Cos’è il Vishing, coppia truffata risarcita dalla banca: “Non ha attivato i sistemi di sicurezza”


Vittoria davanti all'Arbitro Bancario per la coppia veneta che a Fanpage.it, lo scorso agosto, aveva raccontato di essere rimasta vittima di vishing, perdendo tutti i propri risparmi. La banca dovrà risarcire metà della cifra sottratta. “I riferimenti, il numero verde della banca da cui è partita la chiamata e i dati anche molto personali condivisi con la vittima sono stati tali da metterla nelle condizioni di comunicare il codice necessario per effettuale il bonifico che poi ha svuotato il conto corrente -spiega l'avvocato della coppia-. L'autorità bancaria ha ritenuto che tutte quelle attività di sicurezza che la banca ha l'obbligo di garantire al correntista non sono state attivate”.
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Cos’è il Vishing, coppia truffata risarcita dalla banca: “Non ha attivato i sistemi di sicurezza”


Vittoria davanti all'Arbitro Bancario per la coppia veneta che a Fanpage.it, lo scorso agosto, aveva raccontato di essere rimasta vittima di vishing, perdendo tutti i propri risparmi. La banca dovrà risarcire metà della cifra sottratta. “I riferimenti, il numero verde della banca da cui è partita la chiamata e i dati anche molto personali condivisi con la vittima sono stati tali da metterla nelle condizioni di comunicare il codice necessario per effettuale il bonifico che poi ha svuotato il conto corrente -spiega l'avvocato della coppia-. L'autorità bancaria ha ritenuto che tutte quelle attività di sicurezza che la banca ha l'obbligo di garantire al correntista non sono state attivate”.
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“Ero schiavo della cocaina, ma qui mi sono ritrovato”: la vita in una comunità di recupero


Viaggio all'interno de La Rupe, comunità maschile per adulti con problemi di dipendenza, vicino Bologna. "Non è facile, ma senza aiuto non avrei capito certi meccanismi" racconta un ospite. Niente telefonini per il primo mese, uscite organizzate successivamente e rientro lento in società, passando per il lavoro in laboratorio e attività di gruppo. "Non ci sono cancelli, ogni giorno si sceglie di proseguire" spiegano i responsabili.
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Bologna, dentro la Casa Gialla che ospita i piccoli pazienti oncologici e i loro genitori


Attiva dal 1982, Ageop gestisce tre strutture non molto distanti dal Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna, nelle quali vengono accolti piccoli pazienti oncologici provenienti dall'estero o da altre regioni italiane e i loro genitori. Una di queste è la "Casa Gialla" di via Massarenti, un immobile che adesso l'associazione sta cercando di acquistare definitivamente dopo averlo rimesso a nuovo, nel 2015, grazie a un contratto "rent to buy". Serve un milione di euro per raggiungere l'obiettivo e continuare a garantire accoglienza e assistenza a chi ne ha davvero bisogno, mentre in occasione della tradizionale campagna "#LOTTOANCHIO" è stata lanciata anche un'altra raccolta fondi dedicata al giardino esterno. Obiettivo: 30mila euro.
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Modena, tensione e controlli nella pizzeria aperta di sera. Il titolare: “Sono sotto gli strozzini”


Erano circa cinquanta i clienti identificati ieri sera da Guardia di Finanza e Polizia Locale di Modena all'interno della Pizzeria Regina Margherita, aperta non solo per l'asporto nonostante i divieti. Il locale, fra gli aderenti della prima ora all'iniziativa di protesta "Io Apro", aveva già ricevuto sanzioni, anche nella sede di Bologna, e adesso dovrà restare chiuso per cinque giorni.
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Bologna, nella fabbrica di bolle di sapone più antica : “Inventammo noi il labirinto sul tappo”


A San Lazzaro di Savena, vicino Bologna, ha sede la Dulcop Spa, ditta specializzata nella produzione di bolle di sapone più importante d'Europa. Presente in 50 Paesi, dal 1957 è gestita dalla famiglia Melotti, oggi alla terza generazione in azienda, che nel tempo ha spostato l'attività dai dolciumi per bambini prima ai giocattoli di plastica e poi alle magiche bolle che continuano ad appassionare non soltanto i più piccoli, ma anche tantissimi adulti. Athos Melotti, padre dell'attuale amministratore delegato, è stato l'inventore del famoso labirinto con la pallina sul tappo dei tubetti.
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Raffaele, la sindrome di Treacher Collins e gli insulti continui: “Offeso anche dai professori”


Nato con una rara malattia che provoca malformazioni al viso, oltre che problemi di udito e di respirazione, Raffaele Capperi è un 26enne della provincia di Piacenza, vittima per anni di bullismo e di insulti a causa della patologia. Per tantissimo tempo si è tenuto tutto dentro, arrivando persino a pensare al suicidio. Ma nel 2019 ha deciso di reagire, mettendosi in gioco su Tik Tok, dove oltre a tanti riscontri positivi, riceve però ancora insulti e messaggi di odio. "Meglio disabili che ignoranti -dice-. Il mio motto? Siate gentili"
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India, agricoltori contro la riforma del governo, i Sikh d’Italia: “Nessuno ne parla”


Jowarar Singh, responsabile della comunicazione della comunità Sikh in Italia, racconta a Fanpage.it cosa sta succedendo ormai da due mesi nel suo Paese di origine: "Milioni di agricoltori protestano per una riforma che punta a privatizzare un settore alla base dell'economia indiana". I media nazionali non entrano nel merito delle proteste, mentre quelli stranieri, spiega il giovane portavoce che vive in provincia di Piacenza, non ne parlano abbastanza. "La protesta riguarda tutti, senza distinzione di religione o di Stato". Manifestazioni anche in Italia, dopo l'imponente sciopero nazionale in India di qualche settimana fa.
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Maria Grazia Pinna, la prima donna arbitro in Italia: “In campo col rossetto, ho aperto la via”


Nel febbraio del 1979 Maria Grazia Pinna, all'epoca 36enne vedova con due figli originaria della Sardegna ma toscana d'adozione, ha fatto l'esordio da arbitro in una partita di calcio: è la prima donna in Italia ad indossare la divisa nera. "Ho dovuto scontrarmi con molti pregiudizi -racconta a Fanpage.it-. Sono contenta che oggi ci siano altre donne arbitro riconosciute a livello internazionale. Forse un po' è anche merito mio"
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Pedofilia e satanismo nel Modenese: dopo 23 anni l’incontro fra padre e il figlio sottratto


Federico Scotta, in carcere per undici anni per le accuse di pedofilia e satanismo nell'ambito dell'inchiesta sui cosiddetti "Diavoli della Bassa Modenese", è finalmente riuscito a riabbracciare suo figlio Nik. "Solo grazie a questo pensiero sono riuscito ad andare avanti" ammette l'uomo, nella speranza di poter rivedere anche le altre due figlie strappate nel 1997 malgrado la carenza di prove oggettive. Il Tribunale di Ancona ha respinto la prima richiesta di revisione del processo, ma Scotta è pronto a farne nuovamente richiesta.
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