Cerignola, spara a un dipendente e si barrica in casa. Dopo ore si consegna ai carabinieri

AGI - Paura e tensione alla periferia di Cerignola, nel Foggiano, dove un uomo, un 85enne incensurato, si è barricato in un'abitazione dopo una lite con un dipendente di una rivendita di fitofarmaci, degenerata in una sparatoria, avvenuta all'interno di una farmagricola di proprietà della sua famiglia.

Dopo l'aggressione, l'85enne si sarebbe allontanato rapidamente dal luogo dei fatti, trovando rifugio in un edificio nei pressi del cimitero cittadino, dove si è barricato. L'area è stata immediatamente isolata dai carabinieri, con l'intervento della Squadra Operativa di Supporto, reparto specializzato dell'Arma, che ha avviato una delicata mediazione.

La trattativa, durata alcune ore, si è conclusa senza ulteriori conseguenze, con la consegna dell'uomo alle forze dell'ordine e il sequestro dell'arma. La sua posizione è ora al vaglio dell'autorità giudiziaria, chiamata a chiarire il movente del litigio e a ricostruire l'esatta dinamica di quanto accaduto. 

Secondo le prime ricostruzioni, l'episodio avrebbe avuto origine all'interno di una rivendita di fitofarmaci, dove sarebbe scoppiata una discussione tra l'anziano e un dipendente dell'attività. Al culmine del diverbio, l'uomo avrebbe estratto una pistola e avrebbe sparato, colpendo il lavoratore al torace. 

 

Caso Sangiuliano, Maria Rosaria Boccia rinviata a giudizio. L’ex ministro: “La verità trionferà”

AGI - Il gup di Roma ha rinviato a giudizio l'imprenditrice Maria Rosaria Boccia accusata di lesioni, stalking, interferenze illecite nella vita privata e diffamazione nei confronti dell'ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. Quello che inizierà il prossimo 6 ottobre è "un processo che riabilita a nostro giudizio il dottor Sangiuliano", commentano, dopo l'udienza, i legali di parte civile di Sangiuliano e della moglie, gli avvocati Silverio Sica e Giuseppe Pepe. Parte offesa anche l'ex capo di gabinetto del dicastero Francesco Gilioli. 

 

 

Le accuse

A Boccia, i pm di Roma, contestano "condotte reiterate ossessive e di penetrante controllo della vita privata, professionale e istituzionale" nei confronti dell'ex ministro. L'imprenditrice di Pompei, secondo l'atto di chiusura indagini, "chiedeva dapprima velatamente e poi in modo sempre più esplicito di lavorare insieme con nomina fiduciaria del Ministro, al fine di giustificare alla presenza quotidiana presso gli Uffici ministeriali, contestualmente ponendo in essere azioni volte a screditare i suoi collaboratori più vicini, con progressivo isolamento, e avanzando continue richieste di essere portata a conoscenza dei colloqui istituzionali o con il proprio staff". Inoltre, "effettuava plurime e pressanti richieste di consegnarle il telefono cellulare, utilizzato da Sangiuliano anche per i contatti istituzionali, per ispezionarlo, anche pretendendo la consegna di password o comunque lo sblocco delle applicazioni o, in alternativa, di consentirle indiscriminato accesso da remoto". 

I legali di Sangiuliano: "Prima verità giudiziaria"

"Questa è una prima verità giudiziaria, netta e chiara", hanno detto gli avvocati Silverio Sica e Giuseppe Pepe, legali di Gennaro Sangiuliano e Federica Corsini. "La decisione del Gup non è una sentenza ma ci arriveremo con il processo perché i fatti nella loro nuda oggettività sono incontrovertibili. La procura ha lavorato con professionalità e puntualità mettendo in fila i comportamenti che hanno sostanziato uno stalking di violenza inaudita, un vero e proprio incubo subito da Sangiuliano e sua moglie. Negli atti ci sono le prove inequivocabili di quanto è avvenuto. Gli argomenti della difesa sono stati assolutamente inconsistenti, peraltro in molte chat risulta che la stessa Boccia ammette i suoi comportamenti. Il rammarico è per quanto subito dai nostri assistiti con ferite che resteranno per sempre", sottolineano.

L'ex ministro, "un anno di profonda sofferenza"

"Per me è stato un anno di profonda sofferenza, ho subito un'onda di violenza inaudita - il commento di Sangiuliano -. Ho sempre avuto la massima fiducia nell'azione della magistratura e sono sicuro che la verità trionferà. Si sta capendo chi era la vittima e chi il carnefice. Chi ha onestà intellettuale rifletta sulle cose dette". 

 

Blitz con kalashnikov sulla Brindisi-Lecce. Fermati due sospetti

AGI - Momenti di paura sulla superstrada Brindisi–Lecce, all’altezza dello svincolo di Tuturano, dove un commando armato ha assaltato un furgone portavalori. Il blitz è scattato con l’incendio di un mezzo pesante, utilizzato per bloccare entrambe le carreggiate e isolare la zona. Le fiamme hanno avvolto il camion, sprigionando una densa colonna di fumo nero visibile a chilometri di distanza. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, forze dell’ordine e personale sanitario. 

Nonostante il colpo fosse stato preparato nei minimi dettagli con precisione chirurgica, dotazione e assetto da guerra e capacità tipiche di chi è esperto in colpi del genere, il denaro è rimasto all'interno del blindato. L'arrivo immediato delle forze dell'ordine ha costretto i malviventi alla fuga prima di agguantare il denaro. 

Spari e inseguimento

Secondo le prime informazioni, il commando armato era composto da almeno quattro persone, giunte stamane sulla Statale a bordo di un'auto di colore blu, un'Alfa Romeo con lampeggiante esterno. I banditi hanno finto di essere agenti di scorta per confondere le acque e trarre in inganno i vigilantes. Non indossavano divise ed avevano i volti coperti. Hanno fatto scendere le guardie giurate dal mezzo e poi hanno provato a farlo saltare in aria. 

Dopo aver bloccato la carreggiata dando fuoco ad un grosso camion, i malviventi hanno poi preso di mira un furgone portavalori della ditta Battistolli in provincia di Brindisi. Nel corso del blitz sarebbero anche stati esplosi diversi colpi di arma da fuoco, con fucili kalashnikov. Sul posto sono giunti anche i carabinieri del comando provinciale di Lecce che hanno ingaggiato un inseguimento con i rapinatori all'altezza di Squinzano. 

I malviventi sono fuggiti a bordo di altri mezzi. Il portavalori assaltato è semidistrutto, il traffico sulla statale è molto congestionato. Una densa colonna di fumo nero rende difficile anche la visibilità.

Piantedosi, prova capacità risposta dello Stato

"I miei più profondi sentimenti di gratitudine e apprezzamento ai Carabinieri che, con esemplare professionalità e spirito di sacrificio, hanno sventato l'assalto al portavalori nel Brindisino, non esitando a mettere a rischio la propria incolumità, intervenendo, con prontezza e sangue freddo, su una rapina attuata con metodi feroci e violenti". Lo scrive su X il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.

"Avere scongiurato il tentativo di rapina e aver fermato due dei responsabili - continua il ministro - sono la migliore riprova di una capacita' di risposta dello Stato superiore ad ogni commento e giudizio strumentale sull'operato delle nostre forze dell'ordine. Il Governo continuerà ad investire in maniera crescente su di loro".

Due fermati e ricerche in corso

Successivamente due persone, presunti componenti della banda, sono state fermate dai carabinieri del comando provinciale di Lecce coordinati dal colonnello Andrea Siazzu. I due sono stati individuati in territorio del nord Salento, dove da subito si sono concentrate le ricerche dei militari. Il gruppo era a bordo di un'auto.

Mancherebbero all'appello altri componenti del commando. Nel conflitto a fuoco durante l'inseguimento tra banditi e militari dell'Arma, un colpo esploso dai primi ha raggiunto un'auto dei carabinieri di una stazione del Brindisino raggiungendo l'abitacolo, ma non ci sono feriti. L'auto di un altro militare in borghese invece è stata mandata fuoristrada. La statale è stata chiusa, in entrambe le direzioni dal km 8,300 al km 12,800 a San Pietro Vernotico (Brindisi).

I banditi rapinano un'auto durante la fuga, contuso un carabiniere

Una donna, una automobilista di 46 anni diretta all'università del Salento per sostenere un esame, è stata fermata stamane da due dei componenti della banda e, Kalashnikov in pugno, è stata rapinata della propria auto a bordo della quale i due sono poi fuggiti. Durante le fasi della cattura di due dei componenti, uno dei militari dell'Arma dei crabinieri è rimasto lievemente ferito in seguito a una colluttazione ed è stato condotto in ospedale per accertamenti. 

 

Valanghe sulle Alpi: tre morti e diversi feriti tra Lombardia e Trentino

AGI - Una valanga sull'alpe Meriggio ad Albosaggia, in Valtellina, ha provocato la morte di due scialpinisti e un ferito ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Sondrio, mentre un'altra persona è morta sulla Marmolada dopo essere stato travolta da un'altra slavina.

I tre sciatori erano impegnati in un'uscita fuori pista. A seguito dell'allarme sono stati attivati tre elicotteri: uno del Servizio Sanitario Regionale, uno della Guardia di Finanza e uno dei Vigili del Fuoco. Le operazioni di soccorso si sono svolte in condizioni ambientali particolarmente complesse, a quanto fa sapere il comando regionale dei vigili del fuoco, con intervento coordinato via aria. Due delle persone coinvolte sono state immediatamente raggiunte dal personale sanitario elitrasportato sul posto. Per una di esse non è stato possibile fare altro che constatare il decesso, mentre la seconda è stata stabilizzata in condizioni critiche. La terza persona è stata successivamente individuata sotto il manto nevoso ed estratta dai Saf (Speleo Alpino Fluviali) dei Vigili del Fuoco, ed elitrasportato col Drago 150, in questo periodo Olimpico di stanza a Livigno. Nonostante il rapido intervento e le manovre di soccorso, l'uomo è però deceduto. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto. La valanga è avvenuta nella parete Nord del Pizzo Meriggio, comune di Albosaggia (SO). 

Sulla Marmolanda, uno scialpinista italiano di circa 40 anni è morto dopo essere stato travolto da una valanga - la seconda di oggi in Trentino - lungo il versante trentino della Marmolada nei pressi di Punta Serauta. La slavina ha travolto altri quattro escursionisti. La notizia e' stata resa dal Soccorso alpino trentino.

Sempre oggi, una slavina ha travolto quattro scialpinisti nella zona di Bellamonte in Val di Fiemme in Trentino. La slavina si è staccata nella zona di Forte Bruso nel territorio comunale di Predazzo. Sul posto sono in sorvolo due elicotteri che hanno portato in quota le squadre di soccorritori della Guardia di Finanza e del Cnsas. Secondo le prime informazioni dei soccorritori, uno dei quattro e' ricoverato in condizioni gravissime all'ospedale 'Santa Chiara' di Trento. Le condizioni di un secondo scialpinista vengono date molto gravi mentre gli altri due sarebbero feriti in maniera lieve.

Milano, scontri al corteo degli antagonisti contro i Giochi. Sei attivisti portati in Ques…

AGI -  Scontri al corteo degli antagonisti a Milano organizzato per protestare contro gli organizzatori dei Giochi Olimpici.  La polizia di Stato ha risposto con l'uso di lacrimogeni e l'idrante a un fitto lancio di petardi e fuochi d'artificio al tentativo di una parte di manifestanti di avvicinarsi allo sbarramento collocato all'imbocco della tangenziale a Corvetto.

Sei manifestanti portati in Questura 

Sei delle sette persone bloccate da polizia e carabinieri nella fase degli scontri al corteo di Milano contro le Olimpiadi sono state accompagnate in Questura. La loro posizione e' al vaglio. Sono tutte italiane. "Tutti liberi, tutte libere", ha intonato in coro una parte degli ultimi duemila manifestanti all'altezza della stazione di Brenta prima di sciogliersi e chiudere la manifestazione.

Il video degli scontri 

Vandalizzata la sede del Coni 

I muri esterni della Casa della Sport di Milano, che ospita gli uffici di Sport e Salute e del Coni, è stata vandalizzata nella notte con vernice rossa. L'azione è stata fatta dai "Guerrieri V_V", attivisti no vax, che hanno vergato le scritte "Oms organizzazione criminale" e "Coni complice del vaxcidio". La vernice, dopo il sopralluogo delle forze dell'ordine, è stata rimossa.

Il corteo nazionale contro i Giochi 

Il corteo nazionale si muove contro presunte "nocività olimpiche" dei Giochi di Milano-Cortina 2026. I manifestanti si sono messi in moto da piazza Medaglie d'oro in direzione di corso Lodi.

La galassia dei manifestanti 

Ad animare la protesta sono i centri sociali, i collettivi studenteschi, le associazioni per il diritto alla casa, i sindacati di basemovimenti politici extraparlamentari e pro Pal. Tra i temi della contestazione spaziano dalla "deriva securitaria del dl 1660 e al razzismo di Stato sui corpi di migranti e persone razzializzate, della rabbia transfemminista contro il patriarcato sociale e istituzionale".

Il percorso dei manifestanti 

Il percorso, lungo quasi 4 chilometri, si snoderà nella area sud-est della città con la fine individuata in piazzale Corvetto.

Lontano dai siti istituzionali (il braciere olimpico e Casa Italia) e dagli impianti di gara, la manifestazione lambirà il Villaggio olimpico, allestito nell'ex scalo ferroviario di Porta Romana.

Gli accessi sono bloccati dai blindati delle forze dell'ordine, le barriere mobili e le squadre dei reparti inquadrati di polizia, carabinieri e guardia di finanza.

 

 

Bologna, sabotaggio sull’Alta velocità. Salvini: “Atti di terrorismo”

AGI - Interventi di tecnici e forze dell'ordine per danneggiamenti che hanno interessato le linee ferroviarie nel nodo di Bologna. Dopo i problemi causati a Pesaro dall'incendio di una cabina elettrica, la circolazione ferroviaria nei pressi di Bologna Centrale è rallentata con ritardi fino a 90 minuti, variazioni e cancellazioni.

Stop e rallentamenti anche sull’Alta Velocità

Alle 9 del mattino i primi problemi, con uno stop momentaneo anche all'Alta Velocità oltre che ai regionali e Intercity.

Ipotesi sabotaggio 

È presumibilmente doloso, ma al momento non rivendicato, l'incendio di un deviatoio sulla linea ferroviaria Bologna-Venezia, all'altezza di Castel Maggiore. Il rogo ha procurato la rottura dei cavi elettrici preposti al rilevamento della velocità  e conseguenti, forti rallentamenti della circolazione e deviazione sulla linea sopraelevata. Sul posto è intervenuta la Polizia, con Polfer e Digos: accertamenti in corso, al momento non è esclusa alcuna ipotesi.

Ripresa della circolazione dopo l’intervento di Rfi

Dopo l'intervento dei tecnici Rfi, intorno alle 11 la ripresa della circolazione ferroviaria.

Salvini, atti di terrorismo per bloccare l'Italia

"Gravissimo. Tra scioperi selvaggi, blocchi dei binari e delle stazioni, boicottaggi e veri e propri atti di terrorismo, le provano tutte per danneggiare l'Italia". Lo scrive su Instagram il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini in merito alle azioni di sabotaggio, che hanno provocato disagi alla circolazione dei treni. "Eppure - prosegue il ministro - sono anni in cui sulla rete ferroviaria registriamo il massimo storico di cantieri, investimenti, treni circolanti e passeggeri trasportati. L'Italia fatta dalle persone di buona volontà corre, come dimostrano queste straordinarie Olimpiadi fortemente volute dalla Lega, perché è più forte dell'odio e della violenza di pochi criminali. E nessuno più li giustifichi o li chiami 'bravi ragazzi'...Avanti, senza paura".

 Fs, Gravi danni da sabotaggio a infrastruttura

 "Nella mattinata odierna sono stati riscontrati gravi danni all'infrastruttura ferroviaria riconducibili ad azioni di sabotaggio, che hanno provocato disagi alla circolazione dei treni, attualmente in progressiva ripresa. Sulla linea Ancona-Rimini, in prossimità di Pesaro, è stato segnalato un incendio doloso che ha interessato una cabina dedicata alla movimentazione di uno scambio. A seguito dell'intervento dei Vigili del Fuoco e dei rilievi effettuati dalle Autorità competenti, i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana sono intervenuti immediatamente, riuscendo a ripristinare uno dei due binari e a consentire la ripresa parziale della circolazione. Sono tuttora in corso le attività tecniche per il completo ripristino dell'infrastruttura danneggiata". Cosi' in una nota Fs dopo i forti disagi alla circolazioni nel nodo di Bologna e vicino Pesaro.

"Un secondo episodio - prosegue la noyta di Fs - si è verificato a Bologna, dove la sala operativa di Rfi ha rilevato un'anomalia sulla bretella ferroviaria di collegamento tra la linea Bologna-Venezia e la stazione AV di Bologna. I tecnici di Rfi, giunti tempestivamente sul posto, hanno accertato il danneggiamento doloso di alcuni cavi essenziali per i sistemi di circolazione e hanno immediatamente informato la Polfer". "Conclusi i rilievi alle ore 11, il personale tecnico di Rete Ferroviaria Italiana ha operato senza interruzioni per il ripristino dell'infrastruttura, consentendo la riattivazione della circolazione alle ore 12.30. Durante l'interruzione, i treni hanno registrato ritardi e cancellazioni, poiché la fermata era possibile presso la stazione di Bologna in superficie", sottolinea la nota. "Le donne e gli uomini del Gruppo FS, impegnati nelle attività di manutenzione e nell'assistenza ai passeggeri, sono intervenuti con rapidita' e professionalita' per limitare i disagi, ripristinare la circolazione nel più breve tempo possibile e garantire il massimo supporto alle persone coinvolte", conclude Fs.

Il Mit, azioni di una gravità inaudita 

"Queste azioni di inaudita gravità non sporcano in alcun modo l’immagine dell’Italia nel mondo, che proprio i Giochi renderanno ancora più convincente e positiva", si legge nella nota del Mit in cui si osserva che "i gravi episodi di sabotaggio avvenuti questa mattina nei pressi della stazione di Bologna e a Pesaro, che hanno causato pesanti disagi a migliaia di viaggiatori, sono preoccupanti e ricalcano gli atti di terrorismo verificatisi in Francia a poche ore dalla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Parigi".

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini "segue con attenzione l’evolversi della situazione su cui stanno lavorando le forze dell’ordine" fa sapere ancora il Mit sottolineando che "le Olimpiadi Milano Cortina 2026, fortemente volute da Salvini, rappresentano un obiettivo raggiunto di straordinaria importanza".

Ragazza di 17 anni uccisa nell’Astigiano, il killer confessa

AGI -  C'è un fermo per l'omicidio di Zoe Trinchero, la diciassettenne trovata senza vita in un canale a Nizza Monferrato, nell'Astigiano. Si tratta di un ragazzo di 20 anni, che dopo essere stato ascoltato a lungo nella caserma dei carabinieri, ha confessato davanti al Pm di turno del tribunale di Alessandria. 

Il ragazzo potrebbe essere l'ultima persona ad avere visto in vita la ragazza. 

I primi riscontri 

Presenta evidenti segni di percosselesioni nella regione del collo e tumefazioni al volto il corpo di Zoe Trinchero su cui è stata disposta l'autopsia.

L’allarme era stato dato dai ragazzi che avevano trascorso la serata in compagnia della ragazza, i quali avevano segnalato la sua scomparsa non vedendola rientrare. Le dichiarazioni rese dai testimoni agli inquirenti hanno evidenziato palesi incongruenze, inducendo gli investigatori ad approfondire il contesto, ottenendo riscontri oggettivi

Il tentativo di depistaggio 

 

Prima di decidere di confessare, il ventenne arrestato per aver ucciso la ragazza, avrebbe cercato di depistare le indagini, incolpando un giovane completamente estraneo ai fatti. 

Dopo una cena a casa di amici, i due si sarebbero allontanati insieme. Poi gli amici sarebbero stati chiamati dal ragazzo che ha raccontato che lui e Zoe erano stati aggrediti da un ragazzo di colore, che è conosciuto nella cittadina per i suoi problemi psichici. Gli amici dei due giovani sono quindi usciti di casa e hanno ritrovato il corpo Zoe nel rio Nizza. Poco dopo sarebbe arrivato anche il ventenne, fingendosi disperato.

Pochi minuti più tardi, circa 30 persone si sono radunate sotto casa del ragazzo di origini africane, che nulla aveva a che fare con il delitto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri.

Il ritrovamento del corpo 

Il corpo di Zoe Trinchero, era stato ritrovato intorno alla mezzanotte da un residente della zona che affacciato dalla finestra, ha notato il cadavere della giovane parzialmente sommerso nel Rio Nizza, poco prima della confluenza con il torrente Belbo. La 17enne, secondo una prima ricostruzione, presentava sul corpo vari ecchimosi, un trauma cranico e lesioni da difesa.

L’arrivo degli amici e i tentativi di soccorso

Proprio in quell'istante sono arrivati anche gli amici della ragazza con i quali aveva passato la serata. La diciassettenne si era allontanata da loro e, non vedendola tornare, gli amici sono usciti a cercarla. I ragazzi sono scesi nel canale, hanno recuperato il corpo, lo hanno portato a riva, cercando disperatamente di salvare la loro amica, ma non c'è stato più nulla da fare.

L’intervento dei soccorsi e delle forze dell’ordine

Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Nizza Monferrato, i vigili del fuoco e il 118 che ha constatato il decesso. Secondo i primi accertamenti, la giovane non è morta per annegamento. Sul suo corpo sono state trovate numerose ecchimosi compatibili con una morte violenta. A breve sarà disposta l'autopsia della salma. Al momento i carabinieri stanno sentendo gli amici della 17enne.

Acceso il braciere olimpico a Piazza Duomo. Stasera la cerimonia d’apertura a San Siro

AGI - La Fiamma olimpica è arrivata a piazza Duomo a Milano davanti a migliaia di persone, portata dall'étoile Nicoletta Manni. In piazza è stato acceso anche il braciere, in attesa dell'ultimo tratto di strada per la fiaccola, che stasera arriverà allo stadio San Siro, dove si terrà la cerimonia inaugurale di Milano Cortina.

Ieri alla Fabbrica del Vapore la cena di gala dei Capi di Stato, offerta dalla presidente del Cio Kirsty Coventry, alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella. Divieto di transito per auto e pedoni scattato alle 13 con la sola eccezione di qualche residente (ma solo a fronte dell'esibizione di un documento d'identità che ne attesti la residenza). Decine di carabinieri e agenti schierati per impedire l'accesso da ogni via laterale. 

Mattarella ai capi di Stato

"Come è noto, l'Assemblea Generale dell'Onu, approvando la Tregua Olimpica, ha esortato i Paesi membri a cooperare con il Comitato Olimpico Internazionale e con il Comitato Internazionale Paralimpico per promuovere la pace e la comprensione umana, il dialogo, la tolleranza, la riconciliazione. È questo il significato del motto olimpico: 'Citius, altius, fortius, communiter', piiù veloce, più in alto, più forte, insieme. Lo dimostreranno nei Giochi gli atleti, accomunati da talento, impegno, sacrifici per migliorarsi costantemente", ha detto Mattarella, nel suo indirizzo di saluto alla cena dei Capi di Stato che dà il via ai Giochi Olimpici di Milano Cortina.

"Quelle parole - ha aggiunto - non sono soltanto un programma sportivo: dovrebbero essere, sono, un programma cui dovrebbero ispirarsi tutti i governi del mondo nelle relazioni tra di loro. È quel che tutti i popoli desiderano e attendono. Ne è stata manifestazione l'entusiasmo che, in Italia, ha accolto la Fiamma Olimpica nel viaggio fin qui lungo strade, piazze, borghi. L'Italia rivolge un caloroso benvenuto alle atlete e agli atleti provenienti da tanti Paesi, con la più ampia partecipazione femminile di sempre. Lo sport è espressione di libertà. La libertà di misurarsi con se' stessi, di mettersi alla prova, di confrontarsi con gli altri sulla base di valori e di regole condivise. Una grande lezione per tutti".

La lista degli invitati alla cena di gala

Oltre al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, saranno presenti: Bajram Begaj (Albania), Principe Wangchuck (Bhutan), Zeljko Komi (Bosnia ed Erzegovina), Iliana Iotova (Bulgaria), Ban Kimoon (Corea), Alar Karis (Estonia), Mikheil Kavelashvili (Georgia), Principe Al Hussien (Giordania), Peincipessa Anna (Gran Bretagna), Edgars Rinkvis (Lettonia), Granduca Henri di Lussemburgo (Lussemburgo), Principe Alberto II (Monaco), Re Willem Alexander (Paesi Bassi), Karol Nawrocki (Polonia), Emiro Al Thani (Qatar), Guy Parmelin (Svizzera), Tama's Sulyok (Ungheria), James David Vance (Usa), Marco Rubio (Usa), Annalena Baerbock (Onu) e Roxana Minzatu (Commissione europea). 

La principessa Anna a Milano celebra le eccellenze britanniche

Prima di partecipare alla cena la principessa Anna è stata l'ospite d'onore, nello storico Palazzo Clerici, dell'evento 'Winning Together: UK Innovation on the Road to Milano Cortina 2026', un'iniziativa promossa dal governo del Regno Unito per presentare l'eccellenza britannica nel settore dei materiali e dei servizi in ambito sportivo e per valorizzare le opportunità e le collaborazioni sviluppate nell'ambito dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. L'evento ha riunito numerosi rappresentanti istituzionali, imprese e stakeholder dei settori dello sport e della tecnologia, con l'obiettivo di favorire ulteriori partenariati strategici e rafforzare la cooperazione economica tra Regno Unito e Italia a partire dalla kermesse di Milano Cortina.

Dalla parte britannica, insieme alla principessa, che è anche membro del board del Cio, il Segretario di Stato per la Cultura, i Media e lo Sport, Lisa Nandy. Per le istituzioni italiane, presenti il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, i sindaci di Bormio Silvia Cavazzi e di Verona Damiano Tommasi. La principessa ha incontrato le istituzioni italiane a margine dell'evento, il sindaco Sala e il governatore Fontana, ma anche i parlamentari presenti e gli imprenditori.

Nelle sale di Palazzo Clerici è stato esposto un esemplare di pietra da curling dell'azienda scozzese Kays Curling, fornitore unico di questo materiale per uno sport che ha conquistato un crescente seguito negli ultimi anni, anche in Italia. Ma anche i pattini che l'azienda di Sheffield John Wilson (HD Sports Ltd) dono' nel 1841 a Sua Altezza Reale, la Regina Vittoria.

Mediaset chiede 160 milioni a Corona per danni. E prepara una contro-querela

AGI - Fabrizio Corona ha tentato stamattina una fugace riapparizione sui social ma è stato di nuovo oscurato dalle piattaforme digitali che lo avevano 'cancellato' martedì scorso richiamandosi alle violazioni della tutela del diritto d'autore, della dignità personale, della privacy e contrasto ai messaggi d'odio. Nel frattempo il suo legale, Ivano Chiesa, ha diffuso su Instagram un video in cui annuncia che Corona "è molto arrabbiato e vuole denunciare Mediaset per tentata estorsione o per qualunque altro reato che la Procura voglia ravvisare". Una denuncia che, spiega Chiesa, è riferita alle "missive che Mediaset ha inviato ai gestori delle discoteche per dirgli di stare attenti ai comportamenti degli ospiti che si rendono responsabili di condotte oltraggiose di cui, invitandoli, sarebbero corresponsabili. Il nome di Fabrizio non viene fatto ma il riferimento è chiaro". Secondo il legale, "questo è un grave tentativo di silenziarlo che influisce sulla libertà di espressione ma anche sul diritto al lavoro". Di qui la decisione di presentare una denuncia che si aggiungerebbe al già complicato scenario giudiziario che vede sulle barricate l'ex fotografo dei vip e Mediaset. Non si è fatta attendere la risposta di Mediaset. A quanto si apprende da fonti vicine all'azienda, è infatti in arrivo per l'influencer una contro-querela per calunnia in relazione alle dichiarazioni del suo legale.

profili social di Fabrizio Corona e le puntate di "Falsissimo" sono stati rimossi all'inizio della settimana, compreso il profilo popolarissimo, di Instagram. La ‘cancellazione’ è stata disposta da GoogleMeta e TikTok su iniziativa dell’ufficio legale di Mediaset.

Azione civile di Mediaset contro l'infuencer

 "Quanto diffuso dal progetto Falsissimo e da Fabrizio Corona, attraverso una violenza verbale inaudita, costituisce un insieme di menzogne, falsità e insinuazioni prive di qualsiasi fondamento e del minimo rispetto per le persone, le loro famiglie e le realtà coinvolte". Per queste ragioni, i singoli soggetti lesi, insieme a Mediaset e Mfe - Mediaforeurope, hanno deciso di promuovere azioni civili risarcitorie, per un importo complessivo di 160 milioni di euro, nei confronti di Fabrizio Corona e delle società a lui riconducibili, per danni reputazionali e patrimoniali.

Mediaset pronta a contro-quererarlo

A quanto si apprende da fonti vicine all'azienda, è in arrivo per l'influencer anche una contro-querela per calunnia in relazione alle dichiarazioni del suo legale. L'avvocato Ivano Chiesa aveva annunciato stamattina in un video la volontà di querelare per tentata estorsione Mediaset perché, a suo dire, avrebbe inviato delle comunicazioni ai gestori di discoteche invitandole a non ospitare Corona che le avrebbe messe a rischio di essere corresponsabili di "condotte oltraggiose". Secondo le fonti vicine a Mediaset, non è chiaro dove sia il reato di estorsione o tentata estorsione. Inoltre precisano di non avere posto alcun veto alle discoteche.

Le ragioni della cancellazione

La rimozione è avvenuta sulla base delle policy delle piattaforme in materia di diffamazionetutela del diritto d’autoredignità personaleprivacy e contrasto ai messaggi d’odio.

Il caso YouTube e Falsissimo

Lo scorso 30 gennaio la piattaforma web YouTube aveva oscurato e rimosso l'ultima puntata "Il prezzo del successo parte finale" del format Falsissimo dal canale di Fabrizio Corona. Al centro dell'episodio l'ex agente fotografico ha parlato di figure legate a Mediaset, tra cui Alfonso SignoriniGerry Scotti e Piersilvio Berlusconi.

L'istanza di Mediaset e le indagini

L'istanza a YouTube era stata avanzata dall'ufficio legale della media company di Cologno Monzese sostenendo una violazione di copyright per l'utilizzo di Corona di video e immagini di Mediaset senza autorizzazione. La disposizione - si apprende - arriva da una decisione autonoma della piattaforma di GoogleCorona risulta indagato dalla procura di Milano in più fascicoli.

Lucca: il monossido di carbonio uccide un’intera famiglia, 4 morti

AGI - Tragedia a Rughi, vicino a Porcari, in provincia di Lucca: un’intera famiglia è stata intossicata dal monossido di carbonio. Hanno perso la vita il padre di 48 anni, la madre di 43, un figlio di 22 e una figlia di 15. Coinvolta anche una quinta persona (un altro familiare) che è stata portata in codice rosso all'ospedale Cisanello di Pisa. Anche tre carabinieri, entrati nella casa, sono rimasti leggermente intossicati dal gas inodore.

Le quattro vittime della tragedia avvenuta ieri sera a Rughi, nel comune di Porcari, sono Arti Kola, 48 anni, la moglie Jonida, 43 anni, il figlio Hajdar di 22 anni e la figlia Xhesika di 15 anni.

L'intervento dei vigili del fuoco

vigili del fuoco sono intervenuti nell’abitazione a Rughi, nel comune di Porcari (Lucca) poco prima delle 22 di mercoledì. Padre, madre, il figlio e la figlia di 16 anni sono morti per le esalazioni di monossido di carbonio causate, probabilmente, dal malfunzionamento della caldaia. La famiglia era originaria dell’Albania.

 

 

Ricoverato il quinto componente della famiglia

È ricoverato in gravi condizioni all'ospedale Cisanello di Pisa il quinto componente della famiglia di origine albanese. Il fratello del capofamiglia (e zio dei due giovani morti) è infatti rimasto intossicato in maniera grave nel tentativo di prestare soccorso ai familiari ed è stato soccorso e trasportato all'ospedale pisano per essere sottoposto alle terapie del caso.

Sequestrata l'abitazione della tragedia

I carabinieri di Lucca hanno sequestrato l'abitazione di via Galgani, a Rughi, frazione del comune di Porcari in Lucchesia dove una famiglia di origini albanesi composta da padre, madre e due figli è stata sterminata a causa delle esalazioni di monossido di carbonio provenienti dalla caldaia dell'impianto di riscaldamento. Gli stessi militari dell'Arma hanno poi posto i sigilli alla caldaia, che stando alle prime informazioni trapelate sarebbe stata acquistata di recente, verrà adesso sottoposta a una perizia tecnica per chiarire eventuali malfunzionamenti. Controlli saranno effettuati anche sulle tubazioni della casa, nel tentativo di ricostruire con esattezza quanto avvenuto.