AGI - Gli ultimi due attivisti della Flotilla sono arrivati nella notte all'aeroporto di Malpensa. "Hanno raccontato che sono stati trattati in modo abominevole" dalle forze israeliane e "hanno visto trattare in maniera atroce anche delle donne, che hanno subito pesantissime violenze e molestie sessuali", racconta all'AGI Maria Elena Delia, portavoce della Global Sumud Flotilla.
Gli attivisti della Flotilla: "Contro di noi taser e proiettili di gomma"
"Hanno parlato dell’uso di taser, proiettili di gomma. Francamente li ho visti tanto provati. Non so quanto ci vorrà loro per superare questa esperienza, se mai la supereranno", aggiunge. La gran parte degli attivisti sono atterrati ieri pomeriggio a Malpensa. "Ci hanno picchiato e messo le manette", ha detto un’attivista italiano arrivato all’aeroporto romano. Denunce che si sommano ai racconti di arrivisti di altri Paesi rientrati da Israele dalla Global Sumud Flotilla.
Tajani: "Aa lavoro per rapide sanzioni Ue a Ben Gvir"
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha spiegato di essere in contatto con le altre cancellerie Ue perché si arrivi il prima possibile a sanzioni nei confronti del ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir, per l'umiliazione alla quale ha sottoposto gli attivisti della Flotilla per Gaza arrestati.
"Dopo quello che abbiamo visto l'altro giorno in Israele non possiamo non chiedere sanzioni nei confronti di un ministro che ha violato tutti i diritti umani, anzi, si è vantato e ha organizzato una sorta di show mediatico mortificando persone che non avevano commesso alcun reato, violando anche le regole sulla tutela della dignità della persona", ha detto Tajani a margine della ministeriale Nato di Helsingborg, "dopo averli arrestati in maniera illegale, li hanno anche umiliati".
"Indipendentemente dal giudizio che io do sulla Flotilla, perché non mi pare che ottenga grandi risultati per Gaza, non si possono non rispettare i diritti umani, quindi la condanna è totale e sto già parlando anche in queste ore con tutti i ministri europei perché ci possa essere una decisione in tempi rapidi e che infligga sanzioni", ha aggiunto il vicepremier, "sto parlando con tutti i ministri dell'Unione Europea per valutare come e quando decidere, mi auguro che alla prima riunione formale si possa prendere una decisione".
Due attivisti sudcoreani denunciano torture e violenze
Due attivisti sudcoreani della Global Sumud Flotilla intercettati da Israele mentre tentavano di raggiungere Gaza via mare hanno denunciato, al loro rientro in Corea del Sud, di aver subito torture e "violenze insopportabili" durante la detenzione da parte delle autorità israeliane.
Kim Ah-hyun e Kim Dong-hyeon sono arrivati all’aeroporto internazionale di Incheon, a ovest di Seul, nelle prime ore di venerdì, dopo che le loro imbarcazioni erano state fermate questa settimana in acque vicine a Gaza e nei pressi di Cipro, secondo quanto riferito dall’agenzia Yonhap. All’arrivo in aeroporto, Kim Ah-hyun ha dichiarato di essere stata colpita al volto dalle forze israeliane dopo la cattura e di avere problemi di udito all’orecchio sinistro. Kim Dong-hyeon ha invece accusato Israele di aver "torturato" gli attivisti e di averli sottoposti a "violenze insopportabili".
Attivisti australiani: "Senza acqua per due giorni"
Gli undici attivisti australiani della Global Sumud Flotilla fermati questa settimana da Israele mentre tentavano di portare aiuti umanitari a Gaza hanno denunciato maltrattamenti durante la detenzione, mentre l’ambasciatore israeliano a Canberra ha sostenuto che "nessuno è rimasto ferito".
La delegazione australiana della Flotilla ha riferito venerdì che gli attivisti sono stati rilasciati e trasferiti a Istanbul insieme agli altri 428 partecipanti arrestati da Israele durante circa 80 ore di fermo. "Molti di noi non mangiavano da giorni. Ci hanno negato l’acqua per due giorni", ha dichiarato l’attivista australiano Zack Schofield.
Schofield ha inoltre affermato che i detenuti sono stati trasferiti in carcere e "trattati davvero male", aggiungendo però che quanto vissuto "non è nulla rispetto a ciò che accade ogni giorno ai palestinesi nei territori occupati". In alcuni video pubblicati successivamente su Instagram, l’attivista ha raccontato episodi di violenza durante la detenzione. Secondo il suo racconto, avrebbe visto un soldato israeliano indicare un uomo "che sembrava arabo" e portarlo in un container merci dove sarebbe stato torturato. "Abbiamo sentito le sue urla", ha dichiarato.
Ha inoltre sostenuto che, quando alcuni detenuti hanno protestato per quanto accaduto, le forze israeliane "hanno iniziato a sparare contro la gente". "Cercavano una scusa per infliggere violenza a tutti noi e questo è continuato per tutta la permanenza in carcere", ha denunciato.
L’ambasciatore israeliano in Australia, Hillel Newman, ha però respinto le accuse in un'intervista alla Abc. "Nessuna delle oltre 400 persone che erano sulla flottiglia è rimasta ferita", ha affermato. Il diplomatico ha inoltre respinto precedenti accuse di violenze e abusi contro attivisti fermati in altre missioni dirette a Gaza, sostenendo che "circolano molte accuse che non sono vere".
Il racconto del deputato Carotenuto e il blitz in acque internazionali
Molo scossi anche Dario Carotenuto, parlamentare M5s e Alessandro Mantovani, giornalista de “Il Fatto Quotidiano”, i primi e rientrare ieri in Italia. "Ho ricevuto un pugno nell'occhio che per un po' mi ha accecato. Ma ho visto persone con problemi alle orecchie, agli occhi. Ho sentito donne denunciare violenze sessuali. Siamo molto preoccupati per gli attivisti che sono ancora lì e non sappiamo cosa stiano subendo", dice il deputato M5s.
Mantovani e Carotenuto erano a bordo della Kasr-i Salabad, in acque internazionali, e viaggiavano in direzione Egitto: "Ci hanno costretto a firmare delle carte che contenevano dichiarazioni non vere" racconta ancora al Fatto il deputato dei Cinque Stelle. "Eravamo a cento miglia da Port Said" prosegue Mantovani "a 180 miglia da Gaza quando siamo stati abbordati dagli israeliani".
Il video girato nel porto di Ashdod ha fatto il giro del mondo: nelle immagini si vedono i ministri della Sicurezza, Ben Gvir, e dei Trasporti, Regev, che deridono gli attivisti, costretti a rimanere inginocchiati faccia a terra.
