Crosetto su Cingolani: «Sono i mercati a giudicare l’operato di un ceo, non la politica»

«La politica non giudica l’operato di un amministratore delegato. Sono i numeri, sono i mercati». Lo ha detto Guido Crosetto intervistato da il Foglio, rispondendo a una domanda sulla valutazione sull’operato del ceo di Leonardo, Roberto Cingolani, dato in uscita nel giro di ‌nomine delle società controllate dallo Stato. Con tale affermazione, di fatto, Crosetto prende le distanze dalla decisione di Giorgia Meloni (e del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari) di rimuovere l’ex ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica – lo fu nel governo Draghi – dalla guida del colosso della difesa.

Crosetto su Cingolani: «Sono i mercati a giudicare l’operato di un ceo, non la politica»
Roberto Cingolani e Guido Crosetto (Imagoeconomica).

Cingolani ha da poco annunciato un piano strategico quinquennale

Le azioni di Leonardo sono salite del 780 per cento dall’invasione russa dell’Ucraina: il mercato sta dunque premiando le scelte di Cingolani, in sella da maggio del 2023. Solo poche settimane fa il manager ha annunciato peraltro un piano strategico quinquennale che include investimenti in calcolo, intelligenza artificiale e cybersicurezza, oltre a un sistema ‌di difesa aerea multilivello noto come Michelangelo Dome.

I nomi in lizza per sostituire Cingolani alla guida di Leonardo

Per la sostituzione di Cingolani circolano quattro nomi: Lorenzo Mariani, ex condirettore generale di Leonardo e oggi numero uno di MDBA Italia; Gianpiero Cutillo, managing director della Divisione Elicotteri di Leonardo; Alessandro Ercolani, capo di Rheinmetall Italia; e Pierroberto Folgiero, amministratore delegato di Fincantieri. A proposito degli sviluppi sui nuovi vertici di Leonardo, Crosetto si è limitato a dire: «Mi occupo di difesa, non sono azionista di nulla. Sapete più voi di me». Il governo italiano, che detiene poco più del 30 per cento di Leonardo tramite il ‌ministero dell’Economia, deve presentare una lista ⁠di candidati per il cda entro il 13 aprile.

Cannes 2026, svelati i film in concorso

Presentata la 79esima edizione del Festival di Cannes in programma dal 12 al 23 maggio 2026. Il delegato generale Thierry Frémaux ha annunciato il programma e i titoli dei film in concorso, molti dei quali erano stati previsti e dati per certi già nelle precedenti settimane. Ad aprire la kermesse sarà La Vénus Électrique di Pierre Salvadori, commedia romantica ambientata nella Parigi del 1928 con Pio Marmai e Anaïs Demoustier. Nessun film italiano è presente nella selezione ufficiale e nemmeno nelle sezioni collaterali annunciate finora. Non accadeva dal 2017.

L’elenco dei film in concorso a Cannes 2026

Ecco l’elenco dei film in concorso per la Palma d’oro:

  • Minotaur di Andrey Zvyagintsev
  • El ser querido di Rodrigo Sorogoyen
  • The man I love di Ira Sachs
  • Fatherland di Pawel Pawlikowski
  • Moulin di Laszlo Nemes
  • Histoire de la nuit di Lea Mysius
  • Fjord di Cristian Mungiu
  • Notre salut di Emmanuel Marre
  • Gentle monster di Marie Kreutzer
  • Nagi notes di Koji Fukada
  • Hope di Na Hong-jin
  • Sheep in the box di Hirokazu Kore-eda
  • Garance di Jeanne Herry
  • The unknown di Arthur Harrari
  • All of a sudden di Ryusuke Hamaguchi
  • The dreamed adventure di Valeska Grisebach
  • Coward di Lukas Dhont
  • La bola negra di Javier Ambrossi e Javier Calvo
  • La vie d’une femme di Charline Bourgeois-Taquet
  • Parallel tales di Asghar Farhadi
  • Amarga Navidad di Pedro Almodóvar

L’elenco dei film fuori concorso a Cannes 2026

Questi invece i titoli fuori concorso:

  • Diamond di Andy Garcia
  • Her private hell di Nicolas Winding Refn
  • L’Abandon di Vincent Garenq
  • Karma di Guillaume Canet
  • L’Objet du delit di Agnes Jaoui
  • L’Âge de fer di Antonin Baudry
  • La Vénus électrique di Pierre Salvadori (film di apertura)

Il Nyt rivela l’identità dell’inventore del Bitcoin, ma il diretto interessato nega

Chi si cela dietro Satoshi Nakamoto, pseudonimo del fondatore del Bitcoin, la prima e più celebre delle criptovalute? A dare una risposta, dopo 17 anni di mistero, è il New York Times, che ha pubblicato una lunga inchiesta al riguardo: si tratterebbe di Adam Back, esperto informatico e di crittografia britannico, che però si è affrettato a smentire la “scoperta” del quotidiano statunitense.

Il Nyt rivela l’identità dell’inventore del Bitcoin, ma il diretto interessato nega
Una statua dedicata a Satoshi Nakamoto ad Hanoi (Ansa).

La lunga inchiesta del New York Times

L’inchiesta del Nyt è durata un anno. Al setaccio, tra le altre cose, centinaia di email scambiate nei primi giorni del Bitcoin dal programmatore finlandese Martti Malmi con Satoshi Nakamoto. Il quotidiano spiega poi che Back e il suo possibile alter ego «erano coinvolti nei Cypherpunks, gruppo di anarchici nato nei primi Anni 90 che voleva utilizzare la crittografia, ovvero l’arte di proteggere le comunicazioni tramite codice, per proteggere gli individui dalla sorveglianza e dalla censura governativa». Satoshi Nakamoto, in seguito, avrebbe progettato il Bitcoin seguendo – praticamente alla lettera – le intuizioni e le indicazioni di Back su una valuta elettronica in grado di impedire l’interferenza dei governi nelle transazioni finanziarie. Le coincidenze non finiscono qui. Back, che ha un dottorato in sistemi informatici distribuiti (quale è il Bitcoin), ha ideato Hashcash, sistema basato sulla risoluzione di puzzle statistici: la combinazione con un’altra idea di denaro elettronico chiamata b-money, proposta da un altro membro dei Cypherpunk, fu il modello usato da Satoshi per creare il Bitcoin. Inoltre il New York Times ha raccolto gli archivi di tre mailing list su Internet frequentate dai Cypherpunks: la scrittura usata da Back è risultata la più vicina a quella di Satoshi, che è scomparso dal 2011 dai forum online e nelle discussioni tra sviluppatori. E nei tre anni precedenti, in cui era stato particolarmente attivo, aveva smesso di scrivere proprio Back.

La smentita di Back: «Non sono io Satoshi»

«Non sono io Satoshi Nakamoto», ha scritto su X Back, che ha 55 anni ed è amministratore delegato della società di blockchain Blockstream: «Fin dall’inizio ero fortemente concentrato sulle implicazioni positive della crittografia per la società, sulla privacy online e sul denaro elettronico. Ma le prove presentate dal New York Times sono una combinazione di coincidenze e di espressioni simili usate da persone con esperienze e interessi analoghi».

L’attore Mario Adorf morto a 95 anni: recitò in oltre 200 film

È morto all’età di 95 anni Mario Adorf, attore svizzero che ha recitato in decine di film polizieschi, noir e d’autore italiani tra gli Anni 60 e 70, tra cui Milano calibro 9 di Fernando Di Leo e L’uccello dalle piume di cristallo di Dario Argento. La notizia è stata confermata dal suo manager. Tra gli interpreti di lingua tedesca più conosciuti e amati in Germania e all’estero, Adorf ha recitato in oltre 200 film per il cinema e televisione. Ha lavorato con illustri registi tra i quali Sam Peckinpah, Dario Argento, Luigi Comencini, Carlo Mazzacurati, Franco Rossi, Wolfgang Staudte, Edgar Reitz, Billy Wilder, Claude Chabrol e Sergio Corbucci. Tra le pellicole girate in Italia figurano A cavallo della tigre (1961) di Luigi Comencini e La mala ordina di Fernando Di Leo (1972), uno dei numerosi film del genere poliziesco girato a Cinecittà.

Neonato dormiva tra rifiuti e droga a Roma, uomo arrestato

AGI - Un neonato di 15 giorni trovato dalla polizia locale di Roma Capitale in condizioni critiche tra droga e rifiuti. La madre è stata denunciata mentre il compagno della donna è agli arresti domiciliari. Ad intervenire gli agenti del Reparto N.A.E. (Nucleo Assistenza Emarginati) del VII Gruppo Appio della polizia locale su delega della procura.

I primi accertamenti sono stati effettuati presso l'abitazione di residenza nel VII Municipio, dove si riteneva potesse trovarsi il minore, sottratto dalla madre al personale sanitario subito dopo la nascita, impedendogli così di effettuare le necessarie terapie e i controlli post-partum. A seguito dell'esito negativo delle verifiche non essendo stata riscontrata la presenza di alcuna persona nell'abitazione, gli agenti hanno proseguito le indagini, individuando un ulteriore possibile domicilio nel IV Municipio.

Il neonato nudo tra rifiuti e calcinacci

Dopo diversi appostamenti, gli operatori sono intervenuti nell'appartamento individuato, dove hanno trovato il neonato: dormiva su un materasso poggiato su un pavimento sporco, completamente nudo, coperto solo da una copertina e circondato da rifiuti, masserizie, calcinacci e muffe derivanti dall'intonaco deteriorato delle pareti.

Nell'appartamento 5 chili di droga

Nel corso della perquisizione, all'interno dell'abitazione è stata rinvenuta un'ingente quantità di sostanze stupefacenti, nello specifico marijuana e hashish. Il materiale, sottoposto ad analisi presso il Reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri, è stato quantificato in circa 5 chili netti, con una percentuale di principio attivo pari al 18%, per un valore stimato tra i 60 mila e i 70 mila euro, sufficiente al confezionamento di 7.914 dosi.

Ai domiciliari un 49 rumeno per spaccio

Considerata la notevole quantità di droga e la presenza di materiale per il taglio e il confezionamento, anch'esso sottoposto a sequestro insieme a una somma di denaro e a diverso materiale informatico, un uomo di 49 anni, di nazionalità romena, è stato arrestato e posto a disposizione dell'autorità giudiziaria con l'accusa di detenzione illegale di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. In sede di udienza di convalida dell'arresto e del sequestro, per l'uomo è stata disposta la misura degli arresti domiciliari presso la propria abitazione (diversa dal luogo dell'arresto), in attesa del processo con rito direttissimo previsto per il mese di maggio.

Il neonato è ora in una struttura ospedaliera

La sua compagna, nonché madre del minore, un'italiana di 31 anni, è stata denunciata. Il neonato, ancora in fase di allattamento, è stato affidato alle cure dei sanitari presso una struttura ospedaliera neonatologica, in attesa dei provvedimenti dell’autorità giudiziaria minorile.

Caso Equalize, chiesto il processo per Enrico Pazzali

La procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per Enrico Pazzali, ex presidente di Fondazione Fiera Milano ed ex titolare dell’agenzia investigativa Equalize, accusato di associazione per delinquere e altri reati per il caso delle presunte cyberspie e dei dossieraggi con accessi abusivi in banche dati. Allo stesso tempo, i pm milanesi hanno chiuso un secondo maxi filone di indagini a carico di 81 indagati a vario titolo per associazione per delinquere, intercettazioni illegali, intrusione in sistemi informatici di rilevanza pubblica, corruzione per la cessione di dati riservati e calunnia. La seconda tranche ha al centro i presunti clienti di Equalize, tra i quali figurano Leonardo Maria Del Vecchio, uno dei figli del fondatore di Luxottica, Fulvio Pravadelli, ex manager di Publitalia, Stefano Speroni, capo dell’ufficio legale di Eni, e Giacomo Tortu, fratello del velocista Filippo, e Cosimo Di Gesù, generale della Gdf.

Tra gli spiati anche Bobo Vieri, Corona e Ricky Tognazzi

Tra i nomi delle persone “spiate” attraverso presunti accessi abusivi alle banche dati ci sono anche Bobo Vieri, ex attaccante della Juve, dell’Inter e della Nazionale, l’ex re dei paparazzi Fabrizio Corona, la blogger Selvaggia Lucarelli e Ricky Tognazzi, attore, regista, produttore e primo figlio di Ugo.

Documentario su Regeni, Giuli fa un passo indietro

Nuovo capitolo nel caso dei mancati fondi statali al documentario Giulio Regeni – Tutto il male del mondo, pellicola che dopo essersi aggiudicato il Nastro d’argento per la legalità, verrà anche proiettata al Parlamento europeo. Respinto per ben due volte dalla commissione “selettivi” del ministero della Cultura, il docufilm potrebbe ora rientrare in corsa per i finanziamenti previsti dal tax credit (su cui pesa, va detto, il drastico taglio dei fondi a disposizione). Lo ha reso noto il titolare del MiC Alessandro Giuli.

Giuli: «Nessuna censura, rappresentazione priva di fondamento»

Chiamato dalle opposizioni in Parlamento a spiegare le ragioni della bocciatura – a favore di altri progetti oggettivamente meno meritevoli dell’attenzione del pubblico – Giuli si è smarcato dalle accuse di aver “censurato” il documentario: «È una rappresentazione priva di fondamento: il tragico caso di Regeni ha una rilevanza politica, sociale e culturale che prescinde da qualsiasi prodotto audiovisivo lo riguardi». Giuli ha poi spiegato di non condividere «né sul piano ideale né su quello morale» la scelta della Commissione, aggiungendo che tuttavia il ministero «non può intervenire senza violare il principio di terzietà».

Il MiC si aspetta «le dovute dimissioni degli esperti» responsabili della bocciatura

Non è finita qui: come ha spiegato la sottosegretaria Lucia Borgonzoni, che ha la delega sul cinema ed è l’unica rimasta al ministero dopo l’uscita di Gianmarco Mazzi e Vittorio Sgarbi, il Collegio Romano è al lavoro per una proposta di revisione complessiva del sistema delle commissioni. Inoltre, ha aggiunto, il MiC si aspetta «le dovute dimissioni degli esperti responsabili di tali valutazioni». In risposta alla decisione di escludere l’opera dai finanziamenti, il docufilm – uscito come evento al cinema il 2, 3 e 4 febbraio – verrà riproposto al pubblico in oltre 60 sale in tutta Italia.

“Il Parkinson lo freghiamo così…”. Vincenzo Mollica invita a non arrendersi alla malattia (Video)

AGI - In occasione della Giornata Mondiale del Parkinson di sabato 11 aprile, Fondazione LIMPE per il Parkinson ETS diffonde un video messaggio che vede protagonisti il giornalista e scrittore Vincenzo Mollica e il suo neurologo, Massimo Marano.

Mollica invita a non arrendersi al Parkinson 

Un confronto autentico, lontano da ogni formalismo, che è un invito a non arrendersi alla malattia e a guardare con fiducia alla ricerca. “Mi arrangio, con alti e bassi, ma il bicchiere è sempre mezzo pieno”, racconta Mollica, che da alcuni anni convive con questa malattia, raccontando una quotidianità fatta di fatica ma anche di ottimismo.      

Ogni giorno il giornalista può contare sul sostegno della moglie Rosa Maria, “una medicina fondamentale”, e su una convinzione chiara: la volontà e la determinazione sono parte integrante della cura.

"Il Parkinson lo freghiamo così"

Il video mette in luce anche l’importanza della relazione medico-paziente, oggi sempre più orientata a un percorso condiviso che integra terapie, attività fisica, stili di vita salutari e ascolto reciproco.     Proprio il movimento, infatti, emerge come uno degli strumenti quotidiani più efficaci per contrastare il peggioramento dei sintomi della malattia: “Il Parkinson lo freghiamo così”, dice Marano.

Il video di Vincenzo Mollica 

L'importanza della ricerca sul Parkinson 

Un impegno quotidiano che, come conferma Mollica, può tradursi in piccoli miglioramenti capaci di fare la differenza.    Accanto alle riflessioni sulla vita con il Parkinson, Mollica dedica un pensiero al valore della ricerca e di chi la rende possibile. “Sono benefattori dell’umanità”, dice Mollica, riferendosi a chi ogni giorno contribuisce a far avanzare la conoscenza sul Parkinson.

Un richiamo all’impegno della Fondazione LIMPE per il Parkinson nel promuovere studi, informazione e supporto ai pazienti. 

Il 'decalogo Parkinson' 

  Accanto al messaggio di Vincenzo Mollica, Fondazione LIMPE per il Parkinson presenta il decalogo "Parkinson: 10 cose da sapere" che aiuta la popolazione a riconoscere i segnali precoci della malattia e suggerisce comportamenti quotidiani che favoriscano la salute del cervello.

I segnali ignorati della malattia 

Il decalogo richiama l’attenzione su alcuni sintomi iniziali spesso ignorati - come disturbi del sonno con sogni molto vividi, perdita dell’olfatto, stitichezza persistente, tremore o rigidità - e invita ad adottare abitudini che possono favorire un migliore benessere neurologico, come l’attività fisica.    

I numeri del Parkinson in Italia e nel mondo 

 Oggi il Parkinson riguarda oltre 6,5 milioni di persone nel mondo e circa 300.000 solo in Italia, rappresentando la seconda malattia neurodegenerativa più diffusa dopo l’Alzheimer. La Giornata Mondiale del Parkinson diventa quindi un momento essenziale per sensibilizzare, informare e sostenere chi vive questa condizione. "Il nostro impegno, giorno dopo giorno, è quello di favorire la diagnosi precoce e di garantire che le persone con Parkinson non siano mai sole nel loro cammino", dichiara Michele Tinazzi, presidente di Fondazione LIMPE per il Parkinson ETS

 

Petacciato, la frana non si muove. Riaperti due tratti dell’A14

AGI - "Dalle ultime valutazioni geotecniche sta emergendo che in pratica la frana di Petacciato non si sta muovendo, e questo ci consente di prendere decisioni precise sulla riapertura anche solo parziale di autostrada e ferrovia. Insomma, per fortuna, dobbiamo rivedere lo scenario iniziale che prevedeva chiusure per settimane se non per mesi. E questa è una prima buona notizia". Lo dice, in una intervista al Corriere della Sera, il capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano.

Fs ha già annunciato ieri che dalle ore 6 di domani mattina verrà progressivamente riattivata la circolazione ferroviaria sulla linea Adriatica, lungo la tratta Pescara-Foggia, ma con una riduzione cautelativa della velocità. Per gli interventi di ripristino sono al lavoro oltre 60 tecnici di Rete Ferroviaria Italiana e Imprese Appaltatrici. Nel corso della giornata di venerdì e fino al completo ripristino della capacità dell'infrastruttura, i treni potranno subire ritardi, modifiche o cancellazioni.

 

 

Riapertura parziale di autostrada e ferrovia

"Stiamo pensando alla riapertura di una sola carreggiata dell'autostrada A14 con un senso unico alternato - spiega ancora Ciciliano - mentre sul fronte ferroviario, sulla linea Adriatica, a una riduzione della frequenza del movimento treni a lunga percorrenza e comunque con una limitazione della velocità".

Tempi degli interventi e strada statale 16

Quanto alla definizione di tempi degli interventi, "c'è bisogno di una valutazione tecnica complessiva che ancora non c'è. E quindi non posso fare previsioni precise. Se il ripristino anche parziale dell'A14 e della ferrovia sono elementi di grande interesse strategico, è anche vero che la strada statale 16 Adriatica rimarrà chiusa a causa del ponte crollato a Trigno. Per ricostruirlo ci vorranno sei-sette mesi". Proprio per alleggerire la circolazione stradale, aggiunge Ciciliano, "ho chiesto al ministro Bernini affinché solleciti i rettori delle quattro università della zona a organizzare la didattica a distanza: sarebbero 15mila studenti in meno in macchina".

Impatto sul turismo e assistenza ai senzacasa

Sul fronte delle ripercussioni sul turismo, "c'è una preoccupazione legittima. Ho sentito che anche il neo ministro Mazzi è intervenuto sulla situazione. Una riapertura precoce della circolazione potrebbe attenuare l'impatto sul turismo che altrimenti sarebbe devastante. La stagione balneare potrebbe però risultare compromessa per la chiusura della statale: bisognerà trovare alternative di viabilità locale, anche se la ripresa dei treni regionali e Intercity porterà vantaggi importanti". E "non bisogna dimenticare l'assistenza alle cinquanta persone senza casa a Petacciato che sono destinatarie di un provvedimento di sgombero".

Quanto agli interventi sulla frana, "c'era un progetto esecutivo per la realizzazione di opere idrauliche con pozzi di emungimento per drenare l'acqua. Adesso bisognerà capire se sarà sufficiente una variante di progetto o ci vorrà un progetto nuovo".

Riaperti in mattinata due tratti dell'A14

Poco prima delle 12.15 di oggi sono stati riaperti sulla A14 Bologna-Taranto i tratti compresi tra Vasto Sud e Termoli in direzione Bari e tra Poggio Imperiale e Vasto Sud in direzione Pescara. Lo rende noto Autostrade per l'Italia in una nota.

Dalla giornata di ieri, si legge, oltre 100 persone e 40 mezzi di Autostrade per l'Italia sono stati impegnati, anche durante la notte, nelle attività di ripristino e messa in sicurezza della carreggiata Nord. Nel dettaglio, sono stati eseguiti lavori di consolidamento del rilevato autostradale e di rifacimento della pavimentazione. Contestualmente sono state condotte ispezioni approfondite sui dispositivi di sicurezza, in particolare sulle barriere laterali e sullo spartitraffico.

E' proseguita inoltre l'attività di monitoraggio attraverso la sensoristica installata sulla rete e con l'impiego di mezzi speciali, come il by-bridge, che hanno consentito ai tecnici di verificare sul posto le condizioni dell'infrastruttura. Secondo quanto riferito da Aspi, la riapertura al traffico è stata resa possibile dall'installazione di una corsia in deviazione lungo la carreggiata nord, dove la circolazione è ora garantita sia verso Pescara sia verso Bari con una corsia per senso di marcia. I lavori, prosegue la nota, sono stati effettuati a partire dal pomeriggio di ieri, anche in accordo con gli organi preposti che ne hanno autorizzato l'esecuzione, alla luce degli ultimi esiti del monitoraggio del fronte franoso.

Le attività di messa in sicurezza da parte della task force di Aspi continueranno nelle prossime ore per consentire la riapertura anche della carreggiata sud in tempi brevi. "Voglio ringraziare tutte le persone di Autostrade per l'Italia che, grazie alla loro determinazione, hanno consentito la riapertura dell'infrastruttura in tempi record, consentendoci di restituire agli utenti una via di collegamento indispensabile e strategica per il territorio e per l'intero Paese" afferma Arrigo Giana, Amministratore delegato del Gruppo Aspi. "Questo risultato è stato ottenuto con il coordinamento del Governo e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in sinergia con la Protezione civile". 

 

 

Annullato l’arresto di Hannoun, attivista palestinese accusato di aver finanziato Hamas

La Corte di Cassazione ha annullato l’arresto di Mohammad Hannoun, l’attivista palestinese che a dicembre 2025 era stato arrestato assieme ad altre sei persone con l’accusa di aver finanziato Hamas con l’associazione da lui fondata (Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese). La Corte ha rinviato alla sezione del tribunale del Riesame di Genova la decisione sull’ordinanza di custodia cautelare sia per Hannoun, sia per le altre tre persone che erano rimaste in carcere. Il tribunale del Riesame è l’organo che si occupa di validare o annullare le misure cautelari, e Genova è la città in cui Hannoun viveva dal 1983. In attesa della decisione, resterà in carcere a Terni.

Legali soddisfatti: «Provato solo l’invio di aiuti umanitari»

Il collegio difensivo degli indagati nell’inchiesta della Procura di Genova ha espresso soddisfazione per la decisione della quinta sezione della Cassazione. In attesa delle motivazioni, hanno scritto i legali in una nota, «pare evidente che il tribunale dovrà riconsiderare le posizioni degli indagati per i quali era stato provato solo l’invio a Gaza di aiuti alimentari e di denaro destinato ad attività umanitarie di sostegno alla popolazione civile».