AGI - È morto oggi pomeriggio, in ospedale a Milano, il giovane cinese di 30 anni ferito lo scorso primo febbraio nel corso di una sparatoria con la polizia avvenuta in piazza Mistral, nella zona di Rogoredo. Poco prima il giovane aveva aggredito una guardia giurata rubandogli l’arma, successivamente utilizzata per sparare contro la volante degli agenti di polizia.
L’uomo senza fissa dimora e irregolare nei giorni precedenti alla sparatoria era stato bloccato per accertamenti e poi rilasciato dalla Polfer. Il 31 gennaio era stato ricoverato in ospedale per atteggiamenti autolesionistici (si picchiava alla testa) e poi dimesso alcune ore dopo.
Il giovane era stato colpito da un agente delle Uopi, le unità operative di pronto intervento, al volto e a una spalla dopo che quest'ultimo ha esploso almeno tre colpi contro l'auto di servizio con una pistola rubata poco prima a una guardia giurata.
La rapina della pistola e l'allarme
Dalla prima ricostruzione, il ferito intorno alle 14:30 del primo febbraio scorso ha rapinato in strada il vigilante, che stava andando a piedi al lavoro, aggredendolo con un bastone. È stato lo stesso il 50enne a dare l'allarme, dicendo che il rapinatore era fuggito con la sua arma d'ordinanza, una Walther Pp99.
L'intervento delle Uopi e lo scontro a fuoco
La centrale operativa della questura ha diramato la descrizione del 30enne. Nel corso del pattugliamento della zona di Rogoredo, in piazza Federico Mistral, i quattro agenti delle Uopi lo hanno individuato. Alla vista della jeep con i colori della polizia, il 30enne ha sparato tre volte centrando il mezzo blindato. A quel punto gli agenti hanno risposto al fuoco.
AGI - Il corpo senza vita di uno scalatore, di nazionalità straniera, è stato recuperato questa sera dal Soccorso alpino valdostano sulle cascate di Lillaz, a Cogne. La dinamica dell'incidente è in fase di valutazione, ma secondo una prima ricostruzione lo scalatore ha effettuato un errore in fase di discesa.
L'uomo è entrato a metà cascata nell'acqua gelida che scorre sotto il ghiaccio, andando ad incastrarsi diversi metri più in basso.
Il Soccorso alpino valdostano è intervenuto in elicottero, fissando al verricello le corde utilizzate per la discesa dallo scalatore, posando in parete un tecnico e a monte il secondo tecnico. I due tecnici, con manovre specifiche, hanno potuto portare il ghiacciatore alla base della cascata dove il medico non ha potuto che constatare il decesso.
Le operazioni di riconoscimento sono affidate al Soccorso alpino della Guardia di finanza di Courmayeur.
AGI - Ad Anguillara una folla commossa ha dato l'ultimo saluto a Federica Torzullo, la donna di 41 anni uccisa dal marito. I genitori, parenti, amici e semplici cittadini del comune lacustre alle porte di Roma hanno assistito alla messa celebrata dal parroco. Sull'altare campeggiava la scritta "Trova sempre un motivo per sorridere". La chiesa Regina Pacis era la stessa dove una settimana prima si erano tenute le esequie dei suoceri della donna, impiccatisi dopo il femminicidio commesso dal figlio, Claudio Carlomagno, rinchiuso nel carcere di Civitavecchia dal 18 gennaio.
AGI - A Carnevale i bambini di Putignano sono più fortunati di tanti altri. Da secoli possono giocare e fantasticare con le sfilate dei carri allegorici della città pugliese. Gli adulti, che non assistono passivamente, si interrogano su nobiltà e miseria umane.
Quella di oggi è parte della 632esima edizione – dedicata al paradosso – è iniziata alle 19 di sabato 7 febbraio e va in scena, come da tradizione, lungo l’ellittico anello extramurale che costeggia il centro storico cittadino.
I temi dei 7 carri
Femminicidio, ludopatia, corrida, intelligenza artificiale, disabilità, overtourism e fine vita: i temi dei sette carri di prima categoria che si sfidano nel concorso, il cui vincitore sarà scelto esclusivamente da una giuria di esperti provenienti da tutta Italia.
Anche i putignanesi e non esprimono le rispettive preferenze, utilizzando un QR code che consente loro di far parte del “collegio” popolare. Lo scorso primo febbraio la manifestazione ha ospitato 20.000 persone, nel 2024 il Carnevale più antico d’Italia ha registrato il suo record con 85.000 visitatori.
La sfilata dei carri (Video)
Il carnevale calamita per i turisti
L’iniziativa che “oggi rappresenta l’attrattore turistico più importante della Regione per quanto riguarda la destagionalizzazione del turismo. È l’evento con il maggior afflusso di persone – dice il sindaco Michele Vinella – al di fuori del periodo in cui la Puglia ‘tira’ di più”.
L'intervista al sindaco di Putignano
“Stiamo lavorando – prosegue il sindaco di Putignano– per un’operazione di ‘change management’ all’interno della fondazione Carnevale che in passato era l’ente che organizzava soltanto la manifestazione, oggi rappresenta un’opportunità di lavoro tutto l’anno per fare in modo che Putignano possa essere attrattiva sotto il profilo culturale, oltre che turistico, per 12 mesi”.
Quali sono i segreti alla base di carri così iconici? “Innanzitutto la modalità familiare con cui vengono concepiti, specialmente nel passato, gruppi alla cui base c’è la condivisione. E poi – evidenzia – c’è il ruolo del maestro cartapestaio, sul quale insieme a Regione Puglia, stiamo cercando di renderlo un vero e proprio lavoro. Deve avere competenze artistiche per ciò che riguarda la modellazione dell’argilla; essere un buon fabbro vista la componente metalliche delle strutture; senza dimenticare la meccatronica che gestisce i movimenti del carro e infine la ‘teatralizzazione dell’opera’”.
Dal Casino Mirage all'Ultima Corrida
Basti pensare alla ludopatia oggettificata dal “Casinò Mirage” con le sue decine di carte da gioco e le monetine delle slot machine; al “MessIA” dove al centro siede la divinità tecnologica con alla base i cittadini follower eternamente chinati sullo smartphone; all’”Ultima Corrida” che dissacra “uno tra gli ultimi eventi in cui per divertimento viene ucciso un toro, in un mondo che si impegna ogni giorno per la protezione degli animali”, dice il maestro cartapestaio Paolo Mastrangelo.
E ancora: “Lo strano caso dell’uomo che diceva di amare” in cui un omicida spezza le catene prima di ammazzare una donna “colpevole” solo ai suoi occhi; “Santissima dei villeggianti”, che con panzerotto in mano inneggia al turismo fuori controllo; “It’s my life” che invita alla riflessione sul tema del fine vita e “I draghi non esistono: la disabilità è solo negli occhi di chi guarda” che inscena la storia di Fiamma e Ombra.
"Una valvola di sfogo"
“Il Carnevale è quel momento in cui la società abbandona le regole per poi tornare a rispettarle. È come se fosse la valvola di sfogo che consente alla pentola di funzionare”, spiega Danilo Daresta presidente della fondazione Carnevale di Putignano. “È il nostro patrimonio socio-culturale - aggiunge - fatto dalla capacità artigianale di maestri cartapestai e attori. La sfilata è la punta dell’iceberg”.
La parata di pezze colorate
Anche la via principale, corso Umberto I, si presenta col suo vestito migliore. Lungo il lato destro che porta al palco, le luci comunali ospitano una chilometrica parata di pezze colorate. Balconi e terrazzi non vogliono essere da meno. Vengono addobbati con cappelli tipici, nastri e soprattutto maschere. Ci sono le tradizionali che coprono solo la parte superiore del volto, Anonymous e quelle dei pirati con l’immancabile benda sull’occhio. Risaltano non solo per le dimensioni ma anche per il contrasto con il bianco dei palazzi. Aveva ragione l’ex sindaco Bernardo Notarangelo: “I putignanesi hanno i coriandoli nel sangue”.
AGI - Una valanga sull'alpe Meriggio ad Albosaggia, in Valtellina, ha provocato la morte di due scialpinisti e un ferito ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Sondrio, mentre un'altra persona è morta sulla Marmolada dopo essere stato travolta da un'altra slavina.
I tre sciatori erano impegnati in un'uscita fuori pista. A seguito dell'allarme sono stati attivati tre elicotteri: uno del Servizio Sanitario Regionale, uno della Guardia di Finanza e uno dei Vigili del Fuoco. Le operazioni di soccorso si sono svolte in condizioni ambientali particolarmente complesse, a quanto fa sapere il comando regionale dei vigili del fuoco, con intervento coordinato via aria. Due delle persone coinvolte sono state immediatamente raggiunte dal personale sanitario elitrasportato sul posto. Per una di esse non è stato possibile fare altro che constatare il decesso, mentre la seconda è stata stabilizzata in condizioni critiche. La terza persona è stata successivamente individuata sotto il manto nevoso ed estratta dai Saf (Speleo Alpino Fluviali) dei Vigili del Fuoco, ed elitrasportato col Drago 150, in questo periodo Olimpico di stanza a Livigno. Nonostante il rapido intervento e le manovre di soccorso, l'uomo è però deceduto. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto. La valanga è avvenuta nella parete Nord del Pizzo Meriggio, comune di Albosaggia (SO).
Sulla Marmolanda, uno scialpinista italiano di circa 40 anni è morto dopo essere stato travolto da una valanga - la seconda di oggi in Trentino - lungo il versante trentino della Marmolada nei pressi di Punta Serauta. La slavina ha travolto altri quattro escursionisti. La notizia e' stata resa dal Soccorso alpino trentino.
Sempre oggi, una slavina ha travolto quattro scialpinisti nella zona di Bellamonte in Val di Fiemme in Trentino. La slavina si è staccata nella zona di Forte Bruso nel territorio comunale di Predazzo. Sul posto sono in sorvolo due elicotteri che hanno portato in quota le squadre di soccorritori della Guardia di Finanza e del Cnsas. Secondo le prime informazioni dei soccorritori, uno dei quattro e' ricoverato in condizioni gravissime all'ospedale 'Santa Chiara' di Trento. Le condizioni di un secondo scialpinista vengono date molto gravi mentre gli altri due sarebbero feriti in maniera lieve.
AGI - Scontri al corteo degli antagonisti a Milano organizzato per protestare contro gli organizzatori dei Giochi Olimpici. La polizia di Stato ha risposto con l'uso di lacrimogeni e l'idrante a un fitto lancio di petardi e fuochi d'artificio al tentativo di una parte di manifestanti di avvicinarsi allo sbarramento collocato all'imbocco della tangenziale a Corvetto.
Sei manifestanti portati in Questura
Sei delle sette persone bloccate da polizia e carabinieri nella fase degli scontri al corteo di Milano contro le Olimpiadi sono state accompagnate in Questura. La loro posizione e' al vaglio. Sono tutte italiane. "Tutti liberi, tutte libere", ha intonato in coro una parte degli ultimi duemila manifestanti all'altezza della stazione di Brenta prima di sciogliersi e chiudere la manifestazione.
Il video degli scontri
Vandalizzata la sede del Coni
I muri esterni della Casa della Sport di Milano, che ospita gli uffici di Sport e Salute e del Coni, è stata vandalizzata nella notte con vernice rossa. L'azione è stata fatta dai "Guerrieri V_V", attivisti no vax, che hanno vergato le scritte "Oms organizzazione criminale" e "Coni complice del vaxcidio". La vernice, dopo il sopralluogo delle forze dell'ordine, è stata rimossa.
Il corteo nazionale contro i Giochi
Il corteo nazionale si muove contro presunte "nocività olimpiche" dei Giochi di Milano-Cortina 2026. I manifestanti si sono messi in moto da piazza Medaglie d'oro in direzione di corso Lodi.
La galassia dei manifestanti
Ad animare la protesta sono i centri sociali, i collettivi studenteschi, le associazioni per il diritto alla casa, i sindacati di base, movimenti politici extraparlamentari e pro Pal. Tra i temi della contestazione spaziano dalla "deriva securitaria del dl 1660 e al razzismo di Stato sui corpi di migranti e persone razzializzate, della rabbia transfemminista contro il patriarcato sociale e istituzionale".
Il percorso dei manifestanti
Il percorso, lungo quasi 4 chilometri, si snoderà nella area sud-est della città con la fine individuata in piazzale Corvetto.
Lontano dai siti istituzionali (il braciere olimpico e Casa Italia) e dagli impianti di gara, la manifestazione lambirà il Villaggio olimpico, allestito nell'ex scalo ferroviario di Porta Romana.
Gli accessi sono bloccati dai blindati delle forze dell'ordine, le barriere mobili e le squadre dei reparti inquadrati di polizia, carabinieri e guardia di finanza.
È tutto in una tabella. Date, causali, importi. E poi una cifra che fa scattare la miccia: 49.174.987 euro. Open il 2 febbraio la raccontava così: tra il primo luglio e il 24 dicembre 2025 la gestione commissariale di Ilva avrebbe versato ad ArcelorMittal — mentre è in causa con il gruppo per cifre enormi — quasi 50 milioni di euro per attività di decontaminazione previste dal contratto d’affitto degli impianti (articolo 20.4). A stretto giro è arrivata la smentita dei commissari che ha spento la prima fiamma: non è stata pagata ArcelorMittal, dicono. Il destinatario è Acciaierie d’Italiain amministrazione straordinaria, cioè la società che oggi gestisce gli impianti. La confusione è nata da un refuso rimasto in un allegato, dove comparirebbe ancora la vecchia denominazione “ArcelorMittal Italia”.
Passi per il refuso, ma quei rimborsi esistono
Fine? No. Perché il punto non è il nome sbagliato. Il punto è che quei pagamenti esistono, sono ricorrenti e si inseriscono in un assetto che assomiglia a un paradosso amministrativo: due amministrazioni straordinarie che si incastrano. Da un lato Ilva, commissariata, che gestisce un conto pubblico destinato a spese ambientali e voci collegate (il “conto speciale 6055”). Dall’altro Acciaierie d’Italia, commissariata, che gestisce gli impianti e riceve rimborsi e sostegni per non fermare tutto. I documenti ufficiali del conto 6055 parlano chiaro. Nel secondo semestre 2022 risultano rimborsi per «decontaminazione» ex art. 20.4 pari a 47.184.785 euro. Nel secondo semestre 2023 la stessa voce vale 39.129.067 euro. Nel secondo semestre 2024 cambia il beneficiario, coerentemente con la nuova gestione, e compaiono «rimborsi ad Acciaierie d’Italia in A.S.» per 33.003.520 euro. Sempre nel 2024 appare un’altra riga che pesa più di molte dichiarazioni pubbliche, perché tradotta in italiano corrente significa: tenere in piedi l’autorizzazione ambientale senza la quale lo stabilimento non può operare. Sono 23.594.600 euro per la garanzia finanziaria legata all’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).
L’ex Ilva (Imagoeconomica).
Dove sono finiti esattamente i soldi?
A questo punto però sorgono tre domande. Questi soldi, voce per voce, che cosa hanno pagato? “Decontaminazione” non è una parola magica. Vuol dire cantieri, fornitori, stati di avanzamento, controlli, collaudi, tempi. Vuol dire anche risultati misurabili. Se esiste un elenco dettagliato — e deve esistere — la domanda è semplice: perché non pubblicarlo in modo leggibile, progetto per progetto? In seconda battuta, chi certifica che ogni tranche corrisponda a lavori reali e verificati? Chi valida, con quale procedura e con quali responsabilità? Finché la risposta resta nei circuiti chiusi, ogni cifra diventa opaca, anche quando è formalmente “vincolata”. Infine: che effetto ha prodotto tutto questo sulla crisi complessiva? Perché il conto speciale è un binario; l’altro binario è la sopravvivenza industriale. Nel luglio 2024 il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha annunciato l’ok europeo al prestito ponte da 320 milioni per Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, con tasso annuo 11,6 per cento, presentandolo come un passaggio chiave per la continuità. Eppure a febbraio 2026 si torna a parlare di proroga della cassa integrazione straordinaria fino a 4.450 lavoratori. Se questa è la traiettoria dopo rimborsi, garanzie e prestiti, la domanda non è ideologica, è industriale: dov’è il piano che chiude il cerchio tra produzione, investimenti, ambiente e lavoro? E dov’è scritto con date, soldi e obiettivi verificabili? A rendere tutto più fragile c’è poi lo scontro legale: richiesta di danni da 7 miliardi contro ArcelorMittal e amministratori, e contro-pretesa da 1,8 miliardi contro l’Italia. Cause enormi mentre la gestione quotidiana continua a bruciare cassa.
Adolfo Urso (Imagoeconomica).
L’Ilva secondo Flacks
Nel frattempo si apre la partita della vendita. Il Mimit ha dato mandato ai commissari di Ilva e di Acciaierie d’Italia di negoziare in esclusiva con Flacks Group, citando anche possibili partenariati industriali. Qui non è una questione di tifoserie. È una questione di numeri, garanzie, scadenze. Ed è qui che l’ultima intervista di Michael Flacks alla Gazzetta del Mezzogiornodiventa utile. Flacks dice di voler cominciare da una produzione di 4 milioni di tonnellate di acciaio per arrivare a 6 milioni, legando tutto alla ripartenza del «secondo forno». Dice di voler «elettrificare due forni in due anni». Parla di «una nuova fonte di approvvigionamento energetico» da costruire a Taranto confrontandosi con il governo. Manca però un vero piano con costi, tempi, permessi, fabbisogni energetici, tappe obbligate. Anche sull’occupazione si limita a snocciolare qualche numero: all’inizio ci saranno 6.500 dipendenti, poi 8 mila e 10 mila. Bene. Ma dove sono le basi? Quali assunzioni, quali profili, quali tempi, quale formazione? Anche qui siamo a semplici slogan, senza un cronoprogramma. Sul rapporto con la città propone un comitato «indipendente» con esponenti politici e la Chiesa; dice che bisogna capire «perché ci si ammala» e garantire che non accada più. Parole che intercettano una ferita reale, ma senza dati, monitoraggi terzi, obiettivi e scadenze restano teatro. E poi ci sono frasi che, in un negoziato di questo livello, non sono folclore: sono un test di credibilità. Evoca i Beatles (Quando visiterò Taranto? «Se ve lo dicessi, succederebbe come quando i Beatles sono andati in America, accolti da folle oceaniche. Quando avrò le chiavi dal governo, verrò in visita») e Dio («Non si tratta di fortuna, è Dio che decide […] voglio solo che tra tutti noi ci sia il dialogo, che siamo tutti amici»). È comunicazione, si dirà. Ma quando i numeri mancano, la comunicazione non basta.
L’intervista di Michael Flacks alla Gazzetta del Mezzogiorno.
Sui soldi serve chiarezza
Infine, la questione più semplice: i soldi. Flacks afferma che lo Stato non farà parte della società, salvo ipotizzare un piccolo ingresso futuro di partner industriali. Benissimo. Allora la domanda pubblica è aritmetica: quanta equity cash mette il privato, quando, con quali garanzie? E quali obblighi vincolanti accetta su produzione, investimenti, ambiente e occupazione? E cosa succede se non li rispetta? Il refuso ha acceso la miccia. Ma la sostanza resta lì: dal conto 6055 escono decine di milioni da anni; dal bilancio pubblico arrivano prestiti ponte; e intanto la cassa integrazione ritorna. Fino a prova contraria, questa non è strategia: è gestione del tempo. E il modo per smentirlo è uno solo: trasparenza operativa, rendicontazione comprensibile e un piano industriale verificabile mese per mese.
AGI - È arrivato qui con una colonna di auto davvero impressionante: 45 mezzi tra sicurezza, staff, jammer per bloccare le onde radio (e quindi possibili congegni azionabili a distanza), forze speciale e molto altro. In tutto oltre 300 persone che hanno occupato quattro interi piani del lussuosissimo Excelsior Hotel Gallia.
Il vicepresidente degli Stati Uniti d'America J. D. Vance ha fatto della sua visita milanese un mix di diplomazia (lunghissima il bilaterale con la premier Meloni), tifo sportivo (per la nazionale di hockey prima, e alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi poi) e famiglia (con il fuoriprogramma di una passeggiata notturna con la moglie Usha tra Centrale e Duomo nonostante la pioggia di giovedì sera e la visita privata al Cenacolo di Leonardo oggi).
L'hotel e la protezione degli ospiti
Tanti i curiosi che in questi giorni si sono piazzati qui davanti per cercare di scorgere il numero due della Casa Bianca. Ma l'hotel, trasformato per due giorni in un quartier generale del governo di Washington, ha saputo come proteggere i suoi, numerosi ospiti dagli occhi e dai telefonini dei curiosi.
Papa Leone XIV, il primo pontefice statunitense, deve vedersela con un presidente megalomane e per alcuni pericoloso come Donald Trump. Forse anche per questo è stato eletto dai suoi confratelli cardinali l’8 maggio scorso, un po’ come avvenne con Giovanni Paolo II all’epoca della Cortina di ferro. Il paragone non è azzardato, considerati gli attriti crescenti fra la Chiesa cattolica e la Casa Bianca, e la posizione assunta dalla Santa Sede sulla politica estera Usa, sulla quella migratoria e sui tagli agli aiuti internazionali, al settore sanitario e ai servizi sociali. Fra l’altro il gelo fra Chiesa cattolica e Casa Bianca rischia di diventare un serio problema per il partito repubblicano in vista delle elezioni di midterm, soprattutto se si tiene presente che il voto cattolico favorì in modo determinante Trump nella corsa elettorale del 2024.
Donald Trump (Ansa).
I richiami del Papa: da Cuba al trattato sulle armi nucleari
Il clima insomma è tutt’altro che sereno. Lo si è visto anche domenica scorsa quando all’Angelus il Papa ha parlato della crisi fra gli Stati Uniti e Cuba, invitando «tutti i responsabili a promuovere un dialogo sincero ed efficace per evitare la violenza e ogni azione che possa aumentare le sofferenze del caro popolo cubano». Il riferimento era alla decisione della Casa Bianca di impedire a qualsiasi petroliera di raggiungere Cuba. Una stretta che sta mettendo in ginocchio la già fragile economia dell’isola caraibica. Trump ha successivamente accennato a un possibile accordo con L’Avana, ma di certo dopo l’operazione Maduro, la preoccupazione Oltretevere che si possa arrivare a un’escalation militare con conseguenze pesanti per la popolazione civile è tangibile. Tanto che nelle prossime settimane i vescovi cubani saranno ricevuti in visita ad limina apostolorum da Leone. Pressoché inascoltato è stato poi l’appello del pontefice per il rinnovo del New Start, l’ultimo trattato sulle armi nucleari rimasto in vigore tra Russia e Stati Uniti. Giovedì 5 febbraio è scaduto, anche se ci sarebbero ancora margini per una proroga. «È quanto mai urgente sostituire la logica della paura e della diffidenza con un’etica condivisa capace di orientare le scelte verso il bene comune e di rendere la pace un patrimonio custodito da tutti», aveva detto Leone.
Papa Leone XIV (Imagoeconomica).
Parolin in difesa del diritto internazionale
Non solo. Il Segretario di Stato Pietro Parolin aveva chiesto a più riprese ai leader mondiali di rispettare il diritto internazionale e di non rinunciare al multilateralismo, considerati requisiti essenziali per risolvere le crisi globali. L’esatto opposto della politica trumpiana, volta ad affermare la supremazia americana in termini economici e militari. Anche la richiesta arrivata dagli Usa al Vaticano di entrare a far parte del board of pace ha lasciato piuttosto fredda la Santa Sede, non ultimo per via del progetto – in sé discutibile – di trasformare la Striscia in una riviera turistica di lusso.
Il cardinale Pietro Parolin (Imagoeconomica).
Le critiche della Chiesa dopo le violenze dell’Ice
Al di là dei problemi internazionali, è all’interno degli Stati Uniti che il conflitto con la Chiesa sta diventando dirompente, in particolare dopo le operazioni condotte dall’Ice (Immigration and Customs Enforcement) a Minneapolis. Le violenze hanno suscitato proteste in tutto il Paese, e la voce di vescovi, cardinali ed esponenti del laicato cattolico si è levata con decisione contro la Casa Bianca, tanto che 300 leader cattolici hanno chiesto al Congresso che l’agenzia paramilitare non venga rifinanziata. Un appello che si aggiunge alla critica di tre cardinali statunitensi – Robert McElroy, Blase Cupich e Joseph Tobin, arcivescovi di Washington, Chicago e Newark – contro l’aggressiva politica estera del tycoon. «È chiaro che dobbiamo tornare a comprendere cosa significhi la dignità umana», ha affermato Cupich all’emittente Ms Now affrontando poi il nodo della crisi interna degli Stati Uniti scaturita dalle violenze dell’Ice contro i migranti o chiunque è sospettato di esserlo in base al colore della pelle. «Insultare, riferirsi alle persone come parassiti, animali o spazzatura», ha aggiunto il porporato, «ci mette davvero in una posizione molto difficile in questo Paese». Il cardinale si è quindi spinto a un parallelo con il nazismo. Parlando in occasione del Giorno della Memoria, ha ricordato che l’Olocausto «non è iniziato con i campi di concentramento, ma con le parole. Penso che dobbiamo tenerlo a mente e imparare dalla storia che le parole contano».
AGI - Interventi di tecnici e forze dell'ordine per danneggiamenti che hanno interessato le linee ferroviarie nel nodo di Bologna. Dopo i problemi causati a Pesaro dall'incendio di una cabina elettrica, la circolazione ferroviaria nei pressi di Bologna Centrale è rallentata con ritardi fino a 90 minuti, variazioni e cancellazioni.
Stop e rallentamenti anche sull’Alta Velocità
Alle 9 del mattino i primi problemi, con uno stop momentaneo anche all'Alta Velocità oltre che ai regionali e Intercity.
Ipotesi sabotaggio
È presumibilmente doloso, ma al momento non rivendicato, l'incendio di un deviatoio sulla linea ferroviaria Bologna-Venezia, all'altezza di Castel Maggiore. Il rogo ha procurato la rottura dei cavi elettrici preposti al rilevamento della velocità e conseguenti, forti rallentamenti della circolazione e deviazione sulla linea sopraelevata. Sul posto è intervenuta la Polizia, con Polfer e Digos: accertamenti in corso, al momento non è esclusa alcuna ipotesi.
Ripresa della circolazione dopo l’intervento di Rfi
Dopo l'intervento dei tecnici Rfi, intorno alle 11 la ripresa della circolazione ferroviaria.
Salvini, atti di terrorismo per bloccare l'Italia
"Gravissimo. Tra scioperi selvaggi, blocchi dei binari e delle stazioni, boicottaggi e veri e propri atti di terrorismo, le provano tutte per danneggiare l'Italia". Lo scrive su Instagram il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini in merito alle azioni di sabotaggio, che hanno provocato disagi alla circolazione dei treni. "Eppure - prosegue il ministro - sono anni in cui sulla rete ferroviaria registriamo il massimo storico di cantieri, investimenti, treni circolanti e passeggeri trasportati. L'Italia fatta dalle persone di buona volontà corre, come dimostrano queste straordinarie Olimpiadi fortemente volute dalla Lega, perché è più forte dell'odio e della violenza di pochi criminali. E nessuno più li giustifichi o li chiami 'bravi ragazzi'...Avanti, senza paura".
Fs, Gravi danni da sabotaggio a infrastruttura
"Nella mattinata odierna sono stati riscontrati gravi danni all'infrastruttura ferroviaria riconducibili ad azioni di sabotaggio, che hanno provocato disagi alla circolazione dei treni, attualmente in progressiva ripresa. Sulla linea Ancona-Rimini, in prossimità di Pesaro, è stato segnalato un incendio doloso che ha interessato una cabina dedicata alla movimentazione di uno scambio. A seguito dell'intervento dei Vigili del Fuoco e dei rilievi effettuati dalle Autorità competenti, i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana sono intervenuti immediatamente, riuscendo a ripristinare uno dei due binari e a consentire la ripresa parziale della circolazione. Sono tuttora in corso le attività tecniche per il completo ripristino dell'infrastruttura danneggiata". Cosi' in una nota Fs dopo i forti disagi alla circolazioni nel nodo di Bologna e vicino Pesaro.
"Un secondo episodio - prosegue la noyta di Fs - si è verificato a Bologna, dove la sala operativa di Rfi ha rilevato un'anomalia sulla bretella ferroviaria di collegamento tra la linea Bologna-Venezia e la stazione AV di Bologna. I tecnici di Rfi, giunti tempestivamente sul posto, hanno accertato il danneggiamento doloso di alcuni cavi essenziali per i sistemi di circolazione e hanno immediatamente informato la Polfer". "Conclusi i rilievi alle ore 11, il personale tecnico di Rete Ferroviaria Italiana ha operato senza interruzioni per il ripristino dell'infrastruttura, consentendo la riattivazione della circolazione alle ore 12.30. Durante l'interruzione, i treni hanno registrato ritardi e cancellazioni, poiché la fermata era possibile presso la stazione di Bologna in superficie", sottolinea la nota. "Le donne e gli uomini del Gruppo FS, impegnati nelle attività di manutenzione e nell'assistenza ai passeggeri, sono intervenuti con rapidita' e professionalita' per limitare i disagi, ripristinare la circolazione nel più breve tempo possibile e garantire il massimo supporto alle persone coinvolte", conclude Fs.
Il Mit, azioni di una gravità inaudita
"Queste azioni di inaudita gravità non sporcano in alcun modo l’immagine dell’Italia nel mondo, che proprio i Giochi renderanno ancora più convincente e positiva", si legge nella nota del Mit in cui si osserva che "i gravi episodi di sabotaggio avvenuti questa mattina nei pressi della stazione di Bologna e a Pesaro, che hanno causato pesanti disagi a migliaia di viaggiatori, sono preoccupanti e ricalcano gli atti di terrorismo verificatisi in Francia a poche ore dalla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Parigi".
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini "segue con attenzione l’evolversi della situazione su cui stanno lavorando le forze dell’ordine" fa sapere ancora il Mit sottolineando che "le Olimpiadi Milano Cortina 2026, fortemente volute da Salvini, rappresentano un obiettivo raggiunto di straordinaria importanza".