Zen e Sferracavallo, la mafia si riprende i quartieri

AGI - Alle 9 del mattino di ogni giovedì lo Zen è brulicare di bancarelle arricchite di frutta e verdura e un caleidoscopio di colori e vita che per metà della giornata e una volta alla settimana nasconde e riesce a far perfino dimenticare l'immondizia per le strade e il degrado in cui lo Stato ha precipitato uno dei quartieri popolari di Palermo.

Questa mattina, questo giovedì, così non è andata: il comando agli ambulanti, più veloce della reazione delle forze dell'ordine, era che oggi si lasciasse il campo a un funerale "importante". Su una pagina Facebook che fa riferimento a una famiglia di cognome Barone era apparso ieri questo messaggio: "Mi scuso con le persone del mercato ma essendo che mio padre è molto amato e conosciuto non si fa il mercato fatelo girare nel modo che arriva a tutti zona zen". Il diktat ha reso deserte le vie dello Zen, e ne ha silenziato la vita, facendo riaffiorare alla vista le mini discariche e la paura.

"Oggi muriu uno importante e mercato non se n'è fatto", racconta al cronista uno degli ambulanti che vuole conservare l'anonimato, e se chiedi in giro dove sono finite le bancarelle, ti rispondono: "Il mercato è chiuso per lutto".

 

 

La denuncia dei politici e il metodo mafioso

È successo qualcosa di incredibile - spiegano il deputato regionale Ismaele La Vardera e i consiglieri comunali Giulia Argiroffi e Ugo Forello, che hanno primi rivelato cosa accadeva - e cioè che la famiglia di un soggetto già imputato per gravi reati nell'operazione Bivio (condotta dai carabinieri nel 2021 nel mandamento di San Lorenzo-Tommaso Natale, ndr) ha scritto sui social che oggi non si sarebbero tenuti i mercati e di fare arrivare il messaggio a tutti. Un'imposizione con metodo mafioso - aggiungono - che si è poi configurata nell'effettivo divieto ai commercianti di montare il proprio gazebo per il mercato. Nessuno può sostituirsi allo Stato ed è assurdo come, ancora oggi, lavorare in certi quartieri siano così difficile per i commercianti per bene". "Bastava che le forze dell'ordine minacciassero di vietare quel funerale, per far ritirare quel messaggio - riflette con amarezza un residente - ma 'loro' sono stati più veloci a farlo passare tra gli ambulanti".

Intimidazioni anche a Sferracavallo

Sul posto è giunto in tarda mattinata l'assessore alle Attività produttive del Comune di Palermo, Guliano Forzinetti, che ha dovuto prendere atto di una battaglia persa oggi dallo Stato tra il quartiere Zen e Sferracavallo, borgata marinara di Palermo a pochissimi chilometri dal primo e dove la notte scorsa è stata compiuta una nuova intimidazione contro i commercianti che si preparano all'estate, dopo quelle che hanno visto un commando sparare con i kalashnikov contro un ristorante e un autolavaggio. Da tempo i cittadini di questa borgata chiedono "un presidio fisso delle forze dell'ordine", spiega il consigliere di circoscrizione Simone Aiello, che si è visto però negare dal Comune la possibilità di un consiglio comunale straordinario da tenere nel quartiere.

 

 

La condanna del sindaco di Palermo

"Quanto accaduto oggi tra Sferracavallo, Tommaso Natale e lo Zen - dice il sindaco di PalermoRoberto Lagalla - rappresenta un segnale grave che non può e non deve essere sottovalutato. Le intimidazioni ai danni di attività commerciali, così come ogni forma di condizionamento mafioso della vita economica e sociale dei quartieri, trovano la mia più ferma condanna personale e quella dell'intera amministrazione comunale. Gli episodi registrati a Sferracavallo si inseriscono in un quadro che desta forte preoccupazione e che richiama tutti, istituzioni e comunità civile, a mantenere alta l'attenzione. Nessuno deve sentirsi solo davanti a intimidazioni e minacce. Altrettanto grave è quanto avvenuto oggi allo Zen, dove alcuni ambulanti è stato costretti a non svolgere il consueto mercato rionale a causa di pressioni e imposizioni inaccettabili per permettere il funerale di un pregiudicato. Nessuno - prosegue - può pensare di sostituirsi allo Stato o di esercitare forme di controllo sulle attività commerciali e sulla vita di un quartiere. Si tratta di comportamenti che colpiscono lavoratori onesti e famiglie che vivono del proprio impegno quotidiano e che hanno invece bisogno di legalitàtutela e opportunità. Per questa ragione, il Comune trasmetterà una segnalazione alle autorità competenti affinché venga fatta piena luce sull'accaduto".

 

 

Francis Kaufmann andrà in una struttura psichiatrica

AGI - Francis Kaufmann, accusato del duplice omicidio della figlia Andromeda e della compagna Anastasia Trofimova, trovate morte nel giugno scorso a Villa Pamphili a Roma, sarà trasferito in una struttura psichiatrica. La prima Corte d'Assise di Roma ha disposto la sospensione del processo nei confronti del 46enne cittadino americano alla luce della perizia psichiatrica che era stata richiesta dalla difesa.

I giudici con un'ordinanza hanno disposto il trasferimento dell'uomo dal carcere a una struttura del Servizio Psichiatrico Ospedaliero di Diagnosi e Cura del Lazio, dove dovrà essere piantonato "in forma continuativa (h24)". Kaufmann dovrà rimanere nella struttura per almeno 30 giorni al termine dei quali si farà una nuova valutazione.

La diagnosi e le necessità di cura

"Accolta la diagnosi di disturbo psicotico e transitorio e la sua incidenza sulla capacità, giudicata reversibile, di stare a processo, le necessità di cura e trattamento segnalate dai periti e condivise dalla Corte", si legge nel provvedimento di 31 pagine, "si ritiene possano essere adeguatamente soddisfatte, fermo il mantenimento dell'attuale regime custodiale, mediante il trasferimento di Ford Rexal in adeguato luogo di cura". La Corte ha nominato come curatore speciale il presidente dell'ordine degli avvocati di Roma, Alessandro Graziani.

 

 

 

Le città di pianura di Sossai e il sovvertimento del cinema italiano

Ai David di Donatello ogni tanto succede un piccolo incidente diplomatico: vince il film inatteso, facendo restare a bocca asciutta chi già pregustava la festa. Non lo avevano visto arrivare, e forse proprio per questo Le città di pianura ha sbancato. Otto statuette, comprese quelle che contano davvero, e la sensazione di una piccola insubordinazione consumata in diretta televisiva. Un film laterale, refrattario alle liturgie del nostro cinema, che dopo Cannes 2025 si è fatto strada eludendo il rumore di titoli annunciati nonché i confini dell’entroterra veneziano dentro cui svolge la sua trama. 

Le città di pianura di Sossai e il sovvertimento del cinema italiano
Francesco Sossai premiato come miglior regia ai David di Donatello (Ansa).

Carlo e Doriano non inseguono più nulla, se non l’ultimo bicchiere

Francesco Sossai è nato a Feltre. Lontanissimo da quella geografia morale che da decenni coincide con il cinema ufficiale: Roma, le sue terrazze, attori che interpretano attori che interpretano crisi esistenziali in interni borghesi. E già questo suona come una dichiarazione di intenti. Il regista arriva dal Veneto di montagna e scende con la macchina da presa verso la pianura, come uno che sa benissimo dove cercare i suoi fantasmi. Non trova cartoline, ma capannoni. Non la regione da brochure industriale, tutta eccellenze, prosecco e imprenditoria paternalista, ma quella del giorno dopo che ha conosciuto la brutalità dello sviluppo e adesso si piega tristemente al suo declino. Ci sono fabbriche chiuse, parcheggi vuoti, bar che resistono come piccoli segnali di un’umanità residua. Ed è lì che si muovono Carlo Bianchi (Sergio Romano, premio al miglior attore) e Doriano (Pierpaolo Capovilla), due amici che sembrano fuoriusciti dalla grande epopea produttiva del Nord Est: uomini che non inseguono più niente, se non l’ultimo bicchiere

Il vuoto geografico che diventa vuoto morale

È un road movie minimo, e proprio per questo feroce. Ci si muove molto, si arriva poco. C’è qualcosa del Wim Wenders di Nel corso del tempo, film di iniziazione per una generazione che ha preceduto quella dei due protagonisti de Le città di pianura: stesso vuoto geografico che diventa vuoto morale, stesso paesaggio che la cinepresa non accompagna ma osserva. Solo che lì era la Germania del Dopoguerra in bianco e nero, qui è il Veneto a colori della crisi di un modello, una terra che è passata dalla fame alla fabbrica e da questa al cartello “affittasi”. Più capannoni che case, si diceva ai tempi del miracolo economico e del Nord Est locomotiva. Quello che sembrava un vanto adesso si è trasformato in un atto d’accusa. 

Le città di pianura di Sossai e il sovvertimento del cinema italiano
Le città di pianura di Sossai e il sovvertimento del cinema italiano
Le città di pianura di Sossai e il sovvertimento del cinema italiano
Le città di pianura di Sossai e il sovvertimento del cinema italiano
Le città di pianura di Sossai e il sovvertimento del cinema italiano
Le città di pianura di Sossai e il sovvertimento del cinema italiano
Le città di pianura di Sossai e il sovvertimento del cinema italiano
Le città di pianura di Sossai e il sovvertimento del cinema italiano
Le città di pianura di Sossai e il sovvertimento del cinema italiano
Le città di pianura di Sossai e il sovvertimento del cinema italiano

L’eco di Vitaliano Trevisan

Chi ha letto Vitaliano Trevisan riconosce subito il paesaggio mentale, più che quello fisico. La provincia come sistema nervoso. Il lavoro come ossessione e il denaro come unica religione capace di svuotare le chiese e riempire i conti correnti. Trevisan lo faceva con una scrittura tagliente e quasi disturbante nella sua precisione. Sossai prende quella stessa poetica e la sposta sullo schermo senza trasformarla in folklore. Ed è questo il punto decisivo. Non cerca la provincia pittoresca, non fa antropologia sentimentale che lascia intravedere un possibile riscatto, né indulge alla nostalgia del passato. C’è invece una constatazione più scomoda: il benessere è arrivato, ma si è portato via una parte cospicua dell’educazione sentimentale. I patrimoni sono cresciuti, le anime molto meno. 

Le città di pianura di Sossai e il sovvertimento del cinema italiano
Vitaliano Trevisan.

Un film senza ansia di piacere si è mangiato i titoli più pettinati

Ed è forse per questo che il successo ai David dice qualcosa anche del sistema che lo premia. Un sistema che da anni umilia il cinema riducendolo a una dependance del piccolo schermo (possibile che non si trovi mai un presentatore che non sembri uscito da una riunione di palinsesto?) e che vive spesso nella convinzione che il Paese coincida con il raccordo anulare. Per una volta, invece, si è guardato altrove. Così un film piccolo, quasi dimesso, girato spesso in grana grossa e senza ansia di piacere, ha dato la polvere ai titoli più attesi dei registi più pettinati. Si dispiega tra bar, distributori, tangenziali e autogrill, ultima comfort zone di un’umanità che ha smesso di cercarsi. Si chiude alla Tomba Brion, a San Vito, davanti ai due cerchi intrecciati di Carlo Scarpa: un’idea di perfezione così perfetta da risultare ormai estranea alle vite slabbrate dei protagonisti. 

Le città di pianura di Sossai e il sovvertimento del cinema italiano
Il mausoleo Brion.

Sondaggi politici, la Supermedia: il campo largo allunga sul centrodestra

La Supermedia Agi/Youtrend del 7 maggio evidenzia un consistente allungo del campo largo sul centrodestra, con un margine che adesso sfiora i due punti percentuali. Per la maggioranza pesa la brusca flessione della Lega, che perde lo 0,7 per cento rispetto a due settimane fa. Scricchiola anche Fratelli d’Italia, che scende sotto il 28 per cento.

Sondaggi politici, la Supermedia: il campo largo allunga sul centrodestra
Elly Schlein e Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

I dati dell’ultima Supermedia Agi/Youtrend

FdI è ancora saldamente il primo partito del Paese, ma in base alla Supermedia scende al 27,8 per cento (-0,4). Piccolo passo avanti del Partito democratico, dato al 22,3 per cento (+0,1), mentre il Movimento 5 stelle sale al 13,2 per cento (+0,4). Perde qualcosa Forza Italia, che si attesta all’8,2 per cento (-0,1), ma il tonfo è della Lega che scende al 6,6 per cento: il Carroccio è tallonato da Alleanza Verdi e Sinistra, che sale al 6,5 per cento (+0,3). Seguono Futuro Nazionale al 3,6 per cento (+0,1) e Azione, stabile al 3 per cento. Italia Viva scende al 2,4 per cento (-0,2) e +Europa all’1,4 per cento (-0,1). Chiude Noi Moderati, che guadagna qualcosa e sale all’1,2 per cento (+0,1). Per quanto riguarda le coalizioni, il centrodestra nel complesso scende al 43,9 per cento: si tratta del valore più basso dall’insediamento del Governo Meloni. Il campo largo, invece, è dato al 45,8 per cento.

La procura di Pavia chiude le indagini su Sempio: “Uccise Chiara con crudeltà”

AGI - Andrea Sempio uccise con "crudeltàChiara Poggi la mattina del 13 agosto del 2007 a Garlasco. È scritto nell'avviso di chiusura delle indagini notificato ad Andrea Sempio e firmato dal procuratore aggiunto Stefano Civardi e dai pm Giuliana Rizza e Valentina De Stefano. Il 415 bis - così si chiama il documento che fa calare il sipario delle indagini lunghe e complesse durate oltre un anno - è identico all'invito a comparire notificato nei giorni scorsi all'indagato e che i magistrati gli hanno letto ieri durante l'interrogatorio in cui si è avvalso della facoltà di non rispondere.

I pm ricostruiscono così le presunte varie fasi dell'omicidio: "Dopo una iniziale colluttazioneSempio colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra, facendola cadere a terra. A seguito di ciò, la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina e, dopo che Chiara Poggi provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi in regione parieto-temporale sinistra, in regione parietale posteriore lungo la linea mediana e in regione parietale sinistra paramediana, facendole perdere i sensi. A seguito di ciò, spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi in regione parieto-occipitale sinistra, cagionando alla stessa gravi lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso".

 

 

Le aggravanti dell'omicidio

E poi, l'elenco delle aggravanti: "Con l'aggravante di aver agito con crudeltà verso la vittima in considerazione dell'efferatezza dell'azione omicidiaria per il numero e l'entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto. Con l'aggravante di aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all'odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale".

Tg1,Marco Poggi ai carabinieri "Mi state influenzando"

Nelle carte dell'inchiesta la sorpresa dei carabinieri che definiscono Marco Poggi "ostile" e alle prese con una "costante difesa d'ufficio di Andrea Sempio". Lo scrive il Tg1 sui propri canali social.
"Io capisco che fate il vostro lavoro - le parole di Poggi durante l'interrogatorio del 20 maggio 2025- però in questa situazione mi state influenzando" (....) "non so cosa rispondere perché se do una risposta poi questo scrive .... omissis.... non riesco neanche a finire la frase".

"Per gli inquirenti nell'esame di Marco Poggi - si legge ancora sui social del Tg1 - si registra una "modificazione" del contenuto delle testimonianze rese nell'arco di 18 anni e confermate fino a 2 mesi prima.

Difesa Sempio, nessuna novità su accusa nell'avviso di conclusioni indagini

"L'avviso è conforme a quella che era l'imputazione nell'invito a comparire per ieri. Quanto alla portata dell'accusa non c'è nessuna novità". È il commento a 'Quarto Grado' di Liborio Cataliotti, legale di Andrea Sempio, dopo avere ricevuto la notifica dell'avviso di chiusura delle indagini per l'omicidio di Chiara Poggi.

"In tempo reale stiamo chiedendo l'accesso al fascicolo, acquisibile anche per via telematica, e quando parlo di fascicolo intendo le prove che hanno supportato questa pesante imputazione, la più pesante che possa esserci nel nostro sistema penale aggiunge intervistato da Gianluigi Nuzzi.

"Fin dal 2009, fin dal processo Stasi, che ci fosse una pendrive decisiva ai fini della soluzione del giallo di Garlasco era già notizia, non è che sia una novità" afferma il difensore in relazione ai presunti soliloqui in cui l'indagato ammetterebbe di avere visto i video intimi di Chiara Poggi e Andrea Sempio. 

Gli oggetti sequestrati nella nuova inchiesta

La fotografia di Andrea Sempio con una lunga chioma apparsa sulla 'Provincia Pavese' in via Pascoli poche ore dopo il delitto, una cinquantina di agendine, block notes e quaderni, segno di un'indagine di 'altri tempi' quando ancora si scriveva per lo più sulla carta, tre telefoni cellulari, varie pendrive, macchine fotografiche, decine di Cd-Rom, alcuni contenenti brani musicali, e DVD.

C'è anche questo nell'elenco dettagliato dei beni sequestrati ad Andrea Sempio nel corso dell'inchiesta in cui è accusato di avere ucciso Chiara Poggi. Tra le cose sequestrate ai suoi genitori, Giuseppe Sempio e Daniela Ferrari, troviamo "una nota del Nucleo Investigativo di Milano, datata 7 luglio 2020 in fotocopia, con timbro di ricezione della Procura di Pavia del 9 luglio 2020 con un appunto scritto: 'Già stato audito ma i carabinieri si sono dimenticati di chiedere a Sempio dove fosse la mattina dell'omicidio'".

E ancora spuntano dal mare magnum degli oggetti ritenuti potenzialmente interessanti per le indagini dei file audio e video del programma 'Le Iene' del 16 marzo 2025 in cui parlò un presunto supertestimone, manoscritti, testi musicali e telefoni del giovane amico di Sempio morto suicida, un'agenda di Mattia Capra, un altro allora ragazzo della comitiva di Garlasco, e "gli appunti sull'omicidio di Chiara Poggi della nonna (di Mattia, ndr)".

Un altro capitolo riguarda l'acquisizione delle conversazioni intercettate tra cui diverse disposte nell'indagine di Brescia che vede indagato l'ex procuratore Mario Venditti e Giuseppe Sempio per corruzione in atti giudiziari.

 

Poste italiane, i risultati del primo trimestre 2026: ricavi record a 3,5 miliardi

Poste italiane ha reso noti i risultati del primo trimestre del 2026. I ricavi del Gruppo guidato dall’ad Matteo Del Fante e dal dg Giuseppe Lasco si attestano a 3,5 miliardi di euro, in crescita dell’8 per cento anno su anno, mentre il risultato operativo (ebit) adjusted ha raggiunto un livello record pari a 905 milioni di euro, in crescita del 13,6 per cento anno su anno, come conseguenza di un’attenta razionalizzazione dei costi. L’utile netto risulta pari a 617 milioni di euro, in crescita del 3,3 per cento anno su anno. Le attività finanziarie investite dei clienti hanno raggiunto 606 miliardi di euro, in crescita di 5,3 miliardi da dicembre 2025. A seguito dei numeri raggiunti, Poste Italiane è in grado di annunciare la revisione al rialzo del risultato operativo di fine anno, che sale da 3,3 a 3,4 miliardi. Il nuovo piano industriale stand alone verrà presentato il prossimo 24 luglio. «È il quarto trimestre consecutivo concluso con risultati record», ha sottolineato Del Fante.

Unicredit finanzia lo sviluppo di un immobile residenziale a Roma

Unicredit ha concesso un finanziamento ipotecario bilaterale, di 32,5 milioni di euro, a Wonder Spv, veicolo di cartolarizzazione ai sensi dell’art.7.2 L.130/99, finalizzato a supportare l’acquisto e lo sviluppo residenziale di Pacifico Living, a Roma, nel prestigioso quartiere dell’Eur. In una prima fase del progetto saranno realizzati 120 appartamenti, di cui 35 volti a promuovere l’accesso alla casa quale generatore simbolico di coesione sociale, per poi procedere alla realizzazione di ulteriori 150 unità immobiliari. Un intervento che coniuga qualità architettonica ed estetica, con un progresso tecnologico volto al risparmio energetico e alla riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico e una capacità di ospitare il verde non semplicemente come complemento estetico ma come frammento della natura. Unicredit Re Services, la società di intermediazione immobiliare del Gruppo, sarà partner commerciale dello sviluppo immobiliare mettendo a disposizione la propria piattaforma tecnologica di consulenza e promozione e il network nazionale di consulenti immobiliari per contribuire al successo dell’iniziativa.

Plafoni: «Sosteniamo la ripresa del mercato e la rigenerazione urbana»

Queste le dichiarazioni di Marianna Plafoni, Regional manager Centro Italia di Unicredit: «La banca finanzia attivamente lo sviluppo immobiliare attraverso una serie di soluzioni destinate sia alle imprese del settore delle costruzioni che ai clienti privati, sostenendo la ripresa del mercato e la rigenerazione urbana. Il nostro Gruppo offre supporto finanziario, leasing immobiliare e servizi di consulenza specialistica per operazioni di sviluppo, ristrutturazione e gestione del patrimonio».

La giornalista Manila Gorio: «Esclusa dalla cena con Vannacci perché transessuale»

Manila Gorio, presidente dell’associazione Transgender Italia e direttrice editoriale di Political TV, ha raccontato di essere stata esclusa da una cena con Roberto Vannacci in quanto presenza non gradita, con ogni probabilità a causa della sua transessualità.

La giornalista Manila Gorio: «Esclusa dalla cena con Vannacci perché transessuale»
Roberto Vannacci (Imagoeconomica).

Il racconto di Gorio

«Diverse settimane fa Vannacci era venuto in Puglia per un incontro con i giornalisti», ha spiegato Gorio, nota a livello locale anche per aver lavorato a Antennasud. Dopo il comizio dedicato a Futuro Nazionale, era in programma una cena, ma a quel punto Gorio si è vista sbarrare la strada: «Mi è stato detto che non avrei potuto partecipare vista la mia “situazione”», ha spiegato a Repubblica, facendo intendere che il problema per l’ex generale risiedesse nella sua transessualità. Gorio ha raccontato di aver poi rivisto il responsabile barese del partito al supermercato: «Mi ha guardato, ma non mi ha nemmeno salutata». La giornalista ha poi continuato sui social: «Se questo è il loro metodo di esclusione e di non inclusione, ho paura che migliaia di imbecilli faranno peggio. Incitare odio e discriminazione mi sembra davvero eccessivo in un modo dove oramai ci sono solo guerre».

Biennale, Giuli vs Salvini: «Pensavo che il suo post fosse un’autocritica per il suo assenteismo»

Scontro tra i ministri Alessandro Giuli e Matteo Salvini sulla Biennale, da settimane al centro di polemiche intorno al padiglione russo. Nel mirino è finito un post in cui il vicepremier criticava velatamente (ma neanche troppo) il titolare della Cultura per la sua decisione di non partecipare all’inaugurazione dell’evento il 9 maggio. «Gli assenti hanno sempre torto. Viva l’arte libera e coraggiosa», aveva scritto Salvini.

La risposta di Giuli è arrivata a Sky Tg24 Live in Roma: «La verità, quando ho visto il post, è che l’ho frainteso e ho pensato che lui facesse autocritica. Ho detto: “Vedi, Salvini che fa un post per scusarsi del fatto che frequenta poco il suo ministero“. Dopodichè ho capito che invece non era un’autocritica sul suo assenteismo, e rispetto la sua posizione che è condivisa da tante altre persone».

L’ex presidente dell’Aia Zappi e il nuovo designatore Tommasi testimoni nell’inchiesta sugli arbitri

AGI - L’ex presidente dell’Aia Antonio Zappi e il designatore degli arbitri Dino Tommasi, che ha sostituito l’auto-sospeso Gianluca Rocchi, saranno sentiti domani in Procura a Milano come persone informate sui fatti dal pm Maurizio Ascione nell’ambito dell’inchiesta con al centro il reato di frode sportiva. Rocchi è accusato di presunte interferenze nella Sala Var di Lissone e per avere contribuito con altri a ‘combinare’ designazioni “gradite” all’Inter. Lo apprende l’AGI da fonti qualificate.

Si alza il livello delle testimonianze col coinvolgimento degli attuali ed ex a vertici del mondo arbitrale

Il 29 aprile scorso Zappi è decaduto dopo che il Collegio di Garanzia del Coni ha respinto il suo ricorso contro i 13 mesi di squalifica per pressioni indebite esercitate sui vertici degli organi tecnici di serie A e serie B. Zappi trasmise l’esposto di Domenico Rocca subito dopo averne avuto conoscenza alla Procura Federale che poi lo archiviò non ritenendo meritevoli di approfondimento i fatti narrati, comprese le presunte ‘bussate’ di Gianluca Rocchi in Udinese-Parma. Inoltre, alla luce della denuncia dell’assistente arbitrale, predispose un cambio di regolamento che obbligava, chiunque andasse a Lissone, a cominciare da Rocchi, a redigere una puntuale relazione in cui avrebbe dovuto specificare il tipo di attività svolta.

Da quel momento nessuno del team di Rocchi ci è più andato

Dino Tommasi era il vice di Rocchi ed è Componente della Commissione Arbitri della serie A. Nell’inchiesta gli indagati restano cinque, oltre a Rocchi e al supervisore del Var autosospeso Andrea Gervasoni ci sono l’assistente Var Daniele Paterna, il Var Luigi Nasca e l’Avar Rodolfo di Vuolo. Tommasi ha espresso “solidarietà e vicinanza da parte di tutto il gruppo di arbitri” verso Rocchi e Gervasoni. L’attenzione del pm, impegnato nell’ascolto di testimoni negli ultimi giorni, tra cui anche esponenti della Lega Calcio, è puntata anche su un possibile incontro tra l’ex designatore e Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter.