Non solo è scesa in campo, ma è entrata direttamente nel ring. Dopo varie ospitate e gli appelli sui social, Giorgia Meloni si gioca l’ultimo asso per lanciare la volata al Sì: partecipare a Pulp Podcast di Fedez e Mr Marra. La puntata, di cui è uscito un brevissimo estratto, sarà messa online giovedì. Una mossa, quella di Meloni, che a pensar male potrebbe sembrare un’ultima spiaggia. Sebbene bella popolata se si considera che alcuni episodi di Pulp Podcast, come quello con Roberto Vannacci, o con l’ex nemico Maurizio Gasparri (a cui Fedez ha offerto addirittura una canna) sono diventati virali. Forse la premier grazie al gancio di Fedez forse spera di raggiungere gli elettori più giovani e sicuramente meno ideologizzati.
L’ospitata segna pure il disgelo definitivo tra la leader di FdI e il rapper. Era il 2022 quando dal palco di Atreju Meloni attaccava frontalmente gli influencer e indirettamente l’allora signora Lucia, Chiara Ferragni: «Il vero modello da seguire non solo gli influencer che fanno soldi a palate indossando degli abiti, mostrando delle borse o addirittura promuovendo carissimi panettoni con i quali si fa credere che si farà beneficenza, ma il cui prezzo serve solo a pagare cachet milionari». Fedez ovviamente replicò. «Evento singolare è che pochi minuti fa la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sul palco della sua fantastica festa del partito, abbia deciso di parlare delle priorità del Paese: avrà parlato della disoccupazione giovanile? No. Ha parlato della manovra finanziaria che stanno facendo col cu*o e che non hanno ancora finito? No. Ha parlato della pressione fiscale del Paese? No. Ha deciso di dire: ‘Diffidate alle persone che lavorano sul web’. Questa è la priorità del nostro Presidente del Consiglio».

Acqua passata comunque. Come è passata l’era Ferragnez. Anche perché Fedez da filo grillino, gran accusatore della destra – chi non ricorda (per dirne un paio) l’elenco delle uscite omofobe della Lega snocciolate durante il Primo maggio 2021 o il freestyle durante il quale dalla Costa Smeralda al largo di Sanremo nel 2023 Fedez strappò la foto del viceministro Galeazzo Bignami in costume da nazista e attaccò la ministra Eugenia Roccella – è finito al congresso dei giovani di Forza Italia con la benedizione di Gasparri, ha cantato strofe contro Elly Schlein. E ha criticato duramente il sindaco di Milano Beppe Sala ai tempi dell’inchiesta sull’urbanistica. «Sei il sindaco della città di Mani Pulite, inchiesta che ha svelato il modus operandi di un’intera classe politica, fondato sulla corruzione. E che fai? Per manifestare la tua estraneità ai fatti e alle inchieste che stanno segnando le ultime settimane del capoluogo meneghino, decidi di usare l’espressione: ‘io ho le mani pulite’. Davvero?». Lo stesso Sala che aveva consegnato a lui e consorte l’Ambrogino d’oro. Insomma, Fedez resterà folgorato sulla via della Scrofa abbracciando in toto la causa destrorsa?

Il cappellino del Tg2 per Prevost
Credevamo di aver visto tutto: il ministro degli Esteri Antonio Tajani con in mano il cappellino Maga, gentile cadeau offerto ai partecipanti della riunione del Board of Peace di Washington e prima ancora Gennaro Sangiuliano in campagna per le Regionali campane con in testa il ‘tarocco’ con la scritta “Make Naples Great Again”. E invece no. Lunedì di cappellino ne è volato un altro, e questa volta tra tra le mura vaticane. Il direttore Antonio Preziosi ha donato a Papa Leone XIV il copricapo brandizzato Tg2, realizzato per festeggiare il mezzo secolo di vita della testata. In prima fila, c’era la vicedirettrice del Tg2 Elisabetta Migliorelli, ex signora Petrecca.
Prima gaffe involontaria del pontefice americano: «Saluto l’amministratore delegato della Rai», ha esordito il Pontefice. Peccato che Giampaolo Rossi fosse assente. Ma niente panico: «Ah, non c’è? Primo sbaglio! Stasera al Tg2 delle 20:30 vedrò che il Santo Padre ha detto questa cosa… Comunque comunicate i miei saluti anche all’amministratore», ha scherzato Prevost.
Papa #LeoneXIV ha ricevuto il @tg2rai in occasione dei nostri 50 anni. Le sue parole valide per ogni giornalistahttps://t.co/RbM4aaCdyV
— luciano ghelfi (@lucianoghelfi) March 16, 2026
Festa all’Aniene per Maira
Circolo Canottieri Aniene in festa lunedì sera. Il neurochirurgo di fama mondiale Giulio Maira, proprio nel giorno del suo compleanno (classe 1944) ha presentato il suo libro Dove danzano i pensieri. Capire il mondo con le neuroscienze. Tanti i vip presenti nel sodalizio romano caro a Giovanni Malagò: da Luigi Gubitosi a Luigi Abete, fino a Silvia Calandrelli, direttrice Rai per la Sostenibilità e monsignor Vincenzo Paglia, presidente emerito della Pontificia accademia per la vita.

Se i quotidiani diventano set cinematografici
Durante la festa per la free press Leggo è stato ricordato che la redazione è stata set per film famosi, come Smetto quando voglio I e II, Beata ignoranza e Ricchi di fantasia. La scorsa settimana pure la sede de Il Messaggero, in via del Tritone, ha ospitato le scene di un film.

E non è stata la prima volta. Perché il quotidiano fu al centro della storia del film Il provinciale, diretto nel 1971 da Luciano Salce con protagonista Gianni Morandi, un giovanotto arrivato nella Capitale con l’ambizione di diventare giornalista…

Energia verde per il Vaticano
La settimana prossima la Camera dei Deputati dimostrerà di avere a cuore il Vaticano. Dopo il referendum sulla giustizia, Montecitorio dovrà occuparsi dell’accordo tra Italia e Santa Sede per un impianto agrivoltaico a Santa Maria di Galeria, già approvato dal Senato. Di che si tratta? Della definizione, con tanto di bollo parlamentare, di quanto era stato firmato a Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, con l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali, e l’ambasciatore Francesco Di Nitto, rappresentante italiano presso la Santa Sede. A Santa Maria di Galeria, area di proprietà della Santa Sede, sorgerà un impianto agrivoltaico per produrre energia elettrica rinnovabile destinata alla Città del Vaticano: un progetto pensato «per conciliare l’uso agricolo del suolo con la produzione energetica, per proteggere l’equilibrio idrogeologico, ridurre l’impatto ambientale e tutelare il patrimonio culturale, archeologico e paesaggistico della zona», voluto da Papa Francesco, che con la Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio “Fratello Sole” del 21 giugno 2024, aveva affidato, al presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e al Presidente dell’amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, «l’incarico di realizzare un impianto agrivoltaico ubicato all’interno della zona extraterritoriale di Santa Maria di Galeria, che assicuri, non soltanto l’alimentazione elettrica della stazione radio ivi esistente, ma anche il completo sostentamento energetico dello Stato della Città del Vaticano». Insomma, una scelta “autarchica” voluta dal pontefice che aveva elaborato la teoria della «terza guerra mondiale a pezzi» e che oggi, a causa del conflitto in Medio Oriente, diventa ancora più strategica. L’agrivoltaico permette di produrre energia rinnovabile sfruttando pannelli solari installati su terreni agricoli, senza rinunciare alla loro coltivazione, un approccio che consente di conciliare la produzione agricola con quella energetica, in modo sostenibile, proprio nella zona extra territoriale dove sorge il Centro Radio in onda corta della Radio Vaticana, curato dal Dicastero per la Comunicazione.
Al GF vip pure la figlia di Angelo Altea
Il Grande Fratello Vip regala sempre grandi sorprese. In questa edizione, partecipa anche Ibiza Altea, 26 anni, nata ad Atlanta, in America, ma cresciuta in Italia. La scheda personale inviata dagli organizzatori recita: «Figlia di Priscilla, vocalist americana a Ibiza, e di Angelo, ex parlamentare di origini sarde, ha vissuto a Vicenza, per poi trasferirsi a Milano, dove attualmente è modella e attrice. Per Ibiza questo mix di culture è un dono». Già, Angelo Altea, giornalista e deputato per due legislature: eletto inizialmente con Rifondazione Comunista, passò al Movimento dei Comunisti Unitari e infine ai Democratici di Sinistra. È stato anche capo servizio de L’Unione Sarda e presidente provinciale dell’Arci di Nuoro.
