Cosa cambia con la retromarcia della Commissione europea nella bozza di regolamento «Ecodesign» sulle caldaie a gas? Con la riconsiderazione circa l’adozione delle sole caldaie alimentate a energia elettrica – sulle quali dovrà crescere il peso delle rinnovabili – torna in forte dubbio quella che fino a poche ore fa era una convinzione, ovvero che nel giro di una manciata di anni si potesse dare una spallata decisiva alle energie fossili. A queste ultime si uniformano le caldaie a gas, compreso in parte il biogas. Ma negli ultimi due giorni è cambiato lo scenario: le caldaie a condensazione, alimentate a gas, pur non potendo ricevere incentivi per la loro installazione nelle case degli italiani, potrebbero tornare a rappresentare una tipologia di impianto cruciale nella transizione verde, considerando anche alla loro numerosità.
Caldaie a gas, quando verranno abolite?

Sono due le scadenze cruciali che riguardano le caldaie a gas: quella del 2029, anno a partire dal quale questo tipo di impianto avrebbe dovuto essere messo al bando, stando almeno alla versione originaria della bozza del regolamento «Ecodesign», e quella del 2040, traguardo per l’eliminazione di tutte le caldaie alimentate a energie fossili. Con la retromarcia dell’Ue, obiettivi, direttive e regolamenti europei tornano a essere in bilico. La nuova bozza del regolamento Ecodesign, appena messa in consultazione dalla Commissione europea, modifica in toto lo scenario. Non si prevede più, infatti, il bando delle caldaie a gas dal 2029, ma si riconoscono le ragioni delle imprese e delle associazioni del settore, tra le quali Assotermica di Confindustria, emerse negli ultimi anni per dar luogo a un percorso di transizione più equilibrato.
Perché non vanno più fuori legge le caldaie a gas?
Sulle caldaie a gas si parla di grossi numeri. Solo in Italia, secondo le cifre elaborate da Assotermica, sono più o meno 8,5 milioni i vecchi impianti alimentati a gas che dovranno essere sostituiti nei prossimi anni. La vera novità riguarda le caldaie che gli italiani potranno mettere nelle proprie case. Quelle a condensazione, solo fino a pochi giorni fa destinate a essere messe da parte, rientrano in gioco nel motore della transizione verde e della grande produzione e distribuzione industriale. Da questo punto di vista il regolamento Ecodesign fa un passo indietro anche rispetto alla normativa nazionale che ammette, dal 1° gennaio 2025, l’incentivazione delle sole caldaie ibride a pompa di calore.
Quali sono le nuove normative?
Rimanendo nei grandi numeri, in Italia sono oltre 19,5 milioni le caldaie installate negli ultimi anni, al ritmo di 900 mila ogni anno. Molte delle nuove installazioni avvengono con impianti a biometano, combustibile sul quale si è dibattuto parecchio in passato in quanto considerato gas rinnovabile. Con le novità degli ultimi giorni il biometano rientrerebbe in gioco a pieno titolo insieme all’elettrificazione degli impianti, soluzione ideale per la transizione green e, soprattutto, individuata nella direttiva Energy performance of buildings directive (Epbd, la direttiva Case green). «Accogliamo con favore la retromarcia della Commissione europea sul divieto di installare caldaie, una misura folle che avrebbe danneggiato irreparabilmente il nostro tessuto industriale e compromesso gli obiettivi climatici comunitari», si legge in una nota del, Presidente Assotermica, Giuseppe Lorubio.
