Francesco De Dominicis, finora capo ufficio stampa della Federazione autonoma bancari italiani, assume la guida delle relazioni esterne di Simest. Lo riporta Dagospia. Qualche mese fa era stato sospettato di essere la “talpa” che aveva rivelato a La Verità il presunto piano per ostacolare l’eventuale rielezione di Giorgia Meloni tramato dal Quirinale, carpito dalla bocca di Francesco Saverio Garofani – consigliere del presidente della Repubblica Sergio Mattarella – durante una cena tra tifosi romanisti sulla terrazza Borromini: l’evento era stato organizzato da Luca Di Bartolomei, figlio della bandiera giallorossa Agostino.
Perché De Dominicis è stato additato come presunta talpa
De Dominicis, romani classe 1976, era stato giornalista di Libero ai tempi della direzione di Alessandro Sallusti e poi anche durante quella di Belpietro. Da qui la convinzione che fosse stato lui a rivelare tramite una email al suo ex direttore – oggi alla guida de La Verità – le confidenze del consigliere di Mattarella. «Non scherziamo, non sapevo nemmeno chi fosse Garofani», si era difeso De Dominicis. «C’era gente strana che ci osservava, i ristoranti di Roma sono tappezzati di cimici», era arrivato a dire al Corriere della Sera per cercare di allontanare le attenzioni da sé, pur ammettendo la presenza quella sera nello stesso locale della confidenza scappata (e poi pompata ad arte dai media) a Garofani.
Meloni aveva tentato di stemperare le tensioni col Quirinale
Garofani, da parte sua, aveva ammesso di essersi lasciato andare a qualche parola di troppo in una conversazione tra amici, anche se non avrebbe mai parlato di «provvidenziale scossone», come riportato inizialmente. In quei frangenti Giorgia Meloni aveva tentato di stemperare le tensioni con il Quirinale, che aveva reagito con «stupore» alla richiesta del capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami di smentire quanto riportato da La Verità.
La delicata situazione fu molto discussa dentro la Fabi
La delicata situazione aveva fatto parecchio discutere dentro la Fabi, timorosa di essere additata come politicamente schierata (a sinistra), con il segretario generale Lando Sileoni che si era trovato in difficoltà. Nei giorni concitati del Garofani-gate, Sileoni aveva smentito a Lettera43 il licenziamento di De Dominicis, così come le sue dimissioni da capo ufficio stampa della Federazione autonoma bancari italiani. Ma alla fine, dopo cinque mesi, De Dominicis ha fatto le valigie.
