A Roma il corteo ‘No Kings’ contro Trump. Gli organizzatori: “Siamo 300mila”

AGI - Nel pieno della guerra all'Iran riparte la mobilitazione dei 'No Kings' contro Donald Trump. Negli Usa sono 3.100 manifestazioni negli Stati Uniti a cui se ne aggiungeranno altre in tutto il mondo. Gli organizzatori prevedono partecipazioni record in una fase di malcontento nel Paese per il conflitto mediorientale e le sue ricadute economiche

Tra le città interessate alla mobilitazione, c'è anche Roma dove alle 14 è partito un corteo di No Kings Italia che da piazza della Repubblica raggiungerà Piazza San Giovanni. Alla manifestazione, organizzata nell'ambito della mobilitazione globale del weekend "Together. Contro i Re e le loro guerre", l'attenzione è massima per il timore di incidenti. Dal carro di testa gli organizzatori rivendicano i numeri della mobilitazione: "Siamo 300mila". Malgrado non ci siano dati ufficiali, fonti della questura indicano numeri molto diversi: per la polizia i partecipanti sono all'incirca 25mila.

Corteo ad alta tensione e il 'caso' Salis'

Oltre un migliaio di agenti impegnati a controllare un corteo che si annuncia ad alta tensione. Una situazione che si è surriscaldata già di prima mattina quando l'eurodeputata di AVS Ilaria Salis è stata sottoposta a un controllo preventivo della Polizia di Stato effettuato all'alba. Ilaria Salis è stata raggiunta dagli agenti nella sua stanza d'albergo a poche ore dalla manifestazione prevista in Piazza della Repubblica.

 

 

La Questura di Roma ha precisato che l'attività è scaturita "da una segnalazione proveniente da un paese terzo del panorama europeo, che non consente margine di discrezionalità negli adempimenti richiesti alle autorità italiane". Secondo questa ricostruzione, il controllo rappresenterebbe dunque un atto dovuto a seguito di protocolli di cooperazione internazionale. Difficile però che i manifestanti non associno questo controllo preventivo alla manifestazione in programma. Il controllo all'eurodeputata sarebbe partito da una segnalazione della Germania. L'alert, secondo quanto apprende l'AGI, è scattato nell'ambito del sistema di segnalazioni Schengen

LA DIRETTA DAL CORTEO 'NO KINGS' DI ROMA

17.45 CORTEO 'NO KINGS' ARRIVATO SULLA TANGENZIALE

La testa del corteo 'No Kings' è arrivata sulla tangenziale ed è a poche centinaia di metri da piazzale del Verano. I manifestanti continuano a scandire cori contro il governo e, insieme alle donne, gridano "siamo tutti antifasciste".

7.31 QUESTURA: NESSUN NUMERO UFFICIALE DI PARTECIPANTI

 Con riferimento alle notizie raccolte dalle agenzie uscite, la questura di Roma precisa di "non aver fornito alcun numero circa i partecipanti al corteo". 

16.44 'FONTI' DELLA QUESTURA: IN CORTEO CIRCA 25MILA PARTECIPANTI

 Fonti della questura indicano che la coda del corteo si trova a Piazza dell'Esquilino e che i partecipanti sono all'incirca 25mila, numeri lontani da quelli dichiarati dagli organizzatori.

16.31 ORGANIZZATORI: SIAMO 300MILA, AVANTI FINO AL VERANO

Il corteo No Kings Italia ha raggiunto Piazza San Giovanni, a Roma, e proseguirà proprio per la grande partecipazione, come confermato dalla questura, fino a piazzale del Verano. Migliaia di partecipanti stanno continuando a sfilare lungo il percorso partito da piazza della Repubblica, con striscioni, cartelli e bandiere. Dal carro di testa gli organizzatori rivendicano i numeri della mobilitazione: "Siamo 300mila". In piazza e lungo il corteo sventolano numerose bandiere della Palestina, dell'Iran, di Cuba e del Venezuela, insieme a quelle della pace. 

16.26 PARTECIPAZIONE SUPERIORE ALLE PREVISIONi, IL CORTEO PROSEGUE

 

 

Considerata "la partecipazione superiore a quella preavvisata", i promotori hanno formalmente presentato un preavviso al questore chiedendo di proseguire fino a piazza del Verano. "Preso atto formalmente" della richiesta, la questura ha autorizzato la prosecuzione del corteo secondo il seguente itinerario: via Carlo Felice, Porta Maggiore, Via dello Scalo San Lorenzo, tangenziale est fino all'intersezione con Via Tiburtina, Via Tiburtina, Piazzale del Verano. La sala operativa della Questura sta procedendo a "rimodulare i servizi per garantire la sicurezza dell'iniziativa fino alla nuova destinazione". 

15.55 FOTO CON MELONI, LA RUSSA E NORDIO A TESTA IN GIÙ

 

 

Tre foto raffiguranti la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa e il ministro della Giustizia Carlo Nordio sono state mostrate capovolte, con accanto una ghigliottina di cartapesta da tre giovani presenti al corteo nella Capitale. La scena si è registrata nei pressi della basilica di Santa Maria Maggiore.

Poco distante, al centro del corteo, altri partecipanti hanno esibito anche carte da poker con la figura di un re incappucciato accompagnata dalla scritta 'Trump boia'

15.35 - CORTEO GIUNTO ALL'ESQUILINO, CORI CONTRO MELONI

Decine di migliaia i presenti in piazza per il corteo 'No Kings' a Roma. La testa del corteo è arrivata in Piazza dell'Esquilino dopo aver percorso via Cavour mentre la coda si trova ancora in Piazza della Repubblica.
Cori contro la premier Giorgia Meloni, ma anche striscioni contro Donald Trump. Srotolata una bandiera gigante della Palestina, tantissime le bandiere della pace. 

14.40 - LANDINI:  "È LA PIAZZA DEL NO AL REFERENDUM"

 

 

"Questa è la piazza del no al referendum, è la piazza contro il governo. Questa e' una piazza innanzitutto contro la guerra, contro la logica e la cultura della guerra, perché tutti i nostri problemi oggi vengono da lì". Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dalla testa del corteo No Kings a Roma, in piazza della Repubblica. "Vengono da lì i problemi che poi si chiamano salario, vengono da lì i problemi che si chiamano rischio della democrazia, logiche autoritarie che rischiano di venire avanti e quindi credo che questa sia una grande domanda di pace. Grande domanda di rimettere al centro i bisogni delle persone e di fermare questa cultura pericolosa, autoritaria", ha aggiunto.

14.01 - UN MISSILE SFILA IN CORTEO

Già molti partecipanti in piazza della Repubblica, a Roma, da dove partirà il corteo No Kings Italia, manifestazione internazionale "contro i re e le loro guerre", diretta a Piazza San Giovanni. Davanti alla basilica di Santa Maria degli Angeli il maestro Mario del doposcuola Mammut sta ultimando un missile di legno che sfilerà insieme ai partecipanti in arrivo da tutta Italia.

Sulla punta ha posizionato alcuni fiori e la bandiera della pace, mentre tutt'intorno ha incollato immagini delle guerre in Medio Oriente. In piazza sventolano numerose bandiere della Palestina, dell'Iran, di Cuba e del Venezuela, insieme a quelle della pace e alle tante bandiere della Cgil. Presenti anche i vessilli di Avs e di diverse associazioni, tra cui Amnesty International. 

 

 

 

 

Il sesso e gli italiani. Boom dei rapporti a tre. Sperimentare in una relazione stabile

AGI - Gli italiani e il sesso. Il boom dei rapporti a tre ma anche l’inattesa forza della stabilità nelle relazioni. La noia e la vita di coppia non vanno necessariamente a braccetto. Sperimentare sì ma meglio se in un'unione consolidata. Negli ultimi 25 anni gli italiani hanno allargato i propri confini nel sesso.

E nell’epoca “selvaggia del ferro e fuoco” (copyright Censis) segnata da guerre e crisi globali decidono di non farsi travolgere dalle tante notizie negative che arrivano dal mondo. Lo fanno sprigionando “un’energia notevole” tanto che il 79% degli italiani considera “essenziali per dare senso alla vita” i piaceri “del sesso, del cibo o delle relazioni interpersonali”.

Il rapporto “Il piacere degli italiani. Come cambiano i costumi sessuali” realizzato dal Censis (su un campione rappresentativo di 1.000 italiani tra i 18 e i 60 anni) a un quarto di secolo dall’ultima grande ricerca, fotografa “il piccolo miracolo” legato alla capacità di continuare “ad amare, godere, giocare e divertirsi” in una società "assediata da derive patologiche globali".

Il sesso e il boom dei rapporti a tre 

Un aspetto della ricerca riguarda le esperienze di pratiche sessuali più estreme. Nel 2000 ad aver dichiarato di aver sperimentato rapporti a tre o più persone era lo 0,7% delle donne, nel 2025 il 6,8%. Per gli uomini, la quota è salita dal 3,2% al 20,1%.

Il primo rapporto sessuale 

Solo tra le donne il trend degli ultimi 25 anni descrive un aumento della precocità nel sesso. Nel 2000 aveva avuto il primo rapporto sessuale prima dei 18 anni il 46,7% dei maschi, nel 2025 il dato è sceso al 29,4%. Al contrario tra le femmine la quota è salita, passando dal 29,3% al 35,8%. 

Il sesso e i partner 

Più libertà nei costumi sessuali. Nel 2000 le donne che avevano avuto un solo partner erano il 59,6%, nel 2025 sono passate al 27,6%; 2-5 partner per il 32% delle donne nel 2000, contro il 46,8% nel 2025; 6 e più partner per l’8,4% delle donne nel 2000 che arriva al 21,8% nel 2025. Tra i maschi, nel 2000 aveva avuto un solo partner il 24,9%, oggi questa quota scende al 15,2%; 2-5 erano i partner dichiarati dal 42,3% dei maschi nel 2000, contro il 46% nel 2025; 6 e più partner per il 32,8% e per il 33,7% rispettivamente nel 2000 e nel 2025.

L'inattesa forza della stabilità di coppia

Dallo studio sul piacere degli italiani emerge poi una (inaspettata) forza della stabilità nelle relazioni. Infatti, l’80,4% degli italiani (tra i 18 e i 60 anni) ha rapporti sessuali esclusivamente con la persona con cui ha una relazione stabile di coppia, il 12% solo con la o le persone che frequenta occasionalmente e il 6,2% con le persone con cui ha una relazione sessuale stabile e con altri partner occasionali.

Il 67% degli italiani (il 63% tra gli uomini e il 71,2% tra le donne) ritiene che nei rapporti di coppia che durano nel tempo non necessariamente prevale la noia, poiché è possibile prevenire tale rischio. Il 68,9% delle persone con una relazione stabile è soddisfatto della propria vita sessuale, e il dato incide al 29,8% tra i single.

Il sesso online 

Per quanto riguarda il sesso online, il 32,5% degli italiani dichiara di avere conosciuto partner sessuali tramite social media. Ricevono immagini di tipo pornografico il 37% dei 18-34enni, il 32,2% dei 35-44enni, il 26,9% dei 45-60enni. 

Praticano il sexting il 43,4% dei 18-34enni, il 33,6% dei 35-44enni, il 19,2% dei 45-60enni. Secondo quanto emerge dal rapporto Censis inviano immagini pornografiche il 31,2% dei 18-34enni, il 21,8% dei 35-44enni, il 14,3% dei 45-60enni.

Praticano la masturbazione a distanza con altre persone il 28,3% dei 18-34enni, il 23,8% dei 35-44enni, il 14,5% dei 45-60enni; si fotografano o si riprendono per video durante i rapporti sessuali il 15,9% dei 18-34enni, il 17,9% dei 35-44enni, l’11,6% dei 45-60enni.

Il sesso e il porno 

Oltre la metà degli italiani, precisamente il 59,3%, guarda il porno da solo e in particolare lo fa il 76,6% degli uomini e il 41,5% delle donne. In coppia invece lo guardano il 26% degli italiani tra i 18 e i 60enni (il 27,3% dei maschi e il 24,6% delle femmine). Il 38,9% degli italiani è convinto che guardando i porno si imparano cose nuove, che migliorano la propria sessualità.

Cultura del consenso e contraddizioni 

Sul fronte della cultura del consenso, il 66,1% degli italiani ritiene sempre possibile comprendere quando una donna non desidera un rapporto sessuale. Ne sono convinti il 60,6% degli uomini e il 71,7% delle donne. Tuttavia, il 47% degli italiani concorda con l’idea che indossare determinati abiti o adottare taluni comportamenti come l’uso di droghe o l’eccessiva assunzione di alcol espongano le donne al rischio di subire violenza sessuale.

Identità di genere e discriminazioni LGBTQIA+

Infine, il 16,3% degli intervistati non si riconosce in una identità di genere netta ed esclusiva, solo maschile o solo femminile. A pensarlo è anche il 21,9% dei 18-34enni, il 18,6% dei 35-44enni e l’11,1% dei 45-60enni. Tra coloro che hanno conoscenza di cosa siano i movimenti LGBTQIA+, il 58,3% ritiene che siano importanti perché combattendo le discriminazioni migliorano la società. Per il 75,7% degli italiani (e l’81% dei giovani) in Italia ci sono ancora troppe discriminazioni nei confronti delle persone non cisgender o non eterosessuali.

 

Epatite A, 24 casi in provincia di Latina: attivata task force della Asl

AGI - Un incremento dei casi di Epatite A si è registrato negli ultimi giorni in provincia di Latina. Ad oggi, riferisce la Asl, le segnalazioni risultano complessivamente 24, distribuite nelle città di Aprilia, Fondi, Formia, Latina, Sabaudia, Sermoneta, Campodimele, Priverno, Lenola, e Terracina. I pazienti ricoverati sono attualmente 6, tutti in condizioni stabili e in reparti ordinari.

La ASL di Latina ha immediatamente attivato tutte le misure necessarie per contenere la diffusione del virus e tutelare la salute pubblica. È stata prontamente istituita una task force aziendale multidisciplinare, coordinata dalla Direzione Generale e composta dal Dipartimento di Prevenzione, il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica (Sisp), la Struttura di Igiene Alimenti di origine animale, nonché l'Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive, in costante coordinamento con il SeReSMI (Servizio Regionale per la sorveglianza delle malattie infettive) e l'Area Promozione Salute e Prevenzione della Regione Lazio.

Controlli e comunicazioni per la prevenzione

Tra le attività già realizzate rientrano la pianificazione e l'esecuzione di rigorosi controlli negli esercizi di ristorazione e in punti vendita della provincia pontina. L'Azienda, inoltre, ha inviato ai Comuni della provincia pontina e all'Ufficio scolastico provinciale di Latina comunicazioni dettagliate sulle misure di prevenzione e contenimento del virus da attuare.

Parallelamente, i Medici di medicina generale e i Pediatri di libera scelta, i primi ad avere il contatto con i pazienti, sono stati informati sulle buone prassi da diffondere ai cittadini sull'igienizzazione accurata delle mani e sul consumo di alimenti opportunamente lavati, evitando il consumo di cibo crudo o poco cotto.

Monitoraggio della filiera dei molluschi

È in fase di valutazione con la Regione Lazio l'attivazione un piano di monitoraggio straordinario degli allevamenti di molluschi del territorio per un ulteriore rafforzamento delle attività di controllo lungo l'intera filiera dei molluschi bivalvi.

La ASL di Latina continuerà a monitorare attentamente l'evoluzione della situazione, mantenendo attivi i canali di comunicazione e la cooperazione interistituzionale per l'attuazione di interventi strategici ed integrati di prevenzione, controllo ed informazione chiara e tempestiva ai cittadini.

Nel Salernitano niente frutta nelle mense scolastiche

Stop alla frutta fresca nelle mense scolastiche di alcuni comuni del Salernitano. Una scelta dettata dalla cautela, alla luce dell'incremento dei casi di epatite A registrato nelle ultime settimane in Campania. L'attenzione, già alta su pesce e molluschi, si estende anche alla frutta, considerata potenziale veicolo di contagio. Da qui, una serie di accorgimenti adottati a livello locale, da Sala Consilina a Olevano sul Tusciano e a Padula, con l'obiettivo di ridurre al minimo ogni possibile rischio per gli alunni.

A Olevano sul Tusciano, l'amministrazione comunale ha chiarito che si tratta di una misura temporanea e precauzionale. A partire da giovedì, il menù della mensa sarà modificato e, fino al termine dell'emergenza, la frutta fresca verrà sostituita da succhi di frutta confezionati. "La decisione - viene spiegato - è stata adottata in collaborazione con le autorità sanitarie competenti e resterà in vigore fino a nuove disposizioni".

Sulla stessa linea Sala Consilina, dove la consigliera comunale delegata alla mensa Antonietta Cirone, insieme al responsabile del servizio Piero Spinelli e al sindaco Domenico Cartolano, ha richiesto "formalmente alla ditta incaricata della preparazione dei pasti di intensificare in maniera rigorosa tutte le procedure igienico-sanitarie". In accordo con la ditta, "al fine di evitare qualsiasi rischio di contaminazione", è stato disposto che, temporaneamente, al posto della frutta fresca sarà servita purea di frutta in contenitori monoporzione sigillati.

A Padula, la sindaca Michela Cimino ha inviato una comunicazione ufficiale alla ditta incaricata del servizio mensa scolastica chiedendo, tra le altre cose, la sospensione della somministrazione di frutta fresca non confezionata, sostituita "con prodotti sicuri e sigillati in monoporzione".

Omicidio di Rogoredo: Cinturrino aveva 6 telefoni cellulari nell’auto di servizio

AGI - Sono sei i telefoni cellulari analizzati dalla Polizia Scientifica e sequestrati nell'auto di servizio del poliziotto Carmelo Cinturrino, compreso quello che aveva la sera dell'omicidio di Abderrahim Mansouri, il 26 gennaio scorso nella zona del bosco di spaccio di Rogoredo.

Ma sono numerosi gli altri dispositivi elettronici attualmente nella disponibilità della Squadra Mobile e che saranno successivamente oggetto di analisi investigativa. Intanto, l’agente, detenuto a San Vittore, resta in carcere. Nel tardo pomeriggio di venerdì è arrivata la notizia che il Tribunale del Riesame ha confermato la misura cautelare per l'accusa di omicidio volontario premeditato, bocciando così la richiesta di arresti domiciliari avanzata dagli avvocati della difesa Marco Bianucci e Davide Giugno.

 

 

Il pesante quadro delle accuse

Il quadro delle accuse nei confronti del poliziotto sta diventando molto pesante con gli approfondimenti investigativi.

Tra le ipotesi di reato contestate di recente, sulla base di numerose testimonianze di persone che frequentavano la piazza dello spaccio di Rogoredo, ci sono concussionearresto illegalespacciocalunniapercosseestorsionefalso. Nell’inchiesta ci sono altri sei poliziotti indagati.

 

Due anarchici morti nell’esplosione di un casolare a Roma. Forse stavano maneggiando un ordigno

AGI - I vigili del fuoco del Comando di Roma sono intervenuti nel Parco degli Acquedotti, zona Capannelle, per il crollo di un casolare abbandonato, utilizzato a volte come riparo da senza fissa dimora: rinvenuti i corpi privi di vita di due persone, un uomo e una donna. Sono in corso operazioni per escludere l'eventuale presenza di ulteriori persone coinvolte, anche con unità cinofile e Usar per la ricerca e soccorso tra le macerie. 

Le due vittime sono Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, entrambi legati al 'gruppo Cospito'. Non si esclude che le vittime del crollo stessero maneggiando un ordigno. Questa è una delle ipotesi al vaglio della polizia coordinata dalla procura di Roma.

Non è neanche escluso che tra gli obiettivi potessero esserci la ferrovia, poco distante dal 'Casale del Sellaretto', dove si è verificata l'esplosione, e qualche sede del gruppo Leonardo. E ancora: altre ipotesi legano l'episodio a un possibile rilancio della campagna a sostegno dell'anarchico Alfredo Cospito, che a maggio terminerà il regime di detenzione al 41 bis, e alla grande manifestazione pro-Pal prevista nel prossimo fine settimana. La procura, al momento, ha aperto un fascicolo senza indagati. 

Dopo l'esplosione nel parco degli Acquedotti di Roma sabato 21 marzo, alle ore 12 al Viminale è stato convocato il Comitato di analisi strategica antiterrorismo (C.a.s.a). Il Comitato è presieduto dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. 

Tajani, clima di tensione

"C'è un clima di tensione che anarchici e militanti di estrema sinistra vogliono mantenere" ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani al Tg4 commentando quanto accaduto oggi a Roma. "Tutto lascia pensare alla preparazione di un attentato. Di che tipo ancora non si sa, dobbiamo restare con la guardia alta ed insistere sulla prevenzione". 

Rogo della Torre del Moro, condannate 9 persone

AGI - Il Tribunale di Milano ha condannato nove imputati a pene tra gli otto mesi e i tre anni nel processo per disastro colposo relativo al rogo della Torre del Moro, il grattacielo di 18 piani che il 29 agosto 2021 prese fuoco. Non ci furono nè vittime nè feriti.

Quattro imputati sono stati assolti per non avere commesso il fatto. La pm Marina Petruzzella aveva chiesto condanne ben più severe alla giudice Amelia Managò fino a otto anni di reclusione. "Quello che conta è l'affermazione della responsabilità, l'entità della pena è importante ma secondaria" ha detto la rappresentante dell'accusa dopo la lettura del verdetto.

 

 

L'incendio non causò vittime anche perchè, molti residenti erano fuori città per le vacanze estive. Al centro dell'accusa c'era il rivestimento esterno 'a vela'. Le fiamme si sarebbero propagate in modo rapidissimo a causa dell'impiego di pannelli ritenuti "altamente infiammabili". 

Nel dettaglio delle condanne, la giudice ha inflitto 3 anni a Teodoro Martinez Lopez, legale rappresentante di Alucoil, che produsse i pannelli del rivestimento 'a vela della Torre, e a Francisco Churruca Ybbarra, export manager della società spagnola. Condannato a 2 anni e 6 mesi a Ettore Zambonini, legale rappresentante dell'omonima azienda, che si occupò dei lavori della facciata della Torre. Stessa pena a 2 anni e 6 mesi per Giordano Cantori, l'imprenditore che si occupava della commercializzazione dei pannelli in Italia. Gli assolti sono Alberto Moro della Moro Costruzioni, general contractor dell'opera, e 3 dipendenti della Zambonini spa.

 

Allarme epatite A in Campania, 51 ricoveri. I sintomi e come avviene il contagio

AGI – Boom di casi di epatite A in Campania, dove ad oggi si contano 150 casi dall'inizio dell’anno. Il Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha firmato un'ordinanza per fronteggiare l'incremento dei casi. Il provvedimento si è reso necessario a seguito della nota del Dipartimento di Prevenzione, che ha rilevato una diffusione del virus superiore di 10 volte rispetto alla media degli ultimi dieci anni e di ben 41 volte rispetto all'ultimo triennio. Un paziente, un uomo di 46 anni, verrà trasferito all'ospedale Cardarelli perché necessita di trapianto. Per il momento, la tesi più accreditata è che l'epidemia tragga origine probabilmente dal consumo di frutti di mare e pesce crudo. Da qui l'appello a vaccinarsi, specie se nel nucleo familiare c'è già un caso.

La Regione Campania sta monitorando l'aumento dei casi e ha disposto un rafforzamento dei controlli sulla filiera dei molluschi bivalvi. L'ordinanza del comune di Napoli introduce il divieto assoluto di somministrazione e consumo di frutti di mare crudi presso tutti gli esercizi pubblici, inclusi i locali di vicinato con consumo sul posto e le attività di produzione per consumo immediato. E raccomanda alla cittadinanza di non consumare frutti di mare crudi nemmeno a casa.

Sono 51 le persone ricoverate

"Al momento nei reparti abbiamo 51 persone ricoverate per epatite A, mentre nel pronto soccorso stamattina ce ne sono nove". A rendere noti i numeri aggiornati è il responsabile del pronto soccorso infettivologico e pneumologico dell'ospedale Cotugno di Napoli, Raffaele Di Sarno, nel corso di una conferenza stampa convocata per fare il punto. Si tratta di casi accertati di epatite A, evidenziata dopo gli screening. "Hanno un'età media compresa fra i 30 e i 40 anni e stanno tutti bene - assicura - al momento sono casi di epatite non complicati, quindi non destano preoccupazioni". Di Sarno chiarisce che, in questo momento, "non si può parlare di epidemia, nel senso che dopo Natale, per il consumo di mitili e per le consuetudini alimentari che abbiamo, ci aspettiamo sempre un'impennata di casi di epatite A - aggiunge - questa volta però ci ha sorpresi, quindi siamo arrivati ad avere dei numeri che sono superiori alla norma, ma non parliamo di epidemia assolutamente". 

Ma quanto è pericolosa l’epatite A e quali sono i sintomi?

Secondo quanto riporta l’Istituto Superiore di Sanità, il virus responsabile dell’epatite A (Hav) è un picornavirus classificato come prototipo del nuovo genere degli Hepatovirus. La malattia ha un periodo di incubazione che va da 15 a 50 giorni e un decorso generalmente autolimitante e benigno. Sono pure frequenti le forme asintomatiche, soprattutto nel corso di epidemie e nei bambini.

Sintomi e gravità dell'epatite A

Tuttavia, a volte si possono avere forme più gravi con decorso protratto e anche forme fulminanti rapidamente fatali. La malattia è letale in una percentuale di casi che si attesta fra lo 0,1% e lo 0,3%, ma può arrivare fino all’1,8% negli adulti sopra ai 50 anni. In genere la malattia, che dura 1-2 settimane, si manifesta con febbre, malessere, nausea, dolori addominali e ittero, accompagnati da elevazioni delle transaminasi e della bilirubina. Una quota delle infezioni, specialmente se contratte in giovane età, rimane asintomatica. I pazienti guariscono completamente senza mai cronicizzare; pertanto, non esiste lo stato di portatore cronico del virus A, né nel sangue, né nelle feci.

Come si trasmette l'epatite A

La trasmissione avviene per via oro-fecale. Il virus è presente nelle feci 7-10 giorni prima dell’esordio dei sintomi e fino a una settimana dopo, mentre è presente nel sangue solo per pochi giorni. In genere il contagio avviene per contatto diretto da persona a persona o attraverso il consumo di acqua o di alcuni cibi crudi (o non cotti a sufficienza), soprattutto molluschi, allevati in acque contaminate da scarichi fognari contenenti il virus. Solo raramente sono stati osservati casi di contagio per trasfusioni di sangue o prodotti derivati.

L'incidenza

L’epatite A è diffusa in tutto il mondo sia in forma sporadica, sia epidemica. Nei Paesi in via di sviluppo con scarse condizioni igienico-sanitarie, l’infezione si trasmette rapidamente tra i bambini, nei quali la malattia è spesso asintomatica, mentre molti adulti risultano già immuni alla malattia. Nei Paesi più avanzati, invece, si è assistito negli ultimi anni all’aumento della proporzione di casi sintomatici poiché, in migliori condizioni igienico-sanitarie raramente bambini e giovani adulti vengano a contatto con il virus e di conseguenza aumenta l’età media dei casi.

Vaccinazione e soggetti a rischio

In Italia sono disponibili due diversi vaccini che forniscono una protezione dall’infezione già dopo 14-21 giorni. La vaccinazione è raccomandata nei soggetti a rischio, fra cui coloro che viaggiano in Paesi dove l’epatite A è endemica, per coloro che lavorano in ambienti a contatto con il virus, i tossicodipendenti, e i contatti familiari di soggetti con epatite acuta A.

Prevenzione 

La vaccinazione è raccomandata anche per coloro che sono affetti da malattie epatiche croniche, in quanto la letalità in questi soggetti è maggiore. Molto importanti sono pure le norme igieniche generali per la prevenzione delle infezioni oro-fecali (igiene personale, lavaggio e cottura delle verdure, molluschi ecc.) e il controllo della coltivazione e della commercializzazione dei frutti di mare.

Omicidio Piersanti Mattarella, la Cassazione annulla gli arresti dell’ex prefetto Piritore

AGI - Con la sentenza che ha accolto il ricorso dei difensori dell'ex prefetto Filippo Piritore, la sesta sezione della Cassazione ha annullato senza rinvio la conferma della misura cautelare, decisa dal tribunale del riesame di Palermo: è così venuto meno il "titolo genetico", l'ordinanza di arresti che era stata emessa dal Gip e che era stata confermata dal collegio. In genere la Suprema Corte annulla con rinvio, disponendo che l'ultima decisione venga emessa dai giudici di merito: ma stavolta la decisione è stata tranchant. La motivazione verrà depositata nei prossimi giorni, ma i difensori, gli avvocati Gabriele Vancheri e Gianluca Tognozzi avevano puntato tutto sulla mancanza di gravi indizi, tesi che - visto il tipo di decisione - potrebbe essere stata accolta dagli ermellini.

L'ex poliziotto era ai domiciliari da ottobre, con l'accusa di avere fatto sparire il guanto usato da uno dei killer del presidente della Regione siciliana Piersanti Mattarella (fratello dell'attuale capo dello Stato), ucciso dalla mafia il 6 gennaio 1980, nel capoluogo siciliano. L'indumento era nella Fiat 127 che fu abbandonata a circa un chilometro di distanza dalla via Libertà, in cui fu commesso l'omicidio, da due killer ancora senza nome: dopo che era stata battuta la pista nera, chiusa con l'assoluzione definitiva di Giusva Fioravanti e Gilberto Cavallini, oggi sono sotto inchiesta due sicari di mafia, Giuseppe Lucchese e Antonino Madonia.

Il guanto, se fosse stato disponibile, con i mezzi tecnologici attuali avrebbe potuto consentire di risalire al Dna di chi lo aveva indossato. Il depistaggio era avvenuto dunque nell'immediatezza dei fatti, 46 anni fa, ma era stato "rinnovato" tra settembre e ottobre 2024, quando Piritore e altri suoi ex colleghi della Squadra mobile, così come l'allora sostituto procuratore Pietro Grasso, erano stati ascoltati dagli inquirenti. Del guanto infatti erano state trovate tracce nei verbali di perquisizione e sequestro del 1980 e nelle foto scattate dalla scientifica nell'abitacolo dell'utilitaria: ma il reperto non era mai stato conservato e custodito nell'ufficio corpi di reato della Procura, come sarebbe dovuto avvenire. Piritore aveva raccontato ai magistrati palermitani, due anni fa, una versione ritenuta per nulla convincente: le intercettazioni dei suoi colloqui con la moglie avevano confermato i sospetti di depistaggio. Ma ora la Cassazione rimette tutto in discussione.

Allarme sifilide tra i giovanissimi: i casi in Italia corrono. Come si trasmette

AGI - La “malattia del sesso” che molti pensavano archiviata è tornata a far paura. Negli ultimi anni i casi di sifilide sono in crescita anche in Italia, con incrementi significativi tra adolescenti e giovani adulti, mentre cala l’uso del preservativo e l’educazione sessuale resta un tabù in molte scuole.

A lanciare l’allarme è l’infettivologo Matteo Bassetti, che parla di un “aumento impressionante di casi” già tra i 15 e i 17 anni e invita a cambiare rapidamente rotta, sul fronte della prevenzione e dell’informazione. Il trend è chiaro: le infezioni sessualmente trasmesse sono in aumento e la sifilide, in particolare, sta vivendo una nuova espansione. I dati degli ultimi bollettini mostrano una crescita a doppia cifra delle diagnosi in pochi anni, con un peso sempre maggiore delle fasce più giovani, spesso alla loro prima esperienza sessuale.

Le cure antibiotiche

Non si tratta di una malattia esotica o lontana nel tempo, ma di un’infezione batterica che circola oggi nei luoghi della socialità giovanile, tra licei, università, locali e app di dating. La sifilide si cura con antibiotici, se intercettata nelle fasi precoci, ma quando viene ignorata o sottovalutata può provocare danni gravi a livello neurologico, cardiovascolare e durante la gravidanza, con conseguenze anche sul feto. Bassetti non usa giri di parole in un reel pubblicato sui suoi social, definisce quello in corso un vero allarme, inserito in un quadro internazionale in cui la sifilide è in risalita in molti Paesi, e sottolinea come l’Italia non faccia eccezione. A preoccuparlo non sono solo i numeri, ma l’età dei nuovi casi: sempre più spesso l’infezione viene diagnosticata a giovanissimi che hanno da poco iniziato ad avere rapporti sessuali. In questo scenario, l’infettivologo insiste su un punto, non si tratta di fare terrorismo, ma di ricordare che il sesso non protetto comporta rischi concreti, e che il preservativo resta lo strumento principale per difendersi.

I fattori dietro la crescita dei contagi

Dietro la crescita dei contagi c’è un cambio nei comportamenti e nella percezione del rischio. Da un lato, la normalizzazione del sesso occasionale e l’uso delle piattaforme digitali rendono più frequenti i rapporti con partner diversi in tempi brevi; dall’altro, molti ragazzi e ragazze hanno smesso di considerare il preservativo un presidio imprescindibile, soprattutto dopo la stagione in cui l’attenzione mediatica era concentrata quasi esclusivamente su altre emergenze sanitarie. In più, l’educazione sessuale è spesso frammentaria o assente, sostituita da informazioni raccolte online, tra social e contenuti non sempre affidabili. Il risultato è una generazione che vive il sesso con più libertà, ma con strumenti insufficienti per proteggersi davvero.

Le proposte per una risposta pubblica

Per l’infettivologo serve una risposta pubblica, non solo individuale. Bassetti chiede da tempo campagne di informazione mirate ai giovani, capaci di parlare il loro linguaggio e di usare gli stessi canali che frequentano ogni giorno, dai social alle piattaforme video. Tra le proposte concrete, c’è quella di distribuire preservativi gratuiti nelle scuole e nei luoghi di aggregazione, insieme a percorsi strutturati di educazione alla sessualità e all’affettività, lontani tanto dal moralismo quanto dalla banalizzazione. Un altro tassello è l’accesso facilitato ai test per le infezioni sessualmente trasmesse. Ambulatori dedicati, orari flessibili, possibilità di rivolgersi a servizi pensati ad hoc per under 25, senza stigma né barriere economiche.

Consigli pratici per ridurre il rischio

In parallelo, gli esperti ricordano alcuni passaggi chiave per ridurre il rischio. Usare il preservativo nei rapporti con partner occasionali o di cui non si conosce lo stato sierologico, sottoporsi a controlli periodici se si hanno più partner, non sottovalutare segnali come lesioni genitali o orali, rash cutanei insoliti, sintomi che compaiono dopo un rapporto non protetto. La sifilide può presentarsi in modo subdolo, con fasi in cui i sintomi sono lievi o scompaiono, pur continuando a danneggiare l’organismo e a favorire la trasmissione ad altri.

Un vuoto culturale da colmare

L’allarme lanciato da Bassetti è, in fondo, un invito a colmare un vuoto culturale, prima ancora che sanitario. La sifilide viene spesso percepita come una malattia di un’altra epoca, legata a immagini in bianco e nero e a racconti di manuale; la realtà è che a determinarne la diffusione oggi sono le scelte quotidiane delle persone, soprattutto dei più giovani. Parlare di sesso in maniera aperta, informata e non giudicante diventa quindi un atto di prevenzione tanto quanto mettere un preservativo. Non è il passato a tornare, ma il presente che chiede di essere guardato.

Famiglia nel bosco: per i giudici la madre dev’essere allontanata dai tre figli. Meloni: “…

AGI - Nel giorno delle perizie sui tre piccoli della famiglia che viveva nel bosco di Palmoli un'ordinanza del tribunale per i minorenni dell'Aquila ha disposto il trasferimento dei tre bambini in altra struttura e l'allontanamento della stessa madre Catherine Birmingham dai figli.

Era infatti attesa per oggi la perizia psicologica disposta dal Tribunale dei minori dell'Aquila sui tre bambini allontanati dalla casa nel bosco di Palmoli, (Chieti) ospiti da quattro mesi ormai di una struttura protetta nell'area di Vasto.

Famiglia bosco: i test e le ripercussioni sull'attività peritale

Per i tre figli della coppia anglo-australiana una serie di test dalla consulente tecnica d'ufficio nominata dai giudici minorili, la psichiatra Simona Ceccoli. L'attività era in programma dalla mattinata, alla presenza del perito nominato dalla difesa, lo psichiatra Tonino Cantelmi ma l'improvvisa decisione di allontanare Catherine potrebbe avere ripercussioni sul proseguo attività peritale. Occorre attendere notizie in merito.

Lo scopo della perizia psichiatrica

L'indagine psico-diagnostica sui minori è stata disposta dal tribunale dell'Aquila per accertare "le condizioni attuali di vita, l'andamento dello sviluppo cognitivo e psico-affettivo, le figure di riferimento riconosciute e i modelli di identificazione sviluppati". Un lavoro che serve a restituire una fotografia aggiornata e scientificamente fondata dello stato emotivo e psicologico dei bambini.

Meloni: "Ultime decisioni lasciano senza parole"

"Le ultime notizie che riguardano la famiglia Trevallion, la 'famiglia nel bosco, mi lasciano senza parole. Dopo aver deciso di affidare ai servizi sociali tre bambini che vivevano con i genitori nella natura e di collocarli in una casa-famiglia, il Tribunale per i Minorenni dell'Aquila ha stabilito di allontanare la madre dalla struttura protetta dove le era concesso di stare insieme ai figli e di separare anche i minori. È una decisione che infligge ai bambini un ulteriore, pesantissimo trauma, dopo la separazione dal padre". Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Il commento dell'avvocato della famiglia 

“C'è un'ordinanza di un tribunale che ha una sensibilità talmente alta che noi abbiamo apprezzato che, in pieno svolgimento della consulenza ha deciso di allontanare i bambini e separare la madre”. Così l’avvocato Marco Femminella uno dei legali della ‘famiglia nel bosco’, nel confermare l’arrivo dell'ordinanza del Tribunale per i minorenni dell'Aquila che ha deciso di allontanare la mamma dei bambini del bosco dalla casa famiglia nella quale le era concesso di stare insieme con i piccoli e di separare anche i minori. 

Il Garante per l'Infanzia, "rischio di conseguenze irreparabili per salute bimbi"

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Marina Terragni, si è detta “allarmata per le possibili irreparabili conseguenze sulla salute psicofisica dei tre bambini” in relazione alla decisione del Tribunale per i Minori dell’Aquila si allontanare madre e i tre bambini dalla struttura di accoglienza a Vasto (Chieti).

“Qualche settimana fa – ha detto la Garante - una perizia indipendente realizzata dalla Asl Lanciano Vasto Chieti – aveva già segnalato lo stato di disagio e sofferenza dei minori e indicato come fosse ‘indispensabile favorire e ripristinare una consuetudine nella situazione affettiva attraverso la garanzia di continuità dei legami familiari al fine di estinguere i comportamenti di disagio evidenziati dai bambini. Auspicio scientificamente fondato che non ha invece trovato alcun ascolto. Ci si starebbe anzi muovendo in direzione contraria, infliggendo ai minori l’ulteriore trauma di essere separati, oltre che dal padre, anche dalla madre”.

“In nome del principio inaggirabile del superiore interesse del minore – che è e deve restare sempre e saldamente al centro di questi provvedimenti – auspico un ulteriore approfondimento medico indipendente sulla base di quanto già verificato. Approfondimento atto a verificare le possibili conseguenze di questo trasferimento-separazione sulla salute dei tre bambini. E auspico pertanto che la decisione di trasferire i minori separandoli dalla madre venga sospesa in attesa degli esiti di questo nuovo esame”. 

L'ordinanza dei giudici ravviva lo scontro politico 

A stretto giro si ravviva lo scontro politico sulla vicenda: politica e magistratura tornano ad 'intrecciarsi' (a poco più di due settimane dal referendum sulla Giustizia) con la Lega e Fratelli d'Italia che criticano la decisione dei giudici e Avs che punta il dito contro gli "attacchi scomposti" alle toghe lanciati dal partito di via Bellerio. 

La Lega chiederà un'ispezione urgente da parte del ministero della Giustizia. Mentre Fratelli d'Italia per voce del capogruppo al Senato, Lucio Malan, definisce "inquietante", la decisione del Tribunale dei minorenni dell'Aquila. 

Dall'altra parte della barricata c'è Avs che accusa la Lega 'colpevole' di "sfruttare strumentalmente"  il caso della famiglia che viveva nel bosco "come arma di propaganda referendaria" e per "un attacco scomposto contro la magistratura".

La Lega, chiediamo un'ispezione urgente al ministero 

"Una famiglia divisa e distrutta per cattiveria e arroganza. Chiederemo ispezione urgente del ministero della Giustizia". Così la Lega commenta sui social la decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila di allontanare Catherine Trevallion dai figli.

Fratelli d'Italia, "dal tribunale dei minori una decisione inquietante" 

“È inquietante la decisione del Tribunale dei minori dell’Aquila di sottoporre a un nuovo gravissimo trauma i bambini che vivevano felici e accanto a genitori amorevoli nel bosco di Palmoli". Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’ItaliaLucio Malan.

"Da settantotto giorni i tre piccoli sono costretti contro la loro volontà e contro quella dei genitori in una struttura a loro del tutto estranea, possono vedere il padre con limitazioni analoghe a quelle dei detenuti, per cinquantacinque giorni sono stati del tutto privati sia dell’istruzione domestica sia di quella scolastica, e solo in seguito provvisti di una insegnante ma per un numero di ore ben al di sotto del minimo previsto dalla legge.

Ora li si vuole privare anche della presenza della madre, probabilmente incolpandola del fatto che non si mostra sufficientemente sottomessa a chi le sta distruggendo la famiglia e per di più spostandoli chissà dove, perciò togliendoli persino all’ambiente e alle persone cui erano stati costretti ad abituarsi.

Sappiamo infatti che i genitori che si trovano nelle stesse condizioni di Catherine e Nathan sono spesso ‘invitati’ a non parlare con i giornalisti, perché questo andrebbe contro l’interesse supremo del minore, dunque oltre a vedersi separati dai figli vengono di fatto anche privati del diritto costituzionale alla libertà di espressione. Intendo presentare un disegno di legge per chiarire ulteriormente e in modo stringente quanto le norme, anche internazionali, prevedono già oggi: che l’allontanamento dalla famiglia deve essere attuato solo come ultima risorsa e solo per gravi motivi, di certo non per quell’ostilità ideologica verso la famiglia che tante volte si coglie in queste vicende”.

Avs, dalla Lega attacco scomposto contro i magistrati

"La vicenda nota come ‘la famiglia nel bosco’ dovrebbe essere materia degli operatori che la stanno seguendo mentre prendiamo atto che alcune forze politiche a cominciare dalla Lega la sfruttano strumentalmente come arma di propaganda referendaria e per un attacco scomposto e fuori luogo contro la magistratura. Vergognatevi." Così la capogruppo di Avs alla Camera Luana Zanella.

L'Associazione degli psicologi, "l'obiettivo è ricostruire il legami familiari"

Quando un minore viene allontanato dalla propria famiglia "è naturale che si generino reazioni fortigiudizi immediati e prese di posizione. Tuttavia è molto difficile avere un’idea davvero completa di ciò che è accaduto all’interno di un procedimento così complesso". Per questo, osserva l’Associazione unitaria psicologi italiani (Aupi), "è ragionevole partire dal presupposto che giudici, tecnici e professionisti coinvolti abbiano cercato di fare del loro meglio per tutelare il benessere dei bambiniDecisioni di questo tipo sono sempre difficili e dolorose e vengono prese sulla base degli elementi disponibili in quel momento.

Ogni giudizio, però, è per sua natura provvisorio: dipende dalle informazioni raccolte e dalle condizioni che è stato possibile accertare. Per questo la questione più importante non è rimanere fermi nel giudizio su ciò che è stato, ma concentrarsi su ciò che può accadere da ora in avanti. Il punto è capire quali passi possano essere fatti — dai servizi, dai genitori e da tutte le persone coinvolte — perché le condizioni che hanno portato all’allontanamento possano cambiare". 

In questa prospettiva, conclude il segretario nazionale, Ivan Jacob, "il lavoro dei servizi e dei professionisti coinvolti dovrebbe sempre avere come obiettivo quello di creare, quando possibile, le condizioni perché i legami familiari possano essere ricostruiti e stabilizzati nel tempo, nel pieno rispetto dell’interesse e del benessere dei minori".