Davanti al tribunale di Parigi il 27 ottobre si è aperto il processo a dieci cittadini francesi accusati di aver diffuso online la teoria secondo cui Brigitte Macron sarebbe «un uomo». Tra gli imputati figurano un professore, un tecnico informatico e una donna che si presenta come medium. A portare la questione in sede giudiziaria erano stati la stessa Brigitte Macron e il presidente Emmanuel Macron, dopo che la bufala aveva continuato a circolare per anni sui social network, alimentata da ambienti complottisti e dell’estrema destra. Secondo l’accusa, le persone coinvolte dovranno rispondere di cyberbullismo a sfondo sessista. Tra gli elementi contestati anche i post che accusavano i Macron di «pedofilia» in relazione alla loro differenza d’età di 24 anni.

La voce, nata nel 2017, era stata rilanciata da Candace Owens, podcaster americana vicina al movimento Maga, che dovrà anch’essa comparire in tribunale per aver contribuito alla diffusione dei contenuti attraverso la serie di video Becoming Brigitte e immagini false, tra cui una copertina del Time con la scritta Uomo dell’Anno. Tra i dieci imputati, otto uomini e due donne tra i 41 e i 60 anni, c’è il pubblicitario Aurélien Poirson-Atlan, noto online come Zoe Sagan, e la sedicente giornalista e medium Delphine J., alias Amandine Roy, che aveva diffuso l’idea che Brigitte Macron, nata Trogneux, fosse in realtà il fratello Jean-Michel Trogneux dopo un cambio di sesso.
