Il Paese iberico al voto per la quarta volta in quattro anni. Psoe avanti ma senza maggioranza. Mentre si alza lo spettro di Vox. Alle 14 affluenza in calo al 37,9%.
Il 10 novembre la Spagna torna alle urne (seggi aperti fino alle 19) per la quarta volta in quattro anni. A Madrid, però, poco sembra essere cambiato, con le previsioni che ancora una volta stimano il Partito socialista in testa, ma senza i numeri necessari per una maggioranza solida. Alle 14 l’affluenza si ferma al 37,9%, in calo di 3,6 punti rispetto alla tornata precedente (aprile 2019).
OCCHI PUNTATI SULL’ULTRADESTRA DI VOX
L’incognita vera è a destra, con la possibilità che gli estremiesti di Vox guadagnino ulteriori consensi, anche sull’onda della polarizzazione dell’elettorato sul tema dell’indipendenza della Catalogna.
PSOE AVANTI NEI SONDAGGI, CROLLA CIUDADANOS
Secondo un sondaggio divulgato dal quotidiano El País, i socialisti potrebbero ottenere il 27,2% dei voti e 116 seggi, sette in meno rispetto ad aprile. Alle loro spalle il Partito popolare, col 21,1% e 94 seggi (+28 seggi). Quindi Vox, con il 12,8% dei voti e 42 seggi (+18). A seguire, Unidas Podemos con il 12,7% delle preferenze e 36 seggi (-6), e Ciudadanos con il 9% e 19 seggi (-38).
L’APPELLO DEL PREMIER SANCHEZ
L’8 novembre il premier socialista Pedro Sanchez s’è rivolto così agli elettori: «Siamo tutti convocati alle urne il 10 novembre non per rispondere agli orientamenti della politica, giacchè gli spagnoli lo hanno già fatto lo scorso 28 aprile e il 26 maggio dando la maggioranza al Psoe. Gli spagnoli vogliono una risposta progressista ai loro problemi. Ciò che è in questione è se abbiamo un governo o no».
IL LIVEBLOGGING DELLA GIORNATA ELETTORALE
14.30 – AFFLUENZA IN CALO
Alle ore 14 l’affluenza è del 37,9%: 3,6 punti in meno rispetto all’ultima tornata delle Politiche, che si sono svolte ad aprile 2019 (41,49%).
11.45 – RIVERA CERCA DI MOBILITARE I «MODERATI»
Albert Rivera, leader di Ciudadanos, dopo aver votato ha dichiarato: «Mi appello ai moderati, ai liberali, alla classe media, agli indecisi. Perché se non vanno a votare decidono altri per loro. Se il centro non si mobilita, vincono gli estremi».
11.03 – L’APPELLO DI SANCHEZ PER IL VOTO
«Oggi votiamo per rafforzare la democrazia. Da domani lavoriamo al governo», ha detto il leader socialista e premier ad interim spagnolo Pedro Sanchez parlando con i giornalisti dopo aver votato in un seggio nella municipalità di Madrid. Sanchez ha esortato gli spagnoli a recarsi alle urne, dopo una campagna tutta tesa alla richiesta di un mandato chiaro per poter superare l’impasse e governare. Alle domande sulle possibili coalizioni, il leader del Psoe non ha risposto: «Aspettiamo che votino gli spagnoli, poi vediamo i seggi». L’importante è che gli spagnoli «vadano a votare, che si rafforzi la democrazia e che a partire dalla giornata di domani si possa avere la stabilità necessaria per formare il governo».
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