Trump: «Futuro molto negativo per la Nato se non aiuta con lo Stretto di Hormuz»

Intervistato dal Financial Times, Donald Trump ha detto che la Nato si troverà ad affrontare un «futuro molto negativo» se gli alleati europei degli Usa non contribuiranno alla messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz, l’arteria vitale attraverso cui transita una fetta cruciale del greggio mondiale, finito al centro della guerra contro l’Iran. «È del tutto normale che chi tra profitto da questo stretto contribuisca a fare in modo che non accada nulla di spiacevole laggiù», ha affermato il presidente Usa, ricordando che l’Europa e la Cina – a differenza degli Stati Uniti – dipendono fortemente dal petrolio del Golfo.

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Trump: «Futuro molto negativo per la Nato se non aiuta con lo Stretto di Hormuz»
Una petroliera transitata dallo Stretto di Hormuz (Ansa).

Trump: «Ci ricorderemo di chi resterà a guardare»

Nella stessa intervista, Trump ha ricordato che gli Stati Uniti hanno fornito supporto all’Ucraina, nonostante l’enorme distanza geografica con il conflitto est-europeo. «Non eravamo obbligati ad aiutare l’Europa con l’Ucraina. Ma lo abbiamo fatto. Ora vedremo se loro aiuteranno noi. Perché ho sempre detto che noi saremo lì per loro, ma loro non ci saranno per noi». Gli Usa, ha avvertito Trump, «si ricorderanno» di chi sceglierà di restare a guardare mentre gli interessi globali vengono minacciati.

Trump: «Futuro molto negativo per la Nato se non aiuta con lo Stretto di Hormuz»
Donald Trump (Ansa).

Il presidente Usa mette pressione anche alla Cina

Le ultime affermazioni di Trump segnano un cambio di passo nella dottrina di politica estera Usa. Il tycoon, di fatto, chiede la formazione di una coalizione internazionale per la riapertura dello Stretto di Hormuz, facendo intendere che l’era della protezione unilaterale americana è finita. Se le rotte commerciali sono strategiche a livello globale, tale deve essere anche l’onere della loro difesa. Parlando con i giornalisti accreditati sull’Air Force One, Trump ha rivelato di essere in contatto con «circa sette Paesi» per stabilire il controllo di Hormuz. Tra questi interlocutori spicca la Cina, grande rivale degli Stati Uniti a livello mondiale. Sottolineando la dipendenza di Pechino dal petrolio mediorientale, Trump ha fatto capire che un rifiuto cinese di collaborare allo sforzo congiunto potrebbe portare a conseguenze diplomatiche dirette, incluso il rinvio del prossimo vertice con Xi Jinping.

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