Rubio a Tajani: «Le nazioni occidentali proteggano i propri interessi»

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha avuto un incontro di circa un’ora e mezza con la premier Giorgia Meloni. In precedenza, aveva fatto visita alla Farnesina, dove era stato accolto dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Durante il colloquio con quest’ultimo, Rubio ha sottolineato «la necessità che le nazioni occidentali proteggano i propri interessi economici», come si legge nella nota del dipartimento di Stato Usa diramata al termine dell’incontro. I due hanno discusso di cooperazione bilaterale, nonché di sfide alla sicurezza globale e regionale. Il segretario ha parlato degli sforzi per promuovere la libertà di navigazione e la sicurezza marittima nelle principali vie navigabili internazionali e affrontato l’importanza di risolvere la guerra in Ucraina.

Tajani a Rubio: «Anche gli Usa hanno bisogno di Italia e Europa»

«Sono convinto che l’Europa ha bisogno dell’America, l’Italia ha bisogno dell’America, ma anche gli Stati Uniti hanno bisogno dell’Europa e dell’Italia. Queste sono le relazioni transatlantiche, l’unità dell’Occidente è fondamentale», ha detto Tajani a Rubio, come spiegato da lui stesso in un punto stampa al termine del bilaterale. Stando a una nota della Farnesina, nell’agenda dell’incontro c’è stato un confronto sui principali temi dell’agenda internazionale e il rafforzamento dei rapporti Italia-Usa. Al centro la guerra in Iran, la crisi nello Stretto di Hormuz e le iniziative per la libertà di navigazione, il cessate il fuoco tra Libano e Israele e il disarmo di Hezbollah, il futuro post-Unifil, l’Ucraina e la transizione in Venezuela e a Cuba. Tajani ha ribadito a Rubio che «per noi è importante una presenza americana in Europa per rafforzare la Nato e naturalmente è importante anche un impegno forte degli europei da questo punto di vista, cosa che gli europei stanno facendo».

Inchiesta sanità in Sicilia, l’ex governatore Cuffaro chiede di patteggiare tre anni

L’ex presidente della Regione Siciliana ed ex senatore Salvatore Cuffaro, accusato di corruzione nell’ambito di un’indagine della procura di Palermo sulla gestione illecita di un concorso bandito dall’ospedale Villa Sofia Cervello, sulle nomine dei vertici della sanità locale e su presunti illeciti nell’aggiudicazione di appalti, ha chiesto di patteggiare una pena di tre anni, con lavori sostitutivi per il residuo da scontare. Cuffaro, che è agli arresti domiciliari da cinque mesi, e aveva già subito una condanna a sette anni – quasi finita di scontare -per favoreggiamento personale verso persone appartenenti a Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio. La decisione, che spetta alla gup Ermelinda Marfia, è attesa per il 15 maggio.

Inchiesta sanità in Sicilia, l’ex governatore Cuffaro chiede di patteggiare tre anni
Salvatore Cuffaro (Imagoeconomica).

La Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per altri otto indagati

La richiesta di patteggiamento da parte di Cuffaro è avvenuta in udienza preliminare davanti al gip, che deve decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio di otto coimputati. Sono accusati di corruzione Roberto Colletti, ex direttore generale dell’ospedale (che si è costituito parte civile), Antonio Iacono, primario del Trauma Center dello stesso nosocomio, e Vito Raso, ex autista e storico collaboratore di Cuffaro. Secondo gli inquirenti, l’ex governatore e i coindagati avrebbero pilotato il concorso bandito per la stabilizzazione di 15 operatori sociosanitari. Per un appalto messo a gara dall’Asp di Siracusa, con l’accusa di traffico di influenze, sono indagati invece Mauro Marchese e Marco Dammone, della srl Dussman, Roberto Spotti, legale rappresentante della società, il faccendiere Ferdinando Aiello e l’imprenditore Sergio Mazzola, titolare della ditta Euroservice.

Garlasco, il movente di Sempio: i video intimi e la furia omicida

AGI - Negli atti frutto del lavoro dei carabinieri e della Procura di Pavia viene esplicitato il movente che avrebbe portato Andrea Sempio a uccidere Chiara Poggi. "In quei video intimi, espliciti, tra Alberto Stasi e Chiara Poggi, è verosimile si inneschi il movente del delitto: l'infatuazione, la probabile prospettiva sessuale proiettata su Chiara nell'assunto che il girato rappresentasse esso stesso la prova della disinibizione, l'approccio approfittando dell'assenza di Marco e del fatto che la ragazza in quei giorni di agosto fosse sola a casa, il rifiuto, il tentativo di presenza, la reazione di Chiara e la furia omicida per un effetto domino".

Le prove informatiche e l'accesso al pc di Chiara

La ricostruzione di questo movente, riconoscono gli investigatori, "porta inevitabilmente in sé una quota di suggestione, ma al tempo stesso è fortemente sorretto da una serie di dati oggettivi di cui la conversazione intercettata il 14 aprile 2025 rappresenta l'apice, e di elementi soggettivi che riguardano il suo rapporto con la sessualità.

In questo quadro, ritornando ai filmati, e' importante definirne il contesto. L'analisi della copia forense del pc di Chiara Poggi ha restituito ulteriori elementi come sottolineato dalla consulenza informatica. Fermo restando che parte di quei video era sulla Pendrive 2GB di Chiara almeno fino al primo luglio 2007 e considerando che, a quanto pare, vi poteva essere a casa di Chiara un cd contenente almeno un altro video della coppia, e' documentato che nella cartella privata di Chiara il video '1 Maggio' era accessibile e visibile e che Sempio aveva avuto accesso a quel pc quantomeno alla data del 20 luglio 2007, e non per giocare ai videogame".

L'intercettazione e il riferimento alla pen-drive

E sempre in questa ricostruzione "ultimo e non importanza è doveroso sottolineare che il riferimento fatto da Sempio nel corso dell'intercettazione 'dentro la penna' è suggestivo ma indicativo e ancorato a un dato oggettivo: sulla pen-drive di Chiara Poggi c'erano i filmati della coppia".

Il soliloquio Sempio,avviso garanzia, che vogliono questi?

"Porca puttana, che vogliono questi...avviso di garanzia". E' il pomeriggio del 26 febbraio 2025 e va in scena un soliloquio di Andrea Sempio a bordo della sua Fiat Panda secondo quanto riportato nell'informativa dei carabinieri di Milano agli atti dell'inchiesta in cui è indagato per l'omicidio di Chiara Poggi. Le frasi captate vengono riferite alla sua "iniziale reazione quando venne contattato dai carabinieri di Voghera per una notifica". "Porca puttana ancora con questa storia...""Ancora sta storia...Quindi cosa mi devo aspettare ora?" dice Sempio "sbuffando". E sembra imbastire un dialogo immaginario con i carabinieri: "Stia tranquillo, non è che la portiamo via. Ci credo molto poco!".

Chiara morta tra le 7 e le 12.30

Le "conclusioni" della relazione medico legale di Cristina Cattaneo "forniscono una finestra temporale" per la morte di Chiara Poggi "tra le 7 e le 12.30" del 13 agosto 2007, date "le evidenze scientifiche più solide". Questi esiti vanno correlati tuttavia col dato del disinserimento dell'allarme di casa da parte della vittima alle 9.12. In un'annotazione dei carabinieri, si legge che sulla base degli "approfondimenti" dell'anatomopatologa, ci sarebbero due "fasce orarie" in cui Andrea Sempio potrebbe aver commesso l'omicidio: tra le 9.12 e le 9.58, quando l'indagato chiama un amico e tra le 9.58 e le 11.25, quando viene chiamato dai genitori.

Sempio: "mamma in panico" per indagine

"Stasi ha chiesto riapertura". "Mamma in panico per cosa Stasi". Sono due appunti del 2020 in un'agendina sequestrata dai carabinieri in cui Andrea Sempio sembra commentare la richiesta di revisione da parte di Alberto Stasi della sentenza di condanna a 16 anni di carcere per l'omicidio di Chiara Poggi. Sempio pare quindi mettere in relazione questa notizia con la preoccupazione della madre. L'indagine dell'epoca venne poi archiviata. 

La "suggestione" della colpevolezza di Stasi

Per i carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano la colpevolezza di Alberto Stasi rappresentò una "suggestione creata in fase processuale e cavalcata mediaticamente in 18 anni". E' quanto si legge negli atti dell'indagine. "Appare francamente difficile percorrere con logica il filo di una suggestione creata in fase processuale e cavalcata mediaticamente in 18 anni. Tutti gli elementi, o presunti tali, di questa vicenda sono contraddittori". 

Gli investigatori entrano nel dettaglio utilizzando parole molto dure per le ricostruzioni e le modalità d'indagine di chi ha indagato in precedenza: "Alla base vi è la convinzione che Stasi, con la complicità più o meno consapevole di altri soggetti, anche inquirenti, abbia consapevolmente nascosto la bicicletta nera con cui aveva raggiunto via Pascoli ammazzando la propria fidanzata: bicicletta, poi, sottratta agli inquirenti e rinvenuta soltanto a distanza di anni. Tuttavia, anche ammettendo che un assassino così freddo e calcolatore avesse commesso una superficialità degna di personaggi fumettistici, e cioè quella di non far sparire definitivamente quella bicicletta disfacendosene completamente, ci sono altri elementi francamente incomprensibili. A partire proprio dalla bici Holland sequestrata nel 2014: bicicletta totalmente diversa da quella descritta con estrema precisione dalla teste Bermani (la vicina di casa dei Poggi) che in questa lunga vicenda giudiziaria, si è dimostrata l'unica testimone totalmente attendibile".

La bicicletta Holland, a meno di ammettere che la Bermani abbia sostenuto il falso, è la tesi dei carabinieri, "non era quella presente la mattina del 13 agosto in via Pascoli. Ma anche, come mero esercizio di stile, ammettendo che quella potesse essere la bicicletta utilizzata dallo Stasi assassino, è impossibile spiegare un atto più illogico e incongruente dello scambio dei pedali. Perché seguendo questa ipotesi, si deve necessariamente percorrere il tracciato dello Stasi freddo calcolatore che elimina ogni traccia possa ricondurre a sé: ma allora, qual è il motivo per il quale non far sparire completamente la bicicletta Holland? Questa è una domanda a cui non è possibile fornire una risposta logica. E se non è possibile farlo su questo punto, è ancora più paradossale affrontare il tema dello scambio dei pedali: far sparire una bicicletta perché utilizzata per un delitto, ma impiegare del tempo per smontare i pedali e rimontarli sulla bicicletta che verrà data in pasto agli inquirenti. E' una suggestione impercorribile per una polizia giudiziaria che si ebbe muovere nell'esatto tracciato del diritto".

E fine, osservano gli investigatori, "almeno nelle prime fasi, certamente Stasi non poteva avere piena consapevolezza di quali e quante fossero le testimonianze raccolte dai Carabinieri, quindi avrebbe avuto senso agire tentando di eliminare ogni oggetto che potesse ricondurlo alla scena del crimine, che fosse bicicletta o pedali!". 

Legali Poggi, carabinieri influenzati da contesti non trasparenti

Arriva una nota molto dura degli avvocati Francesco Compagna e Gian Luigi Tizzoni dopo la chiusura dell'indagine che attaccano anche le modalità d'indagine dei i carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano di via Moscova. "Prendiamo atto del fatto che la Procura di Pavia abbia ritenuto di sottoporre a intercettazioni i familiari della vittima, la cui incredibile colpa sembra essere stata quella di aver partecipato attivamente a un processo penale conclusosi con la condanna irrevocabile di Alberto Stasi consacrata dalla Suprema Corte di Cassazione e di non credere in alcun modo al coinvolgimento di Andrea Sempio. Rileviamo inoltre che in questi giorni vengono impropriamente diffusi anche gli esiti di tale sorprendente attività captativa in spregio a tutte le norme penali di riferimento - si legge nel comunicato -. Per rispetto istituzionale abbiamo sempre evitato di esternare pubblicamente le ragioni per le quali la famiglia Poggi ritiene che le attività di indagine compiute dai Carabinieri della Stazione di Milano Moscova siano state gravemente condizionate da contesti poco trasparenti e da impropri collegamenti con specifici ambienti "giornalistici", concentrando la nostra attenzione sui dati oggettivi riguardanti l'omicidio di Chiara e interloquendo invece formalmente con la Procura Generale di Milano per i profili di sua competenza. Anche a fronte delle continue aggressioni che si susseguono da oltre un anno nei loro confronti e della loro enorme amarezza per quanto sta avvenendo, Giuseppe, Rita e Marco intendono continuare a mantenere un atteggiamento rispettoso, evitando qualsiasi esternazione sul tema, nella convinzione che in uno Stato di diritto gli accertamenti processuali debbano avvenire nelle sedi a ciò preposte e nel rigoroso rispetto delle norme di riferimento". 

Negli atti "sogni di Sempio" e ricerche violenze donne

"I sogni di Sempio" si intitola così uno dei 'capitoli' nel resoconto delle indagini della Procura di Pavia e dei carabinieri di Milano che accusano Andrea Sempio di avere ucciso Chiara Poggi a Garlasco il 13 agosto del 2007. Agli dell'inchiesta ci sono i sogni di Sempio come lui li ha trascritti nelle agende che gli hanno sequestrato. "Sempio sogna che accoltella delle persone" (senza data), "Sempio sogna una bionda che usa il taser di lui ma lui le salta addosso e le apre la faccia" (18 ottobre 2020), e poi ancora Sempio che sogna di stuprare una ragazza e che sogna un altro accoltellamento. Largo spazio viene dato dagli investigatori alle ricerche sul web di Sempio. In questo contesto viene valorizzata la ricerca di una pittura rurale nelle grotte di Altamira che trova in google digitando "altamira painting hands".

La polizia giudiziaria ha l'obbligo di basarsi sugli elementi oggettivi - si legge negli atti -. Ma è altrettanto indubbio che quegli elementi per essere tali hanno la necessità di essere collocati in un insieme organico di eventi e comportamenti. La pittura rupestre pubblicata da Sempio è nota non certo per l'immagine sacrificale, quanto appunto per l'inquietante insieme di mani che nell'impatto visivo appaiono mani insanguinate in contrasto. Quello che è certo, è che l'assassino di Chiara Poggi si sia sporcato le mani con il sangue della vittima. Così come altrettanto evidente è che uno degli elementi più dibattuti nel corso del processo di rinvio a carico di Stasi fosse stato appunto il dna sulle unghie di Chiara. Che il riferimento di quella ricerca fosse ad Alberto Stasi o, come altrettanto ipotizzabile, possa essere stata una beffarda azione riferita a se stesso come autore mai emerso dalle indagini, rientra nel campo delle valutazioni a cui gli investigatori devono sottrarsi. Eppure, allo stesso tempo, quegli stessi investigatori hanno l'obbligo di rappresentare ogni elemento, anche quello al limite della suggestione, all'Autorita' Giudiziaria che ha, invece, il compito di delimitare il campo dei fatti reato. Numerose sono, inoltre, le navigazioni internet da parte di Sempio che palesano un suo interesse per il satanismo, gli omicidi, gli assassini, i predatori sessuali, la violenza sulle donne, i cadaveri e la decapitazione, l'esame autoptico e i fenomeni cadaverici. A questo punto, a rinforzare l'interesse sul tema predatori sessuali, è opportuno riportare il contenuto di un documento word dal titolo 'genesi dell'aggressione predatoria'". 

 

 

Fastweb chiede a Iliad di ritirare la pubblicità con Megan Gale

La nuova pubblicità di Iliad con Megan Gale, che gioca apertamente sul richiamo nostalgico agli storici spot Omnitel e Vodafone andati in onda dal 1999 al 2008, è finita al centro di uno scontro con Fastweb, che ha intimato «l’immediata cessazione della diffusione della campagna su qualsiasi mezzo» (sarà trasmessa in tv dal 10 maggio ma è già visibile sui social), chiedendo una risposta entro 24 ore e riservandosi, altrimenti, di agire «nelle sedi competenti».

Lo spot Iliad con Megan Gale per le vie di Milano

Come spiega la lettera di diffida inviata da Fastweb e diffusa da Benedetto Levi, ceo di Iliad Italia, la modella e attrice australiana «mentre cammina per le vie di Milano viene riconosciuta dalla gente come protagonista di un’altra pubblicità (“Megan, cosa ci fai in questo spot?”, le chiede un passante; “Ho deciso di cambiare”, risponde lei)», poi «inaspettatamente entra in un negozio Iliad (“Megan, anche tu qui!” esclama l’addetto) e sceglie Iliad, “perché è per sempre, quindi…”», inoltre «i commenti della gente non si fermano: “Ma hai visto chi è passata?” chiede un uomo alla donna che è con lui; “Eh sì, è passata in Iliad anche lei”, risponde la donna». Megan Gale, peraltro, è vestita di rosso, «il colore che identifica Vodafone fin dal suo uso nel mercato italiano a partire dal 2003».

Fastweb:«Effetti denigratori nei confronti di Vodafone»

Secondo Fastweb, licenziataria del marchio Vodafone, la campagna di Iliad «si pone con ogni evidenza in contrasto con numerose norme del codice di autodisciplina della comunicazione commerciale e del codice civile». Lo spot, si legge nella lettera, «realizza infatti un indebito e ingiustificato agganciamento alla notorietà e all’immagine aziendale Vodafone, oggi Fastweb S.p.A., con effetti denigratori nei confronti del marchio Vodafone, abbandonato persino dalla sua storica testimonial, ed effettua una comparazione meramente suggestiva fra Vodafone e Iliad a tutto vantaggio di quest’ultima».

Inoltre, prosegue Fastweb, «l’uso strumentale che viene fatto dello storico testimonial Vodafone contrasta inoltre con obbligo di correttezza codificato nell’art. 1 c.a.». Questo il commento di Levi: «Tutto cambia. Tutti possono cambiare. Ma non a tutti il cambiamento piace».

Hantavirus, negativa al test l’assistente di volo KLM

È risultata negativa al test l’assistente di volo di KLM che presentava lievi sintomi di hantavirus e che per questo era stata ricoverata in ospedale ad Amsterdam. La hostess era entrata in contatto con una passeggera olandese che aveva cercato di imbarcarsi il 25 aprile per lasciare Johannesburg per i Paesi Bassi, dopo essere scesa dalla nave da crociera MV Hondius a bordo del quale si è sviluppato il focolaio dell’infezione. L’equipaggio, date le sue condizioni di salute, aveva rifiutato il trasporto: la donna è poi morta in ospedale in Sudafrica.

Nuovo caso sospetto sull’isola di Tristan da Cunha

L’attenzione resta però massima, anche perché a bordo della MV Hondius si è verificata una trasmissione da uomo a uomo: l’Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria ha segnalato un nuovo caso sospetto in un cittadino del Regno Unito sull’isola di Tristan da Cunha, nell’Atlantico meridionale, dove erano sbarcati i passeggeri della nave da crociera.

Hantavirus, negativa al test l’assistente di volo KLM
L’ospedale di Amsterdam dove è stata ricoverata l’assistente di volo KLM (Ansa).

L’Oms al lavoro per capire le origini del focolaio

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce basso il rischio a livello globale legato al focolaio, ma gli esperti vogliono ricostruirne la dinamica. I coniugi olandesi morti sulla nave dopo aver contratto l’hantavirus avevano viaggiato tra Cile, Uruguay e Argentina prima di imbarcarsi, facendo birdwatching nella discarica a cielo aperto all’entrata di Ushuaia: è qui che potrebbero aver contratto l’infezione. Il virus, infatti, si trasmette all’uomo attraverso roditori selvatici, come topi o ratti, che lo eliminano con la saliva, l’urina e le feci.

L’infettivologo Galli: «Complimentoni a Trump».

«Val la pena di ricordare che nel 2025 l’amministrazione Trump ha sospeso i finanziamenti ai Centers for Research in Emerging Infectious Diseases (Creid), una rete che studiava virus con potenziale pandemico che possono passare dagli animali all’uomo. Uno studio in particolare riguardava il passaggio degli hantavirus dai roditori serbatoio alla nostra specie. Grande tempestività, complimentoni». Lo ha scritto su Facebook l’infettivologo Massimo Galli: «In un momento in cui l’Oms risulta ulteriormente indebolita dall’irresponsabile abbandono da parte degli Usa, questo virus rappresenta un ulteriore campanello d’allarme su quanto possano costare all’umanità intera falle aperte nella sorveglianza e nella prevenzione, come la pandemia da SARS-CoV-2 avrebbe dovuto insegnare».

Le rassicurazioni di Weissman, Nobel per la Medicina

«Alla luce di quello che sta succedendo con l’hantavirus e dell’importanza di interventi coordinati da parte di tutti i paesi del mondo, spero che il governo italiano voglia rivedere la sua posizione sul Piano pandemico Oms. E spiegare agli italiani perché non ha votato a favore dell’accordo pandemico globale: uno strumento per migliorare la prevenzione, la preparazione e la risposta a future pandemie su scala mondiale. Una posizione imbarazzante. Soprattutto in questo momento». Lo ha scritto su X l’infettivologo Matteo Bassetti. Intervistato da La Stampa, l’immunologo Drew Weissman, che ha vinto il Premio Nobel per la Medicina nel 2023 per i vaccini contro il Covid-19, ha detto: «L’hantavirus si trasmette tra uomini ma non si diffonde velocemente come il Covid. Sono casi sporadici, da monitorare, ma non siamo sull’orlo di una nuova pandemia. Anche se ce ne saranno di sicuro, in futuro».

Serena Autieri nel nuovo spot della Mozzarella di Bufala DOP

AGI - Il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP torna protagonista sul piccolo schermo con una nuova campagna televisiva d’eccezione. Testimonial d'eccezione è l’attrice Serena Autieri, protagonista di uno spot inedito pensato per raccontare in modo autentico i valori di uno dei simboli del Made in Italy. La campagna, intitolata “La La La…La Bufala”, segna un ritorno strategico sulle reti Mediaset con una pianificazione ad alta copertura, affiancata da attività digital internazionali per coinvolgere famiglie e giovani consumatori.

Lo spot si presenta come un mini-musical che gioca sulla sillaba "La", richiamando sia la nota musicale sia l'articolo che identifica l'unica mozzarella DOP. Questa scelta creativa ha entusiasmato la stessa Serena Autieri, che ha dichiarato di aver sposato il progetto con naturalezza, essendo cresciuta con questo prodotto: "Sono orgogliosa di testimoniare che la bufala campana DOP fa bene al gusto e al cuore"

Una strategia multicanale per difendere la qualità DOP

L’iniziativa punta a rafforzare la percezione distintiva del marchio rispetto alle imitazioni, educando il pubblico al riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta. Attraverso uno storytelling emozionale, lo spot valorizza l’unicità della filiera, la qualità certificata e la versatilità in tavola. Il progetto, realizzato con il contributo della Regione Campania, conferma la volontà del Consorzio di investire in una comunicazione moderna capace di consolidare il valore economico dell’intera filiera.

Il presidente del Consorzio, Domenico Raimondo, ha sottolineato l'importanza dell'investimento: "Siamo convinti di aver fatto un regalo ai consumatori, rafforzando il legame con il territorio e mostrando il lavoro quotidiano dei nostri produttori. Nonostante il periodo complesso, la TV resta uno strumento fondamentale per ribadire il valore di un'arte millenaria". Con questo investimento, il Consorzio unisce tradizione e innovazione per raccontare il più importante prodotto DOP del centro-sud Italia.

 

La Corte Usa boccia i dazi globali al 10 per cento di Trump

I dazi del 10 per cento imposti da Donald Trump a febbraio sono stati dichiarati illegali dalla Corte per il commercio americana, che ha sottolineato che le tariffe globali generalizzate imposte dal presidente (per sostituire almeno temporaneamente quelle già bocciate dai giudici) non trovano giustificazione nella legge a cui egli ha fatto ricorso, la Section 122 del Trade Act del 1974. Secondo quanto riportato dai media americani, il tribunale ha deciso con due voti a favore e uno contrario.

Elezioni locali in Gran Bretagna: disfatta laburista, Reform UK primo partito

Le elezioni locali britanniche del 7 maggio si sono risolte in una disfatta per il Partito laburista e con un boom di Reform UK. I risultati al momento sono relativi solo all’Inghilterra, in attesa dello spoglio in Galles e Scozia, ma tant’è: il partito del premier Keir Starmer vede dimezzati i consiglieri che aveva in precedenza, superato come primo partito dalla formazione di destra guidata da Nigel Farage. Male anche i Conservatori. Guadagnano invece seggi sia i Liberaldemocratici centristi che i Verdi.

Elezioni locali in Gran Bretagna: disfatta laburista, Reform UK primo partito
Nigel Farage (Ansa).

«Reform sta conquistando un terzo dei seggi in tutto il Paese. Siamo un partito veramente nazionale», ha scritto Farage su X.

Assumendosi la responsabilità della disfatta laburista, Starmer ha dichiarato: «Giornate difficili come queste non indeboliscono la mia determinazione a realizzare il cambiamento che ho promesso. Anzi, rafforzano la mia determinazione a farlo».

Elezioni locali in Gran Bretagna: disfatta laburista, Reform UK primo partito
Keir Starmer e la moglie Victoria all’uscita dal seggio elettorale (Ansa).

Tensione a Hormuz, attacchi incrociati tra Usa e Iran

Torna la tensione nello Stretto di Hormuz, dove nella tarda serata di giovedì 7 maggio Usa e Iran si sono scambiati attacchi incrociati. Gli Stati Uniti hanno inizialmente preso di mira una petroliera iraniana che si spostava dalle acque costiere iraniane nella regione di Jask verso lo Stretto di Hormuz, così come un’altra nave che entrava nello Stretto di fronte al porto di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti. Teheran ha reagito immediatamente attaccando tre cacciatorpediniere americane con missili e droni. Il presidente Usa Donald Trump ha minimizzato gli scambi di colpi dichiarando che si è trattato solo di «un’energica carezza (love tap)» e che «il cessate il fuoco resta in vigore». Anche la tv iraniana ha affermato che la situazione è tornata alla normalità. «In futuro li colpiremo con molta più forza e molta più violenza, se non firmeranno il loro accordo, e in fretta», ha aggiunto Trump.

Trump, la delusione Meloni e la carta Salvini

Il lavoro di ricucitura di Marco Rubio, segretario di Stato americano da giovedì in Italia per un denso giro diplomatico fra Vaticano e Roma, potrebbe essere parecchio complicato, forse persino insufficiente, dopo le ultime sortite di Donald Trump. O meglio, precisiamo: il Papa vive secondo altre coordinate e altri canoni, poco gli importa se Trump continuerà a insultarlo e ad attaccarlo; il dialogo, almeno da parte del Vaticano, non si fermerà. Sarebbe ontologicamente impossibile il contrario. Il che non significa che il Papa smetterà di intervenire a favore della pace (si è parlato, durante l’udienza, anche di Cuba, proprio mentre gli Stati Uniti adottavano nuove sanzioni). 

Trump, la delusione Meloni e la carta Salvini
Marco Rubio in udienza da Papa Leone XIV (Imagoeconomica).

Meloni ha capito che di Trump non ci si può fidare del tutto

Diverso il discorso per quanto riguarda il governo italiano. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni sembra aver raggiunto la consapevolezza che di Trump non ci si può fidare del tutto. D’altronde il presidente degli Stati Uniti, nei fatti, cerca di indebolire sistematicamente il progetto europeo, nonostante a parole rivendichi l’interesse ad avere un’Unione Europea più forte.

Trump, la delusione Meloni e la carta Salvini
Giorgia Meloni e Donald Trump (Ansa).

Il problema è che per Trump l’Ue è forte se gli dà ragione, se sostiene acriticamente le sue sortite. Anche a Palazzo Chigi, sponda Fratelli d’Italia, paiono averlo compreso molto bene. Così come sembrano aver compreso il giochino in corso da parte del mondo MAGA nei confronti dell’Italia. 

L’intervista di Salvini a BreitBart rilanciata da Trump

Qualche giorno fa è uscita su BreitBart News, quotidiano estremista di destra co-fondato da Steve Bannon – principe delle tenebre del trumpismo ed ex stratega della Casa Bianca durante il primo mandato – un’intervista a Matteo Salvini realizzata a febbraio. Un’intervista in cui il capo della Lega s’acconcia a primo tifoso di Trump e della sua amministrazione. Grandi elogi per come l’amministrazione americana affronta la questione dell’immigrazione, grandi elogi per la battaglia culturale di Trump, un’evoluzione, dice Salvini, rispetto al primo mandato. Merito anche di J.D. Vance, dice Salvini, esaltato da BreitBart e dallo stesso Trump che su Truth Social ha rilanciato la sua intervista. Per Bannon e soci, Meloni non è l’alleata più affidabile, è troppo europeista, troppo mainstream e il mondo MAGA cerca altri alleati. 

Trump, la delusione Meloni e la carta Salvini
da Truth Social.

Dopo la caduta di Orbán, Donald cerca altri alleati europei

D’altronde la rotta trumpiana era stata individuata nell’ultima strategia sulla sicurezza nazionale pubblicata l’anno scorso. Le questioni più importanti che l’Europa deve affrontare «includono le attività dell’Unione Europea e di altri organismi transnazionali che minano la libertà politica e la sovranità, le politiche migratorie che stanno trasformando il continente e creando conflitti, la censura della libertà di parola e la repressione dell’opposizione politica, il crollo dei tassi di natalità e la perdita delle identità nazionali e della fiducia in se stessi. Se le tendenze attuali dovessero continuare, il continente sarà irriconoscibile entro 20 anni o meno».  L’amministrazione Trump, convinta com’è di poter esportare il trumpismo all’estero, è particolarmente interessata a «coltivare la resistenza alla traiettoria attuale dell’Europa all’interno delle nazioni europee». Un vero peccato che Viktor Orbán, sostenuto da Trump e Vance in prima persona, non possa più essere la quinta colonna del trumpismo in Europa. Sicché servono altri alleati. Alleati disponibili a rivedere i canoni europei riadattandoli all’ideologia MAGA.

Trump, la delusione Meloni e la carta Salvini
Viktor Orbán e JD Vance (Imagoeconomica).

La sintonia tra il presidente Usa e il segretario della Lega

D’altronde secondo Trump l’Europa sta sbagliando tutto. La Casa Bianca lo ha detto anche nella “strategia antiterrorismo degli Stati Uniti” pubblicata due giorni fa: «I Paesi europei restano i nostri partner principali e di lunga data nella lotta al terrorismo. Il mondo è più sicuro quando l’Europa è forte, ma l’Europa è fortemente minacciata ed è sia un obiettivo del terrorismo sia un terreno fertile per le minacce terroristiche. I terroristi spesso cercano di attaccare le nazioni europee per minare le loro istituzioni democratiche e i loro legami con gli Stati Uniti. Eppure, un conglomerato di attori malvagi – al-Qaeda, l’ISIS, i cartelli e attori statali – ha sfruttato liberamente le frontiere deboli dell’Europa e le risorse antiterrorismo ridotte per trasformare l’Europa in un ambiente operativo permissivo dove tramare contro europei e americani». È inaccettabile che i «ricchi alleati della NATO» possano «fungere da centri finanziari, logistici e di reclutamento per i terroristi. L’Europa ha ancora la possibilità di cambiare il proprio destino individuale e collettivo in materia di antiterrorismo se riconosce la minaccia reale e agisce subito». L’amministrazione Trump ha individuato il responsabile di questa situazione? Ovviamente sì: «L’immigrazione di massa incontrollata è stata il motore che ha alimentato il terrorismo». Che poi è quello che dice Salvini nella sua intervista a BreitBart e nelle sue rinnovate battaglie sovraniste. Tutto si tiene, tutto torna. Meloni è avvisata.  

Trump, la delusione Meloni e la carta Salvini
Trump nei panni di Zio Sam e Matteo Salvini.