatività sindacale per il triennio 2025-2027 nei comparti e nelle aree dirigenziali individuati per il medesimo triennio dal Contratto Collettivo Nazionale Quadro sottoscritto in data 28 ottobre 2025”.

Quando arrivano i nuovi aumenti stipendi della Pubblica amministrazione?

Contratti statali 2025-2027, nuove trattative al via da dicembre e aumenti stipendi di 158 euro
La busta paga di un lavoratore fotografata (Ansafoto).

L’accertamento costituisce l’ultimo tassello necessario per l’avvio dei rinnovi contrattuali del triennio 2025-2027. Per quanto concerne le risorse, la legge di Bilancio 2025 aveva stabilito i fondi necessari ai rinnovi contrattuali della Pubblica amministrazione fino al 2030. Per il solo triennio 2025-2027 sono pronti già oltre 10 miliardi di euro, costituiti da:

  • 5,55 miliardi di euro per i settori coperti dalla legge di Bilancio;
  • 4,38 miliardi di euro per gli enti territoriali che finanziano con i propri bilanci gli aumenti retributivi (tra i quali anche la Sanità);
  • singole misure per specifici settori, come l’aumento di 50 milioni del fondo statale per sostenere gli stipendi dei dipendenti dei Comuni (dal 2028 per 100 milioni l’anno).

Assunzioni novembre 2025, quasi 443 mila nuove offerte dalle imprese: ecco i lavori più gettonati

A novembre 2025 le imprese sono pronte a effettuare circa 443 mila assunzioni, mentre le offerte di lavoro nel trimestre fino a gennaio 2026 superano il milione e 300 mila unità. È questo il quadro che emerge dal Sistema Informativo Excelsior, progetto promosso da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e con l’Unione Europea. I dati mostrano una flessione rispetto al mese di ottobre 2025, quando le assunzioni programmate erano state circa 520 mila, ma anche in confronto a novembre 2024, periodo nel quale le offerte di impiego erano di oltre 427.500. Il settore dei servizi si conferma quello con le maggiori opportunità di trovare un lavoro, mentre cala, anche se di poco, la difficoltà media di reperimento dei profili ricercati (45,7 per cento a novembre 2025 rispetto al 46,8 per cento di un anno fa).

Assunzioni novembre 2025, quali sono i settori con più offerte di lavoro?

Assunzioni novembre 2025, quasi 443 mila nuove offerte dalle imprese: ecco i lavori più gettonati
Operaio specializzato di un’impresa edile (Imagoeconomica).

A novembre 2025 le imprese contano di effettuare 442.620 assunzioni, con offerte di lavoro indirizzate soprattutto ai candidati del settore dei servizi. Infatti, tra commercio, alloggi, ristorazione e servizi a imprese e persone, il comparto conta di assorbire circa 300 mila nuove offerte di lavoro (esattamente 298.020), rispetto ai 117.800 dell’industria e ai 26.810 del settore primario. I servizi alle imprese si confermano come il settore con le maggiori opportunità di essere assunti (117.800 offerte di lavoro a novembre 2025), davanti ai servizi di alloggio, ristorazione e turistici (74.180), al commercio (70.370) e ai servizi alle persone (più di 52 mila offerte di lavoro). Nell’industria, invece, la precedenza è per le imprese manifatturiere con 72.690 assunzioni in questo mese e le costruzioni con oltre 45 mila offerte di lavoro.

Quali sono i profili più ricercati per le assunzioni di novembre 2025?

Entrando più nel dettaglio delle offerte di lavoro e dei profili più gettonati, anche a novembre 2025 la figura che si conferma al primo posto è quella degli esercenti e addetti alle attività di ristorazione, con 64.510 assunzioni previste in questo mese; a seguire, gli addetti alle vendite con quasi 44 mila offerte di lavoro; il personale non qualificato nei servizi di pulizia (27.210); il personale non qualificato addetto allo spostamento e alla consegna delle merci (26.780). Tra gli operai specializzati, i più ricercati sono i conduttori di veicoli a motore e a trazione animale (20.040), seguiti dagli operai addetti alle costruzioni (18.140) e alle rifiniture delle costruzioni (13.880), nonché dai meccanici artigianali, montatori, riparatori, manutentori di macchine fisse e mobili (11.910). Nella categoria degli impiegati, quelli più ricercati sono gli addetti alla segreteria e agli affari generali (15.080 offerte di lavoro), seguiti dagli addetti all’accoglienza e alle informazioni alla clientela (8.830 assunzioni a novembre 2025).

Quali sono lavori con meno candidati?

Assunzioni novembre 2025, quasi 443 mila nuove offerte dalle imprese: ecco i lavori più gettonati
Elettricista (Imagoeconomica).

Salendo di specializzazione, l’indagine Excelsior di novembre 2025 sulle assunzioni delle imprese evidenzia che si cercano soprattutto i tecnici dei rapporti con i mercati (10.600 offerte di impiego), i tecnici della salute (9.100) e i tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni (5.200). Infine, tra le professioni intellettuali, scientifiche e con elevata specializzazione si cercano soprattutto specialisti delle scienze gestionali, commerciali e bancarie con oltre 4 mila offerte di lavoro. Nel gradino più alto i dirigenti, ricercati da 750 imprese. Tra le qualifiche professionali più difficili da reperire si ritrovano gli operai specializzati del tessile e dell’abbigliamento (72,4 per cento di posti vacanti rispetto a quelli previsti per le assunzioni), nonché gli operai addetti a macchinari dell’industria tessile e delle confezioni (67,1 per cento), gli operai addetti alle rifiniture nelle costruzioni (71,6 per cento), i fabbri ferrai costruttori di utensili (66,2 per cento). Negli altri campi si fa difficoltà a trovare tecnici in campo ingegneristico e ingegneri (rispettivamente, il 62,5 per cento e il 55,9 per cento), gli analisti nel campo della progettazione di applicazione (61,2 per cento).

Nuove assunzioni Trenitalia novembre 2025: si cercano macchinisti diplomati e laureati

Per il mese di novembre 2025, Trenitalia prevede nuove assunzioni di macchinisti con diploma e di altre figure di candidati in possesso della laurea. Per i macchinisti si prevede un percorso di apprendistato professionalizzante che porta all’assunzione definitiva purché i candidati abbiano tra i 18 e i 29 anni di età. Ma sono state aggiunte anche opportunità di impiego per gli interessati a questa figura professionale già in possesso di esperienza e della Licenza europea di macchinista e del Certificato complementare di tipo B in corso di validità. Entrambe le abilitazioni devono essere possedute da almeno sei anni. Inoltre, tra le posizioni attualmente aperte, Ferrovie dello Stato cerca anche neolaureati in Ingegneria per l’area di manutenzione degli impianti industriali dell’azienda, progettisti dei tracciati ferroviari, gestori della documentazione tecnica anche appartenenti alle categorie protette ai sensi della legge 68 del 1999, nonché altre figure.

Assunzioni Trenitalia novembre 2025: offerte di lavoro per macchinisti

Nuove assunzioni Trenitalia novembre 2025: si cercano macchinisti diplomati e laureati
Nuovo treno elettrico di Ferrovie dello Stato (Imagoeconomica).

Sono state aggiornate le offerte di lavoro di Trenitalia per il mese di novembre 2025, soprattutto per quanto riguarda le figure di macchinisti. I più giovani, infatti, possono candidarsi al percorso di apprendistato professionalizzante di tre anni se sono in possesso del diploma di scuola superiore della durata di cinque anni. Per questa opportunità di lavoro serve la residenza o il domicilio in Emilia Romagna oppure nella provincia di Mantova da almeno sei mesi. La scadenza per candidarsi è fissata al 13 novembre prossimo. Per chi sia già abilitato a svolgere la professione di macchinista e sia in possesso del diploma di scuola superiore vi sono opportunità di lavoro presso la sede di Bologna e in altre stazioni dell’Emilia Romagna. Per candidarsi è necessario inviare la domanda entro il 20 novembre 2025.

Altre offerte di lavoro tra le assunzioni previste da Trenitalia per novembre 2025

Numerose altre offerte di lavoro di Ferrovie dello Stato riguardano i laureati e i neolaureati, soprattutto in Ingegneria e Architettura, ma non solo. Per la sede di Roma, infatti, Trenitalia cerca neolaureati ingegneri della manutenzione, da assumere con contratto Mobilità Attività ferroviarie. Si richiede almeno un anno di esperienza nel ruolo e la conoscenza dei principali applicativi e delle metodologie di manutenzione ferroviaria. La scadenza per candidarsi è fissata al 14 novembre 2025. Sempre per la sede di Roma si cercano laureati in Architettura e Ingegneria civile da inserire nella direzione Infrastruttura Bim Management & Project Control. Altre figure ricercate sono quelle di:

  • architetto progettista per le sedi di Brescia e Roma;
  • addetti alla gestione della documentazione tecnica per la sede di Roma (per le sedi di Roma e di Palermo anche appartenenti alle categorie protette).
  • progettisti di tracciati ferroviari a Roma e Napoli;
  • capo stazione per la sede di Milano.

Come candidarsi alle offerte di lavoro di Ferrovie dello Stato

Nuove assunzioni Trenitalia novembre 2025: si cercano macchinisti diplomati e laureati
Biglietteria di Ferrovie dello Stato (IMagoeconomica).

Per candidasi a una delle offerte di lavoro è necessario entrare nella sezione «Fs Careers» del portale di Trenitalia e cercare l’annuncio di proprio interesse. All’interno della pagine sono presenti i tasti «Candidati con Indeed» e «Candidati tramite Careerjet» per procedere velocemente con l’invio del curriculum.