“Non è stata pagata per fare sesso, è uno stupro”: parla l’avvocato della vittima di Genovese


Alberto Genovese, l'imprenditore digitale arrestato per violenza sessuale, ha raccontato ai giudici di aver pagato per fare sesso la 18enne che lo ha denunciato. Il legale della ragazza, Luigi Liguori, a Fanpage.it smentisce categoricamente e ricorda: "Una violenza è una violenza. Se la mia assistita fosse stata una prostituta questo non avrebbe comunque consentito a Genovese di ridurla in quel modo".
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Il ginecologo morto a Milano si è suicidato: la conferma dall’autopsia


Il ginecologo Stefano Ansaldi non è stato ucciso, ma si è suicidato simulando un omicidio. I dubbi degli investigatori si sono concentrati sull'arma del delitto (un coltello senza impronte digitali) e sui guanti in lattice indossati dalla presunta vittima. Ma la svolta è arrivata con l'autopsia. Ancora sconosciuti i motivi del gesto del ginecologo campano 65enne, arrivato a Milano in treno per togliersi la vita.
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Caso Genovese, l’avvocato della ragazza stuprata: “Una follia parlare di innamoramento”


Alberto Genovese aveva "la percezione" di amare la 18enne violentata, descritta da Daniele Leali come una tossicodipendente. Lo aveva detto al suo amico vocalist e lo ha poi messo a verbale davanti agli inquirenti. Per il legale della vittima, contattato da Fanpage.it, parlare di innamoramento "è una follia" che potrebbe nascondere una precisa strategia "Di che amore parliamo? La ragazza era come una bambola, assente". Intanto dall'avvocato Luigi Liguori partono due querele per Leali.
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Ginecologo ucciso a Milano, tutti i misteri sulla sua morte: la verità potrebbe essere scomoda


Il corpo del dottor Stefano Ansaldi è stato trovato con un profondo taglio alla gola sotto un ponteggio in via Macchi, a poca distanza dalla stazione Centrale di Milano, nel tardo pomeriggio di sabato. Il ginecologo campano era in città da alcune ore e aveva solo il biglietto di andata. Sono tante le cose che non quadrano, a partire da quel guanto di lattice indossato dalla vittima.
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“Genovese ha torturato la mia cliente per 20 ore”. Il racconto dell’avvocato della vittima


"La mia assistita è stata torturata per 20 ore. Una violenza inaudita. Mentre leggevo il fermo di Alberto Genovese mi sono dovuto bloccare e prendere aria, perché era troppo". Sono le parole dell'avvocato Luigi Liguori, nuovo difensore della 18enne violentata da Alberto Genovese durante una festa avvenuta il 10 ottobre scorso a casa dell'imprenditore 43enne. Il legale ha raccontato a Fanpage.it lo stato della sua cliente, vittima di una "vera e propria turtura" e ha negato l'esistenza di un presunto accordo economico tra le parti: "Non c'è nessun accordo e non c'è stato un avvicinamento da parte dei legali di controparte".
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Il caso Genovese non fa paura: le feste private a Milano continuano e sfidano anche il Covid


I party privati a Milano vanno avanti in case esclusive, alberghi di lusso compiacenti e club aperti di nascosto. Qualcuno ha perfino la postazione col dj. "Il Covid non ha fermato proprio niente, figuriamoci il caso Genovese", racconta a Fanpage.it un imprenditore che conosce bene la notte milanese e i suoi eccessi. Non più 200 persone ma poche decine, tutti a ballare vicini senza mascherina, come se il Covid non esistesse.
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Caso Genovese, parla la modella delle feste private: “Ho visto anche vescovi tra sesso e cocaina”


Non ci sono solo le feste di Alberto Genovese a Milano: l'Italia è piena di party esclusivi e segreti a cui partecipano anche vescovi, professionisti e calciatori. Lo racconta a Fanpage.it Giulia Napolitano, una giovane fotomodella che da anni lavora come ragazza immagine per feste private in tutto il Paese. "Ho visto preti mettere in fila ragazze nude cosparse di cocaina, ristoratori pagare 18enni per guardare porno assieme. Se faccio i nomi mi ammazzano".
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Caso Alberto Genovese, parla il suo bodyguard: “Ognuno fa quel che vuole in casa propria”


Simone Bonino conosce i segreti delle feste di Alberto Genovese, durante le quali aveva il compito di presidiare la camera da letto impedendo a chiunque di entrare. Anche la sera del 10 ottobre scorso, quando l'imprenditore digitale avrebbe stuprato una ragazza di 18 anni, era in servizio davanti alla porta. "Non ho sentito le urla, sarei intervenuto. Quando l'indagine sarà finita racconterò tutto in un libro".
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