Le attiviste turche dopo il ritiro dalla Convenzione: “Dopo anni di lotte, non ci tiriamo indietro”


A due giorni dalla notizia del ritiro della Turchia dalla Convenzione di Istanbul, accordo voluto dal Consiglio europeo per combattere la violenza sulle donne, le attiviste turche di Mor Çatı Women’s Shelter Foundation non smettono di lottare. Per l'organizzazione femminista, fondata nel 1990 con la creazione di centri antiviolenza e case rifugio, appare chiaro che "ritirarsi dalla Convenzione significa cancellare la promessa di combattere la violenza contro le donne fatta a livello internazionale e non riconoscere gli obblighi assunti come Stato di combattere la violenza maschile".
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Le strade italiane non appartengono alle donne: dopo Sarah Everald è ora di affrontare il problema


Dopo l'uccisione della giovane Sarah Everald a Londra, mentre tornava a casa la sera dopo una cena da amici, è urgente affrontare la discussione anche nel nostro Paese. Secondo i dati Istat, nel 2018 sono quasi il 37 per cento le donne che non escono di casa la sera per paura di essere aggredite, contro l'8,5 per cento degli uomini. Tra catcalling e aggressioni è ora di affrontare un tema centrale: quello delle strade delle nostre città che non appartengono alle donne.
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“Vogliamo essere credute”: le proteste delle donne in Australia contro la violenza sessuale


Un mese fa la politica australiana è stata investita dallo scandalo delle molestie sessuali: Brittany Higgins, ex dipendente del governo, dichiarò pubblicamente di essere stata violentata da un collega nell'ufficio di un ministro nel 2019. Oggi migliaia di donne sono scese in venti piazze del Paese per rivendicare il diritto di essere ascoltate e denunciare il problema della violenza sessuale che troppo spesso viene insabbiato.
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Vietare il velo integrale come in Svizzera non vuol dire essere dalla parte delle donne


Con il referendum dello scorso 7 marzo, la Svizzera ha vietato l'utilizzo di burqa, niqab e qualunque tipo di velo integrale in luoghi pubblici. Dietro ai motivi di sicurezza e del pericolo della radicalizzazione islamica, c'è ancora lo scontro di civiltà consumato sulla pelle delle donne. Perché continuiamo ancora a pensare che la donna velata sia necessariamente una donna sottomessa? E, nel caso in cui lo fosse, è impedendole di uscire che potremmo donarle la libertà?
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Cinquant’anni dalla contraccezione legale: una rivoluzione femminile rimasta incompiuta


Il 10 marzo 1971 veniva abrogato l'art. 553 che puniva con un anno di reclusione chiunque ricorresse alla contraccezione. A cinquant'anni da questo importante traguardo per la libertà sessuale e genitoriale della donna, l'Italia deve ancora fare i conti con la mancanza di un'educazione sessuale e la difficoltà nell'accesso ai metodi contraccettivi ormonali. Una strada ancora in salita che deve essere necessariamente percorsa.
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Il potere delle donne nell’anno del Covid. Dagli ospedali alla politica, questo è il loro 8 marzo


Hanno isolato il virus e trovato un vaccino per sconfiggerlo in soli undici mesi. Hanno mostrato il loro volto segnato dalle mascherine e hanno inventato un modo di fare didattica tra i boschi. Hanno sconfitto il virus con la buona politica e hanno gestito crisi come non se ne sono mai viste nell'epoca contemporanea. Le donne di questo 8 marzo, ancora in piena pandemia, hanno il nome e cognome di professioniste: scienziate, infermiere, politiche, maestre che in questi dodici mesi hanno fatto la differenza.
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La battaglia di Emma Bonino per i diritti delle donne: “Ragazze, difendeteli, perché sono fragili”


Un episodio che l'ha "profondamente umiliata", da cui è nata la necessità di far sì che non accadesse mai più, a nessuno. Era il 1975 quando Emma Bonino inizia a battersi per i diritti delle donne, quelli sociali e civili, che ancora oggi rappresentano l'architrave della libertà femminile italiana. In occasione dell'otto marzo, Fanpage.it ha ripercorso con lei il lungo e frastagliato percorso delle lotte femminili, arrivando al nuovo fermento di oggi e alla fatica che comporta la lotta quotidiana. "Mi capita ancora di voler dire basta, ma poi mi riprendo e continuo la battaglia".
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Giovanna Botteri a Sanremo: l’ultima puntata ci regala il garbo e l’ironia di una professionista


L'inviata Rai, a Pechino durante l'inizio della pandemia da Covid 19, porta all'Ariston un messaggio di speranza e con delicatezza racconta cosa voglia dire vivere e lavorare lontani durante una pandemia. Peccato per i pochi minuti a disposizione, la sua presenza sul palco è stata la dimostrazione che non c'è trucco e parrucco che tenga quando c'è padronanza e professionalità.
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Beatrice Venezi: “Chiamatemi direttore, non direttrice”. A Sanremo la modernità è di facciata


La più giovane direttrice d'orchestra italiana sale sul palco di Sanremo e ci tiene ad essere chiamata "direttore", dicendo di essere pronta ad affrontare qualunque probabile critica ne scaturisca. Spiace dover sottolineare che se la declinazione al femminile del mestiere non sia diffuso non è perché il vocabolario non lo consenta, ma perché di donne con la bacchetta in mano ce ne siano pochissime. Sarebbe stato utile mandare un messaggio di inclusione da un palco così importante e non ricalcare vecchi schemi.
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