Dai tram agli e‑bus: i 95 anni di ATM raccontano l’evoluzione di Milano

AGI - Atm celebra i suoi 95 anni con un racconto che mette al centro non solo la storia, ma soprattutto la capacità di accompagnare Milano nel suo cambiamento. Dai primi tram agli e-bus, dalle metropolitane automatiche al Piano Full Electric, il percorso dell'Azienda - si legge in una nota - è la testimonianza di una mobilità in costante evoluzione, al servizio della città e delle persone. In occasione dell'anniversario, Atm presenta una fotogallery, un video celebrativo e documenti originali dell'Archivio Storico, raccolti in una pagina speciale. Tra questi, il comunicato di apertura della M1 e una fotografia inedita del deposito Ticinese dopo un bombardamento.

 

 

Un racconto per immagini che attraversa tappe, mezzi e trasformazioni, e che restituisce il profondo intreccio tra Atm e Milano: fotografie d'epoca e scatti attuali che mostrano come la mobilità abbia accompagnato, e spesso anticipato, l'evoluzione del paesaggio urbano. Tutto ha inizio il 22 maggio 1931 con l'Azienda Tranviaria Municipale. Da allora, Atm ha continuato a rinnovarsi insieme alla città, contribuendo ogni giorno a definirne i ritmi, i movimenti e le connessioni.

 

 

Tra tradizione e innovazione: dai tram Carrelli alle linee driverless

Tradizione e innovazione hanno sempre viaggiato insieme. Dall'iconico tram Carrelli, oggi esposto al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, alla M1 inaugurata nel 1964, fino alle successive linee M2 e M3 e alle più recenti metropolitane a guida automatica M4 e M5, Atm ha segnato alcune delle principali trasformazioni della mobilità milanese. L'Azienda ha sostenuto i grandi eventi della città, ma anche la sua quotidianità, fatta di tempi, abitudini e incontri. E non ha mai smesso di essere un riferimento oltre i confini di Milano: ha ispirato cantanti e registi, ha accompagnato simbolicamente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla storica vettura Carrelli, guidata da Valentino Rossi, in occasione della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026.

 

 

La proiezione internazionale e il futuro della mobilità

Con la gestione della metropolitana automatica di Copenaghen, Atm ha rafforzato la propria dimensione internazionale, arrivando oggi a gestire anche la prima metropolitana driverless della Grecia, a Salonicco, oltre a diverse linee bus a Parigi. Un percorso che conferma il ruolo dell'Azienda come protagonista della mobilità urbana, in Italia e all'estero. Atm continua a guardare avanti con la stessa missione di sempre: rendere Milano più connessa, sostenibile e innovativa, ogni giorno.

 

 

 

Dite a Meloni e La Russa che anche Almirante è divisivo: le pillole del giorno

La Fiamma resta sempre accesa, ci mancherebbe. Soprattutto quando c’è chi, a destra che più a destra non si può, cerca di scipparla (vero generale Vannacci?).

Dite a Meloni e La Russa che anche Almirante è divisivo: le pillole del giorno
Dite a Meloni e La Russa che anche Almirante è divisivo: le pillole del giorno
Dite a Meloni e La Russa che anche Almirante è divisivo: le pillole del giorno
Dite a Meloni e La Russa che anche Almirante è divisivo: le pillole del giorno
Dite a Meloni e La Russa che anche Almirante è divisivo: le pillole del giorno

Nel 38esimo anniversario della morte di Giorgio Almirante, Giorgia Meloni ha tenuto a ricordare il fondatore del MSI, con un post sui social: «Nel giorno dell’anniversario della scomparsa di Giorgio Almirante, il mio pensiero va a una figura che ha segnato profondamente la storia della destra italiana», scrive la premier. «Di lui restano il carattere, la forza delle idee, l’amore per l’Italia e una concezione della politica vissuta con passione, dignità e rispetto. Un ricordo che continua a vivere nel percorso della destra italiana e nella memoria di una comunità politica che, ancora oggi, non si risparmia, per aggiungere il proprio pezzo di cammino, con coraggio e determinazione».

Puntuale è arrivato anche il ricordo di Ignazio La Russa. «A 38 anni dalla sua scomparsa ricordiamo e rendiamo omaggio alla figura di Giorgio Almirante. Un uomo che ha dedicato la sua vita alla politica e alla Nazione, con coerenza, passione e profondo rispetto delle Istituzioni repubblicane e dell’avversario politico, come quando tra lo stupore generale, arrivò a Botteghe Oscure per rendere omaggio alla salma di Enrico Berlinguer», scrive il presidente del Senato postando a corredo l’immagine di una frase di Giorgio Napolitano.

Una botta di nostalgia e un esercizio di memoria selettiva che non sono andati giù al dem Andrea Orlando: «Oggi sui suoi profili social Giorgia Meloni rivendica la continuità con il percorso politico di Giorgio Almirante. Un percorso iniziato con la redazione della rivista La difesa della razza, passando per i repubblichini di Salò, fucilando partigiani, intrecciandosi poi con la stagione delle trame nere e dell’estremismo neofascista. Un bel percorso davvero!». Ma per la destra a essere divisivo resta il 25 aprile.

Calderone e marito al Festival del Lavoro

Riecco Marina Elvira Calderone & Rosario De Luca. La ministra del Lavoro e il marito, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro (fondatori della società di consulenza CDL passata in mano a lui dopo la nomina di lei) sono protagonisti del Festival del Lavoro, kermesse che si tiene a Roma negli spazi della Nuvola dal 21 al 23 maggio e che riunisce istituzioni, imprese, professionisti, studiosi e parti sociali. Nel tardo pomeriggio di venerdì, in collaborazione con il Comitato Italiano Paralimpico, Sport e Salute e Inail, si tiene presso il Centro di Preparazione Paralimpica di Via delle Tre Fontane, la Run4Job, seguita, come recita il programma, «da un momento dedicato al networking e alle riflessioni su sport, pari opportunità e valore sociale del lavoro, anche con la partecipazione di atleti paralimpici». Tra l’altro Ignazio Marino, omonimo dell’ex sindaco di Roma ed ex ItaliaOggi, è il direttore della comunicazione del Festival del Lavoro, ed è stato il portavoce di Calderone prima di lasciare il posto a Marco Ventura che a sua volta, a gennaio 2025, lo ha passato a Gianmario Mariniello. Tanti i ministri presenti alla tre giorni. Venerdì alle 15 il vicedirettore del Tg5, Giuseppe de Filippi, dialogherà con il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Sabato sono previsti interventi di Paolo Zangrillo, ministro della PA, e di Adolfo Urso, titolare del Mimit. Ma gli occhi sono puntati su Calderone che a mezzogiorno sarà intervistata dalla vicedirettrice del Tg2 Maria Antonietta Spadorcia. A seguire la cerimonia di chiusura condotta da De Luca.

Dite a Meloni e La Russa che anche Almirante è divisivo: le pillole del giorno
Marina Elvira Calderone e Rosario De Luca (Imagoeconomica).

Riotta gioca in Difesa

Pochi lo ricordano, ma l’ex direttore del Tg1 Gianni Riotta fa parte del Comitato per lo sviluppo e la valorizzazione della cultura della Difesa, istituito nel 2023 da Guido Crosetto. Un think tank «creato per promuovere la consapevolezza e la conoscenza delle tematiche di geopolitica, sicurezza e interesse nazionale». Giovedì alla Camera, nella biblioteca dedicata a Nilde Iotti, con la benedizione del forzista Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e già sottosegretario alla Difesa nel governo Draghi, si è tenuto il convegno Cultura della Difesa con annesso “tomo”. Nella sala qualcuno bofonchiava: «Me lo ricordo bene, Gianni, quando era nella redazione del Manifesto»…

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Gianni Riotta (Imagoeconomica).

Urso, pure un francobollo per Frate Indovino

La passione di Adolfo Urso per i francobolli è cosa nota. Da quando è al Mimit, ne ha emessi oltre 270 (tra cui quelli dedicati a Silvio Berlusconi, Aldo Moro, Giacomo Matteotti, Sergio Ramelli, Enrico Berlinguer, Giorgio Napolitano, i fratelli Mattei, Giovanni Spadolini, ma anche alle Winx, a Goldrake e alla Pimpa). Da poco alla lista se ne è aggiunto un altro per celebrare il Calendario di Frate Indovino. Il 14 maggio, al Salone del Libro di Torino, si è tenuta la cerimonia di primo annullo filatelico del francobollo ordinario appartenente alla serie tematica «Le Eccellenze del Patrimonio culturale italiano». L’immagine «riproduce la figura iconica di un frate cappuccino, il cui volto sereno accompagna i lettori dal 1946, anno di inizio della pubblicazione». Alla cerimonia hanno partecipato della sottosegretaria al Mimit Fausta Bergamotto, del direttore commerciale Italia di Poste Italiane Marco di Nicola e di fra Carlo Maria Chistolini, Presidente della Fondazione Assisi Missio ETS.

Dite a Meloni e La Russa che anche Almirante è divisivo: le pillole del giorno
Il francobollo di Frate Indovino (dal sito del Mimit).

Cassese e padre Benanti, che coppia

Appuntamento imperdibile al Festival dell’Economia a Trento, nella mattinata di domenica: nell’incontro intitolato “Gli imperi digitali, la vecchia e la nuova globalizzazione”, protagonisti saranno padre Paolo Benanti, in qualità di Presidente del comitato per l’intelligenza artificiale presso il dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, e il giudice emerito della Corte Costituzionale e professore emerito della Scuola Normale Superiore di Pisa, Sabino Cassese.

Caro carburanti, verso taglio accise fino alla prima settimana di giugno

C’è attesa per il Consiglio dei ministri del 22 maggio 2026, che dovrà prorogare, fra le altre cose, il taglio delle accise su benzina e gasolio. Nell’ultima proroga era stato confermato un taglio di 20 centesimi per il gasolio e uno più leggero di 5 centesimi per la benzina fino appunto al 22 maggio. Ora il governo dovrebbe prorogarlo per altre due settimane, fino alla prima settimana di giugno. Il rinnovo della misura, che rappresenta un sostegno cruciale per le famiglie e per il settore dei trasporti e di quello agricolo, è stato confermato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti al Festival dell’Economia di Trento. «Credo che si andrà a un decreto legge domani sera. Prevediamo interventi che andranno incontro ad esempio agli autotrasportatori e trasporto pubblico locale, con il taglio delle accise fino alla prima settimana di giugno», ha detto il titolare del Mef, aggiungendo che il Cdm dovrà anche esaminare un provvedimento a favore dell’ex-Ilva, per garantire il proseguimento delle attività. Si parla di una proroga del prestito ponte di 149 milioni di euro concesso a fine aprile, cifra che basterebbe solo fino alla fine di giugno (ma il governo sembra orientato a fare uso della maggiore flessibilità concessa dall’Ue sino a 380 milioni). Fra le altre misure al vaglio di Palazzo Chigi c’è anche il via libera allo stanziamento di 150 milioni per la frana di Niscemi.

Rubio: «Lievi progressi nei colloqui di pace con l’Iran, è positivo»

«Restiamo in attesa di notizie su colloqui attualmente in corso. Si sono registrati alcuni lievi progressi. Non voglio esagerare, ma c’è stato un leggero miglioramento e questo è positivo. I principi fondamentali rimangono gli stessi, l’Iran non potrà mai dotarsi di armi nucleari». Lo ha affermato il segretario di Stato Usa Marco Rubio in Svezia.

Al-Arabiya: «A ore possibile accordo con la mediazione del Pakistan»

Secondo quanto riporta la tv satellitare al-Arabiya sull’account X in inglese, tra i punti della bozza finale di un possibile accordo ci sarebbero la fine delle operazioni militari e della guerra mediatica, un cessate il fuoco immediato, totale e senza condizioni su tutti i fronti, e garanzie per la libertà di navigazione nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman. Secondo le fonti citate, un annuncio potrebbe arrivare a ore (particolare che non viene invece indicato dal servizio arabo dell’emittente, che si limita a parlare di cauto ottimismo citando fonti pakistane).

Il visionario Carlin che portò il ‘cibo giusto’ nel mondo

AGI - Carlo Petrini, scomparso ieri sera a 76 anni, per tutti era solo Carlin, e partendo da Bra, piccola cittadina delle Langhe in provincia di Cuneo, dove è nato nel 1949, ha cambiato l'idea del cibo in tutto il mondo, attribuendogli un valore 'politico'. Ed è diventato grande amico di papi, come Francesco, e di re, come Carlo d'Inghilterra.

Petrini e il cibo giusto e pulito 

Oggi l'associazione Slow Food da lui ideata conta più di 1 milione di attivisti e oltre 10mila progetti in 160 Paesi per difendere e promuovere il cibo buono, pulito e giusto.

Petrini eroe europeo 

Nel 2004 è stato nominato Eroe europeo dalla rivista Time e, nel gennaio 2008, è stato l’unico italiano incluso nella lista delle 50 persone che potrebbero salvare il mondo, stilata dal quotidiano britannico The Guardian.

Gastronomo, giornalista e scrittore 

Gastronomo, giornalista, scrittore, nel 1986 ha fondato Arcigola (in seguito Slow Food Italia), esperienza che ben presto si è diffusa in tutta la Penisola e anche all’estero, tant’è che il 9 dicembre 1989, a Parigi, il Manifesto Slow Food fu firmato da oltre venti delegazioni provenienti da tutto il mondo e Petrini fu eletto presidente, carica che ha ricoperto fino al 2022.

L'università di Scienza gastronomiche di Pollenzo  

Tra i suoi numerosi traguardi, anche la creazione dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Bra), la prima istituzione accademica al mondo a offrire un approccio interdisciplinare agli studi sul cibo, che farà da apripista a esperienze simili in altri atenei. Dalla sua fondazione, l’Ateneo di Pollenzo ha formato circa 4mila gastronomi provenienti da 100 Stati.

Il progetto di Terra Madre 

Petrini è stato l’ideatore di Terra Madre nel 2004, una rete internazionale di comunità del cibo che riunisce piccoli produttori agricoli, pescatori, artigiani, cuochi, giovani, accademici ed esperti. 

Terra Madre è da allora il cuore pulsante di Slow Food, che rappresenta una globalizzazione positiva e dà voce a chi rifiuta di arrendersi a un approccio industriale all’agricoltura e all’omologazione delle culture alimentari.

Le Comunità Laudato Sì

Inoltre, insieme a monsignor Domenico Pompili, attualmente Vescovo di Verona, nel 2017 ha fondato le "Comunità Laudato Sì’", una rete di circa 80 realtà territoriali che, raccogliendo persone di ogni fede, accomunate dall’amore per la nostra casa comune, operano in piena sintonia con il messaggio dell’omonima Enciclica di Papa Francesco.

Petrini autore di saggi 

Numerosi i saggi scritti da Petrini, tra cui "TerrafuturaDialoghi con Papa Francesco sull’ecologia integrale", in cui sono affrontati alcuni degli aspetti più problematici dell’attualità nella forma di dialogo con il Santo Padre.

L’impegno di Petrini e Slow Food si concretizza così nella sfera del sociale e dell’ambientalismo, mantenendo ben correlati tra loro questi due aspetti. A questo proposito sono pietre miliari alcuni importanti progetti realizzati da Slow Food come: gli Orti in Africa, l’Orto in Condotta, l’Arca del Gusto e i Presìdi Slow Food. 

I viaggi in tutto il mondo  

Carlin Petrini ha viaggiato in tutto il mondo partecipando a conferenze, incontrando le comunità della rete Terra Madre, tenendo lezioni in prestigiose università, ed è stato invitato a intervenire a dibattiti sulla sostenibilità alimentare e l’agricoltura presso le istituzioni dell’Ue e la Fao.

Nel 2012, in qualità di presidente di Slow Food, è intervenuto al Forum Permanente delle Nazioni Unite sui Popoli Indigeni a New York. Alla Conferenza Onu sullo sviluppo sostenibile Rio+20 in Brasile, ha partecipato al dialogo globale su sicurezza alimentare e nutrizione.

ùIl Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente lo ha nominato co-vincitore del premio Champion of the Earth 2013. Nel 2016 è stato nominato Ambasciatore Speciale Fao per il programma Fame Zero in Europa. Ha preso parte, nel 2019, al Sinodo “Amazzonia: Nuovi Cammini per la Chiesa e per una Ecologia Integrale” in Vaticano invitato da Papa Francesco.

Cvc e Gbl lanciano opa su Recordati da 10,7 miliardi

Cvc Fund ix e Groupe Bruxelles Lambert hanno lanciato un’offerta pubblica di acquisto volontaria su tutte le azioni ordinarie di Recordati finalizzata al delisting. Il controvalore complessivo è di 10,7 miliardi sulla base di un corrispettivo pari a 51,29 euro per azione che incorpora un premio un premio pari a 12,891 per cento rispetto al prezzo ufficiale delle azioni Recordati alla data del 25 marzo 2026, giorno in cui è stata presentata la manifestazione di interesse non vincolante da Cvc al board della casa farmaceutica. «Questa operazione è pienamente coerente con la strategia di Gbl di investire in aziende leader nei settori prioritari identificati dal gruppo -incluso l’healthcare – attraverso strutture di controllo o co-controllo e un approccio di active ownership», ha evidenziato Michal Chalaczkiewicz, Investment partner di Gbl.

Morto Carlo Petrini, le reazioni: «L’Italia perde un grande ambasciatore delle sue tradizioni»

Addio a Carlo Petrini, per tutti Carlin, morto all’età di 76 anni nella sua casa di Bra, nel Cuneese. L’ha reso noto Slow Food, il movimento da lui fondato nel 1986 per promuovere il diritto al piacere e a un cibo buono, pulito e giusto per tutti. Ideatore di importanti manifestazioni come Cheese, il Salone del Gusto di Torino e la manifestazione biennale Terra Madre, nel 2008 il Guardian lo aveva posizionato tra le 50 persone che potrebbero salvare il pianeta. La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione e unanime cordoglio nel mondo politico.

Lollobrigida: «Non da tutti lasciare un’impronta su Terra»

«Non tutti gli uomini lasciano una traccia del loro passaggio, ma Carlin Petrini lo ha fatto. Lasciare una impronta sulla Terra che il tempo non cancelli non è cosa da tutti. Grazie, Maestro. Il seme che hai piantato continuerà a dare i suoi frutti». L’ha scritto il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.

Bonelli: «Ha trasformato le sue idee in patrimonio collettivo»

«Addio a Carlin Petrini, innovatore e visionario che ha trasformato le sue idee in un patrimonio collettivo. Ha insegnato che il cibo, la natura, la qualità dell’alimentazione, la difesa del pianeta e i diritti dei contadini sono tutti profondamente legati tra loro», ha commentato Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde.

Crosetto: «Il mondo ha perso un sognatore vero»

«Ho conosciuto Carlin quando ancora non era il Mito che poi è diventato negli anni, all’Osteria Boccon Divino a Bra», ha ricordato il ministro della Difesa Guido Crosetto. «Nello scorrere del tempo diventammo amici e gli diedi una mano a costruire L’Università del Gusto, la Banca del Vino e ciò che ruota intorno a Pollenzo. Abbiamo ‘visitato’ insieme decine di ristoranti e cantine e, davanti a un piatto o un bicchiere, abbiamo spaziato con la mente in ogni pensiero ci venisse. Negli ultimi anni l’avevo perso di vista ma ci sentivamo ogni tanto per un saluto veloce e per lamentarci del tempo che passava e di come fossimo diventati prigionieri di traiettorie di vita che non ci lasciavano più spazio per la spensieratezza di un tempo. Questa notte mi sono tornati nitidi i ricordi di risate, discussioni, sogni. Tutti in rigoroso dialetto piemontese. Perchè quella è sempre stata la ‘lingua ufficiale’ dei nostri dialoghi. Il mondo ha perso un sognatore vero. Buon viaggio, Carlin».

Martina: «Ciao Carlin, che fortuna averti conosciuto»

«Il cibo resta e resterà la migliore forma di diplomazia della pace tra i popoli. Ciao carlin, che fortuna averti conosciuto. Fai buon viaggio». Così Maurizio Martina, vice direttore generale della Fao.

Urso: «Ha saputo dare voce e dignità al mondo agricolo»

«Con la scomparsa di Carlo Petrini perdiamo una figura straordinaria e visionaria che ha saputo dare voce e dignità al mondo agricolo italiano, trasformando un sapere antico in una coscienza moderna e universale. Con la sua capacità di guardare al futuro, ha insegnato che la tutela della terra, delle tradizioni e delle comunità rurali non riguarda soltanto l’ambiente, ma rappresenta un valore economico, sociale e culturale fondamentale. Un’eredità preziosa che ci ricorda come l’agroalimentare resti una colonna portante del nostro sistema produttivo e una delle cinque ‘a’ del made in italy, riconosciuta nel mondo per qualità, identità e innovazione». Sono le parole del ministro delle Imprese e del Made in italy Adolfo Urso.

Tajani: «L’Italia perde un grande ambasciatore delle sue tradizioni»

«Con commozione apprendo della scomparsa di Carlo Petrini, uomo di visione che ha saputo trasformare il cibo in cultura, identità, rispetto della terra e solidarietà tra i popoli», ha scritto il ministro degli Esteri Antonio Tajani. «Con Slow Food e Terra Madre ha dato voce alle comunità locali, difeso la biodiversità e promosso nel mondo un modello di sviluppo più umano, sostenibile e giusto. Attraverso l’università di Scienze gastronomiche di Pollenzo ha inoltre formato generazioni di giovani provenienti da ogni parte del mondo, facendo della cultura gastronomica italiana uno strumento di dialogo internazionale, conoscenza e valorizzazione del nostro patrimonio agroalimentare. L’Italia perde un grande ambasciatore delle sue tradizioni, del dialogo tra culture e di quel legame profondo tra uomo, territorio e qualità della vita che rende unico il nostro Paese. Alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutta la comunità di Slow Food rivolgo il mio più sincero cordoglio».

Scandalo Epstein, «Andrea investigato anche per sospetti reati sessuali»

Secondo quanto riportato da Sky News Uk, l’ex principe Andrea sarebbe investigato anche per sospetti reati sessuali, in seguito alla denuncia di una donna, nell’ambito delle indagini sulle sue frequentazioni del passato con Jeffrey Epstein. Finora risultava indagato solo per il sospetto di cattiva condotta in un ufficio pubblico, fattispecie che fa riferimento alle informazioni riservate da lui condivise con Epstein quando rivestiva il ruolo di emissario internazionale britannico per i commerci fra il 2001 e il 2011. Secondo le informazioni per ora non ufficiali citate da Sky, il nuovo sospetto si riferisce alla possibilità che l’ex duca di York possa aver ricevuto diversi anni fa una giovane donna del giro di Epstein nella sua ex residenza adiacente al castello di Windsor. L’ipotesi si basa su quanto dichiarato ai media dalla presunta vittima, fonte che la polizia britannica non ha ancora ascoltato e che starebbe cercando di contattare.

Carceri, il fallimento della linea securitaria del governo Meloni

Cinquantacinque. Sessanta. Sessantacinque. Non sono i numeri del lotto, ma sono, rispettivamente, i nuovi reati, le aggravanti e gli aumenti di pena introdotti dal governo Meloni (il conteggio è di Antigone, che ha appena presentato il suo nuovo rapporto sulle condizioni di vita, e purtroppo di morte, in carcere). E dire che alla guida del ministero della Giustizia ci sarebbe un liberale; al prossimo giro metteteci direttamente Matteo Salvini.

Carceri, il fallimento della linea securitaria del governo Meloni
Giorgia Meloni e Carlo Nordio (Imagoeconomica).

Il tasso di sovraffollamento ha raggiunto il 139,1 per cento

«Le carceri italiane sono oggi più affollate, più chiuse e il governo continua ad aggravare l’emergenza penitenziaria con nuovi reati, aumenti delle pene e nuovi annunci di edilizia penitenziaria, con i numeri che raccontano il fallimento di questo approccio», dice Antigone. Al 30 aprile 2026 nelle carceri italiane erano detenute 64.436 persone, a fronte di una capienza regolamentare di 51.265 posti (che però si riducono a soli 46.318 posti realmente disponibili): «Il tasso reale di sovraffollamento ha così raggiunto il 139,1 per cento. Sono ormai 73 gli istituti con un tasso di affollamento pari o superiore al 150 per cento, mentre in otto carceri si supera addirittura il 200 per cento. Gli istituti non sovraffollati sono appena 22 in tutta Italia». Nonostante il governo abbia annunciato da tempo un piano carceri, «i posti realmente disponibili sono addirittura diminuiti di 537 unità dall’avvio del piano stesso. Nel frattempo, dal 2018 al 2024, i tribunali di sorveglianza hanno accolto oltre 30 mila ricorsi per trattamenti inumani o degradanti subiti dalle persone detenute». Numeri superiori a quelli che portarono alla condanna dell’Italia nella Sentenza Torreggiani, quando i ricorsi presentati furono circa 4 mila. 

Carceri, il fallimento della linea securitaria del governo Meloni
L’istituto penitenziario minorile Fornelli di Bari (Imagoeconomica).

Il mancato reinserimento produce solo più insicurezza

L’aumento delle presenze, peraltro, non dipende da un aumento della criminalità: «I reati in Italia restano sostanzialmente stabili e nei primi mesi del 2025 risultano addirittura in calo dell’8 per cento. Calano anche gli ingressi in carcere e continua a diminuire il ricorso alla custodia cautelare, che oggi riguarda il 24,1 per cento delle persone detenute». A crescere sono invece le pene più lunghe e gli effetti delle politiche punitive adottate dal governo. «Ma soprattutto il sistema continua a fallire sul terreno decisivo: evitare che chi esce dal carcere torni a delinquere», dice ancora l’associazione guidata da Patrizio Gonnella. «Oggi solo il 40,8 per cento delle persone detenute è alla prima carcerazione. Il 45,9 per cento è già stato in carcere da una a quattro volte. Il 10,6 per cento da cinque a nove volte. Il 2,7 per cento addirittura più di 10 volte. È la dimostrazione di un sistema che non reinserisce e, di conseguenza, produce solo più insicurezza».

Carceri, il fallimento della linea securitaria del governo Meloni
Immagine realizzata con l’Ia (Imagoeconomica).

I fatti di Modena hanno ridato fiato alla propaganda

Il diritto penale è, o dovrebbe essere, una risorsa scarsa. Invece c’è chi vorrebbe abusarne. Come la Lega nei giorni scorsi, dopo i fatti di Modena. Il partito di Matteo Salvini, in piena campagna elettorale per le Politiche – un po’ come tutti a dire il vero – incalzato dalla costante presenza di Roberto Vannacci, che scippa voti e parlamentari alla Lega, se n’è uscito con la proposta di rivedere (di nuovo) la legge sulla cittadinanza, articolo 10 bis della legge 91 del 1992 già modificato dal ddl sicurezza del 2025. Dopo la tentata strage per cui è accusato Salim El Koudri, Salvini vorrebbe allargare le possibilità di revoca della cittadinanza, per ora prevista per, fra l’altro, condanne passate in giudicato per terrorismo. È probabile che la proposta di modifica, già bocciata dal resto del governo, si areni nel regno delle paccottiglie retorico-populistiche. Ma è altrettanto probabile che al prossimo episodio di cronaca utile, Salvini proporrà nuove strette. Non sappiamo ancora niente di El Koudri – qual è il movente? – ma sappiamo che fra il 2022 e il 2024 è stato in cura per un disturbo mentale. Forse è facile dargli del pazzo e chiuderla lì, ma l’ipotesi degli psichiatri (Alessandro Bertolino, professore ordinario di Psichiatria dell’Università di Bari e direttore del Dipartimento di Neuroscienze della stessa università) è che il comportamento di El Koudri sia compatibile non tanto con il disturbo schizoide di personalità di cui è affetto quanto con la sospensione dei farmaci. Insomma, potrebbe non essere la “cittadinanza” il punto di caduta del dibattito.

Carceri, il fallimento della linea securitaria del governo Meloni
Matteo Salvini (Imagoeconomica).

In quel caso la Lega potrebbe essere utile con una nuova protesta: potrebbe protestare contro il governo di cui fa parte e chiedere di aumentare le spese per la salute mentale. Nel 2023 solo 3,5 miliardi su 133 di spesa pubblica per la sanità sono stati impiegati per la salute mentale, il 2,69 per cento. Un terzo in meno di quanto spendono altri Paesi, tra cui la Francia. Aumentare la spesa naturalmente non eliminerà i rischi, perché il rischio zero non esiste. Certamente non saranno i 400 anni di reclusione che si ottengono sommando i massimi edittali previsti per le numerose fattispecie di reato e gli inasprimenti introdotti dal governo in questi anni a risolvere i problemi. 

Flotilla, rientrati tutti gli attivisti italiani: “Siamo molto provati”. Tajani: “Al lavor…

AGI -  Gli ultimi due attivisti della Flotilla sono arrivati nella notte all'aeroporto di Malpensa. "Hanno raccontato che sono stati trattati in modo abominevole" dalle forze israeliane e "hanno visto trattare in maniera atroce anche delle donne, che hanno subito pesantissime violenze e molestie sessuali", racconta all'AGI Maria Elena Delia, portavoce della Global Sumud Flotilla.

Gli attivisti della Flotilla: "Contro di noi taser e proiettili di gomma" 

"Hanno parlato dell’uso di taser, proiettili di gomma. Francamente li ho visti tanto provati. Non so quanto ci vorrà loro per superare questa esperienza, se mai la supereranno", aggiunge. La gran parte degli attivisti sono atterrati ieri pomeriggio a Malpensa.  "Ci hanno picchiato e messo le manette", ha detto un’attivista italiano arrivato all’aeroporto romano.  Denunce che si sommano ai racconti di arrivisti di altri Paesi rientrati da Israele dalla Global Sumud Flotilla. 

Tajani: "Aa lavoro per rapide sanzioni Ue a Ben Gvir" 

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha spiegato di essere in contatto con le altre cancellerie Ue perché si arrivi il prima possibile a sanzioni nei confronti del ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir, per l'umiliazione alla quale ha sottoposto gli attivisti della Flotilla per Gaza arrestati.

"Dopo quello che abbiamo visto l'altro giorno in Israele non possiamo non chiedere sanzioni nei confronti di un ministro che ha violato tutti i diritti umani, anzi, si è vantato e ha organizzato una sorta di show mediatico mortificando persone che non avevano commesso alcun reato, violando anche le regole sulla tutela della dignità della persona", ha detto Tajani a margine della ministeriale Nato di Helsingborg, "dopo averli arrestati in maniera illegale, li hanno anche umiliati". 

"Indipendentemente dal giudizio che io do sulla Flotilla, perché non mi pare che ottenga grandi risultati per Gaza, non si possono non rispettare i diritti umani, quindi la condanna è totale e sto già parlando anche in queste ore con tutti i ministri europei perché ci possa essere una decisione in tempi rapidi e che infligga sanzioni", ha aggiunto il vicepremier, "sto parlando con tutti i ministri dell'Unione Europea per valutare come e quando decidere, mi auguro che alla prima riunione formale si possa prendere una decisione".

Due attivisti sudcoreani denunciano torture e violenze

Due attivisti sudcoreani della Global Sumud Flotilla intercettati da Israele mentre tentavano di raggiungere Gaza via mare hanno denunciato, al loro rientro in Corea del Sud, di aver subito torture e "violenze insopportabili" durante la detenzione da parte delle autorità israeliane.

Kim Ah-hyun e Kim Dong-hyeon sono arrivati all’aeroporto internazionale di Incheon, a ovest di Seul, nelle prime ore di venerdì, dopo che le loro imbarcazioni erano state fermate questa settimana in acque vicine a Gaza e nei pressi di Cipro, secondo quanto riferito dall’agenzia Yonhap. All’arrivo in aeroporto, Kim Ah-hyun ha dichiarato di essere stata colpita al volto dalle forze israeliane dopo la cattura e di avere problemi di udito all’orecchio sinistro. Kim Dong-hyeon ha invece accusato Israele di aver "torturato" gli attivisti e di averli sottoposti a "violenze insopportabili". 

Attivisti australiani: "Senza acqua per due giorni" 

Gli undici attivisti australiani della Global Sumud Flotilla fermati questa settimana da Israele mentre tentavano di portare aiuti umanitari a Gaza hanno denunciato maltrattamenti durante la detenzione, mentre l’ambasciatore israeliano a Canberra ha sostenuto che "nessuno è rimasto ferito".

La delegazione australiana della Flotilla ha riferito venerdì che gli attivisti sono stati rilasciati e trasferiti a Istanbul insieme agli altri 428 partecipanti arrestati da Israele durante circa 80 ore di fermo. "Molti di noi non mangiavano da giorni. Ci hanno negato l’acqua per due giorni", ha dichiarato l’attivista australiano Zack Schofield.

Schofield ha inoltre affermato che i detenuti sono stati trasferiti in carcere e "trattati davvero male", aggiungendo però che quanto vissuto "non è nulla rispetto a ciò che accade ogni giorno ai palestinesi nei territori occupati". In alcuni video pubblicati successivamente su Instagram, l’attivista ha raccontato episodi di violenza durante la detenzione. Secondo il suo racconto, avrebbe visto un soldato israeliano indicare un uomo "che sembrava arabo" e portarlo in un container merci dove sarebbe stato torturato. "Abbiamo sentito le sue urla", ha dichiarato.

Ha inoltre sostenuto che, quando alcuni detenuti hanno protestato per quanto accaduto, le forze israeliane "hanno iniziato a sparare contro la gente". "Cercavano una scusa per infliggere violenza a tutti noi e questo è continuato per tutta la permanenza in carcere", ha denunciato.

L’ambasciatore israeliano in Australia, Hillel Newman, ha però respinto le accuse in un'intervista alla Abc. "Nessuna delle oltre 400 persone che erano sulla flottiglia è rimasta ferita", ha affermato. Il diplomatico ha inoltre respinto precedenti accuse di violenze e abusi contro attivisti fermati in altre missioni dirette a Gaza, sostenendo che "circolano molte accuse che non sono vere". 

Il racconto del deputato Carotenuto e il blitz in acque internazionali

Molo scossi anche Dario Carotenuto, parlamentare M5s e Alessandro Mantovani, giornalista de “Il Fatto Quotidiano”, i primi e rientrare ieri in Italia. "Ho ricevuto un pugno nell'occhio che per un po' mi ha accecato. Ma ho visto persone con problemi alle orecchie, agli occhi. Ho sentito donne denunciare violenze sessuali. Siamo molto preoccupati per gli attivisti che sono ancora lì e non sappiamo cosa stiano subendo", dice il deputato M5s.

Mantovani e Carotenuto erano a bordo della Kasr-i Salabad, in acque internazionali, e viaggiavano in direzione Egitto: "Ci hanno costretto a firmare delle carte che contenevano dichiarazioni non vere" racconta ancora al Fatto il deputato dei Cinque Stelle. "Eravamo a cento miglia da Port Said" prosegue Mantovani "a 180 miglia da Gaza quando siamo stati abbordati dagli israeliani".

Il video girato nel porto di Ashdod ha fatto il giro del mondo: nelle immagini si vedono i ministri della Sicurezza, Ben Gvir, e dei Trasporti, Regev, che deridono gli attivisti, costretti a rimanere inginocchiati faccia a terra