
Con l'astensione di Cina e Russia è passata al Consiglio di Sicurezza dell'Onu la risoluzione Usa che approva il piano di pace di Trump per la Striscia di Gaza: le reazioni di Hamas e della destra israeliana.
Continua a leggere 
A meno di tre settimane dall’avvio del fragile cessate il fuoco a Gaza, Israele ha lanciato duri raid nella Striscia, mentre Hamas e Tel Aviv si accusano reciprocamente di aver violato l'accordo mediato dal presidente Usa, Donald Trump. Cosa sta succedendo.
Continua a leggere 
Il summit di Sharm el-Sheikh in Egitto rappresenta l’avvio della seconda fase dell’intesa per il disarmo di Hamas e della governance della transizione della Striscia e allo stesso tempo il momento culminante dei negoziati, dopo l’avvio della prima fase della tregua a Gaza, con la firma simbolica dell’accordo per il cessate il fuoco.
Continua a leggere Come si è arrivati all'accordo per il cessate il fuoco tra Israele e Hamas e perché non rappresenta la fine del conflitto israelo-palestinese ma solo una sua "pausa". Una tregua che non metta davvero l’accento sulla condizione postcoloniale in cui vivono i palestinesi non potrà mai rappresentare la fine sistematica delle ostilità.

L'intervista all'attivista egiziano Patrick Zaki, mentre è in corso a Sharm el-Sheikh il nuovo round negoziale per discutere il piano di Trump per Gaza dopo il primo via libera di Hamas al rilascio di tutti gli ostaggi israeliani ancora nelle mani del gruppo.
Continua a leggere 
Il via libera di Hamas al rilascio degli ostaggi israeliani ancora in vita apre la strada a un secondo cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Eppure, il piano di Trump è molto lontano dal rappresentare una vera conclusione del conflitto e un piano di pace a lungo termine per la Palestina.
Continua a leggere 
“Questo film rappresenta il genocidio in corso, racconta quello che accade tutti i giorni a Gaza. La storia di Hind Rajab è una tra le migliaia di storie che emergono ogni giorno dalla Mezzaluna Rossa palestinese”, ci ha spiegato Clara Khoury, l’attrice di origini palestinesi che interpreta la psicologa nel film. “La nostra unità è la nostra umanità”, così Saja Kilani ha concluso questa intervista a Fanpage.it.
Continua a leggere Regno Unito, Canada, Australia, Francia riconoscono formalmente lo Stato di Palestina. Ma il solo riconoscimento dello stato palestinese in assenza di misure concrete che ne permettano l’esistenza rischia di non rappresentare un vero argine alla deriva genocidiaria di Israele.
Dopo l'avvio dell'offensiva di terra da parte dell'Idf a Gaza City, l’inazione internazionale, aggravata dal fallimento dei colloqui per il cessate il fuoco dopo i raid israeliani a Doha, sta completamente archiviando la possibilità che nasca uno stato palestinese nonostante la crescente mobilitazione internazionale che denuncia i crimini di guerra commessi da Israele nella Striscia.
La reazioni di pacata condanna ai raid israeliani in Qatar, dove erano in corso i negoziati per la pace in Palestina, dimostrano ancora una volta che nessuno è davvero impegnato a fermare Netanyahu, il cui unico scopo è una guerra permanente che abbia come scopo l'occupazione a lungo termine dei territori palestinesi.