Si intitola “Coltiviamo Agricoltura Sociale”, è il bando di Confagricoltura, Senior-L’età della Saggezza Onlus, Reale Foundation e Rete delle Fattorie Sociali, con il ministero dell’Agricoltura, giunto all’edizione numero 10, e che premia anche quest’anno, con 40 mila euro ciascuno, tre progetti nel nome della solidarietà. Protagonista è Angelo Santori, presidente Senior-L’Età della Saggezza Onlus. Che è lo zio di Fabrizio Santori, ora della Lega, segretario dell’assemblea capitolina, con un passato (ancora più) a destra…
Per l’ultimo saluto a Carnevale c’era anche l’Osservatore Romano
Ultimo saluto a Corrado Carnevale, l’ammazzasentenze, nella basilica romana di Cristo Re, in viale Mazzini. In una chiesa non affollata c’erano l’avvocato classe 1938 Franco Coppi e il direttore del quotidiano della Santa Sede, L’Osservatore Romano: Andrea Monda ama sempre dire che è “straniero”, dato che lavora in Vaticano. Fatto sta che i “Monda brothers” sono i nipoti di uno storico big democristiano calabrese come Riccardo Misasi, ministro nella Prima Repubblica.
Al Tg5 piace De Scalzi, ma non le pale eoliche
Tempo di nomine “pesanti” per il governo di Giorgia Meloni, e a Palazzo Chigi si dice che nel prossimo consiglio dei ministri l’argomento verrà affrontato. Intanto qualcuno si muove: nel Tg5 di domenica 8 febbraio, nell’edizione delle 13 è andato in onda un articolato servizio dedicato al mondo dell’energia, dove all’inizio è stato elogiato senza riserve Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni protagonista di nuovi successi in Congo nel settore petrolifero. Nella seconda metà dello stesso servizio, cambio di passo con pesanti commenti contro le pale eoliche, ma senza citare possibili “colpevoli”. Se da una parte Descalzi è stato promosso a pienissimi voti, con chi ce l’aveva Mediaset parlando di elettricità? Ah, saperlo…
La partita per il posto di Bitonci al Mimit e i calcoli della Lega
Tra la difesa pubblica di Andrea Pucci e l’attacco alle «bande di delinquenti» e «nemici dell’Italia» che hanno l’ardire di manifestare contro le Olimpiadi, Giorgia Meloni deve anche trovare il tempo per sistemare qualche casella vacante nell’esecutivo. Non si può parlare di rimpastino, certo, ma la poltrona di sottosegretario al Ministero delle imprese e del made in Italy liberata dal leghista Massimo Bitonci, chiamato dal presidente del Veneto Alberto Stefani in Giunta, deve essere riempita.

Favorito il leccese Marti
Essendo bega leghista, l’incastro non sarà una passeggiata. Anche perché la bomba Vannacci ha scombinato le carte in tavola. Prima che l’ex generale strappasse con Matteo Salvini, sul posto di Bitonci aveva messo gli occhi il vicesegretario Claudio Durigon, intenzionato a promuovere il senatore leccese Roberto Marti. Ex forzista, nel 2017 è passato alla Lega di cui è coordinatore regionale in Puglia. Dopo la mancata elezione alle Europee 2024, Marti potrebbe rifarsi con una poltrona governativa. Senza contare il fatto che lascerebbe il posto di presidente della commissione Cultura al Senato al mantovano Andrea Paganella, ex stretto collaboratore di Salvini (come capo segreteria e poi al Viminale, nonché ex socio di Luca Morisi) che, in questo gioco a incastri, libererebbe a sua volta l’incarico di segretario d’Aula a Palazzo Madama. Per la poltrona di Bitonci, però, sgomita anche la veneta Mara Bizzotto, leghista della prima ora.
Ed è ancora viva, sebbene debole, l’ipotesi di un trasferimento a Roma di Guido Guidesi, assessore lombardo alle Attività produttive. Guidesi, tra gli ex deputati più vicini al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e già sottosegretario ai Rapporti con il parlamento nel Conte I (ministro era il cinque stelle Riccardo Fraccaro), nel 2021 venne “inviato” in Regione Lombardia proprio con l’idea di garantire una successione ad Attilio Fontana. Anche se su questo fronte l’accordo siglato tra Salvini e Meloni, che prevedeva la blindatura leghista del Veneto in cambio della Lombardia, pare aver congelato ogni ambizione degli ex lumbard. Vedremo.

Salvini potrebbe premiare il Centro-Sud in ottica anti Vannacci
Lo strappo di Vannacci, dicevamo, ha però innescato un terremoto nella Lega e nel centrodestra. Salvini, per evitare nuove fuoriuscite verso Futuro Nazionale (dopo quelle del barese Roberto Sasso e di Edoardo Ziello, nato a Civitavecchia ma pisano d’adozione), potrebbe promuovere al Mimit un esponente del Centro-Sud, area in cui l’ex generale ha più presa. Un modo per sottolineare l’attenzione di via Bellerio e la vocazione nazional-sovranista del partito. Per questo le quotazioni di Marti, già alte, stanno risalendo.

Resta aperta la partita per il dopo Savona alla Consob
Ma c’è un’altra partita che Meloni deve gestire. E si tratta della nomina del nuovo presidente della Consob. Riassumendo: il Mef e Palazzo Chigi avevano trovato la quadra su Federico Freni, sottosegretario all’Economia. Un nome che, si mormora, non dispiacerebbe a Francesco Gaetano Caltagirone. L’editore-costruttore dormirebbe sonni più tranquilli con una persona fidata al posto di Paolo Savona, vista la partita in corso per Generali. Antonio Tajani però all’ultimo si è messo di traverso. Forza Italia, che al dossier banche tiene parecchio, è contraria a una nomina politica e punta su un profilo tecnico. Come quello di Federico Cornelli, attuale commissario della Consob stimato anche dalle parti di via della Scrofa. Tra i nomi papabili c’è pure quello di Marina Brogi, professoressa di Economia e tecnica alla Bicocca di Milano. Il governo ha tempo fino all’8 marzo per decidere. E dunque ci sono ancora i margini per una trattativa. Certo è che l’eventuale nomina di Freni avrebbe liberato un posto al governo e uno in parlamento (con l’indizione di elezioni suppletive). Poltrone e candidature sono una merce preziosa per Salvini. Che ora più che mai sta cercando di puntellare la sua leadership.

Ex Ilva, l’Ue approva il prestito di salvataggio: come verrà utilizzato
La Commissione europea ha autorizzato il prestito di salvataggio fino a 390 milioni di euro ad Acciaierie d’Italia. Il finanziamento, che avrà la durata massima di sei mesi, servirà a coprire i costi operativi dell’impresa (tra cui pagamento di fornitori e salari), garantendo la continuità operativa all’ex Ilva, principale produttore siderurgico integrato italiano, fino al trasferimento delle attività al nuovo operatore che sarà selezionato tramite la gara in corso. A fine gennaio il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha dato mandato ai commissari di Ilva e di Acciaierie d’Italia di negoziare in esclusiva con Flacks Group.
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Visto che il settore siderurgico è attualmente escluso dagli Orientamenti sugli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione del 2014, la Commissione europea ha valutato la misura alla luce delle norme Ue in materia di aiuti di Stato, che consentono ai Ventisette di sostenere lo sviluppo di determinate attività economiche a determinate condizioni.
Tim sconfitta nella gara internazionale per la rete in fibra in Kuwait
Alla fine, la gara in Kuwait per la realizzazione e la manutenzione della rete in fibra nel Paese, a cui aveva partecipato Tim assieme al gruppo dell’imprenditore kuwaitiano Fouad Al-Ghanim, non è andata bene per l’ex monopolista dei telefoni. La vicenda aveva già fatto registrare parecchie discussioni in alcune riunioni del consiglio di amministrazione di Tim, e la notizia ora è che il bando è stato vinto da Etisalat, un’azienda di telecomunicazioni emiratina. Tim è dunque uscita sconfitta nella prima gara internazionale a cui ha partecipato negli ultimi anni. Nonostante la benevolenza della Farnesina e in particolare del suo titolare Antonio Tajani. L’amministratore delegato di Tim Pietro Labriola sembrava aver già individuato in Eugenio Santagata, ex capo dei Public affairs & Security Officer, nonché ceo della chiacchieratissima Telsy, l’uomo giusto per occuparsi dell’impresa. Appena portato il progetto in consiglio di amministrazione, i consiglieri però l’avevano subito bocciato. Santagata poi è finito in Fincantieri. Mentre gli affari in Kuwait sono finiti con un nulla di fatto.

Mps-Mediobanca, dirigente del Mef indagato per insider trading
La Procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati Stefano Di Stefano, dirigente del ministero dell’Economia e delle Finanze e membro del cda del Monte dei Paschi di Siena, finito sotto la lente dei pm dopo l’analisi del suo smartphone, sequestrato a novembre dalla Guardia di Finanza nell’inchiesta sul risiko bancario. Ipotizzato il reato di insider trading: a ridosso dell’Ops di Siena su Piazzetta Cuccia, Di Stefano avrebbe comprato azioni di Mediobanca e Mps, per circa 100 mila euro, ottenendo un guadagno di alcune migliaia di euro.

Gli incarichi di Di Stefano in Mps e al Mef
Componente del consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena da aprile 2022, nel cui ambito ricopre anche l’incarico di componente del Comitato Rischi e Sostenibilità, Di Stefano al Mef è Direttore Generale della Direzione Partecipazioni societarie e tutela degli attivi strategici del Dipartimento dell’Economia.

Chi è Annamaria Frigo, responsabile nazionale del tesseramento di Futuro Nazionale
Roberto Vannacci ha scelto la responsabile nazionale del tesseramento di Futuro Nazionale, che scatterà tra un paio di settimane (quota minima 10 euro). Si tratta di Annamaria Frigo, attualmente consigliera comunale a Bagni di Lucca e vannacciana della prima ora, cioè da quando l’ex generale «presentò il libro Il mondo al contrario», come ha spiegato lei stessa a Querceta, sempre in provincia di Lucca, alla firma dell’atto costitutivo del nuovo partito.
Chi è Annamaria Frigo, “lady tessere” di Futuro Nazionale
Laureata in Economia e commercio, Frigo è un’imprenditrice: fondatrice dell’agenzia formativa Estetica, è proprietaria di alcuni centri benessere e gestisce corsi di qualifica professionale della Regione Toscana. Per quanto riguarda la politica, da sette anni è collaboratrice del consigliere regionale Massimiliano Simoni (altro fedelissimo di Vannacci). «Abbiamo condiviso due campagne politiche per le Regionali, quando mi sono candidata con Fratelli d’Italia nel 2020 e poi 2025», quando aveva già aderito alla Lega, ha spiegato Frigo. Simoni, luogotenente toscano di Vannacci, è stato indicato come il futuro coordinatore nazionale del progetto.
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I parlamentari che hanno già aderito al partito di Vannacci
A Querceta, alla firma dell’atto costitutivo di Futuro Nazionale, erano presenti anche Edoardo Ziello e Rossano Sasso, freschi di addio alla Lega: entrambi, nei giorni scorsi, hanno votato contro la risoluzione di maggioranza sull’invio di armi in Ucraina, sposando di fatto la posizione dell’ex generale. Tra gli aderenti al nuovo partito c’è anche Emanuele Pozzolo, ex Fdi. Tra i possibili “uomini dell’ex generale” figura poi Domenico Furgiuele, il deputato leghista organizzatore della conferenza stampa di CasaPound sulla remigrazione alla Camera, poi saltata.
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La Lega Serie A vuole comprare il Fantacalcio
La Lega Serie A vuole comprare Fantacalcio da Quadronica, srl controllata al 50 per cento dagli imprenditori napoletani Nino Ragosta e Luigi Cutolo. Secondo quanto scrive Calcio e Finanza, confermando l’indiscrezione del Fatto Quotidiano, le società parleranno della possibile acquisizione nell’assemblea di Lega del prossimo 16 febbraio.
Quadronica ha rilevato il marchio da Gedi nel 2017
Quadronica, società fondata nel 2008 e che oggi ha 20 dipendenti, copre il 90 per cento del mercato del fantasport grazie all’app per smartphone dove inserire formazioni e calcolare i risultati, i voti “live” senza aspettare l’uscita dei quotidiani e la piattaforma per le aste. Quanto al nome, “Fantacalcio” è un marchio registrato: Quadronica l’ha comprato nel 2017 da Gedi, effettuando poi due anni dopo l’operazione di rebranding da Fantagazzetta a Fantacalcio.

Fantacalcio vanta tre milioni di giocatori abituali
Il Fantacalcio, che vanta circa tre milioni di giocatori abituali (e il doppio di iscritti), è oggi un business da 10 milioni di euro all’anno. Gli utili netti sfiorano i 4 milioni e sono in costante aumento, anche grazie a un’efficace raccolta pubblicitaria, che ha portato grossi sponsor sulle maglie delle fantasquadre, come Eni, McDonald e Bancomat.
De Siervo punta al controllo con il 51 per cento
Come sottolinea Calcio e Finanza, esistono già accordi commerciali tra Lega Serie A e Fantacalcio, che valgono una sorta di 10 per cento. Ma l’amministratore delegato Luigi De Siervo punta al controllo con il 51 per cento della società, valutata circa 40 milioni di euro, quasi il doppio rispetto a un paio d’anni fa.
Caso Sangiuliano, Maria Rosaria Boccia rinviata a giudizio
L’imprenditrice Maria Rosaria Boccia è stata rinviata a giudizio per stalking aggravato, lesioni e interferenze illecite nella vita privata ai danni dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. L’ha deciso il gup di Roma Gabriele Fiorentino. Alla donna vengono contestati anche i reati di diffamazione e false dichiarazioni nel curriculum in relazione all’organizzazione di alcuni eventi. La prima udienza del processo è stata fissata per il 6 ottobre.
Sangiuliano denunciò 33 episodi di stalking
L’inchiesta della procura di Roma è stata aperta dopo la denuncia dell’ex ministro che contestava a Boccia 33 episodi di stalking. Secondo l’accusa, la donna avanzava «continue richieste di essere portata a conoscenza dei colloqui istituzionali o con il proprio staff», si era fatta consegnare la chiave d’oro della città di Pompei e vessava quasi quotidianamente Sangiuliano, arrivando perfino a obbligarlo a tenere la porta del bagno aperta. Gli avvocati dell’imprenditrice controbattono: «Lui aveva potestà di interrompere quando voleva questo rapporto».















