Bimbo di 15 mesi muore per aver ingoiato cocaina

AGI - Quella che la scorsa estate era apparsa come una tragedia inspiegabile, una fatalità, si è rivelata essere in realtà un caso di omicidio. Il bambino di soli 15 mesi deceduto lo scorso agosto a Vasto (Chieti), in Abruzzo, non è morto per cause naturali o per un banale incidente domestico.

A ucciderlo è stata un'intossicazione acuta causata dall'ingestione di cocaina trovata all'interno della sua abitazione. Per questo la madre del bimbo è indagata per omicidio colposo e dovrà affrontare anche l'imputazione per false informazioni al pubblico ministero.

Le prime indagini e le ipotesi iniziali

Durante i primi interrogatori sull'accaduto, infatti, la madre avrebbe evitato di riferire ai magistrati della presenza della droga all'interno della casa. Quando la madre portò il piccolo in ospedale, le prime ipotesi si erano concentrate su un possibile soffocamento dovuto all'ingestione di un corpo estraneo o, in alternativa, alla cosiddetta sindrome della morte in culla.

Gli accertamenti successivi e la scoperta della droga

Gli accertamenti successivi (con l'abitazione sequestrata dall'Autorità giudiziaria) hanno portato alla luce la presenza della sostanza stupefacente letale lasciata in casa, in un punto facilmente raggiungibile dal bambino di poco più di un anno. Le indagini vanno avanti.

Valanga in Valle d’Aosta: morto uno scialpinista, un altro ferito

AGI - Nuova tragedia in montagna: a Punta Leysser, in Valle d'Aosta, a quota 2550 metri, una valanga ha travolto cinque scialpinisti.

In tre sono rimasti illesi e sono riusciti a dare l'allarme mentre gli altri due sono stati estratti dopo un po' di tempo con un'operazione di recupero resa davvero difficile dalle proibitive condizioni meteo. Un uomo, che era stato estratto in gravissime condizioni, è deceduto in Pronto Soccorso mentre l'altro ferito è in fase diagnostica in condizioni non gravi. 

Il soccorso a terra in condizioni estreme

Il vento forte, la scarsa visibilità hanno impedito agli uomini del soccorso alpino valdostano di far alzare in volo un elicottero. Si è deciso di intervenire con una squadra di sole otto persone, per non mettere a rischio un equipaggio completo. Con gli sci i soccorritori hanno raggiunto il luogo della valanga e si sono messi all'opera per recuperare i due scialpinisti che sin dal primo momento si sono presentati in condizioni più preoccupanti.

L'intervento dell'elicottero e il recupero dei feriti

Nel frattempo un'altra squadra era già pronta a intervenire in caso di necessità, mentre col passare delle ore le condizioni meteo e la visibilità sono migliorate, anche il vento si è attenuato e l'elicottero ha potuto raggiungere Punta Leysser e recuperare i feriti che sono stati trasferiti nel più vicino pronto soccorso. L'uomo che versava in condizioni gravi non ce l'ha fatta, l'altro è in fase di valutazione.

 

Domenico non avrà un nuovo trapianto di cuore. “Sua madre sa che non ce la farà”

AGI - Non ci sarà un trapianto di cuore per il piccolo Domenico. Il parere negativo è arrivato e non c'è alternativo. "La mamma è rassegnata all'idea che il figlio non ce la farà" sono le parole definitive del legale della famiglia, l'avvocato Francesco Petrucci. "Ora la mamma sta chiedendo le cartelle cliniche per studiarle e farle vedere al consulente di parte. Se è finito il momento della speranza, inizia quello della responsabilità'". Ha aggiunto l'avvocato Petrucci.

"La mamma vede che il figlio è ancora in vita, non ha chiuso ancora gli occhi, ma i migliori specialisti le hanno detto che non può ricevere un nuovo trapianto, quindi è anche rassegnata. Non abbiamo motivo di contraddirli, ma dobbiamo vedere un attimo la documentazione". Parlando con i giornalisti all'esterno del Monaldi, l'avvocato spiega inoltre che alla mamma "non è stata prospettata alcuna alternativa" e lancia una frecciata all'ospedale napoletano. "Una nota di cinque righe dopo 57 giorni non è sufficiente - attacca - dobbiamo leggere la documentazione".

L'incontro con il presidente della Regione

Petrucci riferisce infine che la donna ha incontrato il presidente della Regione, Roberto Fico, arrivato al Monaldi per esprimere personalmente la propria vicinanza. "Le ha chiesto scusa - racconta l'avvocato - anche se non è colpa sua e le ha detto che sarà fatta giustizia".

Il parere negativo dell'Heart Team

L'Heart Team riunito all'ospedale Monaldi di Napoli ha espresso parere negativo sul nuovo trapianto da effettuare sul bimbo di due anni, al quale lo scorso 23 dicembre era stato trapiantato un cuore arrivato danneggiato. Lo comunica in una nota l'Azienda ospedaliera dei Colli.

L'equipe di esperti arrivati a Napoli da Roma, Padova, Bergamo e Torino ha valutato le condizioni del piccolo paziente e la predisposizione a un nuovo trapianto, considerando che da oltre 50 giorni è collegato all'Ecmo per garantirgli il supporto extracorporeo alla funzione cardiaca.

La decisione collegiale e la vicinanza alla famiglia

L'Azienda ospedaliera, alla quale fa riferimento l'ospedale Monaldi, spiega che il consulto tra gli esperti provenienti dalle principali strutture sanitarie del Paese che si occupano di trapianto di cuore pediatrico ha consentito un confronto collegiale e una valutazione condivisa quanto più completa e ampia possibile. Alla luce delle valutazioni effettuate al letto del paziente e sulla base degli ultimi esami strumentali, si legge nella nota, si è stabilito che le condizioni del bambino non sono compatibili con un nuovo trapianto. La Direzione strategica ha provveduto a informare il Centro nazionale trapianti ed esprime la più sincera vicinanza alla famiglia, prontamente informata, in questo momento così difficile.

L'indagine del ministero della Salute

Questa mattina, intanto, all'ospedale Monaldi sono arrivati gli ispettori inviati dal ministero della Salute per acquisire i documenti relativi al trapianto di un cuore danneggiato eseguito in un bambino di due anni lo scorso 23 dicembre. Gli ispettori dovranno svolgere lo stesso lavoro anche a Bolzano, dove il cuore risultato compromesso, probabilmente durante il trasporto, è stato espiantato, per ricostruire quanto accaduto dal momento della comunicazione di una disponibilità d'organo

Ancora sabotaggi sull’Alta velocità, ritardi fino a 150 minuti sulla linea Roma-Napoli

AGI - Ancora sabotaggi sull'alta velocità, danni sulla Roma-Napoli Ancora sospetti atti di sabotaggio che compromettono la circolazione ferroviaria. Tre gli episodi su cui indaga la Digos e disagi per i passeggeri.

Cavi bruciati sulla Roma Napoli 

Questa mattina, per la linea dell'alta velocità Roma - Napoli, la sala operativa di Rfi ha segnalato un'anomalia fra Salone e Labico e i tecnici intervenuti sul posto hanno riscontrato danni ai cunicoli contenenti i cavi che gestiscono la circolazione dei treni e la bruciatura dei cavi, con il rallentamento dei convogli.

Atti dolosi sulla linea tra Roma e Firenze 

Per la linea dell'alta velocità Roma - Firenze, per un altro atto doloso fra Tiburtina e Settebagni, i treni stanno registrando ritardi e deviazioni. In corso accertamenti per un terzo episodio fra Capena e Gallese, sempre sulla linea AV Roma - Firenze. Solo al termine dei rilievi, informa Rfi, sarà possibile effettuare l'intervento dei tecnici per il ripristino completo dell'infrastruttura.

Ritardi fino a 150 minuti, circolazione in ripresa 

Dopo l’intervento dei tecnici di Rfi che hanno ripristinato la piena funzionalità è in graduale ripresa la circolazione ferroviaria sulla Alta Velocità, Roma - Napoli precedentemente rallentata in prossimità di Salone. Lo si legge sul sito di Rfi.

I treni Alta Velocità hanno registrato ritardi, sulla linea Roma-Napoli, i particolare nella Capitale, fino a 120 minuti. Alcuni convogli sono stati anche limitati nel percorso o cancellati.

Circolazione in graduale ripresa

La circolazione ferroviaria in graduale ripresa dalle 19.20 sulla linea AV Roma - Firenze dopo l'intervento dei tecnici di RFI per il ripristino dell'infrastruttura. Dopo il nulla osta delle Autorità, intervenute per chiarire l'episodio di sabotaggio di stamattina fra Salone e Labico, i tecnici hanno riparato il danno alla linea.Sulla linea AV Roma - Napoli, invece, è già stato completato un primo ripristino dell'infrastruttura alle 13.35 di oggi.

Salvini, "staneremo questi delinquenti" 

"Odiosi atti criminali contro i lavoratori e contro l’Italia. È stata aumentata la vigilanza e abbiamo incrementato i controlli per stanare questi delinquenti, sperando che nessuno minimizzi o giustifichi gesti criminali che mettono a rischio la vita delle persone". Lo dice Matteo Salvini dopo la notizia di nuovi sabotaggi sull'alta velocità.

Il sabotaggio in Valtellina 

Non è la prima volta che negli ultimi giorni, nel pieno dei Giochi Olimpici, gli investigatori indagano su atti di sabotaggio ai treni.

L’ultimo episodio in ordine di tempo risale all’11 febbraio scorso quando è stata colpita la linea ferroviaria Lecco-Colico-Tirano che porta in Valtellina e da qui – utilizzando l’auto – fino a Bormio e Livigno, sedi di gare olimpiche. Sette cavi di una centralina elettrica sono andati a fuoco sui binari all’altezza di Abbadia, in provincia di Lecco.

Chi indaga sospetta che sia stato un incendio doloso. Non ci sono state ripercussioni sulla circolazione ferroviaria.

Gli ordigni a Bologna e Pesaro 

Il sabotaggio alla rete dell'Alta Velocità nel nodo di Bologna è avvenuto nelle prime ore di sabato 7 febbraio 2026. Gli inquirenti stanno scandagliando la galassia anarchica per risalire agli autori del sabotaggio, il 7 febbraio scorso, alle linee ferroviarie di Bologna e Pesaro.

Un atto che ha mandato in tilt il flusso dei treni di mezza Italia proprio poche ore prima delle gare dei Giochi. Un sabato di forti disagi per migliaia di passeggeriOrdigni rudimentali composti da liquido infiammabile versato in una bottiglia collegata a un timer sono stati trovati dagli investigatori nei pozzetti della ferrovia a Castel Maggiore, Bologna.

La procura felsinea indaga per associazione con finalità di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti.

Il blog anarchico 

Un sito anarchico ("sottobosko.noblogs") ha esultato per i sabotaggi di sabato 7 febbraio e alcuni giorni dopo le azioni contro il nodo di Bologna ha  pubblicato il messaggio:  "Fuoco alle Olimpiadi e a chi le produce".  

Cerignola, spara a un dipendente e si barrica in casa. Dopo ore si consegna ai carabinieri

AGI - Paura e tensione alla periferia di Cerignola, nel Foggiano, dove un uomo, un 85enne incensurato, si è barricato in un'abitazione dopo una lite con un dipendente di una rivendita di fitofarmaci, degenerata in una sparatoria, avvenuta all'interno di una farmagricola di proprietà della sua famiglia.

Dopo l'aggressione, l'85enne si sarebbe allontanato rapidamente dal luogo dei fatti, trovando rifugio in un edificio nei pressi del cimitero cittadino, dove si è barricato. L'area è stata immediatamente isolata dai carabinieri, con l'intervento della Squadra Operativa di Supporto, reparto specializzato dell'Arma, che ha avviato una delicata mediazione.

La trattativa, durata alcune ore, si è conclusa senza ulteriori conseguenze, con la consegna dell'uomo alle forze dell'ordine e il sequestro dell'arma. La sua posizione è ora al vaglio dell'autorità giudiziaria, chiamata a chiarire il movente del litigio e a ricostruire l'esatta dinamica di quanto accaduto. 

Secondo le prime ricostruzioni, l'episodio avrebbe avuto origine all'interno di una rivendita di fitofarmaci, dove sarebbe scoppiata una discussione tra l'anziano e un dipendente dell'attività. Al culmine del diverbio, l'uomo avrebbe estratto una pistola e avrebbe sparato, colpendo il lavoratore al torace. 

 

Blitz con kalashnikov sulla Brindisi-Lecce. Fermati due sospetti

AGI - Momenti di paura sulla superstrada Brindisi–Lecce, all’altezza dello svincolo di Tuturano, dove un commando armato ha assaltato un furgone portavalori. Il blitz è scattato con l’incendio di un mezzo pesante, utilizzato per bloccare entrambe le carreggiate e isolare la zona. Le fiamme hanno avvolto il camion, sprigionando una densa colonna di fumo nero visibile a chilometri di distanza. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, forze dell’ordine e personale sanitario. 

Nonostante il colpo fosse stato preparato nei minimi dettagli con precisione chirurgica, dotazione e assetto da guerra e capacità tipiche di chi è esperto in colpi del genere, il denaro è rimasto all'interno del blindato. L'arrivo immediato delle forze dell'ordine ha costretto i malviventi alla fuga prima di agguantare il denaro. 

Spari e inseguimento

Secondo le prime informazioni, il commando armato era composto da almeno quattro persone, giunte stamane sulla Statale a bordo di un'auto di colore blu, un'Alfa Romeo con lampeggiante esterno. I banditi hanno finto di essere agenti di scorta per confondere le acque e trarre in inganno i vigilantes. Non indossavano divise ed avevano i volti coperti. Hanno fatto scendere le guardie giurate dal mezzo e poi hanno provato a farlo saltare in aria. 

Dopo aver bloccato la carreggiata dando fuoco ad un grosso camion, i malviventi hanno poi preso di mira un furgone portavalori della ditta Battistolli in provincia di Brindisi. Nel corso del blitz sarebbero anche stati esplosi diversi colpi di arma da fuoco, con fucili kalashnikov. Sul posto sono giunti anche i carabinieri del comando provinciale di Lecce che hanno ingaggiato un inseguimento con i rapinatori all'altezza di Squinzano. 

I malviventi sono fuggiti a bordo di altri mezzi. Il portavalori assaltato è semidistrutto, il traffico sulla statale è molto congestionato. Una densa colonna di fumo nero rende difficile anche la visibilità.

Piantedosi, prova capacità risposta dello Stato

"I miei più profondi sentimenti di gratitudine e apprezzamento ai Carabinieri che, con esemplare professionalità e spirito di sacrificio, hanno sventato l'assalto al portavalori nel Brindisino, non esitando a mettere a rischio la propria incolumità, intervenendo, con prontezza e sangue freddo, su una rapina attuata con metodi feroci e violenti". Lo scrive su X il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.

"Avere scongiurato il tentativo di rapina e aver fermato due dei responsabili - continua il ministro - sono la migliore riprova di una capacita' di risposta dello Stato superiore ad ogni commento e giudizio strumentale sull'operato delle nostre forze dell'ordine. Il Governo continuerà ad investire in maniera crescente su di loro".

Due fermati e ricerche in corso

Successivamente due persone, presunti componenti della banda, sono state fermate dai carabinieri del comando provinciale di Lecce coordinati dal colonnello Andrea Siazzu. I due sono stati individuati in territorio del nord Salento, dove da subito si sono concentrate le ricerche dei militari. Il gruppo era a bordo di un'auto.

Mancherebbero all'appello altri componenti del commando. Nel conflitto a fuoco durante l'inseguimento tra banditi e militari dell'Arma, un colpo esploso dai primi ha raggiunto un'auto dei carabinieri di una stazione del Brindisino raggiungendo l'abitacolo, ma non ci sono feriti. L'auto di un altro militare in borghese invece è stata mandata fuoristrada. La statale è stata chiusa, in entrambe le direzioni dal km 8,300 al km 12,800 a San Pietro Vernotico (Brindisi).

I banditi rapinano un'auto durante la fuga, contuso un carabiniere

Una donna, una automobilista di 46 anni diretta all'università del Salento per sostenere un esame, è stata fermata stamane da due dei componenti della banda e, Kalashnikov in pugno, è stata rapinata della propria auto a bordo della quale i due sono poi fuggiti. Durante le fasi della cattura di due dei componenti, uno dei militari dell'Arma dei crabinieri è rimasto lievemente ferito in seguito a una colluttazione ed è stato condotto in ospedale per accertamenti. 

 

Valanghe sulle Alpi: tre morti e diversi feriti tra Lombardia e Trentino

AGI - Una valanga sull'alpe Meriggio ad Albosaggia, in Valtellina, ha provocato la morte di due scialpinisti e un ferito ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Sondrio, mentre un'altra persona è morta sulla Marmolada dopo essere stato travolta da un'altra slavina.

I tre sciatori erano impegnati in un'uscita fuori pista. A seguito dell'allarme sono stati attivati tre elicotteri: uno del Servizio Sanitario Regionale, uno della Guardia di Finanza e uno dei Vigili del Fuoco. Le operazioni di soccorso si sono svolte in condizioni ambientali particolarmente complesse, a quanto fa sapere il comando regionale dei vigili del fuoco, con intervento coordinato via aria. Due delle persone coinvolte sono state immediatamente raggiunte dal personale sanitario elitrasportato sul posto. Per una di esse non è stato possibile fare altro che constatare il decesso, mentre la seconda è stata stabilizzata in condizioni critiche. La terza persona è stata successivamente individuata sotto il manto nevoso ed estratta dai Saf (Speleo Alpino Fluviali) dei Vigili del Fuoco, ed elitrasportato col Drago 150, in questo periodo Olimpico di stanza a Livigno. Nonostante il rapido intervento e le manovre di soccorso, l'uomo è però deceduto. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto. La valanga è avvenuta nella parete Nord del Pizzo Meriggio, comune di Albosaggia (SO). 

Sulla Marmolanda, uno scialpinista italiano di circa 40 anni è morto dopo essere stato travolto da una valanga - la seconda di oggi in Trentino - lungo il versante trentino della Marmolada nei pressi di Punta Serauta. La slavina ha travolto altri quattro escursionisti. La notizia e' stata resa dal Soccorso alpino trentino.

Sempre oggi, una slavina ha travolto quattro scialpinisti nella zona di Bellamonte in Val di Fiemme in Trentino. La slavina si è staccata nella zona di Forte Bruso nel territorio comunale di Predazzo. Sul posto sono in sorvolo due elicotteri che hanno portato in quota le squadre di soccorritori della Guardia di Finanza e del Cnsas. Secondo le prime informazioni dei soccorritori, uno dei quattro e' ricoverato in condizioni gravissime all'ospedale 'Santa Chiara' di Trento. Le condizioni di un secondo scialpinista vengono date molto gravi mentre gli altri due sarebbero feriti in maniera lieve.

Milano, scontri al corteo degli antagonisti contro i Giochi. Sei attivisti portati in Ques…

AGI -  Scontri al corteo degli antagonisti a Milano organizzato per protestare contro gli organizzatori dei Giochi Olimpici.  La polizia di Stato ha risposto con l'uso di lacrimogeni e l'idrante a un fitto lancio di petardi e fuochi d'artificio al tentativo di una parte di manifestanti di avvicinarsi allo sbarramento collocato all'imbocco della tangenziale a Corvetto.

Sei manifestanti portati in Questura 

Sei delle sette persone bloccate da polizia e carabinieri nella fase degli scontri al corteo di Milano contro le Olimpiadi sono state accompagnate in Questura. La loro posizione e' al vaglio. Sono tutte italiane. "Tutti liberi, tutte libere", ha intonato in coro una parte degli ultimi duemila manifestanti all'altezza della stazione di Brenta prima di sciogliersi e chiudere la manifestazione.

Il video degli scontri 

Vandalizzata la sede del Coni 

I muri esterni della Casa della Sport di Milano, che ospita gli uffici di Sport e Salute e del Coni, è stata vandalizzata nella notte con vernice rossa. L'azione è stata fatta dai "Guerrieri V_V", attivisti no vax, che hanno vergato le scritte "Oms organizzazione criminale" e "Coni complice del vaxcidio". La vernice, dopo il sopralluogo delle forze dell'ordine, è stata rimossa.

Il corteo nazionale contro i Giochi 

Il corteo nazionale si muove contro presunte "nocività olimpiche" dei Giochi di Milano-Cortina 2026. I manifestanti si sono messi in moto da piazza Medaglie d'oro in direzione di corso Lodi.

La galassia dei manifestanti 

Ad animare la protesta sono i centri sociali, i collettivi studenteschi, le associazioni per il diritto alla casa, i sindacati di basemovimenti politici extraparlamentari e pro Pal. Tra i temi della contestazione spaziano dalla "deriva securitaria del dl 1660 e al razzismo di Stato sui corpi di migranti e persone razzializzate, della rabbia transfemminista contro il patriarcato sociale e istituzionale".

Il percorso dei manifestanti 

Il percorso, lungo quasi 4 chilometri, si snoderà nella area sud-est della città con la fine individuata in piazzale Corvetto.

Lontano dai siti istituzionali (il braciere olimpico e Casa Italia) e dagli impianti di gara, la manifestazione lambirà il Villaggio olimpico, allestito nell'ex scalo ferroviario di Porta Romana.

Gli accessi sono bloccati dai blindati delle forze dell'ordine, le barriere mobili e le squadre dei reparti inquadrati di polizia, carabinieri e guardia di finanza.

 

 

Bologna, sabotaggio sull’Alta velocità. Salvini: “Atti di terrorismo”

AGI - Interventi di tecnici e forze dell'ordine per danneggiamenti che hanno interessato le linee ferroviarie nel nodo di Bologna. Dopo i problemi causati a Pesaro dall'incendio di una cabina elettrica, la circolazione ferroviaria nei pressi di Bologna Centrale è rallentata con ritardi fino a 90 minuti, variazioni e cancellazioni.

Stop e rallentamenti anche sull’Alta Velocità

Alle 9 del mattino i primi problemi, con uno stop momentaneo anche all'Alta Velocità oltre che ai regionali e Intercity.

Ipotesi sabotaggio 

È presumibilmente doloso, ma al momento non rivendicato, l'incendio di un deviatoio sulla linea ferroviaria Bologna-Venezia, all'altezza di Castel Maggiore. Il rogo ha procurato la rottura dei cavi elettrici preposti al rilevamento della velocità  e conseguenti, forti rallentamenti della circolazione e deviazione sulla linea sopraelevata. Sul posto è intervenuta la Polizia, con Polfer e Digos: accertamenti in corso, al momento non è esclusa alcuna ipotesi.

Ripresa della circolazione dopo l’intervento di Rfi

Dopo l'intervento dei tecnici Rfi, intorno alle 11 la ripresa della circolazione ferroviaria.

Salvini, atti di terrorismo per bloccare l'Italia

"Gravissimo. Tra scioperi selvaggi, blocchi dei binari e delle stazioni, boicottaggi e veri e propri atti di terrorismo, le provano tutte per danneggiare l'Italia". Lo scrive su Instagram il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini in merito alle azioni di sabotaggio, che hanno provocato disagi alla circolazione dei treni. "Eppure - prosegue il ministro - sono anni in cui sulla rete ferroviaria registriamo il massimo storico di cantieri, investimenti, treni circolanti e passeggeri trasportati. L'Italia fatta dalle persone di buona volontà corre, come dimostrano queste straordinarie Olimpiadi fortemente volute dalla Lega, perché è più forte dell'odio e della violenza di pochi criminali. E nessuno più li giustifichi o li chiami 'bravi ragazzi'...Avanti, senza paura".

 Fs, Gravi danni da sabotaggio a infrastruttura

 "Nella mattinata odierna sono stati riscontrati gravi danni all'infrastruttura ferroviaria riconducibili ad azioni di sabotaggio, che hanno provocato disagi alla circolazione dei treni, attualmente in progressiva ripresa. Sulla linea Ancona-Rimini, in prossimità di Pesaro, è stato segnalato un incendio doloso che ha interessato una cabina dedicata alla movimentazione di uno scambio. A seguito dell'intervento dei Vigili del Fuoco e dei rilievi effettuati dalle Autorità competenti, i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana sono intervenuti immediatamente, riuscendo a ripristinare uno dei due binari e a consentire la ripresa parziale della circolazione. Sono tuttora in corso le attività tecniche per il completo ripristino dell'infrastruttura danneggiata". Cosi' in una nota Fs dopo i forti disagi alla circolazioni nel nodo di Bologna e vicino Pesaro.

"Un secondo episodio - prosegue la noyta di Fs - si è verificato a Bologna, dove la sala operativa di Rfi ha rilevato un'anomalia sulla bretella ferroviaria di collegamento tra la linea Bologna-Venezia e la stazione AV di Bologna. I tecnici di Rfi, giunti tempestivamente sul posto, hanno accertato il danneggiamento doloso di alcuni cavi essenziali per i sistemi di circolazione e hanno immediatamente informato la Polfer". "Conclusi i rilievi alle ore 11, il personale tecnico di Rete Ferroviaria Italiana ha operato senza interruzioni per il ripristino dell'infrastruttura, consentendo la riattivazione della circolazione alle ore 12.30. Durante l'interruzione, i treni hanno registrato ritardi e cancellazioni, poiché la fermata era possibile presso la stazione di Bologna in superficie", sottolinea la nota. "Le donne e gli uomini del Gruppo FS, impegnati nelle attività di manutenzione e nell'assistenza ai passeggeri, sono intervenuti con rapidita' e professionalita' per limitare i disagi, ripristinare la circolazione nel più breve tempo possibile e garantire il massimo supporto alle persone coinvolte", conclude Fs.

Il Mit, azioni di una gravità inaudita 

"Queste azioni di inaudita gravità non sporcano in alcun modo l’immagine dell’Italia nel mondo, che proprio i Giochi renderanno ancora più convincente e positiva", si legge nella nota del Mit in cui si osserva che "i gravi episodi di sabotaggio avvenuti questa mattina nei pressi della stazione di Bologna e a Pesaro, che hanno causato pesanti disagi a migliaia di viaggiatori, sono preoccupanti e ricalcano gli atti di terrorismo verificatisi in Francia a poche ore dalla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Parigi".

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini "segue con attenzione l’evolversi della situazione su cui stanno lavorando le forze dell’ordine" fa sapere ancora il Mit sottolineando che "le Olimpiadi Milano Cortina 2026, fortemente volute da Salvini, rappresentano un obiettivo raggiunto di straordinaria importanza".

Ragazza di 17 anni uccisa nell’Astigiano, il killer confessa

AGI -  C'è un fermo per l'omicidio di Zoe Trinchero, la diciassettenne trovata senza vita in un canale a Nizza Monferrato, nell'Astigiano. Si tratta di un ragazzo di 20 anni, che dopo essere stato ascoltato a lungo nella caserma dei carabinieri, ha confessato davanti al Pm di turno del tribunale di Alessandria. 

Il ragazzo potrebbe essere l'ultima persona ad avere visto in vita la ragazza. 

I primi riscontri 

Presenta evidenti segni di percosselesioni nella regione del collo e tumefazioni al volto il corpo di Zoe Trinchero su cui è stata disposta l'autopsia.

L’allarme era stato dato dai ragazzi che avevano trascorso la serata in compagnia della ragazza, i quali avevano segnalato la sua scomparsa non vedendola rientrare. Le dichiarazioni rese dai testimoni agli inquirenti hanno evidenziato palesi incongruenze, inducendo gli investigatori ad approfondire il contesto, ottenendo riscontri oggettivi

Il tentativo di depistaggio 

 

Prima di decidere di confessare, il ventenne arrestato per aver ucciso la ragazza, avrebbe cercato di depistare le indagini, incolpando un giovane completamente estraneo ai fatti. 

Dopo una cena a casa di amici, i due si sarebbero allontanati insieme. Poi gli amici sarebbero stati chiamati dal ragazzo che ha raccontato che lui e Zoe erano stati aggrediti da un ragazzo di colore, che è conosciuto nella cittadina per i suoi problemi psichici. Gli amici dei due giovani sono quindi usciti di casa e hanno ritrovato il corpo Zoe nel rio Nizza. Poco dopo sarebbe arrivato anche il ventenne, fingendosi disperato.

Pochi minuti più tardi, circa 30 persone si sono radunate sotto casa del ragazzo di origini africane, che nulla aveva a che fare con il delitto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri.

Il ritrovamento del corpo 

Il corpo di Zoe Trinchero, era stato ritrovato intorno alla mezzanotte da un residente della zona che affacciato dalla finestra, ha notato il cadavere della giovane parzialmente sommerso nel Rio Nizza, poco prima della confluenza con il torrente Belbo. La 17enne, secondo una prima ricostruzione, presentava sul corpo vari ecchimosi, un trauma cranico e lesioni da difesa.

L’arrivo degli amici e i tentativi di soccorso

Proprio in quell'istante sono arrivati anche gli amici della ragazza con i quali aveva passato la serata. La diciassettenne si era allontanata da loro e, non vedendola tornare, gli amici sono usciti a cercarla. I ragazzi sono scesi nel canale, hanno recuperato il corpo, lo hanno portato a riva, cercando disperatamente di salvare la loro amica, ma non c'è stato più nulla da fare.

L’intervento dei soccorsi e delle forze dell’ordine

Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Nizza Monferrato, i vigili del fuoco e il 118 che ha constatato il decesso. Secondo i primi accertamenti, la giovane non è morta per annegamento. Sul suo corpo sono state trovate numerose ecchimosi compatibili con una morte violenta. A breve sarà disposta l'autopsia della salma. Al momento i carabinieri stanno sentendo gli amici della 17enne.