“Voglio donare il mio respiratore di riserva”: Piero, affetto da SLA, e il suo cuore da Cavaliere


Un Cuore da Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, quello di Piero Floreno, 57 anni, affetto da SLA da 11. Una mattina, in piena emergenza Covid, comunica alla moglie la volontà di donare il suo respiratore di riserva all'ospedale Molinette di Torino. I medici vietano la donazione per ragioni di sicurezza e lui risponde con una raccolta fondi. Con il ricavato ha acquistato un respiratore polmonare che sarà donato all'Ospedale. Due mesi dopo arriva il telegramma, diventa Cavaliere.
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Daniele, Cavaliere a metà: “Felice per la nomina di Mattarella, distrutto per la morte di Marcello”


Daniele La Spina è un giovane volontario di 26 anni della Protezione Civile di Grugliasco, in provincia di Torino. Nominato da Mattarella la settimana scorsa come Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana per le sue gesta da volontario durante la pandemia del Coronavirus, Daniele ha subito allargato il premio ricevuto a tutti i volontari della protezione civile. Daniele però non festeggia, non sorride, perchè il suo responsabile Marcello Merola, 56 anni, capo della Protezione Civile a Grugliasco, è morto di attacco cardiaco poche ore dopo aver consegnato le ultime mascherine alla popolazione. Marcello aveva formato Daniele e tutto il gruppo di volontari, di cui era il coordinatore.
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Biella, due malati psichici ancora positivi dopo 10 tamponi: “Chiusi dentro con gli infermieri”


Ancora positivi al decimo tampone. Se non è un record poco ci manca. Isolati dal 25 marzo nella Comunità Alloggio per malati psichiatrici l'Albero, sono solo due i positivi rimasti che salutano dal balcone col sorriso. Dentro ci sono gli infermieri e il personale sanitario, che li segue e se ne prende cura da quando la comunità è entrata in autotutela, che si è volontariamente chiuso dentro con loro per tutta la durata dell'emergenza.
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Consigliera regionale di nuovo in quarantena dopo la guarigione: “Ingabbiata dalla burocrazia”


Come Josef K ne "Il Processo", anche Laura Amoretti, di Imperia, si trova nella stessa condizione di prigioniera degli uffici e delle carte, come la lettera che le arriva il 20 maggio e la dichiara in quarantena, obbligata a restare a casa dopo aver avuto un contatto nei giorni precedenti con una persona poi risultata positiva. La stranezza è che lei è già guarita un mese prima da Covid-19 ed è anche in lista come donatrice del plasma per i malati.
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I nuovi poveri italiani: “Senza lavoro per colpa del virus: siamo senza soldi anche per la spesa”


Antonella ha tre figli, di 2, 6 e 17 anni. Francesca ha 37 anni, 1 bimbo di 4, Ramon ha fatto un lungo percorso prima di trovare un lavoro in fabbrica. Antonella, Francesca, Ramon. Li ho conosciuti proprio grazie al Market Sociale Terza Settimana, che aiuta chi non ce la fa a fare la spesa.Sono soltanto 3, ma sono un esempio degli italiani impoveriti dal Coronavirus, che faticano ad arrivare alla alla fine del mese, che hanno bisogno di aiuto, immediato, per risollevarsi. Sono soltanto 3, ma ne rappresentano centinaia di migliaia. Antonella non riceve la cassa integrazione e non prende soldi da febbraio, a Ramon e a Francesca non è stato rinnovato il contratto.
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Marco Bucci e la sua mano robot: “Sono bionico, come sognano i bambini”


Marco Bucci, 33 anni di Ivrea, 3 anni fa perde la mano destra in un incidente in macelleria. In un attimo la sua vita cambia di colpo. 4 dita in meno, il dolore, la durissima riabilitazione, l'operazione per riabilitare almeno il pollice. Arrivano le protesi estetiche, le mani finte, la sensazione di dover ricominciare da capo con la mano sinistra. Lascia il lavoro in macelleria, cambia carriera, si fidanza con una ragazza che gli è stata vicino durante la convalescenza. Poi la chiamata da Torino, è arrivata la sua mano robot.
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Mario a 81 anni guarisce dal Covid e i vicini lo accolgono come una star: “Mi sento un miracolato”


E' cominciato tutto il 15 marzo, con la febbre a 37,5. Trasportato in ambulanza all'ospedale di Chivasso (TO), Mario Giraldo viene trovato positivo al Coronavirus. 81 anni, in forma grazie alle camminate quotidiane da 20 km, Mario peggiora sempre più fino a quando è costretto al casco perchè non riesce a respirare. Arriva anche la moglie in reparto, malata di Covid pure lei. Poi il lento miglioramento fino a questa domenica 17 maggio, quando finalmente arriva il secondo tampone negativo e finalmente torna a casa, accolto come un divo.
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“Mio papà morto di Covid all’ospedale Molinette: il 118 ci disse che portarlo lì era rischioso”


Francesco Sandiano avrebbe compiuto 82 anni appena 4 giorni dopo la sua morte all'ospedale Molinette, il 7 aprile. I familiari cercano in ogni modo di evitare il ricovero per una cistoscopia, ma le sue condizioni si aggravano e a casa non può più essere seguito. A malincuore il medico di famiglia consiglia il ricovero, il 118 che manda l'ambulanza cerca di dissuaderli con un "è rischioso" che sembra una tragica premonizione. Francesco si infetta di Covid-19 e muore.
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“Nessun positivo nella nostra Rsa: ci siamo chiusi dentro con i nostri anziani per 50 giorni”


Il 17 marzo Montenero di Bisaccia (Campobasso) viene dichiarata Zona Rossa. Da allora un gruppo di 11 operatori sanitari e 12 suore si è blindato volontariamente all'interno della RSA Villa Santa Maria, lasciando a casa figli, famiglia e fidanzati. Il motivo? Proteggere i 95 anziani residenti della struttura la cui età media, 83 anni e mezzo, li rende i più deboli durante questa epidemia. Da 50 giorni non escono dalla clausura: nessun positivo tra loro.
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