A più di 30 anni dalla scomparsa del magistrato romano Paolo Adinolfi, potrebbero emergere novità decisive. Dall’alba del 13 novembre, infatti, un’ampia operazione di scavo è in corso sotto la Casa del Jazz, in via Cristoforo Colombo, area che un tempo apparteneva a Enrico Nicoletti, ritenuto il cassiere della Banda della Magliana, e poi confiscata alla criminalità organizzata. Non sono stati diffusi dettagli sui nuovi elementi che hanno spinto a riaprire il caso, ma l’ipotesi investigativa è che i resti del magistrato possano trovarsi proprio sotto la struttura.

La scomparsa di Paolo Adinolfi il 2 luglio del 1994
Paolo Adinolfi, 52 anni, da poco nominato giudice della Corte d’Appello dopo una lunga esperienza nella sezione Fallimentare del Tribunale di Roma, era scomparso il 2 luglio 1994. Quella mattina, uscendo di casa in via della Farnesina, aveva detto alla moglie Nicoletta che sarebbe rientrato per pranzo, ma non fece mai ritorno. L’auto venne trovata poco dopo al Villaggio Olimpico, mentre diverse testimonianze lo avrebbero collocato su un autobus e nei giorni precedenti accanto a un giovane non identificato negli uffici giudiziari di piazzale Clodio. Nel corso degli anni, le indagini – poi archiviate – avevano toccato anche i casi Fiscom e Ambra Assicurazioni, procedimenti in cui compariva Nicoletti. Per questo, fin dall’inizio, si era ipotizzato che il magistrato potesse essere stato ucciso e nascosto in una proprietà del cassiere della banda, la stessa area dove si stanno concentrando gli scavi.
