Crans Montana. Il responsabile della sicurezza: “Eseguivo le direttive dei superiori”

AGI - L’attuale responsabile della sicurezza del Comune di Crans Montana, Baptiste Cotter, “ha risposto alle domande dei pm ma non a quelle degli avvocati, la sua è quindi una collaborazione a metà. Ha detto di essere arrivato solo nel 2024 e di avere svolto il suo compito facendo quello che gli chiedevano di fare senza avere il quadro generale della situazione”. Lo ha riferito all’AGI l’avvocato Fabrizio Ventimiglia presente all’interrogatorio a Sion di Cotter che è indagato per omicidio, lesioni e incendio, tutte ipotesi di reato a titolo colposo, nell’inchiesta sull’incendio al Le Constellation.

Crans Montana, gli sviluppi dell'inchiesta 

“L’indagato ha spiegato di non sapere dei ritardi nei controlli e ha ‘scaricato’ sul suo superiore che a questo punto chiederemo ai magistrati di sentire” ha aggiunto l’avvocato italiano che assiste come parte civile una ragazza rimasta gravemente ferita nell’incendio di Capodanno in cui persero la vita 41 persone.

Il sequestro dei cellulari 

I telefoni cellulari di Baptiste Cotter e Rudy Tissiéres, rispettivamente attuale ed ex responsabile alla sicurezza del Comune di Crans Montana, sono stati sequestrati dalla Procura Vallese. Lo riferisce all’AGI una fonte legale. I due sono indagati per omicidio, lesioni e incendio a titolo colposo nell’indagine della magistratura vallese sul rogo al ‘Le Constellation’.

La versione degli addetti alla sicurezza a Crans Montana 

Entrambi, secondo quanto riferito da chi era presente ai loro interrogatori, hanno scaricato le responsabilità su eventuali lacune nella gestione della sicurezza nel territorio comunale, locali compresi, sui loro superiori.

La strage di Capodanno a Crans Montana 

Il rogo scoppiato a Capodanno dentro al bar “Le Constellation” di Crans Montana, nel canton vallese in Svizzera ha causato la morte di 41 persone, in gran parte giovani. Sono in corso le indagini per accertare le responsabilità della strage. I principali indagati sono i coniugi proprietari del locale: Jacques Moretti e Jessica Maric accusati di non aver rispettato le norme sulla sicurezza.