Così il Parlamento europeo vuole garantire la trasparenza e la responsabilità delle piattaforme online


Approvati a Bruxelles tre testi - due relazioni di iniziativa legislativa e una risoluzione - che definiscono le priorità per il futuro digitale dell’Unione europea. Gli eurodeputati chiedono alla Commissione europea che il Digital Service Act - il pacchetto di misure per regolare il web, che dovrebbe arrivare entro fine anno - garantisca più sicurezza ai cittadini e regole più severe per le piattaforme. L’Eurocamera punta il dito contro le pratiche di pubblicità che si basano sulla profilazione mirata degli utenti e vuole costruire un internet in cui gli utenti siano meno dipendenti dagli algoritmi.
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Cosa sta facendo il Parlamento europeo per rafforzare le nostre democrazie


Il sorgere di tendenze illiberali preoccupa gli eurodeputati che da anni si impegnano per tutelare lo Stato di diritto e i principi democratici sui quali si fonda l’Unione europea. Dal 2016 l’Eurocamera chiede un meccanismo permanente per proteggere la democrazia e lo Stato di diritto, è tornata a esprimersi a ottobre proponendo un Ciclo di monitoraggio annuale dei valori dell’Unione. Richieste in linea con quanto desiderano gli europei: un sondaggio rivela che il 77% vorrebbe che fondi Ue e Stato di diritto siano collegati. Le iniziative legislative non sono l’unico modo con cui il Parlamento si propone di rafforzare le nostre democrazie, il 16 ottobre è stato lanciato un premio dedicato alla giornalista Daphne Caruana Galizia per sostenere la libertà di stampa e il giornalismo d’eccellenza.
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Bilancio europeo, così il Parlamento Ue difende i programmi faro dell’Unione


Dopo il Consiglio europeo di luglio che ha licenziato il piano Next Generation Ue (più comunemente noto come Recovery fund) e il Quadro finanziario pluriennale, ossia il budget dell’Ue per il 2021-2027, sono partiti i negoziati tra le istituzioni. Il Parlamento propone un compromesso chiedendo ulteriori 39 miliardi, solo il 2 per cento in più rispetto a quanto previsto nel pacchetto di luglio, ma non si riesce a trovare l’intesa.Nodi anche sulle risorse proprie e lo stato di diritto. Nello stallo finisce anche il Recovery Fund, che però potrebbe partire come previsto a gennaio 2021, visto che il Parlamento europeo ha fatto i passaggi istituzionali necessari.
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Discorso sullo Stato dell’Unione, a Bruxelles il Parlamento si confronta sulle priorità dell’Europa


Nei giorni scorsi durante la prima seduta plenaria del Parlamento europeo dopo la pausa estiva, la presidente della Commissione Ursula Von der Leyen ha pronunciato il suo primo discorso sullo stato dell’Unione. Dalle sue analisi e proposte è seguito il dibattito tra gli eurodeputati, che hanno il compito di vigilare sull’operato della Commissione. Ecco cosa è successo e perché il discorso sullo stato dell’Unione è importante.
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Il Parlamento Europeo: le scelte importanti passano da qui


Non a caso è nell'emiciclo di Bruxelles che Merkel ha inaugurato il semestre di Presidenza tedesco del Consiglio, ed è sempre in quest’aula che la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha presentato Next Generation EU, la risposta complessiva dell’Unione alla pandemia di Covid-19. A cosa serve il Parlamento europeo e perché è così importante? Scopriamolo assieme.
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Superare la crisi Covid: la guida completa alle proposte europee


Che cos’è Next Generation EU (a Recovery Plan for Europe) e perché è fortemente voluto soprattutto dall'Italia, cosa sono e come funzionano il MES, il SURE e come potrà essere utilizzato il bilancio pluriennale della UE per superare la crisi. Ecco le risposte a tutte le domande sugli strumenti proposti per rifondare la politica dell’Unione Europea all’insegna della solidarietà e cosa chiede il Parlamento europeo perché questi strumenti siano ambiziosi ed efficaci.
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Europarlamento contro Consiglio: «La proposta sul bilancio fa fallire l’Europa»

Gli eurodeputati contro la bozza della presidenza finlandese che programma solo 1,07% del reddito per le politiche Ue. Il ministro per gli Affari europei Amendola: l'Italia è «assolutamente contraria».

Emmanuel Macron ne aveva fatto la sua scommessa. Con il ministro dell’Economia dell’Eurozona bocciato dalla Germania, con un vero fondo salva Stati sotto controllo del governo, almeno l’obiettivo di un vero bilancio europeo doveva essere centrato. E invece, quello che è maturato sotto la presidenza socialista finlandese è un compromesso che, complice la Brexit, definire al ribasso è poco. Il parlamento europeo non a caso lo ha bocciato sonoramente.

«CON QUESTE RISORSE PROGRAMMA IMPOSSIBILE»

La posizione della squadra di eurodeputati che dovrà negoziare il dossier con il Consiglio e la Commissione Ue è chiara: «La proposta della presidenza di turno finlandese per il bilancio Ue 2021-2027, inviata il 2 dicembre alle rappresentanze dei Paesi membri, «condanna l’Unione europea al fallimento» perché sarà «impossibile mettere in pratica» il programma della Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen.

TROPPO POCO PER INVESTIMENTI, CLIMA, SICUREZZA E GIOVANI

Helsinki ha messo sul tavolo un bilancio per il prossimo settennato di programmazione pari all’1,07% del reddito nazionale lordo europeo. La Commissione ha proposto l’1,11%, mentre l’Eurocamera vorrebbe l’1,3%. Oggi, il bilancio 2014-2020 vale l’1,16% del Rnl Ue a 27 (Regno unito escluso). «La proposta della presidenza finlandese è molto al di sotto delle aspettative del Parlamento per quanto riguarda il rispetto degli impegni dell’Ue sugli investimenti, i giovani, il clima e la sicurezza», ha dichiarato in una nota il presidente della commissione bilanci del Pe, Johan Van Overtveldt. Il Pe critica anche il fatto che il documento faccia una «menzione molto limitata della riforma del sistema delle risorse proprie» del nuovo bilancio.

ITALIA «ASSOLUTAMENTE CONTRARIA»

Il ministro per gli affari europei Vincenzo Amendola in un incontro con le imprese appartenenti al Gii, Gruppo di iniziativa italiana, ha detto che l’Italia è «assolutamente contraria» alla proposta di bilancio per il periodo 2021-2027 presentata dalla presidenza di turno finlandese dell’Ue. Amendola ha criticato in particolare i tagli prospettati per la politica di coesione osservando che quest’ultima, insieme alla politica agricola (che invece registrerebbe un aumento delle risorse), vengono comunque trattate come “vecchi arnesi”, senza comprendere che possono essere il motore del New Green Deal. «Rifiutiamo questa logica e chiediamo di lavorare molto di più sulle nuove risorse», ha osservato il ministro che era accompagnato dal rappresentante permanente dell’Italia presso l’Ue, ambasciatore Maurizio Massari. «Non credo che la proposta della Finlandia raggiungerà alcun risultato».

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