L’idea era geniale: avere come “guest star” alla cerimonia aziendale di Unipol il nuovo numero uno della Consob. E così, agenda alla mano, era stata scelta la data del 21 aprile, avendo come location il romano Palazzo della Cancelleria, per di più vaticanissimo dato che è di proprietà della Santa Sede, alla presenza di Carlo Cimbri e del vertice del colosso assicurativo: quasi una benedizione, per Federico Freni. Peccato però che il calcolo fosse sbagliato. Contro Freni si sono messi tutti: prima Antonio Tajani, poi Giorgia Meloni che formalmente nutrirebbe dubbi sul passaggio dal governo alla Consob senza un periodo sabbatico, quindi le varie autorità più o meno indipendenti che vagliano il curriculum del pretendente e fanno scivolare giudizi anonimi che però rischiano di essere letali per il candidato (come è già capitato con le banche, con fucilate dirette a chi vuole diventare amministratore delegato). I forzisti puntano su un altro Federico, Cornelli: sarebbe una promozione interna. Fatto sta che l’evento romano non ha permesso di festeggiare Freni. Non gli resta che andare al prossimo appuntamento al Teatro dell’Opera, nell’attesa.
Giovanna Melandri torna in un museo, il Palaexpo romano
«Come si fa a lasciare Giovanna Melandri senza un incarico?», si sente dire da tempo nei salotti romani, quelli del centro storico e dei Parioli, la ben nota “Ztl del Pd capitolino”. Già, la Melandri: senza il Maxxi, dove ha esercitato il suo potere per tanti anni, ora è pronta una nuova poltrona, stavolta per decisione del Campidoglio che ha il controllo dell’Azienda Speciale Palaexpo, quella che ha in pancia il Palazzo delle Esposizioni di via Nazionale. Dopo Marco Delogu, tutte le voci indicano Giovanna Melandri come nuova presidente: intanto lei visita mostre, studi di artisti, va in giro per musei. Si è fatta vedere con Manfredi Catella, il numero uno di Coima, proprio al Maxxi, guardando dall’altra parte della strada, verso via Guido Reni, dove c’è il cantiere caro all’immobiliarista. «L’amica Melandri», ha sempre detto Catella. Che poi la ex presidente della Fondazione Maxxi ha la sua Human Foundation e, particolare da non dimenticare, è cugina di Giovanni Minoli…

Corriere, le due condirettrici pronte a duellare?
Cambiano gli equilibri al Corriere della sera. E il futuro post Luciano Fontana (che ha 67 anni ed è alla direzione dal 2015, ma è stato confermato almeno fino al 2028) sembra essere donna, visto che le due contendenti pronte a scannarsi per la poltrona più prestigiosa del quotidiano sono state designate. Barbara Stefanelli (classe 1965) assume l’incarico di condirettrice a Milano, affiancata da Fiorenza Sarzanini, 60 anni, che ricoprirà lo stesso ruolo nella sede di Roma. La rivoluzione – o presunta tale – è pronta a iniziare a metà maggio. Lo scopo? Nelle intenzioni, rafforzare la prima linea e attrezzare il gruppo dirigente per la gestione dei progetti legati all’intelligenza artificiale e alla completa trasformazione digitale, in un passaggio definito delicato quanto quello del 2016. Ma non tutti la pensano così. E specialmente Stefanelli sarebbe mal sopportata da un gruppo di uomini della redazione. Novità anche per Venanzio Postiglione: il 59enne vicedirettore viene promosso (siamo proprio sicuri sia una promozione?) alla direzione del settimanale 7. Postiglione manterrà comunque il ruolo di editorialista e la guida delle attività per le celebrazioni dei 150 anni del quotidiano. Sono mosse che rappresentano solo il primo tassello di una riorganizzazione più ampia che coinvolgerà l’intero gruppo dirigente e i progetti editoriali. Nelle prossime settimane è previsto il confronto con il Cdr per definire i dettagli di una fase che si preannuncia di rottura con il passato recente.
Papa Francesco oscura il Natale di Roma
C’era una volta il Natale di Roma, festeggiato il 21 aprile. Il Campidoglio si riempiva di personaggi arrivati da ogni parte del mondo, il Comune organizzava eventi con gli scienziati dell’Unione Sovietica e dei Paesi oltre la “cortina di ferro”, si parlava del legame tra Roma e Mosca. Fino a tempi recenti, con iniziative di ogni tipo. Ora, invece, dato che papa Francesco è morto il 21 aprile 2025, a Roma le cerimonie sono tutte in suo onore. La basilica di Santa Maria Maggiore ha in cantiere un omaggio nella cappella Paolina, tante volte visitata dal papa argentino, con la preghiera del Rosario. Quindi verrà svelata una lapide commemorativa dello speciale legame tra papa Francesco e l’icona della Salus Populi Romani. Si potrà leggere, in latino: «Francesco Sommo Pontefice che sostò 126 volte in devota preghiera ai piedi della Salus Populi Romani per sua volontà riposa in questa Basilica Papale, 21 aprile 2026, Primo anniversario della morte». Dopo il rosario, la Messa, durante la quale sarà letto il messaggio di Leone XIV, fisicamente assente da Roma, impegnato nel viaggio apostolico in Africa. La celebrazione sarà trasmessa su un maxischermo presente sul fronte della basilica, in piazza di Santa Maria Maggiore. Quella che era la “laicità” di Roma, celebrata il 21 aprile, resterà solo un ricordo. A dirla tutta, è una situazione che piace al sindaco della Capitale, Roberto Gualtieri, che sta lavorando per candidarsi al secondo mandato di primo cittadino: anche perché, come ha sperimentato Donald Trump, a mettersi contro il papa e il Vaticano si rischia brutto…








