Famiglia nel bosco, La Russa riceverà i genitori Nathan e Catherine in Senato

A pochi giorni dal referendum sulla riforma della giustizia, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha invitato la famiglia nel bosco per un incontro a Palazzo Madama. Nathan e Catherine Trevallion, i genitori a cui a novembre 2025 è stata tolta la potestà sui tre figli, che sono stati poi trasferiti in una comunità, saranno ricevuti mercoledì 18 marzo. All’inizio del mese il tribunale aveva disposto l’allontanamento della madre dalla casa famiglia dove ci sono i tre bambini. Una decisione presa in base alle relazioni degli assistenti sociali sugli atteggiamenti tenuti dalla donna in occasione degli incontri con i figli alla presenza delle assistenti. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio aveva inviato un’ispezione che si svolgerà martedì 17 marzo.

Il Pd attacca: «Il governo usa la vicenda in vista del voto»

Intanto arrivano le prime critiche al governo per un’iniziativa che, secondo il senatore del Partito democratico Walter Verini, evidenzia la «faziosità» e lo «scarso rispetto per le istituzioni» del presidente del Senato. «Tutti abbiamo davvero profondo rispetto per la tragedia emotiva che stanno vivendo i bambini Travallion. Proprio per questo mai e poi mai avremmo pensato che qualcuno avesse usato la vicenda per bassi scopi elettorali in vista del referendum», ha aggiunto. Gli ha fatto eco Enza Rando, anche le senatrice del Pd: «Invitare i genitori della cosiddetta famiglia del bosco in Senato a tre giorni dal referendum, dopo mesi di campagna orchestrata dalla destra su questa vicenda per delegittimare il lavoro dei giudici che hanno solo applicato le leggi, è un atto grave e profondamente inopportuno». E ancora: «Il presidente del Senato dovrebbe svolgere una funzione di garanzia e di equilibrio istituzionale. Invece ancora una volta dimentica di essere la seconda carica dello Stato e sceglie di intervenire in modo plateale su una vicenda delicata, che riguarda decisioni dell’autorità giudiziaria e la tutela di minori. Le istituzioni non possono essere utilizzate per alimentare polemiche o per sostenere campagne politiche contro la magistratura, tanto più alla vigilia di un voto che riguarda proprio la giustizia».