Paola Malanga, chi è la direttrice della Festa del Cinema di Roma

«Questa festa ha avuto molte anime, ma se è ancora molto viva è un ottimo segno. Il futuro? Non so, si vedrà. Al mio quarto anno la linea editoriale non è cambiata a parte qualche novità». A parlare è Paola Malanga, direttrice artistica della Festa del Cinema di Roma, la più importante kermesse della Capitale dedicata al grande schermo. Intervenuta in conferenza stampa per presentare la ventesima edizione, in programma dal 15 al 26 ottobre 2025, ha annunciato «un’offerta ricca», in grado da un lato di «aumentare il pubblico» e dall’altro di «soddisfare l’enorme desiderio di vedere il cinema in città». In carica dal 2022, quando ha preso il posto di Antonio Monda, vanta una lunga esperienza in Rai.

Chi è Paola Malanga, direttrice artistica della Festa del Cinema

Milanese classe 1966, Paola Malanga vanta una formazione umanistica e si è specializzata in ambito cinematografico attraverso l’attività giornalistica oltre che quella editoriale e alle collaborazioni con vari festival internazionali. Dal 1992 al 2000 ha collaborato stabilmente al Dizionario dei Film di Paolo Merenghetti, mentre nel 1993 ha fondato assieme a Gianni Canova Duel, rivista di cinema e tv. Dal 1996 al 2000, anno in cui è entrata in Rai, è stata anche in Ciak sotto la direzione di Pietra Detassis, oggi presidente e direttrice artistica dell’Accademia del Cinema italiano e in passato alla guida della Fondazione Cinema per Roma. All’alba del nuovo millennio ha iniziato a lavorare per la televisione di Stato in qualità di responsabile dei documentari, incarico che ha ricoperto fino al 2013. Dal 2007 al 2011 ha anche fatto parte del consiglio di amministrazione di 01 Distribution.

Paola Malanga, chi è la direttrice della Festa del Cinema di Roma
La direttrice artistica della Festa del Cinema di Roma Paola Malanga (Imagoeconomica).

Dal 2013 al 2015, ha ricoperto l’incarico di vicedirettrice di Rai 5, prima di prendere la carica di vicedirettrice e responsabile dell’area prodotto di Rai Cinema. Esperta di storytelling vanta una profonda conoscenza dei mercati nazionali e internazionali e ha fatto parte delle giurie di alcune delle principali manifestazioni cinematografiche del mondo. Nel 1999, per esempio, è stata nel team che ha assegnato la Camera d’Or alla miglior opera prima durante il Festival di Cannes. Tra le sue pubblicazioni, meritano una menzione speciale Tutto il cinema di Truffaut (Baldini e Castoldi) del 1996, riedito nel febbraio 2022 come Il cinema di Truffaut in occasione dei 90 anni del regista, e Marco Bellocchio. Catalogo ragionato (edizioni Olivares) di due anni dopo per la prima retrospettiva mondiale dedicata all’autore tenutasi al Festival di Locarno. Quanto alla vita privata, suo marito è, come ha riportato Il Foglio, Gabriele Genuino.

Melania Trump, annunciata la data di uscita del documentario

Melania Trump sbarca al cinema. Il documentario sulla First Lady americana, intitolato solo Melania e prodotto da Amazon MGM Studios che ha sborsato 40 milioni di dollari per i diritti, uscirà in sala il 30 gennaio 2026. In un secondo momento, ancora non specificato, sarà disponibile in streaming sulla piattaforma Prime Video a livello globale sotto forma di una serie in tre puntate. Parallelamente, la casa di produzione statunitense ha pubblicato sui propri canali social la prima immagine di Melania Trump, immortalata mentre guarda fuori dal finestrino di un suv su quella che sembra una pista di atterraggio aeroportuale. Alla regia c’è Brett Ratner, già autore della saga di Rush Hour e del terzo film di X-Men oltre che di videoclip musicali per Madonna e Mariah Carey.

Melania Trump, i temi del documentario di Amazon

Il documentario Melania non racconterà tutta la vita della moglie di Donald Trump, ma si focalizzerà solo sugli ultimi 20 giorni che hanno preceduto il secondo insediamento del tycoon alla Casa Bianca come presidente degli Stati Uniti d’America. «Entra nel suo mondo mentre organizza inaugurazioni, naviga nelle complessità del trasferimento e rientra nella vita pubblica con la sua famiglia», si legge nella sinossi ufficiale. «Con filmati esclusivi che catturano incontri critici, conversazioni private e ambienti mai visti prima, Melania mette in mostra il ritorno della signora Trump a uno dei ruoli più potenti al mondo». Variety ha anticipato che sarà possibile seguirla negli spostamenti fra la Trump Tower di New York e la residenza di Mar-a-Lago a Palm Beach, fino ovviamente a Washington DC. Non si esclude che tra le guest star ci sia anche Jeff Bezos, il fondatore di Amazon.

Melania Trump, annunciata la data di uscita del documentario
Melania Trump (Imagoeconomica).

È morto l’attore Paolo Bonacelli, maestro di cinema e teatro

Il cinema e il teatro italiani piangono la morte di Paolo Bonacelli, scomparso all’ospedale San Filippo Neri di Roma all’età di 88 anni. A darne notizia è stata la moglie Cecilia Zingaro. Interprete versatile che si è diviso fra grande schermo e palcoscenico, ha attraversato la storia della recitazione nazionale in una carriera lunga sei decenni che lo ha portato a lavorare con alcuni dei più grandi registi. Tra i suoi film più celebri si ricordano Salò o le 120 giornate di Sodoma diretto da Pier Paolo Pasolini, che gli valse la Targa Mario Gromo, o Non ci resta che piangere al fianco di Roberto Benigni e Massimo Troisi. La sua ultima performance nel blockbuster di Julian Schnabel In the hand of Dante, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2025.

È morto l’attore Paolo Bonacelli, maestro di cinema e teatro
Paolo Bonacelli con Nadia Fabrizio ne La Tempesta di Shakespeare (Ansa).

La carriera di Paolo Bonacelli, da Pasolini a Rosi e Benigni

Classe 1937, originario di Civita Castellana in provincia di Viterbo, Paolo Bonacelli si è formato presso l’Accademia d’arte drammatica di Roma prima di calcare i palcoscenici dei teatri diretto da maestri come Vittorio Gassman e Luigi Squarzina. È però con il cinema che ha conquistato la fama sia dentro i confini nazionali sia all’estero. Ha recitato per Ettore Scola in La congiuntura del 1965 e L’arcidiavolo dell’anno successivo, per Roberto Rossellini in Anno uno del 1974 e Francesco Rosi nei film Cadaveri eccellenti del 1975 e Cristo si è fermato a Eboli del 1979 nel ruolo di Podestà. Sempre a metà dei 70 fu in Salò o le 120 giornate di Sodoma, capolavoro di Pasolini in cui recitò la parte del duca di Blangis. E ancora, nel discusso Caligola di Tinto Brass vestì i panni del patrizio ed ex centurione Cassio Cherea.

Il cinema lo rese celebre anche all’estero. Nel 1978 fu il detenuto Rifki in Fuga di mezzanotte di Alan Parker, che gli aprì le porte del successo internazionale. Successivamente avrebbe fatto capolino nei cinema italiani con Un complicato intrigo di donne, vicoli e delitti di Lina Wertmüller, La sindrome di Stendhal di Dario Argento, Panni sporchi di Mario Monicelli. E ancora, fu Leonardo Da Vinci in Non ci resta che piangere con Troisi e Benigni, che affiancò in Johnny Stecchino interpretando l’avvocato D’agata, un ruolo che gli valse il Nastro d’argento come miglior attore non protagonista. In Mission: Impossible III con Tom Cruise di JJ Abrams ha vestito invece i panni del capo di una chiesa che aiuta il protagonista Ethan Hunt. Apparso in Comandante di Edoardo De Angelis del 2023, sarà al cinema con In the Hand of Dante di Julian Schnabel, presentato a Venezia 82.

Le produzioni a teatro e i lavori in televisione

Suo primo amore fu, come detto, il teatro. Sul palcoscenico debuttò con Gassman prima di entrare nel Teatro Stabile di Genova che lo consacrò tra i volti principali della sua generazione. Con Carlotta Barilli fondò la Compagnia del Porcospino, laboratorio fertile soprattutto nella sperimentazione. Tra le sue prove più celebri si ricordano quella in Sogno di Oblomov, Terra di nessuno di Harold Pinter, Enrico IV di Shakespeare e Il malato immaginario di Molière. A regalargli numerose soddisfazioni è stata anche la televisione. Fu in Madame Bovary di Daniele D’Anza del 1978 e Festa di Capodanno di Pietro Shivazappa del 1988: un anno dopo interpretò il padre di Gertrude nello sceneggiatore de I promessi sposi di Salvatore Nocita.

Festa del Cinema di Roma 2025, il calendario degli incontri con il pubblico

Mercoledì 15 ottobre scatterà la 20esima edizione della Festa del Cinema di Roma con la cerimonia di apertura, condotta da Ema Stokholma, e la presentazione del film La vita va così di Riccardo Milani. Seguiranno 11 giorni all’insegna di grandi produzioni internazionali con 18 film in concorso e una parata di stelle che vedrà sfilare sul tappeto rosso della Capitale Christoph Waltz, Peter Dinklage, Bill Nighy, Jennifer Lawrence e Robert Pattinson, accanto a celebrità italiane come Pilar Fogliati, Valerio Mastandrea e Paola Cortellesi, attesa come presidente di giuria. Parallelamete, sono in programma diversi incontri con il pubblico che permetteranno agli appassionati di seguire masterclass di alcuni dei più grandi registi del panorama italiano e straniero. Ecco il calendario completo.

Tutti gli incontri con il pubblico alla Festa del Cinema di Roma 2025

Festa del Cinema di Roma 2025, il calendario degli incontri con il pubblico
Il regista Richard Linklater a Cannes (Ansa).

Si inizierà venerdì 17 presso la Sala Sinopoli, dove il pubblico alle 16.30 potrà incontrare il regista britannico Julien Temple, celebre per aver diretto La grande truffa del Rock’n’Roll sui Sex Pistols. Alla Festa del Cinema di Roma porterà il suo nuovo documentario I Am Curious Johnny sul fotografo e collezionista John Pigozzi. Il giorno dopo, alle 18.30, sarà la volta del premio Oscar Jeremy Thomas, pluripremiato produttore che racconterà il suo lungo sodalizio con Bernardo Bertolucci. Dalla loro collaborazione nacquero i capolavori L’ultimo imperatore, Il tè nel deserto e Piccolo Buddha. Sempre presso la Sala Sinopoli, lunedì 20 ottobre alle 15.30 con Richard Linklater, che alla Festa del Cinema 2025 ritirerà il premio alla carriera. Tra i massimi esponenti del cinema americano, terrà una masterclass alla Sala Sinopoli dell’Auditorium ripercorrendo la sua esperienza dietro la macchina da presa, con particolare attenzione alla trilogia Before.

Martedì 21 ottobre alla Festa del Cinema di Roma 2025 il pubblico potrà seguire la masterclass del disegnatore e illustratore Brian Selznick, membro della giuria del Concorso. Celebri le sue opere per Il tesoro dei Marvel e soprattutto le copertine dei libri di Harry Potter per le edizioni del 20esimo anniversario. È anche autore del romanzo per bambini La straordinaria invenzione di Hugo Cabret, da cui Martin Scorsese ha tratto il quasi omonimo film, e de La stanza delle meraviglie, sceneggiato da Todd Haynes. Due giorni dopo, giovedì 23 alle 16, toccherà al regista iraniano Jafar Panahi, fresco vincitore della Palma d’oro a Cannes Un simple accident. Interprete di un cinema in grado di coniugare impegno civile e sperimentazione formale, a Roma ritirerà come Linklater un premio alla carriera.

Festa del Cinema di Roma 2025, il calendario degli incontri con il pubblico
Il regista iraniano Jafar Panahi con la Palma d’oro 2025 (Ansa).

Infine, venerdì 24 ottobre doppio appuntamento. Alle 11.30 presso il Museo Maxxi, il pubblico avrà modo di incontrare Susan Seidelman, regista di fama internazionale con il suo film Cercasi Susan disperatamente con Rosanna Arquette e Madonna, autrice del singolo Into the Groove inserito nella colonna sonora. Alle 16.30 in Sala Petrassi toccherà poi a Marco Bellocchio, che racconterà gli esordi nel cinema italiano con I pugni in tasca di cui ricorrono i 60 anni dall’uscita.

Paso Doble e Absolute Beginners, gli altri appuntamenti

Accanto alle masterclass dei grandi registi, la Festa del Cinema di Roma 2025 offrirà al pubblico altri due grandi appuntamenti. In primo luogo Paso Doble, che vedrà dialogare in Sala Petrassi Lord David Putnam, produttore di Momenti di gloria, Fuga di mezzanotte e Local Hero, e il regista Uberto Pasolini, che gli consegnerà l’Industry Lifetime Achievement Award. Mercoledì 22 ottobre alle 16.30 invece spazio ad Absolute Beginners, un incontro con Pappi Corsicato. Lo sceneggiatore e regista napoletano sarà alla Festa con Libera, film del 1991 presentato alla Berlinale e vincitore di numerosi riconoscimenti tra cui il Nastro d’Argento per la miglior opera prima.

Netflix, film e serie tv in uscita a novembre 2025

Grandi novità, adattamenti cult e attesissimi ritorni aspettano gli abbonati di Netflix a novembre. In streaming sono in arrivo, solo per citare alcune delle produzioni più acclamate, la quinta stagione di Stranger Things, pilastro della piattaforma californiana creata dai fratelli Duffer pronti a passare in Paramount, e Frankenstein, adattamento dell’omonimo romanzo di Mary Shelley diretto dal maestro Guillermo del Toro e presentato in concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia. Ci sarà posto anche per K-drama e J-drama, come Last Samurai Standing, assieme all’italiana Mrs Playmen sulla vita di Adelina Tattilo che fondò una delle più note riviste erotiche degli Anni 70. Ecco cosa ci aspetta nel prossimo mese.

Netflix, film e serie tv in arrivo a novembre sulla piattaforma

Netflix, film e serie tv in uscita a novembre 2025
Guillermo Del Toro alla premiere di Frankenstein (Ansa).

Squid Game: La sfida 2, la nuova edizione del reality show

Forte del successo della serie madre sudcoreana e della prima edizione, seppur coinvolta in diverse polemiche per il trattamento riservato ai concorrenti, torna su Netflix Squid Game – La sfida, reality show ispirato all’opera di Hwang Dong-hyuk. Il nuovo ciclo di episodi vedrà, ancora una volta, 456 giocatori contendersi un ricco montepremi da 4,56 milioni di dollari in prove ispirate a quelle apparse nella seconda e soprattutto nella terza stagione della serie principale. «Una sfida definitiva che unirà strategia, alleanze e resistenza», ha fatto sapere la piattaforma. Già aperte le iscrizioni per la terza edizione. Appuntamento al 4 novembre.

Death by Lightning, la miniserie Netflix sul presidente Garfield

Il 6 novembre sarà invece il turno di Death by Lightning di David Benioff e DB Weiss. I produttori del Trono di Spade sono pronti a presentare infatti una miniserie dedicata alla drammatica vicenda di James A. Garfield, 20esimo presidente degli Stati Uniti d’America, nei cui panni ci sarà Michael Shannon. Nel corso della trama, ambientata alla fine del XIX secolo, verrà analizzato sia il suo operato sia il rapporto con Charles Guiteau (Matthew MacFadyen), suo più grande ammiratore che finirà per assassinarlo. Nel cast anche Nick Offerman (Civil War, The Last of Us) e Bradley Whitford, il celebre John il Rosso di The Mentalist. «La corruzione in politica e nella nostra burocrazia appare particolarmente attuale di questi tempi», ha raccontato il creatore Mike Makowsky. «Garfield si è sempre battuto per l’idea di riformare la pubblica amministrazione».

Non stare a guardare, il K-drama con una star di Squid Game

Il 7 novembre Netflix rilascerà invece il K-drama As You Stood By, in italiano Non stare a guardare, tratto dal romanzo poliziesco di Hideo Okuda Naomi to Nanako. Presentata in anteprima mondiale al Busan Film Festival, racconta la storia di due donne che progettano di fuggire dai loro matrimoni violenti assassinando i rispettivi mariti. Tutto cambia quando un visitatore inatteso le minaccia di svelare il piano e mandare in frantumi il loro mondo. Nel cast Lee You Mi, già vista in Squid Game nei panni di Ji-yeong (concorrente numero 240) con cui ha vinto l’Emmy Award, e Jeon So Nee, che in Parasite: The Grey ha interpretato il ruolo di Jung Soo In.

Frankenstein, su Netflix l’adattamento di Guillermo del Toro

Tra i film di punta in arrivo su Netflix c’è indubbiamente Frankenstein, adattamento del romanzo horror di Mary Shelley diretto da Guillermo del Toro. Presentato in concorso alla Mostra di Venezia 2025, reinterpreta il classico della letteratura tanto che, piuttosto che concentrarsi sulla creazione del mostro da parte dello scienziato Viktor Frankenstein (Oscar Isaac), ne racconta la sua esistenza tormentata e il viaggio alla ricerca di sé. Nei panni della creatura recita Jacob Elordi, mentre nel cast figurano anche Christoph Waltz, Charles Dance e Mia Goth. Il film sarà disponibile sulla piattaforma streaming a partire dal 7 novembre dopo un breve passaggio al cinema.  

Mrs Playmen, Carolina Crescentini nei panni di Adelina Tattilo

A partire dal 12 novembre, il catalogo di Netflix accoglierà anche la produzione italiana Mrs Playmen, che in sette puntate racconterà vita e carriera di Adelina Tattilo, interpretata da Carolina Crescentini. La serie ne ripercorrerà il percorso che l’avrebbe portata, nella Roma degli Anni 70, a fondare e poi dirigere la prima rivista erotica italiana, che dà il titolo alla produzione. Abbandonata dal marito Saro Balsamo e rimasta sola ad affrontare i creditori, seppe reinventarsi sempre, sfidando il maschilismo dell’epoca e accerchiandosi di intellettuali brillanti e audaci. Nel cast anche Filippo Nigro, Francesca Colucci, Giuseppe Maggio e Lidia Vitale.

Last Samurai Standing, il J-drama che unisce Squid Game e Shogun

Onore e sangue animano Last Samurai Standing, J-Drama in arrivo il 13 novembre che promette di unire la tensione di Squid Game all’epicità di Shogun. Fra battaglie spettacolari, atmosfere tetre e la tradizione giapponese, la serie in sei puntate adatta i romanzi di Imamura Shogo e segue la storia di Shujiro Saga, guerriero costretto a partecipare a un gioco mortale per salvare i suoi cari. Ambientata nel XIX secolo, vedrà 292 combattenti sfidarsi al tempio Tenryuji di Kyoto in una battaglia all’ultimo sangue. Nei panni del protagonista c’è Junichi Okada, ex membro della boy band nipponica V6 e oggi attore in ascesa. Accanto a lui, diversi volti noti del cinema del Sol Levante, da Yumia Fujisaki a Kaya Kiyohara e Masahiro Higashide, genero della star Ken Watanabe.

A Man on the Inside 2, su Netflix torna la comedy con Ted Danson

Appuntamento al 20 novembre per A Man on the Inside 2 che riporterà sullo schermo di Netflix il più elegante investigatore privato delle piattaforme, Charles Nieuwendyk. Nei suoi panni ci sarà per la seconda volta Ted Danson (Cin Cin, CSI – Scena del crimine e Becker). Dopo aver portato a termine le indagini sul furto di un gioiello, il protagonista dovrà tornare nuovamente a disposizione di Julie (Lilah Richcreek Estrada) per agire nuovamente sotto copertura. Stavolta dovrà travestirsi da docente di un campus universitario di arti liberali dove un misterioso ricattatore ha preso di mira il presidente Jack Berenger (Max Greenfield). A catturare la sua attenzione sarà però l’insegnante di musica Mona, interpretata da Mary Steenburgen con cui Danson è sposato nella vita reale.

Jurassic World: Teoria del caos 4, si torna nel mondo dei dinosauri

Tra le proposte di Netflix c’è spazio anche per l’animazione. Il 20 novembre sbarcherà in streaming infatti la quarta stagione di Jurassic World: Teoria del caos, che continuerà a raccontare la storia, parallela ai film della saga cinematografica, di un gruppo di giovani sopravvissuti sulle isole del parco con i dinosauri. Come la precedente, si svolgerà contemporaneamente agli eventi del sesto film, Dominio, e vedrà la gang di protagonisti alla volta della Biosyn Valley. Torneranno infatti Darius, Yaz, Sammy, Kenji e Ben oltre ovviamente a Brookynn, le cui azioni hanno dato inizio alla serie. Nella serie prequel, Jurassic World – Nuove avventure, quest’ultima aveva la voce di Jenna Ortega, mentre qui è doppiata da Kiersten Kelly.

Train Dreams, Felicity Jones e Joel Edgerton nel nuovo drama Netflix

Netflix punta ai premi Oscar con Train Dreams, nuovo drama di Clint Bentley presentato al Sundance Film Festival. La trama, tratta dal popolare racconto di Denis Johnson, si concentra sul boscaiolo e operaio delle ferrovie Robert Grainer (Joel Edgerton) nell’America di inizio XX secolo. Orfano sin da piccolo, cresce tra le foreste contribuendo all’espansione dell’impero ferroviario a stelle e strisce. La sua vita cambia quando conosce, e successivamente sposa, Gladys (Felicity Jones), da cui ha anche una bambina. Spinto sempre lontano dal lavoro, ritroverà bellezza e un nuovo significato alla vita nelle foreste che per anni ha pensato solo a distruggere. Nel cast anche William H. Macy e Paul Schneider, mentre la colonna sonora vanta la firma d’autore di Nick Cave e Bryce Dessner. Appuntamento in streaming al 21 novembre.

Stranger Things 5, l’inizio della fine si abbatte su Hawkins

Dulcis in fundo, il 27 novembre Netflix è pronta a svelare gli attesissimi primi quattro episodi della quinta e ultima stagione di Stranger Things. Punta di diamante della piattaforma di Los Gatos già dal debutto nel 2016, a quasi 10 anni di distanza si appresta a mettere un punto alle avventure di Undici, Mike, Lucas, Dustin e Will. Il gruppo di amici, assieme a tutti i loro nuovi alleati, dovrà tornare dove tutto ha avuto inizio, nella cittadina di Hawkins, per affrontare una volta per tutte il nemico Vecna. Ambientata nel 1987, avrà inizio dall’apertura dei portali che aveva chiuso la quarta stagione. Altre tre puntate, dalla quinta alla settima, arriveranno il 26 dicembre, mentre per il gran finale bisognerà aspettare il primo gennaio. La serie dei fratelli Duffer vedrà il ritorno di tutto il cast principale, tra cui Millie Bobby Brown, Winona Ryder, David Harbour, Finn Wolfhard e Sadie Sink.

Sanremo e Rai, approvato l’accordo per il Festival

Ora è ufficiale: il Festival di Sanremo rimarrà alla Rai almeno fino al 2028. Nella giornata di martedì 7 ottobre, infatti, la Giunta comunale ha approvato la nuova convenzione con la televisione di Stato, affidandole l’organizzazione delle prossime tre edizioni della manifestazione canora, con possibilità di proroga fino al 2030: «Pienamente rispettati tutti i criteri indicati nel bando». L’atto chiude quindi la lunga fase negoziale avviata dopo la procedura pubblica richiesta dal Tar Liguria, che nel dicembre 2024 aveva imposto che l’assegnazione avvenisse tramite bando per garantire trasparenza e parità di trattamento.

I dettagli dell’accordo tra Sanremo e la Rai per il Festival

La Rai, unica emittente a partecipare alla procedura, ha rispettato dunque tutte le condizioni previste dal Comune di Sanremo. L’accordo triennale prevede infatti un corrispettivo economico di 6,5 milioni di euro in favore dell’amministrazione, cui aggiungere anche l’1 per cento di tutti i ricavi pubblicitari generati dal Festival. Non solo, in quanto la convenzione firmata intende valorizzare i giovani talenti e rafforzare il legame della manifestazione con il territorio. Confermata infatti la partecipazione alla kermesse di due artisti selezionati da Area Sanremo, così come la messa in onda di Sanremoinfiore e altri due eventi speciali, di cui uno in programma durante l’estate. Fra gli impegni presi dalla Rai c’è anche la tradizionale cerimonia di posa della targa dedicata al campione del Festival su via Matteotti. Il Comune resta inoltre titolare esclusivo dei marchi legati alla manifestazione.

Sanremo e Rai, approvato l’accordo per il Festival
Carlo Conti a Sanremo 2025 (Ansa).

«Da quando il Tar ha imposto la gara pubblica abbiamo vissuto nove mesi impegnativi», hanno spiegato il sindaco Alessandro Mager e l’assessore al turismo Alessandro Sindoni. «Il buon esito della fase negoziale è stato propiziato della volontà condivisa di conservare un legame di successo, che ha fatto la storia del nostro Paese». Annunciata anche l’istituzione di un osservatorio permanente per il monitoraggio della convenzione stessa e per lo sviluppo delle prossime edizioni per gli anni futuri, consolidando il dialogo tra il Comune di Sanremo e la Rai.

Taylor Swift: «No al Super Bowl 2026 per amore»

Taylor Swift non si esibirà al Super Bowl, nemmeno quest’anno. Nonostante, come per ogni vigilia, il suo nome sia stato uno dei più chiacchierati sui social e nei corridoi dell’Nfl americana. Sul palco del Levi’s Stadium di Santa Clara, il prossimo 8 febbraio 2026, ci sarà Bad Bunny, primo portoricano della storia. Un annuncio cui avevano fatto seguito diverse indiscrezioni secondo cui la regina del pop, da poco tornata con il nuovo album The Life of a Showgirl, avesse rifiutato. A distanza di qualche giorno, ospite del late show di Jimmy Fallon su Nbc, la stessa diva ha fatto chiarezza sull’argomento.

Taylor Swift: «Super Bowl? Non sono stata invitata ma sarei in ansia per Travis»

Giunta in studio da Fallon per presentare il suo 12esimo disco in carriera, già record su Spotify e sui social, Taylor Swift ha smentito senza mezzi termini di aver rifiutato il Super Bowl. «Il fatto è questo», ha spiegato la diva. «Jay-Z (che con la sua agenzia Roc Nation organizza l’halftime show da anni, ndr.) è sempre stato gentile con me. I nostri team sono molto affiatati e a volte mi chiamano per chiedere cosa ne pensi del Super Bowl. Non si è mai trattato di una proposta formale o di una conversazione ufficiale in sala riunioni. È solo che i nostri team sono molto amici e diciamo sempre la verità». Swift ha tuttavia precisato il vero motivo che l’ha spinta a declinare l’invito, seppur informale: l’amore per Travis Kelce, con cui convolerà a nozze nell’estate 2026. Nonostante lo stesso tight-end dei Kansas City Chiefs sarebbe felicissimo di vedere la sua futura moglie sul palco.

«Sono innamorata di un ragazzo che pratica quello sport su quel campo», ha proseguito Taylor Swift. «È come una partita a scacchi violenta: sono gladiatori senza spade ed è pericoloso. Per tutta la stagione sono concentrata su quello che quell’uomo fa sul campo. Riesci a immaginare che lui è là fuori ogni settimana, mettendo a rischio la sua vita, praticando questo sport molto pericoloso, molto stressante e molto intenso, mentre io penso “Chissà quale coreografia dovrei fare?”. Sono troppo coinvolta, anche se lui sarebbe felicissimo se accettassi un giorno». Assieme a Fallon, la diva tuttavia si è divertita a immaginare quali canzoni avrebbe potuto mettere in scaletta: «Due versi di Shake It Off, poi Blank Space e magari Cruel Summer? Sarebbe fantastico».

La proposta di nozze in giardino: «Non l’ho mai visto così nervoso».

Nel corso dell’intervista, Swift ha mostrato l’anello di fidanzamento regalatole da Kelce e raccontato dettagli sulla proposta di nozze, arrivata dopo la puntata del podcast New Heights da lui condotto con il fratello in cui aveva annunciato per la prima volta l’uscita di The Life of a Showgirl. «Era molto nervoso, credo di non averlo mai visto così», ha ricordato la cantautrice 35enne. «Solo dopo essere usciti in giardino, ho capito perché ci fossero tutte le finestre con le tende oscurate. Travis è la mia persona preferita, senza offesa per gli altri, e guardare questo anello e pensare che starò con lui tutta la vita è veramente incredibile».

Taylor Swift: «No al Super Bowl 2026 per amore»
Travis Kelce e Taylor Swift (Instagram).

Festa del Cinema di Roma 2025, annunciata la conduttrice

Ema Stokholma condurrà le cerimonie di apertura e chiusura della Festa del Cinema di Roma 2025, che quest’anno raggiunge la 20esima edizione della sua storia. La dj e speaker italo-francese guiderà sia la serata del 15 ottobre alle ore 19 nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, prima della proiezione del film inaugurale La vita va così di Riccardo Milani, sia quella del 25 ottobre in Sala Petrassi, dove saranno annunciati tutti i premi. «Raga, è tutto vero», ha gioito su una story Instagram condividendo la notizia della Fondazione Cinema per Roma.

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Chi è Ema Stokholma, che condurrà la cerimonia di apertura della Festa del Cinema di Roma

Al secolo Morwenn Moguerou, Ema Stokholma è nata nella cittadina di Romans-sur-Isere, nel cuore della Francia e non lontano da Valence. Avvicinatasi alla musica sin da giovanissima grazie ai tanti viaggi in giro per l’Europa, che la portarono a toccare Londra, Parigi e Berlino, è oggi una delle figure più versatili dello spettacolo italiano. Volto e voce della Rai, ha commentato su Radio 2 varie edizioni del Festival di Sanremo al fianco di Gino Castaldo, i Brit Awards su Rai 4 con l’amica Andrea Delogu e l’Eurovision Song Contest con Federico Russo. Sempre per la tv di Stato ha condotto PrimaFestival nel 2020, ma anche programmi come Stranger Tape in Town, dedicato alla scena rap e trap italiana, Back2Back e Let’s Play. Con il suo romanzo autobiografico Per il mio bene, in cui ha raccontato l’infanzia difficile, ha vinto nel 2021 il Premio Bancarella.

Su Instagram condivide con i suoi 500 mila follower alcune tele che realizza personalmente, tanto da aver creato una vera e propria galleria d’arte 2.0 che rappresenta i momenti clou della sua vita. Con Menage a trois ha debuttato nel 2021 nelle vesti di cantante, mentre nel 2023 ha recitato nel film Un altro ferragosto di Paolo Virzì, sequel del cult Ferie d’agosto del 1996, con Christian De Sica, Silvio Orlando e Sabrina Ferilli. L’anno successivo è stata invece nel cast di Vita da Carlo 3, serie del regista Verdone. Attualmente affianca Luca Barbarossa alla conduzione di Radio 2 Social Club in onda su Rai Radio 2 dal lunedì al venerdì.

Festa del Cinema di Roma 2025, annunciata la conduttrice
La dj e speaker Ema Stokholma (Imagoeconomica).

Tina Turner, è morto il figlio Ike Jr: aveva 67 anni

È morto Ike Turner Jr., figlio del leggendario duo musicale Tina e Ike. Aveva 67 anni. Il decesso risale al 4 ottobre e, secondo la stampa americana, sarebbe legato a un’insufficienza renale. Negli ultimi anni la sua salute era peggiorata per via di una serie di problemi cardiaci e, più di recente, per un ictus che lo aveva colpito nel mese di settembre. Era ricoverato in un ospedale di Los Angeles. «È con profonda tristezza che annuncio la scomparsa di mio cugino», ha scritto Jacqueline Bullock in un comunicato diffuso da Tmz e Page Six. «Era per me un fratello, siamo cresciuto assieme. Come figlio di Tina e Ike Turner, il suo talento musicale è stato evidente: non c’era strumento che non volesse suonare».

Chi era Ike Jr., figlio di Tina e Ike Turner

Ike Jr. era nato nel 1958 da Ike Turner e dalla sua prima compagna Lorraine Taylor. La star Tina Turner, poi moglie dell’artista, lo aveva formalmente adottato durante il loro matrimonio assieme a Michael, crescendoli assieme agli altri figli Craig (nato da una relazione fra Tina e Raymond Hill) e Ronnie, il solo biologico della coppia di star. Vicino alla musica sin dall’infanzia, iniziò suonando la batteria per poi passare alle tastiere. Secondo Bullock, a fargli cambiare idea sarebbe stata, indirettamente, la regina del rock’n’roll in persona, che gli imponeva di smontare lo strumento dopo ogni sessione. Lui, stanco di doversi mettere a lavoro, optò per un’altra strada. Figura di spicco nei Bolic Sound Studios, le sale di registrazione fondate dal padre, Ike Turner Jr. ha avuto una brillante carriera come ingegnere del suono e vinto il Grammy Award per Risin’ with the Blues di suo padre nel 2007.

Una celebre fotografia scattata nel 1972 immortala Tina e Ike Sr. con i loro figli, simbolo di un’epoca intensa quanto travagliata, sia nella musica sia nella loro vita privata. Nonostante la fama dei suoi genitori, Ike Jr. ha scelto di mantenere sempre un profilo basso, pur lavorando nel mondo della musica e rimanendo legato all’eredità artistica della famiglia Turner. La sua scomparsa segna un altro lutto per una famiglia che ha già conosciuto diverse tragedie di recente. Fra queste, la morte di Tina Turner nel maggio 2023 in Svizzera e quella di Ronnie nel dicembre 2022. Ike Sr. morì invece nel 2007 per overdose di stupefacenti nella sua abitazione in California.

Il senso di Rula Jebreal al Festival di Sanremo

Il veto Rai alla presenza della giornalista ha scatenato le polemiche. Ma cosa ci faceva la Jebreal in una kermesse canora? Quale sarebbe stato il suo ruolo? E in quanti si sono chiesti «che ci azzecca»?

Quando ha cominciato a montare – sui giornali e sui social – la polemica sulla partecipazione di Rula Jebreal al prossimo Festival di Sanremo, in non pochi ci siamo chiesti «che ci azzecca?», Che ci azzecca la polemica (con tutto quel che sta succedendo nel mondo), ma anche che ci azzecca Rula con il Festival.

CANTANTE O VALLETTA?

Rula cantante? Rula valletta? Non sembrerebbe il ruolo adatto per questa giornalista ormai di profilo internazionale, cittadina del mondo, consulente del presidente Macron per il gender gap, stabilmente insediata nell’élite intellettuale ed ebraica newyorchese, ma spesso di ritorno in Italia per partecipare a talk show televisivi in cui non le manda certo a dire.

PERCHÉ ACCETTARE?

Cioè, ancora prima di chiedersi perché è stata invitata, ci si domanda perché lei avrebbe accettato, con quale intento e con quale scopo. Tanto più che il direttore artistico del Festival, Amadeus, ha precisato in un’intervista a Repubblica che quello di Jebreal «non sarà un intervento politico, chi viene a Sanremo non farà politica. Non mi interessa». E allora, che cosa farà? Sfilerà indossando preziose creazioni degli stilisti Made in Italy? Presenterà le canzoni? Reciterà un monologo teatrale? Danzerà? Nemmeno il tempo di approfondire la questione, che già erano partiti i razzi della polemica, dopo la decisione dei vertici Rai di sospendere la firma del contratto e non confermare i voli per la discussa ospite.

LA POLITICA CHE SI DIVIDE

Da un lato, coloro che inneggiano alla decisione della Rai, contestando la Jebreal soprattutto per la veemenza con cui esprime le sue critiche a un’Italia gretta, razzista e fascisteggiante; dall’altra i suoi difensori, che sbandierando l’hashtag #iostoconRula denunciano censura e discriminazione contro la giornalista, segno della sottomissione della Rai alle volontà sovraniste e leghiste. «La Jebreal potrebbe essere incaricata a Sanremo di spiegarci quanto le facciamo schifo» (Daniele Capezzone). «Sarebbe “discriminazione di Stato” non dare a Rula Jebreal il palco dell’Ariston con i soldi degli italiani. Gli stessi italiani accusati dalla signora di essere fascisti, razzisti, impresentabili» (Daniela Santanché). Sul fronte opposto, soprattutto esponenti di Italia Viva, come per esempio Gennaro Migliore («L’estromissione di #RulaJebreal dal festival di Sanremo puzza lontano un miglio di epurazione sovranista») e Davide Faraone («Vergognoso che la Rai, la tv pubblica si pieghi al diktat di Salvini. Porterò il caso in vigilanza Rai. Non possiamo stare zitti»).

LA SOLIDARIETÀ FEMMINISTA

E naturalmente non manca la solidarietà femminile e femminista: «Si esclude un’ottima giornalista per le proteste dei sovranisti. Dimenticando che la presenza di Rula al Festival avrebbe dimostrato che le persone non si scelgono per il genere o per il colore della pelle, ma solo per competenza e professionalità», (Teresa Bellanova); «Se è vero che sulla decisione hanno pesato le polemiche scatenate sui social dai sovranisti allora non ci siamo. Il servizio pubblico deve valutare le competenze di una persona non piegarsi alla prepotenza di chi la insulta», (Laura Boldrini). Già, ma torniamo a bomba. Di quali competenze parliamo, nell’ambito del Festival di Sanremo?

UNA TOP TEN DI DONNE PER AMADEUS

Secondo le anticipazioni di Amadeus, Rula Jebreal avrebbe fatto parte di una top ten di donne che dovrebbero affiancarlo sul palco, donne speciali per meriti e talenti particolari, dunque rappresentative di un universo femminile positivo e vincente. Peccato che delle altre nove non si sia saputo nulla. Tranne di una, la co-conduttrice Diletta Leotta, indubbiamente una ragazza di successo. I cui meriti e talenti sono ben chiari nella mente e nelle fantasie di milioni di maschi italiani, che pur di accarezzarne le curve per tre o quattro serate, si beccherebbero pure le rampogne antirazziste della Jebreal, peraltro non meno bella e fascinosa della Leotta. Al limite, il sovranista toglierà l’audio, il democratico di sinistra posterà sui social #iostoconRula e qualcuno risponderà al volo «sì, ti piacerebbe».

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