Che cosa ha detto Orbán sulla guerra in Ucraina e le sanzioni alla Russia

Dopo l’udienza in Vaticano, Viktor Orbán si è trattenuto all’Hotel Minerva di Roma, dove ha parlato con la Repubblica prima di dirigersi a Palazzo Chigi per incontrare Giorgia Meloni. Il premier ungherese ha affrontato il tema delle sanzioni americane sul petrolio che penalizzano l’Ungheria, annunciando la volontà di cercare una soluzione alternativa. Critico verso Bruxelles, Orbán ha ribadito la sua linea di scontro con l’Unione Europea, già manifestata con il veto su diverse decisioni a favore di Kyiv: «L’Unione non conta nulla. E presto sarò da Trump per risolvere il problema delle sanzioni al petrolio».

Orbàn: «Trump sbaglia sulla sanzioni alla Russia»

Riguardo alle misure statunitensi sul greggio russo, Orbán ha dichiarato: «Stiamo ragionando su come costruire un sistema sostenibile per l’economia del mio Paese, perché l’Ungheria dipende moltissimo dal petrolio e dal gas russo. Senza di loro, i prezzi dell’energia andranno alle stelle, provocando delle carenze nelle nostre scorte». Ha poi aggiunto: «Dal punto di vista ungherese, sì», rispondendo a chi gli chiedeva se Trump avesse commesso un errore, «e dunque cercheremo di trovare una via d’uscita, soprattutto per l’Ungheria». In vista del colloquio con Meloni, il premier ha precisato che il confronto sarà incentrato sull’economia europea, «perché sulla guerra in Ucraina resta ben poco da fare». E ha spiegato: «Abbiamo appaltato agli americani e ai russi la possibilità di risolvere questa guerra. Purtroppo, non abbiamo un ruolo. L’Europa è totalmente fuori dai giochi».