
Il governo Meloni e in particolare il ministro della Difesa sponsorizzano la 'cultura della Difesa', ai danni della cultura pacifista e internazionalista. Ma l’operazione di propaganda non è diretta e aggressiva, quanto a lungo termine e manipolatoria. L'idea alla base è che il militarismo può essere pop. E ci sta portando piano piano verso il baratro, mostrando la guerra in una veste più 'condivisibile'.
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