Una semifinale che resterà negli annali del tennis. Carlos Alcaraz e Alexander Zverev hanno dato vita a una partita incredibile sulla Rod Laver Arena, durata cinque ore e mezza (la semifinale più lunga di sempre nella storia del torneo) e intrisa di colpi di scena e ribaltamenti di fronte. Alla fine, sotto il sole cocente di Melbourne, l’ha spuntata lo spagnolo numero uno del mondo, capace di resistere ai crampi e alla rimonta del tedesco, che sotto due set a zero era riuscito a portare il match al quinto. Il punteggio recita 6-4, 7-6, 6-7, 6-7, 7-5. Grandi rimpianti per il 28enne di Amburgo, che ha avuto la possibilità di servire per la partita nel decimo gioco. Per il murciano invece sarà la prima finale in carriera agli Australian Open, unico torneo che gli manca per completare il Career Grand Slam. Incrocerà uno fra Jannik Sinner e Novak Djokovic.
Alcaraz dopo la vittoria: «Bisogna sempre credere in se stessi»
Stremato dal punto di vista fisico, Alcaraz non ha mai mollato mentalmente e lo ha testimoniato nell’intervista post-partita. «Credere. Credere sempre», ha detto il numero uno del mondo. «Dico sempre che bisogna credere in sé stessi, a prescindere dalle difficoltà che si stanno attraversando. Devi continuare a credere in te stesso in ogni momento. Stavo faticando a metà del terzo set. Dal punto di vista fisico è stata una delle partite più impegnative che abbia mai giocato nella mia giovane carriera. Mi ero già trovato in situazioni del genere, quindi sapevo cosa dovevo fare. Dovevo metterci il cuore e penso di esserci riuscito. Ho lottato fino all’ultimo punto. Sono estremamente orgoglioso del mio servizio e di come sono riuscito a rientrare nel match nel quinto set».
Alcaraz-Zverev, cronaca di una semifinale da libri di storia
Un match in cui c’è stato di tutto. Clima torrido, umidità alle stelle, battaglia di nervi e di resistenza, tifo da corrida e continui ribaltamenti di fronte. Ma anche dolore, coraggio, paura. Nonostante siamo ancora al primo torneo major della stagione, quella tra Alcaraz e Zverev è probabilmente già una delle partite dell’anno. L’iberico parte bene e ha una palla break nel settimo gioco, salvata dal tedesco che tuttavia nulla può nel suo turno al servizio successivo, quando cede la battuta e spalanca le porte all’avversario per il primo set chiuso 6-4. Intenso il secondo parziale, con il numero tre del mondo capace di portarsi avanti 4-2 e servizio salvo cedere la battuta proprio nel momento di chiudere il set. Equilibrato il tiebreak: fatale per Zverev il minibreak sul finale che manda Alcaraz avanti 2-0.
Il match sembra ormai indirizzato verso Murcia quando un imprevisto cambia tutto. Alcaraz soffre per un problema fisico, vomita e chiede aiuto al suo angolo e al fisioterapista. Una richiesta che fa imbestialire Zverev, che accusa il circuito di «proteggere e aiutare sempre questi ragazzi», riferendosi anche ai crampi di Sinner contro Spizzirri. Lo spagnolo prende una pastiglia e torna in campo, eppure cede il parziale sette punti a tre al tiebreak. Si arriva sul 6-6 anche nel quarto set dove Alcaraz va pure avanti 4-3 prima di regalare qualcosa con un errore di troppo: Zverev chiude stavolta 7-4. Due set pari e tutto in equilibrio.
Il quinto set
Per l’epilogo di un match epico non può esserci altro che il quinto set. Ed è il tedesco a passare avanti con un break in apertura confermandolo fino alla fine. O quasi. Sul 5-4 serve per il match ma Alcaraz si guadagna due break point con un’accelerazione di diritto prima di ristabilire l’equilibrio. Tutto da rifare e dopo cinque ore e 19 il punteggio dice 6-5 Alcaraz. Sasha serve per portare anche questo parziale al tiebreak, la Rod Laver Arena è una bolgia sui punti del suo avversario ma nei momenti clou sembra non respirare. Si va ai vantaggi: un dritto in corridoio di Zverev manda Alcaraz al match point, conquistato con un colpo da fenomeno. È la quindicesima vittoria al quinto set su 16 partite in carriera, la quarta finale Slam consecutiva.







