Cento anni fa il ‘Norge’ di Nobile sorvolò il Polo Nord per la prima volta

AGI - A un secolo di distanza da una delle imprese più audaci della storia del volo, l'Aeronautica Militare celebra il centenario della spedizione del dirigibile "Norge". Era il 10 aprile 1926 quando l'aeronave N-1, con a bordo l'ingegnere Umberto Nobile a capo di un equipaggio internazionale tra cui gli esploratori Roald Amundsen e Lincoln Ellsworth, partì dalla base di Ciampino (Roma) per raggiungere - dopo un viaggio di 13mila km attraverso l'Europa e il Mar Glaciale Artico - le Isole Svalbard e da lì compiere il primo sorvolo del Polo Nord.

Per onorare la ricorrenza, l'Aeronautica Militare organizza martedì 14 aprile, nell'Auditorium Visconti di Palazzo Aeronautica, il convegno "Il volo del Norge 1926: Nobile al Polo Nord", evento che mira a delineare il ruolo storico dell'Aeronautica Militare e della Difesa nelle spedizioni polari e nelle attività di ricerca scientifica in area artica e antartica, evidenziandone il contributo tecnologico e istituzionale, alla presenza di personalità del mondo militare, politico e scientifico. I lavori saranno articolati su quattro panel tematici che vedranno il contributo di illustri accademici, giornalisti ed esperti internazionali. L'incontro rientra nell'ambito di una due giorni di iniziative a carattere scientifico, culturale e divulgativo realizzate in collaborazione tra l'Aeronautica Militare, il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e il Gruppo Prada nell'ambito del progetto Sea Beyond, condotto in partnership con la Commissione oceanografica intergovernativa (Coi) dell'Unesco. L'obiettivo comune è quello di valorizzare l'eredità del generale Nobile e far conoscere la storia e le esplorazioni polari di cui il nostro Paese è stato protagonista in questi cento anni.

Digitalizzazione degli archivi e protezione degli ecosistemi

L'occasione rappresenta anche un momento significativo per sensibilizzare l'opinione pubblica sui temi della preservazione degli ecosistemi fragili. Si parte lunedì 13 con la giornata di studi "Umberto Nobile: memorie di aria e fuoco", presso la sede centrale del Cnr a Roma, un convegno scientifico organizzato da Cnr e Aeronautica Militare nell'ambito del quale sarà presentata la piattaforma documentale digitale integrata dedicata agli archivi di Umberto Nobile (custoditi dall'Aeronautica e dal Comune di Lauro). Un progetto di digitalizzazione e ricerca che svela documenti inediti, ricostruendo il legame indissolubile tra scienza, esplorazione e divulgazione.

Mostre fotografiche e dialogo tra passato e presente

Sempre il 13 aprile, alle 17:30, sarà inaugurata al Museo Storico dell'Aeronautica Militare a Vigna di Valle (Roma), la mostra fotografica "Due sguardi sull'artico a confronto" curata dal fotografo e climate artist Enzo Barracco, aperta al pubblico fino al 31 maggio 2026. Il progetto unisce passato e presente in un dialogo tra gli scatti in bianco e nero della spedizione di Nobile, custoditi negli archivi dell'Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, e le fotografie di Barracco, realizzate nel 2025 durante una spedizione in Alaska e Circolo Polare Artico.

Il cambiamento climatico e il monito della foresta

Nel pomeriggio del 14 aprile, alle 17:30, sempre a Palazzo Aeronautica, è in programma la presentazione del libro fotografico "The Fight of the Forest: Alaska" di Enzo Barracco: una conversazione alla presenza dell'autore, di Lorenzo Bertelli, head of corporate social responsibility del Gruppo Prada, di Francesca Santoro, senior programme officer della Coi dell'Unesco. Il volume documenta la mutazione dei territori già solcati dal "Norge", trasformando la memoria dell'impresa di Nobile in un monito attuale sul cambiamento climatico. Per l'occasione, le sale storiche di Palazzo Aeronautica saranno allestite con una selezione di scatti in mostra anche a Vigna di Valle.

Cede il ‘braccio’ di una gru: morti due operai a Palermo

AGI - Crolla una gru a Palermo e due operai perdono la vita. È accaduto stamattina in via Marturano, non lontano dalla via Ammiraglio Rizzo. Un terzo operaio sarebbe invece ferito.

Le vittime Daniluc Tiberi e Najahi Jaleleddine, rispettivamente di 50 e 41 anni stavano lavorando a un palazzo su un cestello sorretto da una gru, precipitando su una pensilina di un negozio di pneumatici.

Il ferito sarebbe un impiegato del negozio di pneumatici. Sul posto i vigili del fuoco e personale del 118 assieme ad agenti della polizia di stato.

La dinamica dell'incidente sul lavoro a Palermo 

Secondo una prima ricostruzione dei vigili del fuoco, giunti sul posto alle 11.20, i due operai lavoravano su una gru utilizzata nei lavori di ristrutturazione di un palazzo e sarebbero precipitati a seguito della rottura di un braccio del mezzo che sorreggeva il cestello.

Una terza persona, un uomo di 34 anni, che lavorava nel negozio di pneumatici sottostante  è ricoverato per un trauma cranico all'ospedale di Villa Sofia. Si sarebbe salvato proprio grazie a pneumatici che avrebbero attutito il peso del cestello precipitato.

"Palermo si ferma". Il cordoglio del sindaco 

"Palermo oggi si ferma, si raccoglie e si unisce nel dolore. La tragedia avvenuta oggi in via Ruggero Marturano colpisce nel profondo l’intera comunità palermitana. Due lavoratori hanno perso la vita mentre svolgevano il proprio lavoro, in un contesto che dovrebbe essere sempre sinonimo di dignità, sicurezza e tutela. A loro va il nostro pensiero più commosso e rispettoso". E' il cordoglio del sindaco di Palermo, Roberto Lagalla.

"A nome della città di Palermo esprimo il più sincero cordoglio alle famiglie delle vittime, alle quali ci stringiamo con affetto e partecipazione autentica in questo momento di dolore incolmabile", prosegue il sindaco. 

 "Desidero, inoltre, rivolgere un pensiero al lavoratore rimasto ferito - aggiunge - attualmente ricoverato in gravi condizioni: a lui va il nostro augurio più forte di pronta guarigione, insieme alla vicinanza ai suoi familiari che stanno vivendo ore di angoscia. Non è accettabile che si continui a morire mentre si lavora. Il rispetto della vita deve essere sempre la priorità assoluta. Da questo dolore deve nascere un impegno ancora più forte affinché tragedie come questa non si ripetano mai più".

La Uil: "Emergenza nazionale" 

La segretaria generale della Uil Sicilia, Luisella Lionti, esprime "profondo cordoglio" per la terribile tragedia avvenuta questa mattina in via Ruggero Marturano, a Palermo, dove due operai hanno perso la vita precipitando da una gru mentre lavoravano.

"Siamo di fronte all’ennesima drammatica conferma – dice Lionti – di quanto la sicurezza nei luoghi di lavoro continui a essere una vera emergenza nazionale. È inaccettabile che si possa morire mentre si lavora. Ogni vita spezzata è una ferita per tutti noi e un richiamo alla responsabilità di istituzioni e imprese. Bisogna investire in prevenzione, formazione e controlli continui, perché dietro ogni numero ci sono persone e famiglie".

La Uil Sicilia si stringe alle famiglie delle vittime e chiede che venga fatta piena luce sulle cause dell’incidente. "Serve una svolta concreta e immediata – conclude la segretaria - affinché la sicurezza non resti solo una parola nei protocolli ma diventi realtà quotidiana per ogni lavoratore".

La Cgil si mobilita a Palermo 

"Siamo molto amareggiati, l’ennesima gravissima strage di operai a Palermo. Non si può più accettare una situazione del genere. Proprio ieri in un cantiere siamo intervenuti per rimproverare rendere alcuni operai che lavoravano senza imbracatura. Questo è lo spaccato del settore delle costruzioni, che negli ultimi anni non abbiamo mai smesso di denunciare a gran voce, queste sono le condizioni di insicurezza in cui lavorano i nostri operai edili". Lo dice il segretario generale Fillea Cgil Palermo, Piero Ceraulo, che aggiunge: "L’ennesimo operaicidio nella nostra città ci dice a chiare lettere che questa tragedia senza fine sta diventando una piaga sociale".

"Vanno individuate subito le responsabilità, senza vie di fuga per i colpevoli. Valuteremo anche con le altre sigle sindacali iniziative di mobilitazione e di confronto con le istituzioni. Ma la politica in tutto questo che fa? Cosa aspetta il governo, sia regionale che nazionale, per intervenire subito con norme più stringenti in materia di salute e sicurezza? Esprimiamo solidarietà alla famiglia e siamo immediatamente disponibili a intervenire in supporto ai familiari", conclude Cerauolo. 

Anche la Cgil Sicilia, con il segretario confederale Francesco Lucchesi, esprime cordoglio. "Formazione, controlli anche dei mezzi e degli strumenti di lavoro, tutte cose che continuano a mancare in Sicilia”, dice Lucchesi. La Cgil chiede "l’immediata convocazione dell’osservatorio regionale su salute e sicurezza" e annuncia per il 6 maggio una propria iniziativa sull’argomento. Non ci stancheremo di batterci – aggiunge l’esponente sindacale – perché questa scia di sangue si arresti. Nonostante le denunce sindacali e gli incidenti che si verificano in continuazione, si continua a procedere a rilento con le verifiche. Si contano in tutta la regione meno di un centinaio di ispettori e questa è una lacuna che va colmata quanto prima".

L'appello della Cisl Palermo Trapani

"Siamo avviliti, stanchi, con un dolore immenso e con il pensiero rivolto ai familiari, ai colleghi di questi due lavoratori morti in un modo assurdo e inaccettabile, e al terzo ferito. Non riusciamo a comprendere come un’emergenza nazionale di questa portata, che ogni giorno conta feriti e spesso, come accaduto oggi anche vittime, non sia la priorità per tutti, come dovrebbe essere invece la tutela della salute e della vita dei lavoratori. Siamo dell’idea che un’emergenza come questa vada combattuta con strumenti emergenziali". Lo affermano la segretaria generale Cisl Palermo Trapani Federica Badami e il segretario generale Filca Cisl Palermo Trapani Francesco Danese, dopo aver appreso del grave incidente sul lavoro accaduto stamani a Palermo in via Marturano, il crollo del braccio meccanico della gru.

"Il bilancio del gravissimo incidente poteva anche essere ancora più tragico. Devono essere chiarite le responsabilità, perché - aggiungono - non possiamo più accettare che accadano questi gravissimi incidenti e che ci siano, anche oggi, famiglie che non vedranno più i loro cari fare ritorno dal lavoro".

"Controlli a tappeto sull’uso dei dispositivi di sicurezza, l’applicazione delle normative e dei giusti contratti che tutelano i lavoratori, un maggior numero di ispettori, una costante programmazione sul tema della prevenzione e della formazione rivolte sia ai lavoratori che ai datori di lavoro, un impegno comune tra le istituzioni e parti sociali per fermare la scia di sangue. Serve tutto questo, ma oggi non riusciamo a dire altro, oggi a Palermo a piangere è tutto il mondo del lavoro", concludono i segretari.

Il cordoglio di Renato Schifani 

"Esprimo il cordoglio di tutto il governo regionale, e il mio personale, alle famiglie dei due operai deceduti questa mattina a Palermo, mentre lavoravano alla ristrutturazione di un palazzo. Si tratta, purtroppo, di un'ennesima tragedia che evidenzia ancora una volta quanto sia importante garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro. Su questo tema è massima l'attenzione dell'esecutivo regionale al fianco dei sindacati e delle forze dell'ordine, nonostante i nostri Ispettorati del lavoro siano decisamente sotto organico". Lo afferma il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani. 

"Per questo lo scorso dicembre abbiamo avviato la procedura per selezionare 52 nuove unità di personale, tra ispettori del lavoro e funzionari ispettivi, nell'ottica del rafforzamento della nostra azione e del ricambio generazionale. La procedura  - assicura Schifani - va avanti, gli uffici stanno lavorando alla costituzione delle commissioni esaminatrici e contiamo di disporre dei nuovi ispettori nel più breve tempo possibile".

 

 

 

Il rebranding dell’Università Pegaso argento ai Transform awards Europe

La nuova identità visiva di Università Pegaso, ateneo digitale del Gruppo Multiversity, ha vinto la medaglia d’argento ai Transform awards Europe 2026, tra i più autorevoli riconoscimenti internazionali dedicati al branding, nella categoria Best visual identity from the education sector. A firmare il progetto è FutureBrand che ha accompagnato l’ateneo in un percorso che ha tradotto in modo chiaro e lineare la visione di un’università accessibile, innovativa e capace di rispondere alle esigenze del presente.

L’ateneo conferma il proprio ruolo nel panorama nazionale e internazionale della formazione

Al centro del rebranding il cavallo alato, simbolo storico di Pegaso, oggi ripensato con linee essenziali e dinamiche, che esprimono apertura, dinamicità e orientamento al futuro. La nuova visual identity si inserisce in una più ampia strategia di sviluppo dell’ateneo, con l’obiettivo di rafforzarne il posizionamento nel panorama dell’education digitale, e traduce in modo efficace la missione dell’Università Pegaso, orientata alla creazione di opportunità e alla diffusione di un modello formativo vicino alle esigenze delle persone. Ogni anno i Transform awards Europe premiano i progetti più significativi nel campo dello sviluppo e della gestione del brand, riconoscendo le migliori realizzazioni in termini di qualità progettuale, coerenza e impatto. Con questo risultato, Università Pegaso conferma il proprio ruolo nel panorama nazionale e internazionale della formazione.

La nuova mina vagante dopo Claudia Conte, i retroscena sulle nomine e le altre pillole

Dopo anni di intensissima attività tra i politici, alla fine è arrivato il semaforo rosso per Claudia Conte, che ha reso nota a tutti la sua presunta relazione con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, scatenando un caso politico che ha messo in difficoltà il governo Meloni. Ma tra i corridoi del potere c’è ancora allarme, per «un’altra mina vagante in giro», si sente dire davanti a Palazzo Chigi. Già, perché da tempo si agita una scalpitante presenza a Roma, che chiede incontri diretti ai ministri, con alcune nette somiglianze nei metodi che evocano la “strategia Claudia Conte”. Viene persino definita «bellissima e vistosissima, molto più di CC». Di sicuro ha più follower sui social (oltre il triplo, e la giornalista ciociara sfonda comunque la soglia dei 300 mila), ma la stessa implacabile attitudine al collezionismo di selfie col potente di turno. Fatto sta che le antenne sono alzate al massimo livello da parte delle potenziali “vittime”. Dopo gli scandali scoppiati attorno a Maria Rosaria Boccia e Claudia Conte, è pronto a esploderne un altro a breve? Intanto è arrivata la giornata di venerdì, e nella romana piazza del Popolo è andata in scena la festa della polizia di Stato, con la presenza del titolare del Viminale, Matteo Piantedosi, alla sua prima uscita pubblica dall’inizio della vicenda Conte, sulla quale l’ex capo di gabinetto di Matteo Salvini non ha ancora detto una parola.

La nuova mina vagante dopo Claudia Conte, i retroscena sulle nomine e le altre pillole
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Monteduro, l’Enel e la «Chiesa che soffre»

Sta facendo molto discutere la nomina di Alessandro Monteduro nel consiglio di amministrazione di Enel. Fedelissimo del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, è il suo capo di gabinetto. Nel curriculum, Monteduro sottolinea il ruolo svolto come direttore della fondazione internazionale di diritto pontificio “Aiuto alla Chiesa che soffre”. È il modo in cui spiega l’incarico che preoccupa molti: «Cura le attività di fundraising incrementando la raccolta progressivamente di oltre il 200 per cento, sviluppa le attività di advocacy a livello nazionale e sovranazionale collegate alla tutela della libertà religiosa, struttura relazioni consolidate con le più alte gerarchie della Chiesa cattolica, incontra sistematicamente i rispettivi vescovi nelle diverse diocesi italiane, partecipa a conferenze nazionali e internazionali nella veste di relatore, organizza eventi di sensibilizzazione dalla eco mondiale, visita ripetutamente le aree di maggiore sofferenza per le comunità cristiane, Egitto, Iraq, Siria, Pakistan, Venezuela, Sri Lanka, Burkina Faso, Libano, Ucraina, sviluppando una relazione strutturata con i principali rappresentanti delle Chiese locali». Insomma, con l’Enel tutto questo cosa c’entra?

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Alfredo Mantovano e Alessandro Monteduro (foto Imagoeconomica).

Belloni, l’ennesima sconfitta

Era stata candidata al Quirinale, ma un fuoco di sbarramento ha bloccato ogni ambizione. Con Ursula von der Leyen tutti sanno com’è finita, dopo pochi mesi di collaborazione. Di cariche importanti ne sono sfumate tante, all’improvviso. Ora si parlava di lei per la presidenza dell’Eni, ma alla fine a vincere la partita è stata Giuseppina Di Foggia, che così lascia il posto di ad di Terna a favore di Pasqualino Monti. A Elisabetta Belloni non ne va bene una. E tanti si chiedono: «Ma davvero Matteo Renzi è così potente da riuscire a stopparla sempre? Oppure è la stessa Belloni che ci mette del suo?».

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Fiorini all’Eni. Aveva bocciato il film su Regeni…

Promozione improvvisa per Benedetta Fiorini, che è stata catapultata nel consiglio d’amministrazione di Eni. L’ex deputata di Lega e Forza Italia, che si trovava nel cda di Enac, era diventata famosa qualche giorno fa in qualità di componente della commissione cinema del ministero della Cultura per la bocciatura del finanziamento del film dedicato alla tragedia di Giulio Regeni, ucciso in Egitto. E pochissimi giorni fa era apparsa una notizia: «Scoperto gas in Egitto. Stimati 56 miliardi di metri cubi. Eni ha scoperto gas e condensati in Egitto, a seguito della perforazione con successo del pozzo esplorativo Denise W1 nella concessione Temsah». Che strani intrecci offre a volte la cronaca politica…

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Benedetta Fiorini (foto Imagoeconomica).

Macron a Roma passeggia e… soccorre

Emmanuel Macron nei panni del buon samaritano. A Roma il presidente francese, tra un incontro e l’altro, un omaggio al beato Floribert Bwana Chui, il giovane congolese martire della Comunità di Sant’Egidio, una sosta nella basilica di Santa Maria in Trastevere, ha cercato di depistare il luogo dove cenare, optando alla fine per il ristorante di piazza del Popolo “Al Bolognese”. Macron voleva il bagno di folla, con selfie e saluti: ma passeggiando per via del Corso, ecco un anziano steso per terra. Accasciato su un gradino, ha avuto la fortuna di essere visto da Macron, che ha ordinato al suo staff di soccorrerlo. I suoi medici personali hanno impiegato un quarto d’ora a rimettere in sesto il malcapitato, e Macron lo ha salutato stringendogli la mano, tra le foto. Un prologo perfetto della visita a papa Leone XIV in Vaticano

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Trump e Starmer hanno discusso di opzioni militari per Hormuz

Il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato di aver discusso di «opzioni militari» per rendere nuovamente navigabile lo Stretto di Hormuz nel corso di una telefonata con il presidente americano Donald Trump. «Stiamo mettendo insieme una coalizione di Paesi, lavorando a un piano politico e diplomatico, ma anche valutando le capacità militari e la logistica per il transito effettivo delle navi attraverso lo Stretto», ha dichiarato Starmer, che si trova in visita in Qatar. Il premier ha anche ricordato al leader Usa la necessità di coinvolgere gli alleati del Golfo rispetto alle trattative con l’Iran sulla tregua tra Washington e Teheran. «Gli Stati del Golfo sono i vicini dell’Iran. Se il cessate il fuoco deve reggere, e ci auguriamo che regga, deve coinvolgerli. Hanno posizioni molto nette sullo Stretto di Hormuz».

Il comunicato di Downing Street: «Al centro dei colloqui un piano concreto per ripristinare il traffico marittimo»

Il contenuto della telefonata era stato anticipato, nella serata del 9 aprile 2026, in un comunicato diffuso da Downing Street: «Il primo ministro ha parlato con il presidente Trump dal Qatar questa sera. Il primo ministro ha illustrato le sue discussioni con i leader del Golfo e i responsabili della pianificazione militare nella regione sulla necessità di ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, nonché gli sforzi del Regno Unito per riunire i partner al fine di concordare un piano fattibile. Hanno convenuto che ora che è in vigore un cessate il fuoco e c’è un accordo per riaprire lo Stretto, siamo alla fase successiva di trovare una soluzione. I leader hanno discusso della necessità di un piano concreto per ripristinare il traffico marittimo il più rapidamente possibile. Hanno concordato che si parleranno di nuovo presto».

Audio di Sangiuliano a Report, archiviata l’inchiesta su Ranucci

È stata archiviata dal Tribunale di Roma l’inchiesta che vedeva indagati il conduttore di Report Sigfrido Ranucci e il giornalista Luca Bertazzoni per interferenze illecite nella vita privata, in relazione alla diffusione di un audio tra l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini, durante un servizio sul caso-Boccia.

Audio di Sangiuliano a Report, archiviata l’inchiesta su Ranucci
Federica Corsini e Gennaro Sangiuliano (Imagoeconomica)

Secondo la gip è stato esercitato il diritto di cronaca

Secondo la gip Rosamaria De Lellis «nel caso in analisi non vi è alcun elemento per ritenere che i giornalisti di Report fossero consapevoli del luogo in cui avveniva la conversazione privata, intercorsa tra i coniugi Sangiuliano-Corsini», mandata in onda l’8 dicembre 2024. La diffusione dell’audio, pertanto, si configura come «una condotta espressione del diritto di cronaca, rispettosa dei canoni di veridicità della notizia riportata, della continenza espositiva e dell’interesse pubblico».

Audio di Sangiuliano a Report, archiviata l’inchiesta su Ranucci
Maria Rosaria Boccia (Imagoeconomica).

Crans Montana. Il responsabile della sicurezza: “Eseguivo le direttive dei superiori”

AGI - L’attuale responsabile della sicurezza del Comune di Crans Montana, Baptiste Cotter, “ha risposto alle domande dei pm ma non a quelle degli avvocati, la sua è quindi una collaborazione a metà. Ha detto di essere arrivato solo nel 2024 e di avere svolto il suo compito facendo quello che gli chiedevano di fare senza avere il quadro generale della situazione”. Lo ha riferito all’AGI l’avvocato Fabrizio Ventimiglia presente all’interrogatorio a Sion di Cotter che è indagato per omicidio, lesioni e incendio, tutte ipotesi di reato a titolo colposo, nell’inchiesta sull’incendio al Le Constellation.

Crans Montana, gli sviluppi dell'inchiesta 

“L’indagato ha spiegato di non sapere dei ritardi nei controlli e ha ‘scaricato’ sul suo superiore che a questo punto chiederemo ai magistrati di sentire” ha aggiunto l’avvocato italiano che assiste come parte civile una ragazza rimasta gravemente ferita nell’incendio di Capodanno in cui persero la vita 41 persone.

Il sequestro dei cellulari 

I telefoni cellulari di Baptiste Cotter e Rudy Tissiéres, rispettivamente attuale ed ex responsabile alla sicurezza del Comune di Crans Montana, sono stati sequestrati dalla Procura Vallese. Lo riferisce all’AGI una fonte legale. I due sono indagati per omicidio, lesioni e incendio a titolo colposo nell’indagine della magistratura vallese sul rogo al ‘Le Constellation’.

La versione degli addetti alla sicurezza a Crans Montana 

Entrambi, secondo quanto riferito da chi era presente ai loro interrogatori, hanno scaricato le responsabilità su eventuali lacune nella gestione della sicurezza nel territorio comunale, locali compresi, sui loro superiori.

La strage di Capodanno a Crans Montana 

Il rogo scoppiato a Capodanno dentro al bar “Le Constellation” di Crans Montana, nel canton vallese in Svizzera ha causato la morte di 41 persone, in gran parte giovani. Sono in corso le indagini per accertare le responsabilità della strage. I principali indagati sono i coniugi proprietari del locale: Jacques Moretti e Jessica Maric accusati di non aver rispettato le norme sulla sicurezza. 

 

Incidente sul lavoro a Palermo, morti due operai caduti da una gru

Gravissimo incidente sul lavoro a Palermo, dove due operai sono morti dopo essere caduti dal carrello di una gru, che si è ribaltato. È successo in via Ruggero Marturano, all’incrocio con via Ammiraglio Rizzo, dove è in corso la ristrutturazione di un palazzo. Un terzo operaio si è invece salvato, per sua fortuna, finendo sui copertoni di un negozio di ricambio pneumatici. Un dipendente di questa attività è stato trasportato in ospedale con un trauma cranico. Sul posto i vigili del fuoco, i sanitari del 118 e gli agenti della polizia.

Le nomine calate dall’alto di Meloni e i rischi di una leader isolata nel suo fortino

Alla fine Roberto Cingolani è stato messo fuori da Leonardo. La notizia era nell’aria da settimane, ma fa comunque rumore, perché il manager ex ministro non è un burocrate di complemento: è uno con un profilo internazionale, capace di stare su qualsiasi palcoscenico senza fare figuracce, nonché capo della più grande industria della Difesa del Paese. Cosa che, in questi tempi di guerra, non è un dettaglio. D’accordo, ha un carattere spigoloso con tutti tranne che con i suoi favoriti, cui spiana con troppa disinvoltura le carriere. Ma defenestrarlo è stata una scelta politica, non industriale. Se, come auspicava Guido Crosetto, che di Leonardo è il ministro di riferimento, devono essere i numeri e il mercato a decidere, qui siamo agli antipodi. E si sa che le scelte di Palazzo travestite da scelte industriali hanno una storia che alla lunga non promette niente di buono.

Le nomine calate dall’alto di Meloni e i rischi di una leader isolata nel suo fortino
Le nomine calate dall’alto di Meloni e i rischi di una leader isolata nel suo fortino
Le nomine calate dall’alto di Meloni e i rischi di una leader isolata nel suo fortino
Le nomine calate dall’alto di Meloni e i rischi di una leader isolata nel suo fortino
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Le nomine calate dall’alto di Meloni e i rischi di una leader isolata nel suo fortino
Le nomine calate dall’alto di Meloni e i rischi di una leader isolata nel suo fortino

Manuale Cencelli e attenzione a soddisfare la propria tribù

Il resto dell’infornata nelle partecipate si è svolto come da copione. Manuale Cencelli in mano e spasmodica attenzione della maggioranza di governo ad accontentare i pretendenti della propria tribù. Nomi di provata fede in un giro di poltrone in cui contano solo gli equilibri di coalizione e l’osservanza dei requisiti di base: fedeltà personali e cambiali da riscuotere. Insomma, niente di nuovo sotto il sole, dove la tanto evocata meritocrazia resta quasi sempre in ombra. Poi, per carità, le prescelte saranno tutte persone brave e degne, ma non è questo il punto. Il problema, ovviamente, sta nel metodo.

Le nomine calate dall’alto di Meloni e i rischi di una leader isolata nel suo fortino
Guido Crosetto e Giorgia Meloni (foto Ansa).

Tutte queste aziende sono quotate in Borsa. Hanno grandi e piccoli azionisti, investitori istituzionali che non votano Fratelli d’Italia, il partito di Berlusconi o la Lega e che, quando vedono arrivare un nome calato dall’alto senza uno straccio di spiegazione, fanno due conti e tirano le loro conclusioni usando la sola arma in loro possesso: massiccio smobilizzo dei titoli e capitali che vanno altrove.

Nessuna spiegazione, nomine immotivate e inappellabili

Giorgia Meloni e il suo governo non hanno sentito il bisogno di spiegare nulla. Nessuna conferenza stampa o comunicato da cui si evinca una logica industriale nelle scelte. Le nomine sono arrivate come decreti del destino, immotivate e inappellabili, nella forma di uno scarno comunicato serale del Mef. Eppure questo è lo stesso governo che, a ogni occasione buona, recita il mantra del mercato e della concorrenza. Lo ha fatto con la voce grossa quando conveniva. Poi, quando le regole avrebbero imposto trasparenza e accountability che però non gli facevano comodo, si è girato dall’altra parte.

Le difficoltà di una quadra spartitoria che plachi gli appetiti

Si è visto nella vicenda Mps, dove si è trasformato da arbitro in giocatore con una disinvoltura che avrebbe fatto arrossire persino la dirigista Mediobanca dei tempi di Cuccia. E ancora bloccando Unicredit su Bpm con argomenti che hanno fatto inorridire gli stakeholders. E ora si ripete sui vertici delle partecipate, decisi all’ultimo minuto a riprova che (soprattutto) tra alleati trovare la quadra spartitoria che plachi gli appetiti di tutti è una fatica di Sisifo.

Le nomine calate dall’alto di Meloni e i rischi di una leader isolata nel suo fortino
Rocca Salimbeni, sede di Mps (Imagoeconomica).

Meloni si è chiusa ancora di più nel suo fortino

C’è chi legge questa invasività di Palazzo Chigi come una reazione alla botta del referendum, e l’ipotesi non è peregrina. Una sconfitta così netta lascia il segno, specie su una leader che ha costruito la sua immagine sull’essere invincibile. Il risultato, però, è paradossale: invece di aprirsi, di cercare un dialogo più largo, di ammorbidire i contorni di un profilo che il voto ha dimostrato non essere così granitico, Meloni si è chiusa ancora di più nel suo fortino.

Le nomine calate dall’alto di Meloni e i rischi di una leader isolata nel suo fortino
Giorgia Meloni (foto Imagoeconomica).

La sindrome da accerchiamento è una malattia antica della politica italiana. Ne hanno sofferto in tanti, da Bettino Craxi in poi, e non è andata bene a nessuno. Chi si convince di avere il mondo intero contro di sé finisce per vedere nemici anche dove non ci sono, stringendo il cerchio dei suoi fidi fino a soffocare tra sospetti e rancori.

Il mondo esterno trasformato in un perfido complotto da cui difendersi

È la comfort zone di Palazzo Chigi, che trasforma il mondo esterno in un perfido complotto da cui difendersi. Inizialmente, l’intento di Meloni era di confermare tutti gli ad delle partecipate, e lasciar sfogare le brame dei partiti sulle presidenze. La disastrosa sconfitta referendaria le ha fatto subito accantonare gli antichi propositi. Il mercato, nel frattempo, prende nota. Gli investitori stranieri guardano l’Italia e vedono un Paese in cui le partecipate vengono gestite come feudi, dove le regole valgono solo per gli altri e la discontinuità manageriale dipende dagli umori di chi sta al potere e non dai risultati di bilancio.

Un altro piccolo chiodo nella bara di una certa narrazione

Meloni aveva vinto le elezioni con un’idea semplice e potente: un governo che fa quello che dice, la coerenza come arma vincente. Ma quell’idea, che già aveva cominciato a vacillare nei mesi a venire, adesso fatica a reggere. E ogni nomina calata dall’alto senza una riga di motivazione è un piccolo chiodo nella bara di quella narrazione. Il fortino protegge, ma isola. E un leader isolato, prima o poi, smette di leggere la realtà, finendo per leggere solo se stesso.

Stop alla circolazione dei treni veloci tra Roma-Firenze nel fine settimana

AGI -  Stop alla circolazione dei treni veloci tra Roma e Firenze nel fine settimana fino a domenica pomeriggio. Prenderanno il via, infatti, dalla mezzanotte di questa sera gli interventi di attivazione del sistema Ertms (European Rail Traffic Management System) sulle linee Roma-Firenze Alta Velocità e convenzionale, con sospensione della circolazione fino alle ore 15 di domenica 12 aprile.

I treni e le tratte interessate ai lavori 

L’intervento, realizzato da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS), rappresenta un passaggio strategico per il potenziamento tecnologico della rete ferroviaria. Le attività interesseranno in particolare la tratta Orvieto–Settebagni, completando l’installazione del sistema ERTMS sull’intera direttrice AV Roma-Firenze.

L’investimento complessivo è di circa 147 milioni di euro, finanziati anche con fondi PNRR. Per consentire i lavori, la circolazione sarà sospesa: dalla mezzanotte di sabato 11 aprile alle ore 15 di domenica 12 aprile è prevista l'interruzione della tratta Rovezzano-Settebagni (Roma-Firenze AV); dalle ore 14 di sabato 11 aprile alle ore 5 di domenica 12 aprile ci sarà l'interruzione della tratta Orte-Roma Tiburtina (Roma-Firenze convenzionale).

Treni cancellati e linee alternative 

Durante il periodo dei lavori le linee Roma-Firenze AV e convenzionale non potranno essere percorse dai treni. Prevista una forte riduzione dei collegamenti con soluzioni di spostamento alternative percorrendo la linea Tirrenica. La circolazione riprenderà progressivamente dal pomeriggio del 12 aprile, con possibili allungamenti dei tempi di viaggio, e tornerà regolare da martedì 14 aprile.

Informazioni per i viaggiatori 

In considerazione delle possibili ripercussioni sul servizio, si invitano i viaggiatori a consultare i canali di infomobilità di Rfi e delle Imprese Ferroviarie. L’introduzione dell’Ertms consentirà un miglioramento dell’affidabilità, della regolarità della circolazione e della qualità del servizio, nell’ambito del più ampio piano di innovazione della rete ferroviaria nazionale.