Soldi: parecchi. Tempo: almeno un anno e mezzo per organizzare il concorso. Tra riunioni, contro-riunioni e affanni vari dei commissari e dell’unica superstite della cattedra che aspetta rinforzi da troppi mesi. E alla fine? Tutto buttato via. Pare abbiano ragione le serpi: il capo dipartimento dell’Università di Brescia vorrebbe rinunciare all’assunzione di un docente associato in Malattie respiratorie.

Il motivo l’abbiamo già scritto: non ha vinto il candidato designato, cioè il plenipotenziario primario degli Spedali civili, che ha ottenuto oltre 50 punti in meno rispetto agli altri due aspiranti al posto. Sì, cinquanta punti: un abisso, visto che di solito queste dinamiche si giocano sullo zero virgola.
Quanto è probabile la cancellazione della cattedra?
Tuttavia, dopo l’auto-defenestrazione del vincitore – ha primeggiato anche all’Humanitas di Rozzano e preferisce quella destinazione -, il secondo classificato non avrebbe la minima idea di rassegnarsi a un’eventuale cancellazione della cattedra, nonostante l’ipotesi sia prevista dal regolamento della facoltà. Ed è pronto a spedire una lettera al dipartimento in cui dichiara la volontà di assumere l’incarico a Brescia. Un atto cortese e formale per ribadire la sua disponibilità, che sarà all’ordine del giorno della riunione di dipartimento di mercoledì 4 febbraio. Cosa succederà quindi? Non si sa, ma il secondo classificato spera in un intervento in suo favore da parte del magnifico rettore Francesco Castelli.

L’altra grana: l’apertura di una seconda facoltà di Medicina
Le rogne per il concorso comunque non sono le uniche dell’università. C’è molta, moltissima, preoccupazione – praticamente disperazione – per una voce che gira da mesi: in città viene data ormai per certa l’apertura di una seconda facoltà di Medicina! Il punto esclamativo è più che lecito: come dicono i docenti della Statale, se dovesse succedere «saremmo spacciati».
Eh sì, perché la concorrenza arriverebbe nientemeno che dalla potentissima Fondazione Poliambulanza che, attualmente, ha già la facoltà di Infermieristica e che, nel caso, si appoggerebbe alla Cattolica. Sottraendo molti iscritti e altrettanti soldi all’Università di Brescia. La concorrenza sarebbe spietata e consentirebbe all’ospedale privato di non appoggiarsi, come sta facendo, ai medici del Civile.
Dietro questo disegno, secondo gli arcinemici, ci sarebbe l’ex rettore, ex responsabile della conferenza dei rettori delle università italiane, ex papabile candidato a sindaco di Brescia (lisciato dal Partito democratico), nonché commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana Maurizio Tira.

Potenziali conflitti d’interessi? Non segnalati
Oltre a mantenere la cattedra di Tecnica e pianificazione urbanistica all’Università di Brescia, infatti, il nostro è nel consiglio di amministrazione della Poliambulanza. Il suo incarico triennale, retribuito con 30 mila euro, è stato autorizzato dal direttore di dipartimento che deve valutare anche potenziali conflitti d’interessi. Evidentemente non li ha intravisti. La domanda (lecita) che si fanno in facoltà è la seguente: «Da rettore, Tira ha elaborato il piano strategico della Statale e ora cosa fa? Approva la convenzione fra Poliambulanza e UniCattolica per aprire Medicina?». Lo scopriremo presto.
