
Otto milioni di euro spesi per mascherine che al 90 per cento sono rimaste negli scatoloni. È quanto emerge dalle indagini della Procura di Milano sui dispositivi che Regione Lombardia ha comprato dall'azienda Fippi di Rho. Avrebbero dovuto essere la soluzione per la carenza di mascherine durante la fase più acuta dell'emergenza coronavirus, ma non sono state usate perché ritenute non sicure.
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