Toscana al voto: il Pd unito per Giani, ma il campo largo scricchiola

È giovedì 9 ottobre e a Firenze, al Teatro Cartiere Carrara, sono arrivati un po’ tutti, dal Pd, a salutare Eugenio Giani, candidato alle elezioni regionali di domenica 12 e lunedì 13 ottobre. Elly Schlein, Stefano Bonaccini, c’è persino Arturo Scotto, che dopo la Flotilla è salito di grado nella ciurma dei Democratici. Ora basta un passaggio o una citazione del discorso della segretaria per far scattare l’ovazione.

Toscana al voto: il Pd unito per Giani, ma il campo largo scricchiola
Elly Schlein, durante la chiusura della campagna elettorale di Eugenio Giani (Ansa).

Tomasi agita i dem toscani: «Sa parlare alla gente»

Nella sala, non del tutto piena a dire il vero (le balaustre sono mezze vuote; sarà la noia per la campagna elettorale), spuntano bandiere del Pd, della pace e della Palestina. I notabili ci sono tutti, c’è la sindaca di Firenze, Sara Funaro, c’è l’europarlamentare Dario Nardella, c’è il deputato-segretario regionale Emiliano Fossi, che prova a mobilitare il pubblico facendo leva sull’orgoglio toscano-democratico. Nessuno si aspetta che il campo largo fallisca anche questa prova, dopo il flop nelle Marche e in Calabria, anche se c’è una strana tensione a sentire la gente che chiacchiera. Si dice che Alessandro Tomasi, candidato della coalizione Meloni, che venerdì pomeriggio chiuderà la campagna elettorale in piazza San Lorenzo proprio con la presidente del Consiglio e i due vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani, si sia fatto notare nei dibattiti televisivi. «Non è un estremista», «studia i dossier», «non è la Ceccardi», «sa parlare alla gente». Queste definizioni non se le è inventate il cronista, vengono da amministratori e dirigenti dem rimasti forse un po’ sorpresi dal sindaco di Pistoia. Il suo problema, ammettono dal Pd, sono gli alleati che si porta appresso (il generale in pensione Roberto Vannacci) e il fatto che è stato per mesi il candidato in pectore senza esserlo ufficialmente se non per un mese e mezzo.

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Alessandro Tomasi con Arianna Meloni, Pierluigi Biondi e Giovanni Donzelli a Firenze (Ansa).

Pesa l’incompatibilità tra i partiti del campo largo

Il Pd, a sentire l’intervento di Giani e quello di Fossi, sembra essere preoccupato dall’astensionismo. Non essendoci l’ansia di cinque anni fa – quando il Pd sembrava davvero poter perdere contro contro la gioiosa macchina da guerra della Lega – c’è il rischio che qualcuno possa prenderla sotto gamba e magari restare a casa. Il partito non ha dovuto rispolverare l’allarme fascismo, perché Tomasi – che ha fatto tutta la carriera amministrativo-politica dentro An – non si è prestato al giochino. La campagna in effetti non è stata palpabile, anche se qua e là si intravedono dei problemi per la futura maggioranza di centrosinistra: il principale è la (in)compatibilità fra i partiti del campo largo. In Toscana la sinistra infatti non litiga sulla Flotilla ma su un argomento più utile, almeno per gli elettori che voteranno alle prossime Regionali: le infrastrutture e lo sviluppo dell’aeroporto di Firenze, al centro del dibattito pubblico da anni.

Toscana al voto: il Pd unito per Giani, ma il campo largo scricchiola
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Toscana al voto: il Pd unito per Giani, ma il campo largo scricchiola

Resta il nodo dell’aeroporto di Firenze

Mentre Giani saluta i suoi al teatro, nel centrosinistra largo già ci si divide. Su Peretola, per la precisione. «Sull’espansione di Peretola pendono ancora 13 prescrizioni: se dovessero confermare le nostre perplessità, Giani sarà tenuto a rispettare gli impegni presi. Tra i 23 punti sottoscritti con il Movimento 5 stelle figura infatti quello che lo vincola a rimettere in discussione l’opera», dice la coordinatrice regionale del M5s e capolista nella circoscrizione di Pisa, Irene Galletti. Sinistra Italiana, che fa parte del campo largo, è su analoghe posizioni. Lo ha ribadito anche il sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi, che è di Sinistra Italiana e potrebbe diventare vicepresidente della Regione dopo le elezioni. Italia Viva però non concorda: «Il prossimo Consiglio regionale non avrà più la possibilità di tornare indietro sull’ampliamento dell’aeroporto di Peretola: l’iter è avanzato fino alla fase di attuazione, fortunatamente. Adesso serve avviare i lavori e serve farlo nel più breve tempo possibile», replica il candidato in Consiglio regionale di Casa riformista Francesco Casini. «Il presidente Giani è stato chiaro e categorico sull’importanza di quest’opera, e noi saremo al suo fianco. Continueremo a sostenere con convinzione questa posizione, perché l’ampliamento di Peretola è un’opera fondamentale per Firenze, per la Toscana, per i cittadini, per le imprese e lo sviluppo della regione».

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Lorenzo Falchi (Imagoeconomica).

Il M5s mette in guardia il Pd

Ma non è soltanto con Italia Viva che sono nati i primi problemi. Il M5s ce l’ha anche con il Pd: «È uno sgarbo politico senza precedenti quello messo in scena dai candidati Pd Cristina Giachi e Andrea Vannucci, che in piena campagna elettorale promettono ai cittadini il nuovo aeroporto di Peretola, violando apertamente uno dei punti cardine dell’accordo per il campo largo», si legge in un comunicato del M5s di qualche giorno fa. Insomma, le promesse di Giachi e Vannucci dimostrano «che per il Pd l’intesa sul campo largo è carta straccia. È inaccettabile», insistono Roberto De Blasi ed Eleonora Colucci, candidati consiglieri regionali per il Movimento 5 stelle nel collegio Firenze 1. I due candidati ricordano che il punto 4 dell’accordo, firmato dal presidente Eugenio Giani, è chiarissimo. Dunque se il Pd pensa di prendersi gioco del Movimento, dicono i cinque stelle, «ha sbagliato strada. Non arretreremo di un millimetro: noi siamo qui per vigilare e per difendere gli impegni presi con i cittadini. Se qualcuno nel Pd non vuole il campo largo, lo dica chiaramente e se ne prenda la responsabilità. Pensano forse di vincere le Regionali da soli senza il voto decisivo (ma quale voto decisivo?, ndr) del M5s? Il campo largo non è un mercato delle promesse: o si rispettano gli accordi o si rompe».

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Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

Occhi sul risultato della lista Giani

Ma di tutto questo non si parla, nella serata per Giani. Non ne parlano i vertici nazionali, non parlano i vertici regionali. I cinque stelle vengono presentati come un incidente di percorso, tale è la loro marginalità in Toscana; saranno in Giunta solo perché la segretaria ha detto che questa coalizione va riproposta ovunque, anche a livello nazionale, un giorno; saranno in Giunta con i voti e la generosità del Pd. Tanto sull’aeroporto non si potrà tornare indietro sulle scelte già fatte, dicono dal Pd, e il M5s alla fine dovrà farsene una ragione. Vediamo però intanto quanta gente andrà a votare e se la lista civica di Giani – dove sono candidati i renziani della Casa Riformista – toglierà effettivamente voti al Pd, preoccupato com’è di non essere abbastanza performante. Per Giani, in ogni caso, l’occasione è unica: se vince non si deve più preoccupare troppo del consenso. Potrà concentrarsi sul governo. Dopo il secondo mandato, forse ci sarà la pensione oppure potrà pensare di realizzare il vecchio sogno: diventare sindaco di Firenze