
Dopo i casi di studenti che hanno "rifiutato" l'esame orale della Maturità e le dichiarazioni di Valditara, Fanpage.it riceve e pubblica la lettera di un docente precario che si rivolge proprio al ministro dell'Istruzione: "È davvero questa la risposta educativa che uno Stato dovrebbe offrire a chi esprime un disagio profondo, non con rabbia o violenza, ma con una scelta pensata e simbolica?"
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Riceviamo e pubblichiamo la storia di una giovane donna che racconta quanto le è capitato in un supermercato del suo paese: lei, italiana, era insieme a un’amica straniera quando, senza alcun motivo, un uomo ha iniziato a insultarla: “Ho pianto nel vedere la mia amica impassibile, come abituata all’atteggiamento ostile delle persone. Mi ha chiesto tante volte scusa, come se la 'colpa' delle mie lacrime fosse sua e non di quell’uomo violento”.
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Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una docente precaria: "Non so spiegare con certezza la prima volta che ho deciso di fare l’insegnante perché credo che sia una missione. Ricordo bene però il momento nel quale ho scelto di essere una docente di sostegno: ma il nuovo decreto non va bene".
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Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una 36enne, che d quasi 20 anni lavora nel mondo del catering: "Eccomi a 53 anni ad essere "vecchia" per un posto di lavoro. E il mio ex datore di lavoro mi ha fatto terra bruciata, ad oggi non riesco più ad avere un contratto lavorativo in questo campo".
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Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Cristian, un ragazzo italiano di 24 anni che vive a Valencia con la sua famiglia e che ogni giorno scende in strada per dare il suo aiuto dopo le alluvioni: "Questa tragedia si sta trasformando in una cosa bellissima: il popolo è sempre più unito, senza secondi fini. Stanno nascendo amori e amicizie. Abbiamo avuto la prova che possiamo veramente fare tanto".
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Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una docente precaria costretta a trasferirsi dal Sud al Nord per lavorare: "Ci ritroviamo senza alcuna certezza per il nostro futuro lavorativo e personale nonostante abbiamo superato il concorso".
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Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un medico chirurgo di 40 anni: "Voglio raccontare la mia esperienza e la mia frustrazione in un sistema sanitario che mi sta portando alla fuga. Negli ultimi 2 anni ho avuto una diagnosi di burnout e una di tumore. E ora dovranno risarcirmi".
Continua a leggere Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una insegnante precaria: "La riforma dei 60 CFU, una vera e propria beffa alla nostra professionalità e competenza. Ho appena pagato una salata rata all'università ma sto ancora aspettando i soldi dell'indennità di maternità fuori nomina, dunque non percepisco stipendio da giugno".

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una insegnante precaria di Torino: "Se la vita di un docente deve essere legata a un colpo di fortuna, e non al suo merito, non so quanto ne valga davvero la pena lottare e resistere, perché di resistenza ormai si tratta".
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Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una docente precaria da almeno 6 anni: "In Italia se vuoi insegnare a scuola devi pagare il pizzo di Stato. Anzi, devi pagare, con il benestare dello Stato, la tangente alle università pubbliche, ma soprattutto private. Ecco perché".
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