L’Italia rimane sopra la media Ue per rischio di povertà

Nel 2024 l’Italia continua a mostrare condizioni di benessere economico inferiori alla media europea. Secondo il rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes) diffuso dall’Istat, il rischio di povertà nel Paese è pari al 18,9 per cento, contro il 16,2 per cento della media Ue. Anche la disuguaglianza del reddito netto resta più elevata (5,5 contro 4,7 per cento). Negli ultimi dieci anni la povertà assoluta è cresciuta dal 6,9 al 9,8 per cento, con un picco nel 2022 dovuto all’inflazione, mentre la povertà relativa e la deprivazione materiale restano sostanzialmente stabili.

Cosa dice il rapporto Bes su casa, lavoro, istruzione e salute

Sul fronte abitativo, l’Italia registra un sovraccarico dei costi più basso della media europea (8,2 per cento Ue contro 5,1 nazionale), così come minori difficoltà nel far fronte alle spese mensili. Il tasso di occupazione, però, resta tra i più bassi del continente: 67,1 per cento, quasi nove punti sotto la media Ue, e solo il 57,4 per cento tra le donne. Elevata anche la quota di lavoro part-time involontario (8,5 contro 3,2 per cento Ue). Il livello di istruzione resta inferiore: solo il 31,6 per cento dei giovani tra 25 e 34 anni è laureato (44,1 per cento Ue) e il 66,7 per cento ha un diploma di scuola superiore (80,5 per cento Ue). Sul piano della salute, l’Italia si conferma in posizione favorevole con una speranza di vita di 83,4 anni – oltre due in più rispetto alla media europea – e un basso tasso di omicidi (0,6 ogni 100mila abitanti). Complessivamente, un terzo degli indicatori Bes migliora, mentre il 39 per cento resta stabile.