«Dopo aver lavorato tanto a Mediaset, guarda caso Ficarra e Picone si sono schierati per il no al referendum…», sussurra velenosamente un vecchio esperto dei corridoi di Cologno Monzese. In effetti il duo comico ha lasciato la conduzione di Striscia la notizia nel 2020, dopo 15 anni di collaborazione, tra voci di malumori, nonostante le smentite di rito. Di certo sarà un piccolo dispiacere per il loro ex amministratore delegato Pier Silvio e soprattutto per Marina Berlusconi (che è intervenuta sul Corriere della sera e poi addirittura in prima pagina su la Repubblica spingendo per il sì), sapere che Ficarra e Picone hanno deciso di partecipare attivamente alla campagna referendaria: venerdì 20 marzo i due interverranno all’incontro romano di chiusura al Palazzo dei Congressi con il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte. Saranno presenti anche Enzo Iacchetti, Neri Marcorè, Elio Germano, Pif, Stefano Sarcinelli e Francesco Paoloantoni. Non solo personaggi dello spettacolo, però: attesi Gustavo Zagrebelsky, Enrico Grosso, Marco Travaglio, Andrea Scanzi, Gianrico Carofiglio, Roberto Scarpinato, Federico Cafiero de Raho e Giuseppe Antoci.

Il no di Monti quasi quasi convince a votare sì
«Chissà perché Mario Monti ha voluto dire la sua sul referendum, annunciando il suo no», spiffera un suo vecchio amico. Già: sulle “colonne amiche” del Corriere della Sera il senatore a vita, e già presidente del Consiglio, ha tenuto a sottolineare, con tanto di richiamo in prima pagina, la sua intenzione di voto sul quesito referendario: «Lo faccio a tutela dello Stato di diritto. E non per punire il governo. Più poteri all’esecutivo mi preoccupano. Con la riforma si sposta l’equilibrio dei poteri. Pare uno smottamento, può diventare una frana». Eppure tutti sanno, specie da Milano in giù, che ogni dichiarazione di Monti non suscita grande empatia, per usare un eufemismo: il quasi 83enne Monti, maître à penser del potere meneghino, che indica il no come la scelta giusta, potrebbe far scattare la voglia di votare sì a qualcuno che non appartiene al suo côté…

Fermi tutti, c’è Delmastro al Quirinale
Pomeriggio di fuoco, lunedì 16 marzo, al Quirinale: è atteso il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove. Niente paura, nell’agenda del presidente della Repubblica Sergio Mattarella è in programma l’incontro con il capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e una rappresentanza della stessa polizia penitenziaria in occasione dell’anniversario numero 209 della costituzione del corpo. Con assoluto divieto di parlare dell’imminente referendum sulla giustizia…

Il Tg2 si becca la benedizione di Tajani e del papa
Grande celebrazione a Roma, al Maxxi, per il mezzo secolo di vita del Tg2. Una domenica spesa allegramente, tra il direttore del telegiornale Antonio Preziosi (in quota Forza Italia) e l’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi. Immancabile la presenza alla cerimonia del ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale nonché leader degli azzurri Antonio Tajani, anche perché in questi giorni deve presidiare la Farnesina, che si trova sull’altra sponda del Tevere, a pochi minuti di distanza: «Il Tg2 svolge un ruolo prezioso. Non soltanto con il suo telegiornale, ma anche con le sue rubriche. Mi viene in mente quella sull’Europa che mi sta molto a cuore», è stata la sua fondamentale dichiarazione. Ha anche voluto continuare: «La mattina seguo sempre tutti i telegiornali, in particolare il Tg2. Ha avuto direttori autorevolissimi, da Clemente Mimun a Enrico Mentana (ma qui Tajani si sbaglia, perché “Chicco mitraglia” ha fatto solo il vicedirettore, prima di passare a Mediaset, ndr). Ricordo con affetto anche il grande Giovanni Masotti che ci ha lasciati poco tempo fa. Eravamo compagni di università». Tajani è nato nel 1953, Masotti era del 1951. E quest’ultimo da pensionato aveva scelto Viterbo anche per dare vita alla testata online La Mia Città News, come editore e direttore. Intanto, nella mattinata di lunedì, a mezzogiorno nell’agenda di papa Leone ecco proprio i festeggiamenti in Vaticano per il Tg2. Sì, in effetti Preziosi ha proprio bisogno di una benedizione…
Leggo festeggia i 25 anni: chi c’era (e chi no)
Un quarto di secolo: i festeggiamenti del quotidiano Leggo, caro ad Azzurra Caltagirone (il giornale è edito dal gruppo caltagironesco), sono stati celebrati nella serata di domenica 15 marzo a Roma, nel Teatro Brancaccio. È l’ultimo esemplare di free press sopravvissuto con copie stampate e distribuite: una prova di resistenza che è stata salutata con affetto dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri e da messaggi presidenziali, dal Quirinale con Sergio Mattarella e da Palazzo Chigi con Giorgia Meloni. Banca del Fucino era visibilissima all’evento, con il presidente Mauro Masi. Si notava l’assenza di un ex direttore, ossia Davide Desario, per impegni a Londra. Ma i vip c’erano in sala, anche perché «a un invito della manager Diamara Parodi Delfino non si può dire di no», sibila qualcuno. Presente, naturalmente, l’ex top manager Rai Giancarlo Leone, il marito di Diamara: i due nel 2017 hanno fondato assieme Q10 Media, agenzia di consulenza e comunicazione.








