Più libri più liberi, il caso del volume contro Meloni ‘bandito’ e poi riammesso

Continuano le polemiche attorno alla fiera Più libri più liberi, in corso a Roma. E stavolta non c’entra la presenza di Passaggio al Bosco, che ha portato al forfait di Zerocalcare e a una protesta annunciata per sabato 6 dicembre. Bensì un libro che critica Giorgia Meloni, ‘bandito’ e poi ‘riammesso’ tra gli stand della fiera in corso alla Nuova dell’Eur.

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Cosa è successo alla Nuvola dell’Eur

Secondo quando raccontato da Laura Pacelli, responsabile della casa editrice Graphofeel, durante il montaggio dello stand un funzionario della Regione Lazio si era avvicinato, chiedendo di non esporre il libro Io non voto Giorgia che, scritto dalla docente liceale romana Giovanna Musilli, come da titolo critica la destra al governo e la figura della premier. Dopo la diffusione della notizia, la Regione si è affrettata a spiegare che è stata «un’iniziativa assolutamente personale» del funzionario e il libro è tornato sul banchetto. Appena prima del dietrofront, Musilli aveva detto a Dire: «Credo sia un brutto segnale per le nostre libertà civili che si voglia silenziare la voce di una comune cittadina che scrive un libro contro le politiche e l’ideologia di questa destra. Il clima culturale di questo Paese è preoccupante».