Confagricoltura, Santori family

Si intitola “Coltiviamo Agricoltura Sociale”, è il bando di Confagricoltura, Senior-L’età della Saggezza Onlus, Reale Foundation e Rete delle Fattorie Sociali, con il ministero dell’Agricoltura, giunto all’edizione numero 10, e che premia anche quest’anno, con 40 mila euro ciascuno, tre progetti nel nome della solidarietà. Protagonista è Angelo Santori, presidente Senior-L’Età della Saggezza Onlus. Che è lo zio di Fabrizio Santori, ora della Lega, segretario dell’assemblea capitolina, con un passato (ancora più) a destra…

Confagricoltura, Santori family
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Il direttore di Rai Sport Petrecca non commenterà la chiusura di Milano‑Cortina dopo le polemiche

AGI - Il direttore di Rai SportPaolo Petrecca, non condurrà la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina, dopo le polemiche sulla telecronaca della cerimonia inaugurale.

È quanto apprende l'AGI in seguito all'incontro che c'è stato tra l'amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, e Petrecca. Secondo quanto trapela, era stato sconsigliato a Petrecca di fare la telecronaca e il risultato non all'altezza delle aspettative sarebbe nato dall'emergenza di dover sostituire il telecronista sportivo Auro Bulbarelli, che dopo lo spoiler sul ruolo di Mattarella nella cerimonia di apertura di Milano-Cortina, con una lettera aveva chiesto di non fare più lui la telecronaca.

Le ragioni della sostituzione e il caso Bulbarelli

Il risultato della telecronaca, giudicato non all'altezza delle aspettative, è direttamente collegato all'emergenza di dover sostituire all'ultimo minuto il telecronista sportivo Auro Bulbarelli. Bulbarelli aveva infatti chiesto di essere sollevato dall'incarico dopo aver causato un grave spoiler sul ruolo del Presidente Mattarella durante la cerimonia di apertura di Milano-Cortina. Questa situazione ha costretto Petrecca a subentrare, nonostante fosse stato sconsigliato di assumere il ruolo di commentatore, generando ulteriori polemiche.

La posizione della Rai e il confronto sindacale

"L'azienda non nasconde la testa sotto la sabbia" viene spiegato, ma l'auspicio è l'assunzione di responsabilità. Inoltre, c'è la richiesta di evitare strumentalizzazioni, dal momento che la Rai in questo momento è sotto gli occhi del mondo. È stata decisa quindi la convocazione dei rappresentanti sindacali con la richiesta a Petrecca da parte della Rai di "ristabilire i corretti rapporti con la redazione" affinché il confronto interno "non porti a oscurare i risultati" ottenuti dall'emittente. L'obiettivo è garantire la massima trasparenza e la corretta gestione della crisi interna.

Per l’ultimo saluto a Carnevale c’era anche l’Osservatore Romano

Ultimo saluto a Corrado Carnevale, l’ammazzasentenze, nella basilica romana di Cristo Re, in viale Mazzini. In una chiesa non affollata c’erano l’avvocato classe 1938 Franco Coppi e il direttore del quotidiano della Santa Sede, L’Osservatore Romano: Andrea Monda ama sempre dire che è “straniero”, dato che lavora in Vaticano. Fatto sta che i “Monda brothers” sono i nipoti di uno storico big democristiano calabrese come Riccardo Misasi, ministro nella Prima Repubblica.

Per l’ultimo saluto a Carnevale c’era anche l’Osservatore Romano
Per l’ultimo saluto a Carnevale c’era anche l’Osservatore Romano
Per l’ultimo saluto a Carnevale c’era anche l’Osservatore Romano
Per l’ultimo saluto a Carnevale c’era anche l’Osservatore Romano
Per l’ultimo saluto a Carnevale c’era anche l’Osservatore Romano
Per l’ultimo saluto a Carnevale c’era anche l’Osservatore Romano
Per l’ultimo saluto a Carnevale c’era anche l’Osservatore Romano

Al Tg5 piace De Scalzi, ma non le pale eoliche

Tempo di nomine “pesanti” per il governo di Giorgia Meloni, e a Palazzo Chigi si dice che nel prossimo consiglio dei ministri l’argomento verrà affrontato. Intanto qualcuno si muove: nel Tg5 di domenica 8 febbraio, nell’edizione delle 13 è andato in onda un articolato servizio dedicato al mondo dell’energia, dove all’inizio è stato elogiato senza riserve Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni protagonista di nuovi successi in Congo nel settore petrolifero. Nella seconda metà dello stesso servizio, cambio di passo con pesanti commenti contro le pale eoliche, ma senza citare possibili “colpevoli”. Se da una parte Descalzi è stato promosso a pienissimi voti, con chi ce l’aveva Mediaset parlando di elettricità? Ah, saperlo…

Mps-Mediobanca: alto dirigente del Mef indagato per insider trading

AGI - C'è un nuovo indagato nell'inchiesta sul caso Mps-Mediobanca. La procura di Milano ipotizza il reato di insider trading per Stefano Di Stefano, dirigente generale del ministero dell'Economia e delle Finanze e consigliere di amministrazione di Mps dall'aprile del 2022. Il suo telefono cellulare venne sequestrato dalla Guardia di finanza a novembre quando ancora non era indagato.

Dall'analisi del contenuto del telefono, sarebbe emerso che Di Stefano avrebbe acquistato centomila euro in azioni a ridosso dell'Ops di Mps su Mediobanca. Gli altri indagati - la notizia risaliva allo scorso novembre - sono il costruttore ed editore Francesco Gaetano Caltagirone, il numero uno di Luxottica, Francesco Milleri, e l'amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio.

La posizione del governo sulla scalata Mps-Mediobanca

Il 18 dicembre scorso Giancarlo Giorgetti ha preso la parola alla Camera per chiudere il perimetro politico della vicenda Monte dei Paschi-Mediobanca, finita sotto la lente della Procura di Milano. Il suo messaggio era stato netto: il Tesoro non ha guidato né condizionato la scalata, e le decisioni che hanno portato all'Offerta pubblica di acquisto e scambio su Mediobanca erano state assunte in autonomia dagli organi societari della banca senese. L'operazione, aveva chiarito il ministro dell'Economia, era stata "autonomamente deliberata" dal consiglio di amministrazione di Mps; il Mef, in quanto azionista, "aveva preso atto delle scelte della società e del loro razionale".

Il ruolo dello Stato azionista e del management

Nel ricostruire il contesto, Giorgetti ha rivendicato in quellla occasione una linea di condotta che separa il ruolo dello Stato azionista da quello del management. Le interlocuzioni con il sistema istituzionale e creditizio, aveva spiegato, si sono limitate a indicare la necessità di assetti in grado di garantire stabilità e futuro alla banca, "senza alcun tipo di ingerenza o pressione nei confronti degli attori e dei titolari dei diritti di voto". È la stessa impostazione che il ministro richiamava da tempo nel dibattito parlamentare: rafforzare il sistema bancario nazionale senza sostituirsi alle scelte delle imprese.

Bimba di 2 anni morta in casa a Bordighera, lividi sul corpo. Arrestata la madre

AGI - Una bambina di 2 anni è stata trovata morta nel suo lettino dai genitori, in località Morghe, a Bordighera. All'arrivo dei soccorritori la piccola era già morta. La morte sarebbe avvenuta per arresto cardiocircolatorio, ma sono in corso accertamenti. La madre della piccola, intanto, è stata arrestata per omicidio preterintenzionale.

La donna aveva raccontato che la piccola era caduta, ma che stava bene. Il medico legale avrebbe trovato sul corpo della bimba diversi lividi, non tutti compatibili con una possibile caduta. Ad insospettire gli inquirenti, anche gli spostamenti della donna. Dopo un lungo interrogatorio è stata poi arrestata. 

Sul corpo lividi compatibili con una caduta

Sul corpo sono stati trovati alcuni lividi trovata priva di conoscenza questa mattina nel proprio lettino dai genitori, che hanno subito allertato il 118. La piccola sarebbe morta per arresto cardiocircolatorio. I segni potrebbero essere compatibili con una caduta, riferita dalla madre della bimba ai militari e che sarebbe avvenuta ieri sera. 

La partita per il posto di Bitonci al Mimit e i calcoli della Lega

Tra la difesa pubblica di Andrea Pucci e l’attacco alle «bande di delinquenti» e «nemici dell’Italia» che hanno l’ardire di manifestare contro le Olimpiadi, Giorgia Meloni deve anche trovare il tempo per sistemare qualche casella vacante nell’esecutivo. Non si può parlare di rimpastino, certo, ma la poltrona di sottosegretario al Ministero delle imprese e del made in Italy liberata dal leghista Massimo Bitonci, chiamato dal presidente del Veneto Alberto Stefani in Giunta, deve essere riempita.

La partita per il posto di Bitonci al Mimit e i calcoli della Lega
Massimo Bitonci (Imagoeconomica).

Favorito il leccese Marti

Essendo bega leghista, l’incastro non sarà una passeggiata. Anche perché la bomba Vannacci ha scombinato le carte in tavola. Prima che l’ex generale strappasse con Matteo Salvini, sul posto di Bitonci aveva messo gli occhi il vicesegretario Claudio Durigon, intenzionato a promuovere il senatore leccese Roberto Marti. Ex forzista, nel 2017 è passato alla Lega di cui è coordinatore regionale in Puglia. Dopo la mancata elezione alle Europee 2024, Marti potrebbe rifarsi con una poltrona governativa. Senza contare il fatto che lascerebbe il posto di presidente della commissione Cultura al Senato al mantovano Andrea Paganella, ex stretto collaboratore di Salvini (come capo segreteria e poi al Viminale, nonché ex socio di Luca Morisi) che, in questo gioco a incastri, libererebbe a sua volta l’incarico di segretario d’Aula a Palazzo Madama. Per la poltrona di Bitonci, però, sgomita anche la veneta Mara Bizzotto, leghista della prima ora.

La partita per il posto di Bitonci al Mimit e i calcoli della Lega
La partita per il posto di Bitonci al Mimit e i calcoli della Lega
La partita per il posto di Bitonci al Mimit e i calcoli della Lega
La partita per il posto di Bitonci al Mimit e i calcoli della Lega

Ed è ancora viva, sebbene debole, l’ipotesi di un trasferimento a Roma di Guido Guidesi, assessore lombardo alle Attività produttive. Guidesi, tra gli ex deputati più vicini al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e già sottosegretario ai Rapporti con il parlamento nel Conte I (ministro era il cinque stelle Riccardo Fraccaro), nel 2021 venne “inviato” in Regione Lombardia proprio con l’idea di garantire una successione ad Attilio Fontana. Anche se su questo fronte l’accordo siglato tra Salvini e Meloni, che prevedeva la blindatura leghista del Veneto in cambio della Lombardia, pare aver congelato ogni ambizione degli ex lumbard. Vedremo.

La partita per il posto di Bitonci al Mimit e i calcoli della Lega
Guido Guidesi (Imagoeconomica).

Salvini potrebbe premiare il Centro-Sud in ottica anti Vannacci

Lo strappo di Vannacci, dicevamo, ha però innescato un terremoto nella Lega e nel centrodestra. Salvini, per evitare nuove fuoriuscite verso Futuro Nazionale (dopo quelle del barese Roberto Sasso e di Edoardo Ziello, nato a Civitavecchia ma pisano d’adozione), potrebbe promuovere al Mimit un esponente del Centro-Sud, area in cui l’ex generale ha più presa. Un modo per sottolineare l’attenzione di via Bellerio e la vocazione nazional-sovranista del partito. Per questo le quotazioni di Marti, già alte, stanno risalendo.

La partita per il posto di Bitonci al Mimit e i calcoli della Lega
Edoardo Ziello e Rossano Sasso (Ansa).

Resta aperta la partita per il dopo Savona alla Consob

Ma c’è un’altra partita che Meloni deve gestire. E si tratta della nomina del nuovo presidente della Consob. Riassumendo: il Mef e Palazzo Chigi avevano trovato la quadra su Federico Freni, sottosegretario all’Economia. Un nome che, si mormora, non dispiacerebbe a Francesco Gaetano Caltagirone. L’editore-costruttore dormirebbe sonni più tranquilli con una persona fidata al posto di Paolo Savona, vista la partita in corso per Generali. Antonio Tajani però all’ultimo si è messo di traverso. Forza Italia, che al dossier banche tiene parecchio, è contraria a una nomina politica e punta su un profilo tecnico. Come quello di Federico Cornelli, attuale commissario della Consob stimato anche dalle parti di via della Scrofa. Tra i nomi papabili c’è pure quello di Marina Brogi, professoressa di Economia e tecnica alla Bicocca di Milano. Il governo ha tempo fino all’8 marzo per decidere. E dunque ci sono ancora i margini per una trattativa. Certo è che l’eventuale nomina di Freni avrebbe liberato un posto al governo e uno in parlamento (con l’indizione di elezioni suppletive). Poltrone e candidature sono una merce preziosa per Salvini. Che ora più che mai sta cercando di puntellare la sua leadership.

La partita per il posto di Bitonci al Mimit e i calcoli della Lega
Federico Freni (Imagoeconomica).

Ex Ilva, l’Ue approva il prestito di salvataggio: come verrà utilizzato

La Commissione europea ha autorizzato il prestito di salvataggio fino a 390 milioni di euro ad Acciaierie d’Italia. Il finanziamento, che avrà la durata massima di sei mesi, servirà a coprire i costi operativi dell’impresa (tra cui pagamento di fornitori e salari), garantendo la continuità operativa all’ex Ilva, principale produttore siderurgico integrato italiano, fino al trasferimento delle attività al nuovo operatore che sarà selezionato tramite la gara in corso. A fine gennaio il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha dato mandato ai commissari di Ilva e di Acciaierie d’Italia di negoziare in esclusiva con Flacks Group.

LEGGI ANCHE: Ilva, qualche domanda su spese, rimborsi e sul piano-non piano Flacks

Visto che il settore siderurgico è attualmente escluso dagli Orientamenti sugli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione del 2014, la Commissione europea ha valutato la misura alla luce delle norme Ue in materia di aiuti di Stato, che consentono ai Ventisette di sostenere lo sviluppo di determinate attività economiche a determinate condizioni.

Tim sconfitta nella gara internazionale per la rete in fibra in Kuwait

Alla fine, la gara in Kuwait per la realizzazione e la manutenzione della rete in fibra nel Paese, a cui aveva partecipato Tim assieme al gruppo dell’imprenditore kuwaitiano Fouad Al-Ghanim, non è andata bene per l’ex monopolista dei telefoni. La vicenda aveva già fatto registrare parecchie discussioni in alcune riunioni del consiglio di amministrazione di Tim, e la notizia ora è che il bando è stato vinto da Etisalat, un’azienda di telecomunicazioni emiratina. Tim è dunque uscita sconfitta nella prima gara internazionale a cui ha partecipato negli ultimi anni. Nonostante la benevolenza della Farnesina e in particolare del suo titolare Antonio Tajani. L’amministratore delegato di Tim Pietro Labriola sembrava aver già individuato in Eugenio Santagata, ex capo dei Public affairs & Security Officer, nonché ceo della chiacchieratissima Telsy, l’uomo giusto per occuparsi dell’impresa. Appena portato il progetto in consiglio di amministrazione, i consiglieri però l’avevano subito bocciato. Santagata poi è finito in Fincantieri. Mentre gli affari in Kuwait sono finiti con un nulla di fatto.

Tim sconfitta nella gara internazionale per la rete in fibra in Kuwait
Tim è stata sconfitta dal gruppo emiratino Etisalat (foto Imagoeconomica).

Mps-Mediobanca, dirigente del Mef indagato per insider trading

La Procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati Stefano Di Stefano, dirigente del ministero dell’Economia e delle Finanze e membro del cda del Monte dei Paschi di Siena, finito sotto la lente dei pm dopo l’analisi del suo smartphone, sequestrato a novembre dalla Guardia di Finanza nell’inchiesta sul risiko bancario. Ipotizzato il reato di insider trading: a ridosso dell’Ops di Siena su Piazzetta Cuccia, Di Stefano avrebbe comprato azioni di Mediobanca e Mps, per circa 100 mila euro, ottenendo un guadagno di alcune migliaia di euro.

Mps-Mediobanca, dirigente del Mef indagato per insider trading
Stefano Di Stefano (Mef).

Gli incarichi di Di Stefano in Mps e al Mef

Componente del consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena da aprile 2022, nel cui ambito ricopre anche l’incarico di componente del Comitato Rischi e Sostenibilità, Di Stefano al Mef è Direttore Generale della Direzione Partecipazioni societarie e tutela degli attivi strategici del Dipartimento dell’Economia.

Mps-Mediobanca, dirigente del Mef indagato per insider trading
Sede di Mps (Imagoconomica).