La possibilità del riscatto della laurea ai fini di avere una futura pensione più corposa oppure di abbreviare i requisiti che consentono di uscire prima dal lavoro, deve tener conto delle regole sui titoli di studio a disposizione. Le norme previdenziali stabiliscono che si possano valorizzare tutti i titoli universitari, i diplomi di specializzazione e i dottorati di ricerca. Le ulteriori specifiche sono da considerare entrando nel dettaglio dei titoli stessi. Per esempio, cosa bisogna fare per i titoli di studio conseguiti all’estero? In casi come questo è necessario verificare cosa preveda il ministero dell’Istruzione e del Merito per la valorizzazione dei relativi corsi di studio. Ecco, quindi, quali sono i titoli, anche di laurea, per i quali si può fare domanda di riscatto e a cosa serve la contribuzione accreditata una volta raggiunta l’età giusta per la pensione.
Regole riscatto laurea, quali titoli di studio servono?

I contribuenti intenzionati a procedere con il riscatto del titolo di laurea per aspirare a migliori condizioni di pensionamento, anche anticipato, devono considerare i periodi di studio per i quali le regole previdenziali ne consentano la valorizzazione. Infatti, possono richiedere il riscatto i contribuenti che abbiano conseguito il titolo a ciclo unico, di tre anni, o le lauree specialistiche e magistrali. Sono inclusi nella possibilità di riscatto anche i diplomi di specializzazione, come quelli dei medici specializzanti. Inoltre, si possono valorizzare anche i dottorati di ricerca, purché non siano già coperti dalla contribuzione. Si può richiedere il riscatto del titolo anche quando lo stesso sia stato conseguito all’estero. La condizione essenziale per la relativa domanda è che la laurea sia stata riconosciuta dal ministero dell’Istruzione e del Merito in base a quanto prevede la Convenzione di Lisbona e il decreto del Presidente della Repubblica numero 189 del 2009.
Quali titoli non valgono: regole del riscatto laurea 2025
Tra i titoli non riscattabili ai fini della contribuzione utile per la pensione, si elencano tutti i master erogati sia dalle università pubbliche che da quelle private. Fanno eccezione gli Mba conseguiti all’estero che, il più delle volte, sono equiparabili a una laurea magistrale conseguita in Italia. Inoltre, è da includere nella possibilità di riscatto anche il diploma negli Istituti di alta formazione artistica e musicale (Afam), purché si tratti di titolo conseguito nel vecchio ordinamento.
Per quali pensioni è utile riscattare gli anni di studio?

Una volta effettuato il riscatto del titolo di laurea, il richiedente ha a disposizione un numero di anni di contribuzione aggiuntivo corrispondente a quello del corso legale utile al conseguimento del titolo stesso. La maggiore contribuzione può essere fatta valere per maturare più velocemente i requisiti per la pensione anticipata, conseguibile con 42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini e con 41 anni e dieci mesi di contributi per le donne fino al 31 dicembre 2026, prima dell’incremento di tre mesi nel biennio 2027-2028. Ulteriori vantaggi contributivi grazie al riscatto della laurea si possono ottenere anche per:
- le quote 100 e 102 (per chi avesse raggiunto i requisiti rispettivamente entro fine 2021 e 2022);
- la quota 103 del 2025;
- l’uscita anticipata dei lavoratori precoci con 41 anni di contributi.
