Fai, torna ‘I Luoghi del Cuore’. Già censiti 40 mila siti

AGI - Sono oltre 13,5 milioni i voti raccolti in totale dal 2003, anno della prima edizione del censimento del Fai - Fondo per l'Ambiente Italiano (solo nel 2024 sono arrivate oltre 2.300.000 segnalazioni) a favore di più di 41.000 luoghi, disseminati in oltre 6.500 Comuni (pari all'83% del totale).

Il Fai, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, lancia la XIII edizione de "I Luoghi del Cuore", programma dedicato alla cura e alla valorizzazione del patrimonio, unico a livello nazionale e in Europa. Al via la fase di censimento, il più importante strumento che i cittadini hanno a disposizione per partecipare in concreto a salvaguardare e tramandare i beni culturali e ambientali che hanno a cuore.

La partecipazione dei cittadini

Tutti sono chiamati a candidare e votare i propri luoghi del cuore fino al 15 dicembre 2026. Nel 2026 il programma metterà a disposizione 600.000 euro per finanziare progetti di restauro e valorizzazione dei luoghi segnalati dal censimento.

I premi e il bando

Oltre ai premi per i primi tre luoghi vincitori per numero massimo di voti - rispettivamente 70.000, 60.000 e 50.000 euro -, dopo l'annuncio della classifica finale nel 2027 verrà aperto un bando di selezione di progetti candidati dai territori, al quale potranno partecipare tutti i luoghi che avranno raggiunto la soglia minima di 3.000 voti, e che assegnerà contributi fino a 50.000 euro per progetto.

Sono 180 i progetti sostenuti fino a oggi grazie al programma "I Luoghi del Cuore": tra questi, 73 riguardano chiese ed edifici di culto, tra i beni più diffusi e sentiti del patrimonio storico e artistico dell'Italia e allo stesso tempo tra i luoghi che oggi più soffrono l'abbandono e una conseguente incuria.

Il valore del patrimonio

"Il rapporto tra gli italiani e la loro storia, il loro territorio, è fortissimo, molto più forte di quello che si pensi - afferma Marco Magnifico, presidente Fai -. 'I Luoghi del Cuore' battono dove il dente duole, le stime parlano oggi di circa 800 monasteri o chiese abbandonate ma è certamente una stima in grande difetto.

Il dato positivo su questo fronte viene proprio dal censimento: su 41.000 luoghi votati nelle dodici passate edizioni, ben un quarto sono chiese e monasteri, e negli ultimi due censimenti le chiese sono state in assoluto la tipologia più votata".

Il sostegno di Intesa Sanpaolo

Gian Maria Gros-Pietro, presidente Intesa Sanpaolo, dice: "Con I Luoghi del Cuore del Fai l'iniziativa individuale si traduce in risultati collettivi, rafforzando la coesione sociale, riattivando l'energia dei territori e generando ricadute economiche concrete. È per questo, e per la forte attenzione alla tutela e conservazione del bene pubblico, che Intesa Sanpaolo sostiene il progetto con continuità dal 2004".

La novità del video podcast

Novità dell'edizione 2026 è la realizzazione del primo video podcast, "I luoghi che leggiamo", ideato e condotto dall'autrice Marta Stella e online da oggi coi primi 3 episodi, che vede coinvolti 10 scrittori tra i più apprezzati della letteratura italiana contemporanea nella narrazione dei luoghi che li hanno ispirati o cui sono particolarmente legati, da Bianca Pitzorno a Daria Bignardi, Viola Ardone, Giulia Caminito e Donatella Di Pietrantonio.

Un anticorpo può rigenerare il midollo spinale dopo un trauma

AGI - Un anticorpo sperimentale potrebbe aiutare il midollo spinale a rigenerarsi dopo gravi lesioni traumatiche, favorendo la ricrescita delle fibre nervose e il recupero delle connessioni necessarie ai movimenti di braccia e gambe. È quanto emerge da uno studio internazionale guidato dall'Università di Zurigo e dall'Ospedale Universitario Balgrist, pubblicato su Nature Communications.

La ricerca chiarisce per la prima volta il meccanismo con cui agisce NG101, un anticorpo sviluppato per contrastare gli effetti delle lesioni acute del midollo spinale, spesso responsabili di paraplegia e tetraplegia dopo incidenti stradali o sportivi. Secondo gli autori, il trattamento favorisce la formazione di nuove connessioni nervose funzionali, consentendo ai pazienti di recuperare parte dell'autonomia perduta.

I risultati clinici precedenti

Il lavoro rappresenta un ulteriore passo avanti rispetto ai risultati clinici annunciati alla fine del 2024, quando lo stesso gruppo di ricerca aveva mostrato che NG101 era in grado di accelerare la regressione delle lesioni spinali e preservare il tessuto nervoso esistente in pazienti con trauma acuto del midollo.

L'anticorpo NG101 prende di mira una proteina chiamata Nogo-A, scoperta circa trent'anni fa all'Università di Zurigo. Questa proteina è presente nelle guaine delle fibre nervose del cervello e del midollo spinale e agisce come un freno biologico alla rigenerazione dei neuroni dopo un trauma. "Neutralizzando Nogo-A, NG101 rimuove questa barriera alla crescita e alla guarigione delle fibre nervose", spiegano i ricercatori.

Le immagini del midollo spinale

Lo studio ha utilizzato avanzate tecniche di risonanza magnetica per osservare direttamente gli effetti della terapia nel midollo spinale dei pazienti trattati. "In questo nuovo lavoro siamo riusciti a mostrare per la prima volta come questa terapia agisca direttamente nel midollo spinale", afferma Patrick Freund, professore dell'Università di Zurigo e responsabile del Centro Lesioni Midollari del Balgrist University Hospital.

Rigenerazione e perdita di tessuto

Le immagini ottenute hanno evidenziato due effetti principali. Da un lato, le lesioni spinali sembrano guarire più rapidamente nei pazienti trattati con NG101, suggerendo che le fibre nervose riescano a rigenerarsi nel tessuto circostante il trauma. Dall'altro, la perdita di tessuto nervoso rallenta sensibilmente e viene compensata dalla crescita di nuove fibre nervose.

Secondo gli autori, questa fase è cruciale perché le nuove fibre devono riuscire a superare o aggirare l'area lesionata per ristabilire le connessioni tra cervello e midollo spinale. "Questo permette alle fibre nervose sopravvissute e a quelle rigenerate di ristabilire collegamenti con i centri spinali che controllano i nervi di mani, braccia e gambe", spiega Freund.

Implicazioni per il recupero motorio

Queste connessioni sono essenziali per trasmettere i segnali dal cervello ai muscoli e potrebbero aumentare le possibilità di recupero motorio, in particolare delle funzioni della mano e del braccio. I ricercatori sottolineano che NG101 non sembra limitarsi a migliorare la funzione del midollo spinale, ma modifica anche la sua struttura, sostenendo concretamente la rigenerazione del tessuto nervoso.

Secondo il team, la possibilità di visualizzare in modo oggettivo e precoce gli effetti della terapia potrebbe consentire in futuro di personalizzare i trattamenti e valutare con maggiore precisione i risultati clinici. "Possiamo finalmente osservare direttamente l'effetto della terapia - conclude Freund - questo apre la strada a un utilizzo più strategico dei futuri trattamenti per le lesioni spinali".

Una sfida per la neurologia

Le lesioni traumatiche del midollo spinale rappresentano una delle principali cause di disabilità neurologica permanente e finora le opzioni terapeutiche per favorire la rigenerazione dei neuroni sono rimaste molto limitate. Gli autori ritengono che i risultati ottenuti con NG101 possano contribuire allo sviluppo di nuove terapie rigenerative capaci di migliorare significativamente la qualità di vita dei pazienti colpiti da paralisi dopo un trauma.

Piano pandemico 2006, prescritte le accuse per Ranieri Guerra e altri due

Il gup di Roma ha dichiarato il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione per l’ex numero due dell’Oms Ranieri Guerra, per l’ex direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute Giuseppe Ruocco e per la dirigente del ministero della Salute Maria Grazia Pompa nel procedimento relativo al mancato aggiornamento del piano pandemico del 2006 e alla gestione dell’emergenza Covid. Per i tre indagati, l’accusa era di rifiuto di atti d’ufficio. Per questa vicenda la Procura aveva sollecitato l’archiviazione nel 2023, ma il gip aveva disposto per gli indagati l’imputazione coatta. Archiviata, invece, nel 2025 la posizione dell’ex presidente dell’Iss Silvio Brusaferro sia per l’ipotesi di truffa, in riferimento a erogazioni pubbliche, sia per il rifiuto di atti d’ufficio. Per quest’ultima ipotesi sono state archiviate anche la posizione dell’ex capo della protezione civile Angelo Borrelli e dell’allora dirigente del ministero Claudio D’Amario.

Hantavirus: test su una turista ricoverata a Messina. In quarantena a Milano l’uomo sull’a…

AGI - Un 25enne residente a Villa San Giovanni (RC) è attualmente sotto osservazione precauzionale dopo essere stato sullo stesso volo di una donna deceduta per Hantavirus a Johannesburg. Sebbene inizialmente si fosse parlato di sintomi sospetti, la sindaca Giusy Caminiti ha smentito categoricamente ogni malessere: il ragazzo sta bene, è asintomatico e sta trascorrendo la quarantena presso la propria abitazione.

Come previsto dal protocollo del Ministero della Salute, domani verranno effettuati i prelievi biologici che saranno poi analizzati dall'Istituto Spallanzani di Roma. Al momento, non è previsto alcun trasferimento del giovane presso il nosocomio capitolino.

Test su turista argentina

Nella serata di oggi è stato richiesto ed effettuato un test per Hantavirus su una turista argentina partita da una zona endemica il 30 aprile scorso e arrivata in Italia con un volo Buenos Aires-Roma. La turista si è successivamente recata a Messina dove è stata ricoverata per una polmonite. Lo rende noto il ministero della Salute.

Trasferimento dei campioni

Oggi è stato richiesto dalle autorità sanitarie locali di effettuare il test per Hantavirus. Il campione relativo alla turista è stato trasportato dai Nas allo Spallanzani di Roma dove sarà analizzato insieme al campione prelevato al venticinquenne calabrese in isolamento fiduciario.

Contatto rintracciato a Milano

Sempre oggi è stato anche rintracciato sul suolo italiano, a Milano, un turista britannico che viene considerato un contatto poiché ha viaggiato sul volo Sant'Elena-Johannesburg su cui si trovava la moglie della prima vittima.

Oggi l'Italia ha ricevuto la segnalazione dal governo britannico e il Ministero della Salute, con il supporto del Ministero dell'Interno, ha rintracciato il turista e contattato la Regione Lombardia che si è subito attivata.

Il ricovero all'ospedale Sacco

Il turista è stato trasportato all'ospedale Sacco di Milano per la quarantena, in base a quanto stabilito dalla circolare ministeriale dell'11 maggio. Con lui, al Sacco, per precauzione, anche un accompagnatore che viaggia con il turista.

Il Ministero, si sottolinea, continuerà a informare con tempestività e trasparenza sull'evolversi della situazione.

Il bilancio globale dell'Oms

Il Direttore Generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha fornito gli ultimi aggiornamenti sul focolaio legato alla nave da crociera MV Hondius. Ad oggi si contano 11 casi totali (nove confermati come influenza andina e due probabili), inclusi tre decessi. È importante sottolineare che non si verificano nuove vittime dallo scorso 2 maggio.

La sorveglianza sanitaria per i passeggeri della nave è stata ufficialmente estesa: il conteggio della quarantena partirà dal 10 maggio, portando il termine della sorveglianza rafforzata al 21 giugno.

Monitoraggio e rischi futuri

Secondo l'Oms, il rischio per la salute pubblica globale rimane basso. Tuttavia, poiché il virus delle Ande è l'unico Hantavirus capace di trasmettersi da persona a persona, non si esclude l'identificazione di nuovi contagi nelle prossime settimane a causa del lungo periodo di incubazione.

Misure di contenimento

I governi dei paesi di provenienza dei passeggeri sono stati incaricati di garantire il monitoraggio rigoroso e l'isolamento immediato di chiunque presenti sintomi, al fine di contenere la diffusione del virus e mantenere stabile la situazione medica.

Garlasco, difesa Sempio al contrattacco: pronte 5 nuove perizie

AGI - La difesa di Andrea Sempio passa al 'controattacco' e affida ai consulenti il compito di replicare alle conclusioni dell'inchiesta della Procura di Pavia che accusa l'indagato di avere ucciso Chiara Poggi il 13 agosto 2007 a Garlasco.

"Tra ieri e oggi è stato recuperato tutto il materiale probatorio sia quello informatico sia quello documentale - premette l'avvocato Liborio Cataliotti che assiste l'indagato con Angela Taccia - e iniziato a distribuirlo tra i vari consulenti". E poi elenca gli studi che saranno depositati nei prossimi giorni, tutti su aspetti cruciali nella ricostruzione dell'ipotesi investigativa.

Le perizie della difesa: dal DNA all'impronta 33

"Una consulenza sarà medico-legale per determinare le cause e soprattutto il tempo del decesso della vittima. Un'altra sarà antropometrica onde verificare se le impronte possono collimare con le dimensioni del piede di Sempio. Un'altra ancora sarà volta a ripulire i poco comprensibili audio delle intercettazioni. Un'altra sarà in replica alla Bpa sulla ricostruzione della dinamica dell'omicidio. E infine ci sarà una consulenza dattiloscopica sull'impronta 33 (ritenuta dai pm del palmo di Sempio, ndr) e soprattutto sull'impronta 45 (sul muro di destra dove fu trovato il cadavere di Chiara Poggi, ndr)".

Cataliotti indica le tempistiche: "Il lavoro dei consulenti sarà di circa due settimane, abbiamo venti giorni dalla chiusura dell'indagine per presentare le consulenze. Da questo momento non rilasceremo altre dichiarazioni perché sarebbero fondate su una conoscenza molto frammentaria del fascicolo".

Lo studio psicologico a Roma e il confronto con il Racis

"Sono in corso dalla giornata di ieri e si protrarranno fino a sera i colloqui tra Andrea Sempio e la nostra psicologa e criminologa. Sara' utile per tratteggiare la personalità del nostro cliente e per contrapporla o accompagnarla a quella fatta dal Racis". Lo comunica l'avvocato Liborio Cataliotti, legale dell'indagato. Sempio si sta sottoponendo allo studio psicologico nel laboratorio 'Genomica' di Roma. Secondo i carabinieri del Racis, il 38enne avrebbe manifestato una "innata capacità di mentire".

 

 

 

 

 

 

Prato, 23enne accoltellato nella notte: difendeva una collega

AGI - Una notte di violenza nel centro di Prato si trasforma in tragedia sfiorata. Stanotte, un giovane di 23 anni è stato accoltellato brutalmente nel tentativo di proteggere una collega da un’aggressione avvenuta tra le strade del cuore cittadino. Secondo quanto riportato da 'La Nazione', il bilancio è di un ferito grave e due uomini tratti in arresto dalla polizia.

La dinamica: un gesto eroico finito nel sangue

Stando alle prime ricostruzioni degli inquirenti, il 23enne – dipendente di un locale della zona – aveva appena terminato il turno di lavoro. Mentre si allontanava insieme a una collega, i due sarebbero stati avvicinati da due uomini. Quello che inizialmente sembrava un tentativo di rapina si è presto trasformato in una molesta aggressione ai danni della donna.

Il giovane è intervenuto immediatamente per difendere la collega, scatenando una violenta colluttazione. È in questo frangente che gli aggressori hanno estratto un coltello, colpendo il ragazzo con numerosi fendenti prima di fuggire.

I soccorsi e la corsa in ospedale

Le condizioni del 23enne sono apparse subito disperate. All'arrivo dei sanitari del 118, il giovane era in arresto cardiaco a causa delle imponenti emorragie riportate. Dopo una drammatica manovra di rianimazione effettuata sul posto, il ragazzo è stato trasferito d'urgenza in codice rosso al pronto soccorso dell'ospedale Santo Stefano.

Sebbene la prognosi resti riservata, le sue condizioni sono attualmente definite stabili. Nella mattinata di oggi è previsto il suo trasferimento al centro specializzato di Careggi per ulteriori cure.

Indagini lampo: presi gli aggressori

Gli agenti delle volanti, dopo una rapida caccia all’uomo nelle vie limitrofe, sono riusciti a intercettare e fermare i presunti responsabili: si tratterebbe di un cittadino italiano e di uno sudamericano.

Le autorità mantengono il massimo riserbo sull'identità dei fermati, mentre gli investigatori sono al lavoro per blindare il quadro accusatorio. Elementi decisivi per la ricostruzione dell'esatta dinamica arriveranno dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona e le testimonianze delle persone che si trovavano nei locali ancora aperti al momento dell'aggressione.

Bracciante del Mali ucciso a Taranto: 15enne confessa il delitto

AGI - Ha confessato e ha fatto anche ritrovare l'arma del delitto (un coltello) il 15enne tarantino che sabato mattina all'alba, nella città vecchia di Taranto, avrebbe ucciso Bakari Sako, 35enne, originario del Mali, immigrato regolare, che nel Tarantino lavorava come bracciante.

Bakari Sako era in piazza Fontana con la sua bici e stava recandosi a prendere un pullman per raggiungere il luogo di lavoro quando sarebbe stato accerchiato, spintonato, malmenato e quindi aggredito dai cinque giovanissimi. Sarebbe scoppiata una lite per motivi futili. I colpi all'addome si sono rivelati letali e nulla hanno potuto fare i soccorritori del 118.

Il gruppo e il fermo

Il 15enne che ha confessato il delitto fa parte di un gruppo di altre quattro persone, un maggiorenne (20 anni) e tre minori, età 15 e 16 anni, per le quali ieri la Procura ordinaria di Taranto e quella dei minori hanno disposto il provvedimento di fermo, eseguito nel tardo pomeriggio di ieri. Sono tutti indiziati di omicidio aggravato per futili motivi.

Le indagini e l'identificazione

Determinanti, ai fini della loro individuazione, sono state le immagini delle telecamere presenti nella zona dell'omicidio e alcune testimonianze. Un lavoro di ricostruzione portato a compimento in circa 48 ore dal fatto dagli agenti della Squadra Mobile di Taranto.

La famiglia della vittima

Da ieri intanto è a Taranto il fratello della vittima. È giunto dalla Spagna per l'identificazione del corpo. Il 35enne del Mali era sposato con due mogli e attendeva altrettanti figli.

Giovedì presidio associazioni migranti

Le associazioni e i movimenti che a Taranto si occupano di immigrati e di accoglienza si riuniranno in presidio giovedì pomeriggio alle 17.30 in piazza Fontana, nella città vecchia, per ricordare Bakari Sako. Il presidio avverrà nella piazza dove il delitto è stato compiuto. "La vicenda ci lascia l'amaro in bocca perché a compiere un gesto così estremo sono stati dei minorenni in una situazione sicuramente di disagio - dichiara Remo Pezzuto di 'Libera'.

L'omicido nei giorni della festa di San Cataldo patrono della città

E interviene anche monsignor Emanuele Ferro, parroco della Cattedrale e delle chiese della città vecchia di Taranto, che così commenta: "'A noi la vergogna sul volto' direbbe la Scrittura. È quello che provo in questo momento come parroco di Taranto vecchia. Un senso di profonda sconfitta, di impotenza. Muore due volte questa giovane vittima. La prima per la futilità armata dal razzismo, la seconda per mano di chi giustifica e non invoca la vera giustizia". La morte di Bakari Sako è avvenuta nei giorni della festa di San Cataldo, patrono di Taranto, che si svolge nella città vecchia. E proprio poche ore prima del delitto, nelle iniziative del 7 e dell'8 maggio nell'ambito del programma della festa, erano stati richiamati anche dall'arcivescovo di Taranto, Ciro Miniero, i valori dell'inclusione, dell'accoglienza e della solidarietà. 

Hantavirus: Schillaci: in Italia nessun pericolo. La circolare del Ministero

AGI – "Sul virus c'è in Italia una situazione di assoluta tranquillità. Le 4 persone che erano venute in contatto con una paziente di questo volo sono monitorate con attenzione. Quindi non c'è nessun allarmismo. Sono assolutamente tranquillo e voglio tranquillizzare gli italiani che oggi non c'e' nessun pericolo". Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, a proposito dell'Hantavirus, parlando con i giornalisti a margine dell'evento a Roma per le celebrazioni della Giornata nazionale dell'infermiere. Poi la domanda sull'uscita dall'Oms: qualcuno nel governo parla dell'ipotesi di uscire dall'Oms, è possibile? "Ma quale uscita dall'Oms...".

La circolare del Ministero

"In raccordo con gli organismi nazionali, europei e internazionali competenti", il ministero della Salute "continuerà a monitorare costantemente l'evoluzione del quadro epidemiologico internazionale, riservandosi di emanare ulteriori indicazioni o misure di sanità pubblica, anche su specifici aspetti operativi, sulla base dell'evoluzione dello scenario epidemiologico e delle evidenze tecnico-scientifiche progressivamente disponibili”. È quanto prevede la circolare del ministero della Salute destinata a Regioni e ufficio di frontiera, firmata dal capo di dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute, Maria Rosaria Campitiello, e dal direttore della Prevenzione Sergio Iavicoli.

Il documento, prevede una quarantena fiduciaria per sei settimane per i contatti ritenuti ad alto rischio di aver contratto l'Hantavirus, non solo i passeggeri della nave da crociera ma quelli di "aerei seduti nella stessa fila, e entro due file in tutte le direzioni in un volo lungo  6 ore" rispetto a un caso confermato di contagio.

Cosa prescrive la circolare

Per i contatti ad alto rischio si prescrive di "utilizzare una stanza propria, mantenere una distanza di almeno due metri dai membri della famiglia, non utilizzare le stesse stoviglie, aprire le finestre per garantire la ventilazione", non utilizzare mezzi pubblici o voli commerciali. Previsto il monitoraggio quotidiano dei sintomi da parte dell'autorità sanitaria pubblica nel luogo di residenza permanente per il follow-up della salute fisica e mentale, fino a 42 giorni (sei settimane) dall'ultima esposizione. In caso di comparsa di sintomi, mantenere l'isolamento, notifica da parte delle autorità sanitarie pubbliche locali, valutazione medica e prelievo di campioni ed esecuzione di test.

Compiti di Regioni, PA e aziende sanitarie

Le Regioni/PA e/o le aziende sanitarie in caso di riscontro di contatti ad alto rischio provvederanno a: avviare la sorveglianza attiva quotidiana dello stato di salute della persona esposta per i 42 giorni successivi all'esposizione; informare le persone circa la necessità di: adottare, nei 42 giorni successivi all'esposizione, le opportune cautele di carattere generale e le misure di igiene respiratoria; fornire l'elenco dei sintomi. Per i contatti a basso rischio invece, ossia persone che non hanno avuto contatti diretti o prolungati con un caso probabile o confermato di ANDV (sembra essere questo il caso dei quattro al momento sotto monitoraggio in Italia) si raccomanda: "Automonitoraggio passivo di febbre, mialgie, cefalea, affaticamento, sintomi gastrointestinali o respiratori, fino a 42 giorni (sei settimane) dall'ultima esposizione. Comunicare le istruzioni per la segnalazione alle autorità sanitarie locali in caso di comparsa di segni e sintomi. In caso di comparsa dei sintomi, isolarsi immediatamente, informare le autorità sanitarie locali, valutazione medica e prelievo di campioni ed esecuzione di test".

Attenzione clinica e diagnostica

"In considerazione del quadro epidemiologico tuttora in evoluzione e delle limitate evidenze scientifiche disponibili relativamente alla trasmissione interumana dell'Andes hantavirus, nel principio di massima cautela, si raccomanda di mantenere un elevato livello di attenzione clinica e diagnostica. Pertanto, anche in assenza di un chiaro collegamento epidemiologico noto con il focolaio della nave MV Hondius o con casi confermati/probabili di infezione da virus Andes in aree endemiche, potrà essere considerata, dopo attenta valutazione infettivologica, l'esecuzione di indagini diagnostiche specifiche nei pazienti con quadro clinico compatibile, o quadro clinico non altrimenti spiegabile e risultato negativo agli accertamenti microbiologici routinari". Si legge nella circolare del ministero della Salute sulle indicazioni per l'Hantavirus. "Tale approccio - sottolinea il documento - è finalizzato a favorire l'identificazione precoce di eventuali casi sporadici o secondari e ad assicurare la tempestiva attivazione delle misure di sanità pubblica previste".

Priorità nei test e diagnosi

In ogni caso, specifica il ministero, "la priorità nell'esecuzione dei test deve essere attribuita ai soggetti sintomatici, in particolare a quelli con quadro clinico compatibile con la sindrome cardiopolmonare da hantavirus". Il documento allega a questo proposito "le indicazioni per la diagnosi di laboratorio, compresi i requisiti di biosicurezza, che i laboratori individuati dalle regioni dovranno adottare nell'esecuzione dei test diagnostici per Hantavirus tipo Andes; a tal fine, le Regioni sono tenute a effettuare una ricognizione delle strutture idonee e a fornire riscontro entro il termine di una settimana dalla data di protocollo della presente circolare, al fine di consentire la costituzione della rete dei laboratori di riferimento nazionale". L'esecuzione del test molecolare per Hantavirus è considerata prioritaria nei soggetti sintomatici, "in particolare in presenza di un quadro clinico compatibile con sindrome cardiopolmonare da Hantavirus Andes, al fine di garantire una tempestiva gestione clinica e l'attivazione delle appropriate misure di prevenzione e controllo delle infezioni". Mentre "per i contatti asintomatici sottoposti a monitoraggio sanitario", sottolinea la circolare, "non esistono attualmente raccomandazioni basate su evidenze scientifiche che supportino l'esecuzione routinaria del test o ne definiscano la frequenza in assenza di sintomi. L'eventuale testing in soggetti asintomatici può essere considerato, anche se presenta un valore operativo limitato rispetto alle misure di sanità pubblica, quali la sorveglianza sanitaria attiva e la quarantena fiduciaria".

Controlli e segnalazioni sanitarie

"Si richiama l'attenzione degli operatori in servizio presso l'USMAF-SASN a prestare particolare attenzione a eventi sanitari che possono presentarsi a bordo di mezzi di trasporto aereo e navale e che possano essere ricondotti alla trasmissione da Hantavirus, sulla base della situazione epidemiologica corrente. Qualora nelle attività quotidiane di vigilanza ai sensi del Regolamento Sanitario Internazionale (RSI, 2005) si riscontrasse un evento sanitario riconducibile ad una trasmissione da Hantavirus si richiama la necessità di allertare tempestivamente gli Uffici centrali del Ministero della salute al fine di attuare tutte quelle azioni di coordinamento nazionale, raccordo internazionale e di valutazione del rischio". È quanto si legge nella circolare del ministero della Salute destinata a Regioni e uffici di sanità di frontiera. Il documento prescrive anche "la necessità di gestire eventuali casi sospetti, probabili, confermati o contatti ad alto o basso rischio, seguendo le misure di protezione quali l'utilizzo di dispositivi di protezione individuale (DPI) basati sulle precauzioni per la trasmissione, inclusi respiratore (ad es. FFP2), guanti, camice e protezione oculare, e di prevenzione e controllo idonei alla situazione di rischio rilevata. A tal proposito, si raccomanda, inoltre, alle compagnie aeree di segnalare tempestivamente agli Uffici USMAF, tramite le modalità consuete, in ossequio alla Circolare ENAC del 21.09.2012, EAL-10A, eventuali situazioni che possono far ipotizzare un sospetto di malattia infettiva a bordo dell'aeromobile. Si ricorda, altresì, l'obbligo di coordinarsi con i suddetti Uffici per la raccolta e la consegna dei Passenger Locator Form (PLF), onde consentire la tracciabilità dei contatti in caso di necessità sanitaria".

 

Garlasco: si può processare Sempio senza la revisione per Stasi?

AGI - Prima di un eventuale processo a carico di Andrea Sempio, sarà probabilmente necessario riaprire quello che ha condannato in via definitiva Alberto Stasi. È questo il nodo giuridico che emerge dai nuovi sviluppi sul caso Garlasco dopo la trasmissione degli atti dalla Procura di Pavia alla Procura generale di Milano per valutare una possibile revisione della sentenza (art. 630 c.p.p.) sull’omicidio di Chiara Poggi.

A spiegarlo all’AGI è l’avvocato Giandomenico Caiazza, già presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane, secondo cui il sistema rischia altrimenti di trovarsi davanti a una situazione che probabilmente non ha precedenti: un nuovo procedimento a carico di Sempio come unico autore per lo stesso delitto mentre esiste già una sentenza irrevocabile che individua in Stasi il responsabile dell’omicidio.

Il parere dell’avvocato Caiazza sul possibile nuovo processo a Sempio

"Per come è stata formulata l'imputazione è necessario che si apra un processo di revisione. C’è un giudicato che afferma che quel fatto lo ha commesso Stasi", osserva Caiazza. In altre parole, per la giustizia italiana la responsabilità del delitto è già stata accertata in via definitiva.

"Per questo, spiega il penalista, fino a quando l’ipotesi investigativa parlava di un possibile concorso nell’omicidio — quindi della presenza di più persone coinvolte — il quadro giuridico poteva reggere. Ma se ora l’attenzione dovesse spostarsi verso un unico responsabile alternativo, il tema diventerebbe molto più delicato".

Anche la scelta della Procura di Pavia di trasmettere gli atti alla Procura generale di Milano viene interpretata dal penalista come un segnale preciso. "Non a caso il procuratore è andato dalla procuratrice generale, che bisogno aveva altrimenti. Solo dopo il giudizio di revisione si potrebbe dunque aprire un processo nei confronti di Sempio".

 

 

La necessità di prove nuove per la revisione del processo a Stasi

La Procura generale dovrà ora stabilire se gli elementi raccolti negli ultimi mesi — compresi i presunti audio attribuiti a Sempio — possano essere considerati "prove nuove", requisito indispensabile per chiedere la revisione della condanna definitiva di Stasi.

Se la revisione venisse accolta, si aprirebbe un nuovo giudizio sulla posizione dell’ex bocconiano e solo successivamente potrebbe prendere forma un eventuale processo parallelo. Se invece la richiesta dovesse essere respinta, resterebbe una sentenza definitiva che attribuisce il delitto a Stasi, rendendo molto più complesso sostenere in aula una responsabilità alternativa.

Proprio per evitare questo cortocircuito, il procedimento che riguarda Andrea Sempio potrebbe rallentare o fermarsi in attesa della decisione sulla revisione. Un eventuale gup, infatti, si troverebbe davanti a un caso quasi inedito: celebrare un processo per lo stesso omicidio mentre una sentenza irrevocabile individua già un altro colpevole.

 

Hantavirus: i consigli degli esperti per chi viaggia

AGI - L’hantavirus continua a far parlare di sé. Terminata la crociera dove si è sviluppato il focolaio del virus, al momento in Italia ci sono solo quattro persone sotto sorveglianza attiva a scopo precauzionale e prive di sintomi.

Il focolaio di hantavirus 

"Il focolaio di Hantavirus sembra riguardare un numero limitato di persone. La situazione è sotto osservazione e, per quanto si sa, è considerata sotto controllo per la popolazione generale – spiega la Professoressa Cristina Mussini, Presidente SIMIT, la Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali -. Le autorità sanitarie stanno puntando molto sul tracciamento dei contatti. Tutte le persone che hanno avuto contatti diretti con i casi confermati sono state identificate e poste in quarantena. Si parla quindi del primo cerchio di contatti, escludendo per ora i contatti secondari. Questa misura riduce significativamente il rischio di diffusione più ampia".

Rischio contenuto per la popolazione 

"Il rischio di incontrare una persona contagiata è praticamente nullo – sottolinea il Professor Massimo Andreoni, past President SIMIT -. Anche in passato non si sono mai verificati grandi focolai, solo piccoli episodi isolati. Nel 2025 si sono registrati 229 casi in Sud America, con 59 decessi. Questo ci dice che la letalità è piuttosto alta, intorno al 25%, ma la diffusibilità del virus rimane modesta".

I contagi da hantavirus sulla nave da crociera 

"Come sappiamo, i casi riguardano persone che si trovavano su una nave da crociera – continua Mussini -. Tra questi una persona francese e una americana che al momento presentano dei sintomi e sono sotto sorveglianza. È l’ambiente ristretto che rende la gestione più complessa. Al momento non è previsto l’uso di mascherine per la popolazione generale. La strategia si basa piuttosto sull’isolamento dei casi e sul monitoraggio attento delle persone esposte, che vengono seguite con particolare attenzione dalle autorità sanitarie".

Il periodo di incubazione dell'infezione da hantavirus 

"Un elemento critico è il periodo di incubazione, che può arrivare fino a otto settimane – aggiunge Mussini -. Inoltre, non è ancora chiaro quando una persona infetta diventi contagiosa. Proprio per questa incertezza, i contatti possono essere monitorati anche fino a 55 giorni, rendendo la gestione della situazione più lunga e complessa. Secondo l’OMS, il monitoraggio dovrebbe continuare per almeno 42 giorni a partire dal 6 maggio".

"In ogni caso, il livello di allerta segnalato dal CDC, Centers for Disease Control and Prevention è attualmente 3, ovvero relativamente basso. Il rischio per la popolazione generale è considerato quindi contenuto. Bisogna affidarsi alle autorità competenti e seguire le loro indicazioni".

La 'curva' dei rischi e i consigli per chi viaggia 

In alcune situazioni particolari il rischio può aumentare. "In ambienti chiusi e confinati, come sulla nave da crociera, le condizioni possono amplificare la diffusione. In questo periodo bisogna considerare anche gli sbalzi di temperatura e la frequentazione di ambienti chiusi e affollati, dove è più facile entrare in contatto con persone con infezioni respiratorie, diverse dall’Hantavirus. In questi contesti, quando si resta a lungo in luoghi molto affollati, soprattutto per le persone fragili, è consigliato l’uso della mascherina insieme al lavaggio frequente delle mani".

"Le stesse precauzioni valgono durante i viaggi in aereo o nelle aree di attesa di stazioni e aeroporti, dove si entra in contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo e dove può esserci esposizione anche a virus non circolanti in Italia. In generale, mascherina e igiene delle mani restano le due misure più efficaci. Non ci sono altri consigli specifici oltre a questi", conclude Andreoni.