Hollywood perde un pezzo della sua storia recente. È morto a 78 anni Drew Struzan, illustratore di alcune delle locandine più celebri del cinema internazionale e dai più considerato come il più grande disegnatore di poster del secolo. A darne notizia è il suo collaboratore Greg Aronowitz con un post sul suo profilo Instagram ufficiale: «È con il cuore pesante che vi comunico che ci ha lasciati. Ha sempre detto quanto fosse contento sapendo quanto amavate la sua arte». Ritiratosi dalla vita pubblica da anni, era malato di Alzheimer, ma la sua eredità continua a influenzare generazioni di registi e appassionati. Tanti gli omaggi, tra cui quelli di Steven Spielberg e Guillermo del Toro, che con lui collaborarono a lungo.
Da Indiana Jones a Star Wars: le locandine più famose di Drew Struzan
Originario dell’Oregon, dove era nato nel 1947, Drew Struzan si era formato all’ArtCenter College of Design di Pasadena vendendo le sue opere per pagarsi gli studi. «Ero povero e affamato e il disegno era la via più breve per una fetta di pane rispetto a una mostra in galleria», ha raccontato nel 1999 alla stampa americana. «Da bambino non avevo niente, disegnavo sulla carta igienica con le matite». Non iniziò con il cinema, ma si concentrò bensì sulla musica. Sue le copertine dei dischi di alcuni grandi artisti del calibro di Beach Boys, Bee Gees, Earth Wind & Fire e Alice Cooper. Nel 1978 realizzò la locandina per la riedizione di Star Wars, in particolare per la pittura dei personaggi umani, primo passo per una carriera che lo avrebbe portato a lavorare per grandi produzioni tanto da guadagnarsi il soprannome di «The One-sheet Wonder», il mago del poster.

In oltre 40 anni di lavoro ha firmato alcuni dei manifesti più iconici del cinema hollywoodiano. Suoi, solo per citarne alcuni, i postar delle saghe di Star Wars, Indiana Jones e Ritorno al Futuro. E ancora, ha disegnato le locandine de I Goonies, La cosa e Harry Potter e la pietra filosofale con il protagonista Daniel Radcliffe in primo piano. Senza dimenticare La corsa più pazza d’America, Scuola di polizia, Blade Runner, Et l’extraterrestre, Grosso guaio a Chinatown, Fievel sbarca in America e Hook – Capitan Uncino. E ancora, Balto, Sahara, I Muppet e Ducktales. Tra i suoi ultimi lavori, prima del ritiro per curare la sua malattia, si ricordano quelli per Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, Star Wars: Il risveglio della Forza e la trilogia di Dragon Trainer. La sua firma era inconfondibile: tratti morbidi, colori caldi e un’intensità espressiva che dava vita ai volti.
Gli omaggi di Spielberg e Del Toro: «Un uomo geniale»
Tanti gli omaggi da tutto il mondo dell’intrattenimento. «Il mio artista preferito per il cinema», ha detto Steven Spielberg. «Quella di Drew Struzan era arte, i suoi poster hanno trasformato molti dei nostri film. Nessuno disegnava come lui». Online anche il tributo di Guillermo del Toro: «Il mondo ha perso un uomo geniale, un artista supremo. Io ho perso un amico». Jim Lee, presidente della Dc Comics, lo ha invece definito «un gigante tra giganti» capace di catturare «l’emozione dell’infanzia e molto altro». Per l’artista Marvel J. Scott Campbell «lascia un’eredità di bellezza che durerà per generazioni». Nel 2013 il regista Erik Sharkey gli ha dedicato il documentario Drew: The Man Behind the Poster, con interviste a Lucas, Spielberg e Harrison Ford.
When you saw one Drew Struzan illustration, you immediately wanted to see more. You had to consume all of them. He was a Master. Rest In Peace. pic.twitter.com/64SmMIrWqv
— robliefeld (@robertliefeld) October 14, 2025
