Chi è Francesco Saverio Garofani, il consigliere di Mattarella accusato da “La Verità” di complotto contro Meloni

Martedì un articolo de La Verità con virgolettati attribuiti a Francesco Saverio Garofani ha provocato forti tensioni tra il governo e il Quirinale. Firmato con uno pseudonimo di redazione, l’articolo attribuisce al consigliere di Mattarella frasi su un presunto progetto per indebolire il centrodestra, incluso l’auspicio di una crisi finanziaria. Quando il pezzo è circolato nelle chat parlamentari di Fratelli d’Italia, a stretto giro è intervenuto il capogruppo meloniano alla Camera, Galeazzo Bignami, chiedendo una smentita direttamente alla Presidenza della Repubblica. E dal Quirinale è arrivata poco dopo una nota durissima, che parla di «stupore» per il fatto che si dia credito a un attacco definito «sconfinante nel ridicolo», segnalando un’irritazione evidente.

Chi è Francesco Saverio Garofani, il consigliere di Mattarella accusato da “La Verità” di complotto contro Meloni
Sergio Mattarella (Imagoeconomica).

Chi è Francesco Saverio Garofani

In un’intervista al Corriere della Sera uscita mercoledì mattina, Garofani ha respinto le accuse: «Era una chiacchierata in libertà tra amici». Dello stesso parere sembra essere Mattarella, che «è stato affettuosissimo, mi ha detto “stai sereno, non te la prendere”». Garofani, 62 anni, è uno dei collaboratori più stretti del Capo di Stato. Laureato in Lettere e Filosofia e con un background nella sinistra democristiana, ha guidato o contribuito a dirigere testate storiche del cattolicesimo democratico, da La Discussione a Il Popolo, fino a diventare vicedirettore di Europa. Entrato in parlamento nel 2006 con l’Ulivo, è stato confermato per due legislature e ha presieduto la commissione Difesa dal 2015 al 2018. Nello stesso periodo ha ricoperto ruoli nella direzione nazionale del Pd. Terminato il mandato parlamentare, nel 2018 Mattarella lo ha chiamato come consigliere per le questioni istituzionali, affidandogli poi, nel 2022, gli Affari del Consiglio Supremo di Difesa. Una nomina che Fratelli d’Italia contestò apertamente, criticando la scelta di un ex parlamentare per un incarico tradizionalmente assegnato a un militare.