“Velocità firma online cozza con burocrazia italiana”: perché referendum sulla cannabis è a rischio


"Neanche un quarto delle richieste di certificazione sono state evase nel termine di 48 ore previste dalla legge. Si tratta di certificati di iscrizione nelle liste elettorale che poi sarebbe dovere del Comitato promotore referendum depositare presso la Corte di Cassazione entro il 30 settembre. A queste ritmi, diventa concreto il rischio di annullare la firma di centinaia di migliaia di cittadine e cittadini italiani e dunque sabotare il referendum": è la denuncia di Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, che spiega perché le firme digitali, raccolte a favore del referendum sulla cannabis, sono a rischio.
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