AGI - L’ex presidente dell’Aia Antonio Zappi e il designatore degli arbitri Dino Tommasi, che ha sostituito l’auto-sospeso Gianluca Rocchi, saranno sentiti domani in Procura a Milano come persone informate sui fatti dal pm Maurizio Ascione nell’ambito dell’inchiesta con al centro il reato di frode sportiva. Rocchi è accusato di presunte interferenze nella Sala Var di Lissone e per avere contribuito con altri a ‘combinare’ designazioni “gradite” all’Inter. Lo apprende l’AGI da fonti qualificate.
Si alza il livello delle testimonianze col coinvolgimento degli attuali ed ex a vertici del mondo arbitrale
Il 29 aprile scorso Zappi è decaduto dopo che il Collegio di Garanzia del Coni ha respinto il suo ricorso contro i 13 mesi di squalifica per pressioni indebite esercitate sui vertici degli organi tecnici di serie A e serie B. Zappi trasmise l’esposto di Domenico Rocca subito dopo averne avuto conoscenza alla Procura Federale che poi lo archiviò non ritenendo meritevoli di approfondimento i fatti narrati, comprese le presunte ‘bussate’ di Gianluca Rocchi in Udinese-Parma. Inoltre, alla luce della denuncia dell’assistente arbitrale, predispose un cambio di regolamento che obbligava, chiunque andasse a Lissone, a cominciare da Rocchi, a redigere una puntuale relazione in cui avrebbe dovuto specificare il tipo di attività svolta.
Da quel momento nessuno del team di Rocchi ci è più andato
Dino Tommasi era il vice di Rocchi ed è Componente della Commissione Arbitri della serie A. Nell’inchiesta gli indagati restano cinque, oltre a Rocchi e al supervisore del Var autosospeso Andrea Gervasoni ci sono l’assistente Var Daniele Paterna, il Var Luigi Nasca e l’Avar Rodolfo di Vuolo. Tommasi ha espresso “solidarietà e vicinanza da parte di tutto il gruppo di arbitri” verso Rocchi e Gervasoni. L’attenzione del pm, impegnato nell’ascolto di testimoni negli ultimi giorni, tra cui anche esponenti della Lega Calcio, è puntata anche su un possibile incontro tra l’ex designatore e Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter.
