László Krasznahorkai è il premio Nobel per la Letteratura 2025. Scrittore ungherese classe 1954, per la critica internazionale è uno dei più grandi autori contemporanei di tutta Europa che, grazie al suo stile fatto di frasi lunghissime e prive di punteggiatura tradizionale, costruisce sulla pagina narrazioni che mescolano razionalità e delirio. L’Accademia di Svezia ha elogiato la sua «opera visionaria che, nel mezzo di un terrore apocalittico, riafferma il potere dell’arte». Celebre il suo esordio letterario con il romanzo Satantango del 1985, edito in Italia da Bompiani come tutta la sua bibliografia, tra cui si menzionano il fantasy horror Melancolia della Resistenza e Seiobo è discesa quaggiù, simbolo della sua attenzione all’Oriente. «Sono uno scrittore che realizza romanzi per lettori che necessitano della bellezza dell’inferno», disse in un’intervista al Corriere. Krasznahorkai raccoglie il testimone da Han Kang, scritrice sudcoreana premiata con il Nobel nel 2024.
La carriera e lo stile di László Krasznahorkai, vincitore del Nobel per la Letteratura

Autore ungherese di 71 anni, László Krasznahorkai è nato a Gyula, un piccolo paese situato al confine con la Romania. Crebbe in un’area rurale piuttosto remota, che avrebbe fatto capolino all’interno di molti suoi romanzi, primo fra tutti Satantango con cui conquistò a metà degli Anni 80 le luci della ribalta nazionale e globale. Impiegato come redattore fino al 1984, quando decise di dedicarsi solo alla narrativa, ha dato vita a una visione del mondo che spinse l’autrice e filosofa newyorkese Susan Sontag a definirlo «il maestro ungherese dell’apocalisse». Espressione che lo stesso Krasznahorkai ha commentato positivamente al Corriere qualche anno fa. «La mia apocalisse non è uno spaventoso giudizio universale che incombe sul futuro, una minaccia di cui al momento possiamo solo avere un presentimento», ha spiegato lo scrittore. «È la condizione del nostro mondo, il suo stato ordinario: ci siamo già dentro, è la nostra dimensione naturale»
‘Herscht 07769’ by this year’s literature laureate László Krasznahorkai has been described as a great contemporary German novel, on account of its accuracy in portraying the country’s social unrest.
— The Nobel Prize (@NobelPrize) October 9, 2025
In ‘Herscht 07769’ we find ourselves in not a feverish nightmare in the… pic.twitter.com/QRzqFpizt5
Non a caso l’apocalisse, assieme a crisi globali, carestie, miserie e morte che la circondano, è il tema più ricorrente dei suoi romanzi, ma non il solo. Non è difficile ritrovare nella sua bibliografia infatti il ritorno a casa, solitamente tragico o dai tratti ridicoli, l’impossibilità o la forte difficoltà nel trovare un posto ragionevole in una società sempre sull’orlo della follia e l’attesa salvifica di un messia, nella maggior parte dei casi tuttavia inadeguato o addirittura blasfemo. La sua personale filosofia narrativa trova concretezza in una scrittura che non segue la punteggiatura convenzionale, ma si caratterizza per frasi costruite in maniera ipnotica e ossessiva. Non a caso George Szirtes, suo traduttore inglese, ha definito il suo stile «un flusso di lava» non per la fluidità, ma per la stratificazione fatta di deviazioni e pensieri secondari che lo alimentano.
I riconoscimenti della carriera e i libri usciti anche in Italia

Oltre al già citato Satantango, adattato in un film omonimo da Béla Tarr, Bompiani ha pubblicato altri sei romanzi della bibliografia del Nobel per la Letteratura 2025 László Krasznahorkai. Nel 2018 è uscito infatti Melancolia della resistenza, che la critica ha considerato il suo secondo miglior lavoro in carriera. L’anno successivo è arrivato in Italia Il ritorno del barone Wenkeim, mentre nel 2020 è stata la volta di Guerra e guerra, fra le opere predilette dai suoi appassionati. Nel 2021 è uscito Seiobo è discesa quaggiù, mentre l’anno dopo è stato pubblicato Herscht 00769. Infine, per ultimo, è arrivato in Italia Avanti va il mondo. Grazie alla sua ricca bibliografia, Krasznahorkai si è aggiudicato nel 2015 l’International Man Booker Prize, curiosamente un anno prima di Han Kang, vincitrice del Nobel lo scorso anno. Nel 2017 è stato finalista dello Strega Europeo.
