Botta e risposta tra Bruxelles e Roma sul possibile utilizzo del golden power nell’operazione tra Unicredit e Banco Bpm. La commissaria europea ai Servizi finanziari, Maria Albuquerque, ha dichiarato da Lussemburgo che l’Unione europea «è pronta ad agire» qualora vi fosse «l’intenzione di impedire lo sviluppo del mercato unico dei servizi finanziari». Senza menzionare direttamente l’Italia, ha aggiunto che «decisioni che impediscono la creazione del mercato unico dei servizi finanziari sono naturalmente motivo di preoccupazione». Albuquerque ha ricordato come l’obiettivo dell’Unione del risparmio e degli investimenti sia «fondamentalmente un progetto di mercato unico», sottolineando che la Commissione «affronterà tutti i problemi che potrebbero impedire la corretta attuazione delle norme concordate, che bloccano la fornitura transfrontaliera di servizi o le fusioni».

Interpellata sull’eventualità di una procedura d’infrazione contro l’Italia, la commissaria non ha confermato né smentito, ribadendo però che «faremo rispettare le norme comuni concordate da tutti. E se non vengono rispettate, è nostro compito assicurarci che lo siano». Albuquerque ha precisato inoltre che il tema «non riguarda un solo Paese, ma un problema generale che interessa diversi Stati membri», e che la Commissione è pronta a utilizzare «gli strumenti a nostra disposizione per affrontare la situazione» nel caso in cui l’uso del golden power ostacoli la piena realizzazione del mercato unico dei servizi finanziari.
Giorgetti: «Il governo applica una legge esistente»
La replica italiana è arrivata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha difeso la legittimità dell’azione del governo. «La sicurezza nazionale finanziaria ed economica è esclusiva competenza del governo dello Stato nazionale e intendiamo in qualche modo difenderla», ha dichiarato. Giorgetti ha poi aggiunto: «Il governo applica una legge esistente. Se si vuol modificare la legge, la fa il Parlamento, non il governo». Rispondendo alle osservazioni europee, il ministro ha inoltre osservato che «la stabilità finanziaria è competenza della Banca centrale europea e la tutela del mercato spetta all’Unione europea, ma la sicurezza nazionale resta una prerogativa dello Stato». In merito alle critiche sull’uso del golden power, ha concluso con un riferimento implicito al dossier russo di Unicredit: «Una minima correlazione se ci si fa attenzione e la si trova, spero che la trovi anche la Commissione Ue».
