Mondiale 2026 tra prezzi folli, proteste in Messico e inquinamento

Mentre Paolo Zampolli, inviato speciale dell’amministrazione Trump per le partnership globali e lo sport, fa pressione alla FIFA per il ripescaggio dell’Italia al posto degli «inaffidabili» iraniani, la Coppa del Mondo sta facendo discutere per questioni extra campo. Soprattutto in Messico.

Mondiale 2026 tra prezzi folli, proteste in Messico e inquinamento
Paolo Zampolli (foto Imagoeconomica).

Il Messico proibitivo: in pochi possono permettersi i biglietti

L’inizio del Mondiale 2026 – che per la prima volta è stato organizzato in tre nazioni, cioè Messico, Canada e Stati Uniti – è previsto l’11 giugno all’Azteca di Città del Messico, e vedrà in campo la nazionale locale e quella sudafricana. Lo stadio, con una capienza di quasi 90 mila posti, è stato scelto per ospitare cinque partite. Ma, come riporta la Cnn, gli spalti difficilmente saranno riempiti da messicani. I prezzi dei biglietti per il primo match infatti oscillano tra i 3 mila e i 10 mila dollari, cifre insostenibili per chi vive in un Paese in cui lo stipendio medio mensile è di circa 7.500 pesos (attorno ai 400 dollari) e nettamente superiori ai prezzi dei Mondiali casalinghi precedenti, disputati nel 1970 e nel 1986.

Mondiale 2026 tra prezzi folli, proteste in Messico e inquinamento
Tifosi nello stadio Banorte, cioè l’Azteca di Città del Messico (foto Ansa).

Lo stadio della prima partita non è considerato all’altezza

Ma lo scontento dei tifosi non riguarda solo il prezzo astronomico dei biglietti: interessa anche lo stadio. La ristrutturazione dell’impianto, durata 22 mesi, non convince né soddisfa quasi nessuno. Dopo l’amichevole del 29 marzo contro il Portogallo, sono arrivate critiche legate alla posizione dei parcheggi, l’intasamento dei punti di accesso e i materiali usati nella costruzione che, in un video condiviso su X dall’edizione messicana del celebre quotidiano sportivo spagnolo Marca, appaiono particolarmente scadenti.

Come se non bastasse, ha fatto parecchio discutere l’incidente costato la vita a un giovane tifoso che, in stato di ebrezza, è precipitato dal secondo piano dello stadio. Una tragedia che pare però non essere correlata ai presunti errori di ristrutturazione.

Guadalajara: la crisi idrica e le proteste dei residenti

Le polemiche si sono estese da Città del Messico a Guadalajara, città che ospiterà altre quattro partite del Mondiale, dove i preparativi stanno generando tensioni sociali difficili da ignorare. Le opere urbanistiche bloccano la città da mesi e causano problemi alla salubrità dell’acqua. I cittadini, come rivela il quotidiano El País, denunciano anche le crescenti disuguaglianze e la priorità data all’aspetto turistico della città rispetto alla qualità della vita di chi la abita. Monterrey, la terza e ultima città messicana a ospitare partite del Mondiale (cinque per l’esattezza), per il momento è stata risparmiata dalle polemiche.

Perché potrebbe essere il Mondiale più inquinante di sempre

Secondo lo studio pubblicato nel 2025 dall’organizzazione britannica Sciencists for Global Responsibility, quella del 2026 sarà la coppa del Mondo più inquinante di sempre. Il report parla chiaro: la scelta della Fifa di sparpagliare le partite del torneo per un continente intero avrà forti ripercussioni sulle emissioni di CO2, con un totale stimato di nove tonnellate. Nella top 3 di tifosi che viaggeranno di più, e che quindi inquineranno maggiormente, ci sono quelli di Sudafrica, Germania e Francia.