Dalla Maturità 2026 cambia in modo sostanziale il colloquio orale, che viene riorganizzato attorno a un impianto più disciplinare e meno aleatorio. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha definito il nuovo modello insieme alle materie della seconda prova, fissando regole valide per tutti gli indirizzi, con l’obiettivo dichiarato di rendere l’esame più chiaro e valutabile.
Come cambia la maturità: l’orale su quattro discipline

Il colloquio orale non partirà più da un documento da commentare. Al suo posto, l’esame si svolgerà su quattro discipline, individuate ogni anno dal Ministero entro gennaio, insieme alle materie della seconda prova ed eventualmente della terza prova scritta per alcuni indirizzi.
La prova serve a verificare l’apprendimento in ciascuna materia, ma anche la capacità dello studente di collegare le conoscenze, argomentare in modo critico e dimostrare autonomia e maturità. Nel giudizio complessivo peseranno anche l’impegno scolastico, le attività extracurricolari coerenti con il percorso di studi e le azioni considerate particolarmente meritevoli. Per il Liceo classico le materie sono Italiano, Latino, Storia e Matematica; allo Scientifico Italiano, Matematica, Storia e Scienze naturali; al Linguistico Italiano, prima e seconda lingua straniera e Scienze naturali; alle Scienze umane Italiano, Scienze umane, lingua straniera e Storia dell’arte. Chi arriva allo scrutinio finale con sei in condotta deve discutere anche un elaborato su cittadinanza attiva e solidale, assegnato dal Consiglio di classe. L’elenco completo delle materie dell’orale è stato pubblicato sul sito del Ministero dell’Istruzione.
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Nuova commissione e punteggio
La riforma interviene anche sulla commissione d’esame: una commissione ogni due classi, composta da cinque membri — un presidente esterno, due commissari esterni e due interni — con una formazione specifica prevista per i commissari. Cambiano anche le regole sul punteggio finale: per chi raggiunge almeno 90 punti, la commissione può assegnare un’integrazione fino a tre punti. I Pcto vengono inoltre ridenominati formazione scuola-lavoro, per sottolineare il legame tra scuola e mondo del lavoro.
