I nuovi vannacciani di Lombardia e le altre pillole del giorno

Il generale si gonfia. Anche nei territori. Questa volta il campo di battaglia è la Lombardia. Due consiglieri regionali sono entrati nelle schiere di Futuro Nazionale. E lo scippo stavolta non è ai danni della Lega. I due nuovi parà-cadutati sono infatti Luca Daniel Ferrazzi da Gallarate e il meloniano Pietro Macconi da Bergamo. Ferrazzi, per anni portabandiera di Alleanza Nazionale nel Varesotto, entrò per la prima volta in Consiglio regionale nel 1995. Rieletto nel 2000 e nel 2005, dal 2008 al 2010 fu assessore all’Agricoltura. Nel 2013 passò alla Lista Maroni e alle Regionali del 2023 venne rieletto nella circoscrizione di Varese con la lista Lombardia Migliore, la civica a sostegno di Letizia Moratti dalla quale si allontanò dopo il ritorno dell’ex sindaca di Milano in Forza Italia, per passare nel Misto. Strappo quanto mai lungimirante, visto che Moratti ha recentemente ribadito il suo no a un eventuale ingresso di Vannacci nel centrodestra, per incompatibilità valoriale.

I nuovi vannacciani di Lombardia e le altre pillole del giorno
Luca Daniel Ferrazzi (Imagoeconomica).

Macconi, 75 anni, è un ex alpino, e come Ferrazzi ha un passato in AN. È stato eletto alle Regionali 2023 con FdI nella circoscrizione di Bergamo, accreditato nella corrente dei La Russa (soprattutto Romano). Al Pirellone nascerà così la prima componente politica dei vannacciani. «L’ingresso di Ferrazzi e Macconi rappresenta un importante rafforzamento del progetto politico di Futuro Nazionale in Lombardia, all’interno di un percorso volto a consolidare una presenza sempre più radicata sui territori e nelle istituzioni», commentano da Futuro Nazionale. I due verranno annunciati martedì 26 maggio, all’incontro in programma alle ore 11 nella Sala Ghilardotti del Pirellone, e ovviamente sarà presente anche Vannacci per la presentazione della nuova componente politica in Consiglio regionale.

I nuovi vannacciani di Lombardia e le altre pillole del giorno
Pietro Macconi (Imagoeconomica).

E potrebbero non essere gli unici a fare il salto, mentre il generale si vanta di aver raggiunto quota 60 mila iscritti al partito a livello nazionale, di cui 10 mila solo negli ultimi cinque giorni. La campagna acquisti in terra lombarda potrebbe continuare. Oltre alle due new entry Ferrazzi e Macconi, negli ultimi tempi hanno aderito a FN Massimiliano Bastoni, ex leghista (il suo slogan ai tempi del Carroccio era “Bastoni contro gli immigrati”), poi passato a Forza Italia in cui era stato nominato responsabile degli enti territoriali per la città di Milano. Sempre da Forza Italia arrivano anche altri due recenti ingressi a Bresso: la consigliera comunale Cheyenne Pagano e il padre Mario, ex consigliere comunale e vicesegretario cittadino di Bresso. Fino all’ingresso vip di Laura Ravetto, ex pasionaria salviniana, cuneese ma eletta alle Politiche 2022 nel collegio uninominale Lombardia 1-05 di Legnano.

I nuovi vannacciani di Lombardia e le altre pillole del giorno
Laura Ravetto in un’immagine realizzata con l’IA.

Intanto, alle Amministrative del 24-25 maggio 2026, Vannacci testerà il suo peso politico a livello locale a Vigevano, dove molto si è speso per il candidato Furio Suvilla di Vigevano Futura. Mentre l’altro front runner vannacciano è Luigi Corò di Futuro per Venezia.

Borgonzoni e Smargiassi, da Bologna a Roma

Bologna per un giorno trasloca a Roma: tutta “colpa” della sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni, leghista, già candidata senza successo alla guida della Regione Emilia-Romagna. Bisogna dare il via al convegno intitolato “La fotografia ai tempi della I.A.”, nella sede della Biblioteca nazionale centrale di Roma, a Castro Pretorio: il primo incontro sarà “Tra testimonianza e forma. Fotografia di reportage e fotografia d’arte nel dibattito contemporaneo”, in programma nella mattinata di mercoledì 27 maggio. Prevista la presenza di due veterani della fotografia come Elio Vergati e Marcellino Radogna, oltre che dei bolognesi Claudio Marra, già docente al dipartimento delle arti dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, del moderatore della tavola rotonda, il giornalista Michele Smargiassi, esperto di treni e di orari ferroviari (nel senso che ha scritto molti articoli sul tema dei ritardi, ma non ditelo al ministro dei Trasporti, il leader della Lega Matteo Salvini) e “critico visuale”, e soprattutto storica colonna della redazione bolognese del quotidiano la Repubblica. Che poi a parlare di immagini la storia appare piena di connessioni, dato che il geometra Luigi Ghirri, emiliano, dalla casa di Roncocesi divenne poi un grande fotografo grazie alla spinta della moglie Paola Borgonzoni. Da ricordare sempre che “donna Lucia”, come qualcuno la chiama al Collegio Romano, è ormai la veterana tra i politici al MiC, dato che è sottosegretaria dal 2018, quando c’era il primo governo del pentastellato Giuseppe Conte. Poi, dopo una parentesi di un paio d’anni, è tornata con Mario Draghi presidente del Consiglio e ha trovato un posto anche con Giorgia Meloni, lottando col titolare del Mef Giancarlo Giorgetti per le sforbiciate sul cinema e venendo in un certo senso esautorata proprio sui suoi temi

I nuovi vannacciani di Lombardia e le altre pillole del giorno
La sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni (Ansa).

Da Rai Cinema un film su Gaza. Qualcuno storcerà il naso…

Rai Cinema racconta la politica. E pure i… Servizi. Di sicuro i filo-israeliani non saranno per niente contenti. Cosa succede? È stato annunciato il progetto di Linea di difesa – Gaza, un film action ispirato a fatti reali che tratta «il lavoro dell’intelligence italiana, delle forze speciali d’élite e dell’Unità di Crisi della Farnesina, impegnate in un’operazione ad alto rischio per evacuare da un ospedale di Gaza un gruppo di bambini palestinesi feriti dai bombardamenti israeliani». Un progetto «dall’alto profilo istituzionale nato in collaborazione con la presidenza del Consiglio dei Ministri, il Dipartimento informazioni e sicurezza (Dis), l’Agenzia informazioni e sicurezza esterna (Aise), il ministero della Difesa, il ministero degli Affari Esteri. Nel cast c’è l’attrice Sara Serraiocco, nella parte di un’analista dell’intelligence proveniente dalla polizia di Stato, Stefano Accorsi, in quella di un veterano delle forze speciali, passato all’Aise come agente sotto copertura, e Vinicio Marchioni nel ruolo di Twist, al comando del Nono reggimento dell’esercito, gli incursori del reparto d’élite. Il film sarà girato in italiano, inglese e arabo; le riprese avranno inizio in estate. Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema, ha detto che il film nasce «da una collaborazione tra cinema e istituzioni dello Stato per raccontare il lavoro silenzioso di chi opera nelle aree di crisi. Il dialogo con gli enti coinvolti ha permesso di costruire un racconto autentico, che restituisce la complessità delle operazioni umanitarie e il senso profondo della cooperazione tra apparati civili e militari. È un progetto ispirato a fatti realmente accaduti che mette al centro il valore della vita e il coraggio di chi opera in scenari estremi. Crediamo che questo film possa parlare a un pubblico ampio, riuscendo a costruire una storia dal forte impatto emotivo e civile».

Ma una targa per Pannella dove la mettiamo?

«Intitoleremo proprio nell’area antistante la casa circondariale di Rebibbia una piazza come Largo Marco Pannella», ha detto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri parlando del leader dei Radicali a 10 anni dalla morte. Ma non solo: «Ricorderemo Marco Pannella con una targa commemorativa a Palazzo Braschi». E due. Sotto la storica sede radicale di via di Torre Argentina intanto è apparsa una targa di cartone, affissa al muro del palazzo. Una in marmo non si è ancora riusciti a piazzarla a Montecitorio. Pure in via della Panetteria è arrivata una targa cartonata, proprio dove abitava Pannella. Martedì al Senato ci sarà il presidente Ignazio La Russa a ricordare «Giacinto detto Marco». Nella sala della biblioteca intitolata a Giovanni Spadolini interverranno Giulio Terzi di Sant’Agata in qualità di presidente Commissione Politiche dell’Ue del Senato della Repubblica, e poi Fausto Bertinotti, Francesco Rutelli, Mirella Parachini, vicesegretaria Associazione Luca Coscioni, Gian Domenico Caiazza, Claudio Velardi e molti altri.

I nuovi vannacciani di Lombardia e le altre pillole del giorno
Marco Pannella è morto nel 2016 (foto Imagoeconomica).

Mattarella per Confindustria. E le banche

Nuovi impegni per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Due appuntamenti in particolare, nell’agenda presidenziale, sono da sottolineare. Si comincia martedì 26 maggio, di mattina, nel centro congressi La Nuvola, dove il capo dello Stato parteciperà all’assemblea generale di Confindustria. E poi il 28 maggio, nel pomeriggio, Mattarella è atteso a Palazzo Altieri, per la cerimonia di intitolazione di due sale delle Scuderie in memoria dei presidenti emeriti dell’Associazione bancaria italiana, Piero Barucci e Maurizio Sella. Tante strette di mano in vista con i vertici delle banche italiane.

A Roma i vip per il concerto di Lang Lang

La serata di lunedì è attesissima dai vip a Roma: va in scena a Santa Cecilia il pianista cinese Lang Lang, classe 1982, con un repertorio che partirà dal classicismo viennese per arrivare alle sonorità iberiche. La prima volta arrivò a Roma nel 2003, e torna dopo poco più di due anni dalla sua ultima apparizione. A tre anni, racconta sempre, fu la visione di un cartone animato di Tom & Jerry al pianoforte. Ha anche fondato la “Lang Lang International Music Foundation” per sostenere giovani talenti. Il programma della serata, trasmessa in diretta su Rai Radio 3, si apre nel segno del classicismo con il Rondò in re maggiore K 485 di Wolfgang Amadeus Mozart. Chiusura affidata al virtuosismo romantico di Franz Liszt, e l’impegnativa Tarantella da Venezia e Napoli.

Gli italiani e il ponte del 2 giugno: Sicilia, Ischia e mare tra le mete più cercate

AGI - Le ricerche online degli italiani per il ponte del 2 giugno 2026 puntano soprattutto verso il mare. Da una rilevazione fatta dall’AGI su Google Trends Italia nella categoria Viaggi, tra le query associate a “ponte 2 giugno” emergono in forte crescita Sicilia, Ischia, offerte mare, pacchetti viaggio e voli low cost.

A pochi giorni dalla Festa della Repubblica, il quadro dunque è chiaro: gli italiani cercano una fuga breve, possibilmente conveniente, con una preferenza marcata per destinazioni balneari e soggiorni facili da organizzare.

Sicilia e Ischia tra le mete più cercate

Le query “ponte 2 giugno Sicilia”, “ponte 2 giugno Ischia” e “offerte Ischia ponte 2 giugno” risultano tutte in impennata, segnalando un interesse crescente per le mete del Sud e per le isole.

Tra le destinazioni più cercate dagli italiani spicca la Sicilia, una delle mete più forti per chi vuole combinare mare, città d’arte e gastronomia in pochi giorni. La query “ponte 2 giugno Sicilia” è tra quelle in maggiore crescita su Google Trends, confermando il richiamo dell’isola per il primo vero weekend lungo dal sapore estivo.

Molto forte anche l’interesse per Ischia, che compare due volte tra le ricerche associate, sia come destinazione diretta sia nelle ricerche legate alle offerte. Il dato suggerisce che l’isola campana venga cercata non solo come meta desiderata, ma anche come soluzione concreta per pacchetti e soggiorni last minute.

Crescono offerte mare e voli low cost

Tra le query in crescita compaiono anche “offerte mare ponte 2 giugno”, “ponte 2 giugno mare”, “pacchetti ponte 2 giugno” e “voli low cost ponte 2 giugno”, segnali che mostrano una forte attenzione al prezzo e alla praticità dell’organizzazione.

Il ponte del 2 giugno diventa così l’occasione per una vacanza breve, spesso costruita intorno a tre elementi: meteo favorevole, budget contenuto e destinazione raggiungibile senza troppi spostamenti.

Non a caso, tra le ricerche correlate compaiono anche “meteo ponte 2 giugno” e “previsioni ponte 2 giugno”, entrambe in forte aumento.

Boom dei city break nelle capitali europee

Accanto alle mete di mare, resta forte anche il trend dei viaggi brevi nelle città d’arte e nelle capitali europee. I Google Travel Trends 2026 indicano un aumento del 50% dell’interesse degli italiani per city break, città d’arte e capitali europee negli ultimi 90 giorni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Tra le mete compaiono Roma, Firenze, Londra, Palermo e Amsterdam, a conferma di una domanda divisa tra mare e weekend urbani. La tendenza sembra premiare viaggi brevi ma esperienziali.

Il profilo del viaggiatore italiano

Il profilo del viaggiatore italiano che emerge dalle ricerche è molto preciso: vuole partire, ma cerca prima di tutto soluzioni convenienti e facilmente prenotabili.

Il ponte del 2 giugno 2026, quindi, si prepara a essere soprattutto una prova generale d’estate. Sicilia e Ischia guidano le intenzioni di ricerca, mentre il mare resta la parola chiave dominante per chi vuole staccare qualche giorno prima dell’inizio ufficiale delle vacanze estive.

Leone XIV presenta la sua prima enciclica: «Disarmiamo l’IA, restiamo umani»

Pubblicata la prima enciclica di papa Leone XIV, intitolata Magnifica Humanitas e dedicata alla «custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale». Il testo è stato firmato da Prevost il 15 maggio, nel 135esimo anniversario della promulgazione dell’enciclica Rerum Novarum di Leone XIII, risposta del Vaticano alla rivoluzione industriale, accostata dall’attuale pontefice proprio alle nuove sfide poste dall’IA. Per la prima volta nella storia, alla presentazione dell’enciclica ha presenziato anche il papa. Tra i relatori chiamati a presentare il testo nell’Aula del Sinodo, assieme (tra gli altri) al cardinale Victor Manuel Fernandez, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, e al cardinale Michael Czerny, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, pure Christopher Olah, cofondatore di Anthropic.

Leone XIV presenta la sua prima enciclica: «Disarmiamo l’IA, restiamo umani»
Papa Leone XIV (Ansa).

L’incipit di Magnifica Humanitas

Questo l’incipit della prima enciclica di Leone XIV, che conta 231 pagine e cinque capitoli: «La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme. Ogni generazione riceve in eredità il compito di dare forma al proprio tempo: di far maturare la storia come luogo in cui la dignità di ogni persona sia custodita, la giustizia promossa e la fraternità resa possibile. Ma su ogni epoca incombe il rischio di costruire un mondo disumano e più ingiusto. Là dove l’umanità corre il pericolo di smarrire il proprio volto, noi cristiani alziamo gli occhi verso il Dio che si è fatto carne, sapendo che “solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo”. Questa magnifica umanità in Gesù Cristo diventa la Via, la Verità e la Vita, aprendo per ciascuno di noi la strada per crescere verso la pienezza».
Nell’enciclica, Leone XIV scrive che occorre «disarmare» l’IA «per sottrarla alla logica della competizione militare, economica e cognitiva; per rompere l’equivalenza tra potenza tecnica e diritto di governare; per sottrarla ai monopoli e impedirle di dominare l’umano». Tale compito, spiega il pontefice, «è etico, tecnico ed ecologico» in quanto l’intelligenza artificiale «è già ambiente in cui siamo immersi e potere con cui dobbiamo fare i conti».

Leone XIV presenta la sua prima enciclica: «Disarmiamo l’IA, restiamo umani»
La presentazione di “Magnifica humanitas” (Ansa).

Gli altri temi affrontati nell’enciclica

In Magnifica Humanitas, il papa affronta anche altri temi, come la guerra: «Assistiamo a un vero cambio di paradigma nel discorso pubblico e nelle scelte di riarmo, con una preoccupante riabilitazione della guerra come strumento di politica internazionale, mentre vengono erosi proprio quei criteri etici che ne avevano limitato l’uso». Nel testo il pontefice evidenzia inoltre che «non esiste algoritmo che possa rendere la guerra moralmente accettabile». C’è spazio anche per l’aborto e l’eutanasia: «Il primo diritto umano è il diritto alla vita, dal concepimento alla sua conclusione naturale, senza il quale è impossibile esercitare qualsiasi altro diritto. Quando questo diritto fondamentale viene negato, come accade nell’aborto provocato, nell’uccisione di innocenti e nell’eutanasia, ci si trova davanti a scelte che la Chiesa giudica gravemente illecite». Infine la condanna per gli abusi nella Chiesa: «Le comunità cristiane devono impegnarsi in una comunicazione trasparente e nella ricerca leale dei fatti. Purtroppo, non sempre è stato così. Abbiamo assistito con vergogna alla faticosa scoperta di verità dolorose anche su membri della Chiesa e su realtà ecclesiali».

Garlasco: dna, impronta 33 e audio, la difesa di Sempio cala gli assi

AGI - "Stiamo depositando telematicamente le consulenze: Dattilo sulla 33, BPA, medico legale, supplemento genetica sul DNA, sulle impronte di piede, memoria con produzioni documentali per contestualizzare i soliloqui". Lo comunicano gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, legali di Andrea Sempio.

Il nodo della perizia personologica del RACIS

"Non depositiamo ancora quella personologica perché riteniamo non utilizzabile ai fini di prova quella del RACIS. La depositeremo solo se quella dei RACIS venisse ritenuta utilizzabile al fine di prova" aggiungono i difensori dell'indagato per l'omicidio di Chiara Poggi.

Il contrattacco di Sempio e le contestazioni alle tesi della Procura

L'atteso 'contrattacco' della difesa Sempio dopo la chiusura delle indagini della Procura di Pavia arriva all'ultimo giorno per il deposito delle consulenze tecniche. Il prossimo passaggio a stretto giro sarà la richiesta di rinvio a giudizio per Sempio da parte del pool di magistrati guidati dal procuratore Fabio Napoleone. Gli elaborati presentati dalla difesa toccano alcuni tra i punti più controversi dell'inchiesta e confutano le consulenze dell'accusa svelate dalla fine della lunga inchiesta che sta provando a riscrivere il delitto di Chiara Poggi.

In particolare, la difesa contesta che l'impronta 33 sia attribuibile a Sempio, l'interpretazione delle tracce ematiche nella villetta di via Pascoli così come esposta nella nuova Blood Pattern Analysis e delle impronte dei piedi ma punta a 'smontare' anche la rilevanza dei soliloqui, ritenuti una sorta di 'confessione' dalla Procura. Le parole di Sempio invece per la difesa andrebbero contestualizzate e svuotate del valore che gli conferiscono gli investigatori.

Il piede di Sempio non compatibile con le impronte

"Il piede di Sempio non è compatibile per larghezza con le impronte rilasciate" nella villetta di via Pascoli. Lo sostiene una delle consulenze che prende in esame le impronte delle scarpe depositata dalla difesa di Andrea Sempio. Inoltre, i legali spiegano che "è stata depositata una memoria con allegati volti a contestualizzare i soliloqui di Andrea Sempio e a renderli spiegabili".

Queste 'conversazioni con se stesso' dell'indagato "non contenevano nessuna novità rispetto ai commenti degli utenti dei podcast e delle trasmissioni e non hanno dunque alcuna natura confessoria", è la tesi di Cataliotti e Taccia. Nel complesso dunque sono cinque le consulenze presentate alla Procura per 'convincerla' a desistere dal chiedere il processo per Sempio più una memoria sui soliloqui.

 

Flotilla, i due italiani fermati in Libia trasferiti a Bengasi e trattati come clandestini

Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, ovvero i due cittadini italiani appartenenti al convoglio internazionale Global Sumud Land Convoy, fermato nella città libica di Sirte mentre era diretto verso la Striscia di Gaza, sarebbero stati trasferiti a Bengasi dalle autorità della Libia orientale e al momento sarebbero trattati come possibili immigrati clandestini. La Farnesina, attraverso l’Unità di crisi, ha avviato verifiche sul caso e segue gli sviluppi in contatto con le autorità competenti.

Il Global Sumud Land Convoy è partito dalla Tripolitania occidentale

Del Global Sumud Land Convoy, partito dalla Tripolitania occidentale, facevano parte circa 200 persone, sette ambulanze e 10 camion di aiuti per la popolazione di Gaza. La missione terrestre, che puntava a raggiungere la Striscia dopo aver attraverso Libia ed Egitto, è stata però fermata a Sirte, uno dei principali punti di transizione tra le aree occidentali, controllate dal Governo di unità nazionale di Tripoli, e la Cirenaica orientale sotto influenza dell’Esercito nazionale libico (Enl), guidato dal feldmaresciallo Khalifa Haftar.

Le negoziazioni al checkpoint e l’interruzione delle comunicazioni

Centrone e Alberizia facevano parte di una delegazione di 10 persone che si era diretta verso un checkpoint per negoziare il passaggio. Poco dopo si erano interrotte la diretta streaming delle operazioni e le comunicazioni con il gruppo, che sarebbe appunto stato trasferito a Bengasi, principale città dell’est del Paese. Trattati come possibili clandestini, gli attivisti potrebbero essere presto espulsi dalla Libia dopo un processo per direttissima, hanno riferito fonti informate sulla vicenda. Al momento non risultano comunicazioni ufficiali da parte delle autorità della Libia orientale né sulle ragioni del fermo (sarebbero stati accusati di ingresso illegale), né sullo status giuridico degli attivisti.

Chi è e come sta il tifoso juventino gravemente ferito prima del derby di Torino

Si chiama Marco Leonardo Basoccu il tifoso juventino rimasto gravemente ferito alla testa prima del derby della Mole andato in scena il 24 maggio. Trentaseienne, è un commercialista originario di Casale Monferrato, che lavora e vive a Milano: fa parte del gruppo ultras Viking del capoluogo lombardo, con cui era arrivato a Torino per assistere alla partita.

Operato, Basoccu è in coma farmacologico

Trasportato all’ospedale Molinette di Torino, Basoccu è stato sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico a causa del gravissimo trauma cranico riportato. Attualmente è in coma farmacologico e la prognosi resta riservata. Oggi verrà sottoposto a una tac di controllo.

Cosa è successo: le ipotesi e la smentita della Questura

La dinamica esatta di quanto accaduto a Basoccu resta ancora al vaglio degli investigatori. C’è l’ipotesi, sostenuta dagli ultras juventino, che sia stato raggiunto da un lacrimogeno lanciato dalle forze dell’ordine: la Questura di Torino ha però smentito questa ricostruzione. In alternativa, Basoccu potrebbe essere stato colpito da un oggetto contundente, verosimilmente una bottiglia di vetro. I disordini sono esplosi nel tardo pomeriggio nei pressi di piazzale San Gabriele da Gorizia, dove si sono incrociati i cortei dei tifosi bianconeri e granata: le forze dell’ordine sono intervenute con cariche di alleggerimento e il lancio di lacrimogeni. Durante gli scontri sono rimasti feriti quattro agenti. Dopo la notizia di un compagno di tifo in codice rosso, gli ultras juventini hanno protestato a lungo salendo sulle balaustre dello stadio Olimpico Grande Torino e minacciando l’invasione di campo: un tentativo di non far disputare l’incontro, poi iniziato con un’ora di ritardo.

Sequestrate pizze precotte in Albania ed etichettate Made in Italy

AGI - Oltre 5mila prodotti alimentari sequestrati nell'ambito di un'inchiesta sul falso Made in Italy saranno devoluti in beneficenza alle Caritas di Barletta, Andria e Trani. Lo ha disposto la Procura della Repubblica di Trani, tramite il Comando provinciale della Guardia di finanza Bat. I beni erano stati sequestrati dai finanzieri del Gruppo Barletta durante controlli doganali al porto cittadino. All'interno di un autoarticolato proveniente dall'Albania sono stati trovati prodotti da forno precotti, in particolare pizze e pinse, con imballaggi e confezioni ritenuti idonei a indurre il consumatore a credere che si trattasse di prodotti di origine italiana.

Dall'esame della documentazione acquisita sono stati individuati i destinatari del carico. Su disposizione della Procura, sono state eseguite perquisizioni nelle province di Napoli, Milano e Reggio Calabria, dove sono stati rinvenuti altri prodotti dello stesso tipo e con analoghe indicazioni ritenute ingannevoli sull'origine.

Le indagini, i reati contestati e la devoluzione in beneficenza

Due le persone indagate: l'autotrasportatore e il destinatario della merce, che avrebbe poi distribuito i prodotti in diverse località italiane, tra cui Napoli. Tra le ipotesi di reato contestate figura l'introduzione nel territorio dello Stato di alimenti con indicazioni o denominazioni di origine contraffatte o comunque idonee a trarre in inganno sull'origine italiana.

Poiché si tratta di alimenti deperibili e prossimi alla scadenza, la Procura ha disposto la devoluzione in beneficenza, destinandoli alle famiglie più bisognose della provincia attraverso le Caritas di Barletta, Andria e Trani.

La consegna dei beni e la tutela del Made in Italy

La consegna è avvenuta nella sede del Comando provinciale della Guardia di finanza. I rappresentanti delle Caritas hanno espresso apprezzamento per l'iniziativa e per la finalità sociale del provvedimento. L'operazione si inserisce nel contrasto alle filiere illecite del falso Made in Italy nel comparto agroalimentare, settore considerato strategico per la tutela delle produzioni nazionali e delle imprese che operano nel rispetto delle regole.

Rubio parla di «accordo possibile già oggi con l’Iran», Teheran frena

Il segretario di Stato americano Marco Rubio, in visita in India, ha dichiarato che «sono stati compiuti progressi significativi, sebbene non definitivi» nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, aggiungendo: «Forse c’è la possibilità che nelle prossime ore il mondo riceva delle buone notizie». Il ministro degli Esteri Usa, citato dai media indiani, ha parlato di «proposta piuttosto solida in termini di capacità di far riaprire gli stretti», che «ha molto sostegno nel Golfo». Rubio ha però anche dichiarato: «O raggiungeremo un buon accordo, oppure dovremo trovare un’altra soluzione».

Trump aveva ridimensionato le aspettative di un’intesa immediata

Le dichiarazioni di Rubio sono arrivate a stretto giro da quelle di Donald Trump, che ha ridimensionato le aspettative di un’intesa immediata, spiegando di aver detto ai suoi negoziatori di «non affrettarsi». Il presidente Usa «non concluderà un cattivo accordo, quindi vediamo cosa succede», ha detto ancora Rubio: «Daremo alla diplomazia ogni possibilità di successo prima di esplorare le alternative». Parlando con India Today, il segretario di Stato americano ha spiegato che «la prima fase» da affrontare sarà la riapertura completa di Hormuz e che, nella seconda, «l’Iran deve avviare negoziati seri su tre punti: il suo impegno a non possedere mai armi nucleari, restrizioni a lungo termine sulle sue capacità di arricchimento e cosa fare con l’uranio altamente arricchito». Qualsiasi accordo, ha sottolineato riprendendo le affermazioni di Benjamin Netanyahu, «garantirà a Israele il diritto di difendersi».

Rubio parla di «accordo possibile già oggi con l’Iran», Teheran frena
Donald Trump (Ansa).

Cosa prevederebbe la bozza di accordo tra Washington e Teheran

I media Usa scrivono che Washington e Teheran hanno concordato in linea di principio gli aspetti principali di un’intesa che potrebbe porre fine alla guerra in Medio Oriente. La bozza dell’accordo contempla la riapertura dello stretto di Hormuz e l’ok di Teheran a smaltire le proprie scorte di uranio altamente arricchito, con modalità ancora oggetto di negoziazione. Un funzionario statunitense, in forma anonima, ha però dichiarato che manca ancora l’approvazione definitiva da parte di Trump e della Guisa suprema iraniana Mojtaba Khamenei, che potrebbe richiedere giorni.

Rubio parla di «accordo possibile già oggi con l’Iran», Teheran frena
Un enorme manifesto su Hormuz a Teheran (Ansa).

Teheran frena: «Fatti progressi, ma accordo non è imminente»

L’alto diplomatico iraniano Hossein Nooshabadi, citato dall’agenzia di stampa Isna, ha bollato come «una menzogna assoluta» la «voce secondo cui l’Iran si sarebbe impegnato con la parte americana nella bozza presentata per un accordo preliminare sulla questione nucleare e sull’uranio, nonché sulla sospensione ventennale dell’arricchimento». Smentendo la notizia di un accordo di pace imminente, Nooshabadi ha comunque ammesso che sono stati compiuti progressi su molte questioni con gli Usa. La bozza proposta dall’Iran, ha aggiunto, prevede «la fine della guerra su tutti i fronti, Libano compreso, lo sblocco di miliardi di dollari di beni iraniani congelati, la revoca del blocco navale statunitense e l’apertura di Hormuz, il ritiro delle forze statunitensi dal perimetro della Repubblica islamica e la libertà di vendere il petrolio iraniano».

Elezioni amministrative: seggi aperti fino alle 15, affluenza in calo

Hanno riaperto alle 7 i seggi per la seconda giornata di votazioni per le Amministrative che coinvolgono quasi 750 Comuni e 18 capoluoghi (oltre 6 i milioni di cittadini chiamati alle urne), ultimo grande appuntamento elettorale prima delle Politiche del 2027. Sarà possibile votare fino alle 15. Subito dopo inizierà lo spoglio.

LEGGI ANCHE: Dalle Comunali alle Politiche, per la destra la parola d’ordine è pareggio

I capoluoghi chiamati al voto

Farin puntati in particolare su Venezia, fortino della Lega dove potrebbe affermarsi il centrosinistra, e su Reggio Calabria, dove la situazione è diametralmente opposta. Gli altri 16 capoluoghi chiamati al voto sono Lecco e Mantova in Lombardia, Arezzo, Pistoia e Prato in Toscana, Fermo e Macerata nelle Marche, Chieti in Abruzzo, Avellino e Salerno in Campania, Andria e Trani in Puglia, Crotone in Calabria, Messina, Enna e Agrigento in Sicilia. L’eventuale ballottaggio, nei Comuni con più di 15 mila abitanti, si svolgerà il 7 e 8 giugno.

Affluenza in lieve calo

Affluenza in lieve calo. Alle 19 di domenica aveva votato il 34,5 per cento degli aventi diritti: due punti percentuali e mezzo in meno rispetto all’affluenza media delle precedenti Comunali di riferimento. Alla chiusura dei seggi alle 23 l’affluenza era del 46,31 per cento: il dato precedente, alla stessa ora, è del 50,2 per cento. C’è però un dato da considerare: la maggior parte dei centri urbani interessati (529 secondo i dati del Viminale) l’ultima volta aveva rinnovato le amministrazioni a settembre del 2020, ovvero in concomitanza con alcune Regionali, circostanza che potrebbe aver sostenuto la percentuale di votanti. Il calo dell’affluenza non è stato inoltre uniforme: in Emilia-Romagna il dato è sceso di circa 10 punti percentuali, in Lombardia e Toscana di circa 8, in Piemonte e Veneto di 7.

Dalle Comunali alle Politiche, per la destra la parola d’ordine è pareggio

La parola d’ordine è pareggio. Malgrado gli oltre 6,6 milioni di italiani al voto, maggioranza e opposizione a Roma faticano a dare un significato politico alle Comunali del 24 e 25 maggio, probabilmente le ultime elezioni prima delle Politiche del 2027. Tra i palazzi della politica nessuno intravede possibilità di cogliere segni precursori del mood elettorale in vista del voto nazionale. Seppur importanti, tra i quasi 900 Comuni al voto, solo 18 sono capoluoghi, e circa 700 hanno meno di 15 mila abitanti.

Dalle Comunali alle Politiche, per la destra la parola d’ordine è pareggio
Due i capoluoghi di Regione al voto: Venezia e Reggio Calabria.

Venezia e Reggio Calabria: obiettivo 1 a 1

Tutti gli occhi sono puntati su Venezia, l’unico capoluogo di Regione alle urne. In laguna suonano le note di Gustav Mahler e l’atmosfera è quella di una Morte a Venezia. Ma in questo film non ci sono compositori né giovani dalla bellezza efebica. La trama crepuscolare ha come protagonista il centrodestra locale. Dopo 10 anni alla guida della città con Luigi Brugnaro – noto per aver introdotto la tassa di ingresso e per le numerose gaffe – la coalizione formata da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi moderati guarda con una punta di pessimismo il voto. Certamente non hanno aiutato il caos e le polemiche degli ultimi mesi tra governo e due istituzioni culturali come la Biennale e il Teatro La Fenice. Il centrosinistra è determinato a riprendersi la città. Per questo ha schierato Andrea Martella, senatore e segretario regionale dem già sottosegretario all’Editoria nel Conte II. Il centrodestra invece è confluito su una scelta di continuità decidendo di far correre Simone Venturini, 38 anni, assessore uscente al Turismo per la lista Brugnaro, margherino doc trasferitosi a Venezia.

Dalle Comunali alle Politiche, per la destra la parola d’ordine è pareggio
Combo di Simone Venturini e Andrea Martella al voto (Ansa).

A Reggio Calabria, lo scenario è inverso. Dopo 12 anni di amministrazione di Giuseppe Falcomatà, il centrosinistra rischia di perdere il Comune. Il candidato è Domenico Battaglia che ha preso il posto – in qualità di facente funzioni – di Falcomatà, eletto in Consiglio regionale. Contro di lui, Francesco Cannizzaro, coordinatore regionale di FI e vice capogruppo alla Camera. Con cui il centrodestra spera di conquistare la città.

Dalle Comunali alle Politiche, per la destra la parola d’ordine è pareggio
Dalle Comunali alle Politiche, per la destra la parola d’ordine è pareggio
Dalle Comunali alle Politiche, per la destra la parola d’ordine è pareggio
Dalle Comunali alle Politiche, per la destra la parola d’ordine è pareggio
Dalle Comunali alle Politiche, per la destra la parola d’ordine è pareggio
Dalle Comunali alle Politiche, per la destra la parola d’ordine è pareggio
Dalle Comunali alle Politiche, per la destra la parola d’ordine è pareggio
Dalle Comunali alle Politiche, per la destra la parola d’ordine è pareggio

Nel centrodestra lo sport più gettonato è finire all’opposizione

«Al massimo la sinistra si prenderà Venezia e noi Reggio Calabria, non mi sembra che cambi molto», ha profetizzato il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli. Insomma, obiettivo: pari e patta. Ovvero un modo per sminuire la portata del test elettorale ma anche la tensione verso il pessimismo propria del centrodestra in questa fase post referendaria. Tra i corridoi di Montecitorio, nella maggioranza sono ormai pochissimi quelli che ancora continuano a credere in una vittoria alle Politiche. Ormai lo ‘sport’ più gettonato è sperare di finire all’opposizione in caso di pareggio e nell’eventuale formazione di un governo di larghe intese. In FdI dicono sia Matteo Salvini a sperarci, nella Lega gli alleati di via della Scrofa. Una sorta di rincorsa per ‘rifarsi la verginità’, mentre per ora ci si accontenta dell’1-1, appunto, a Venezia e Reggio Calabria.

Dalle Comunali alle Politiche, per la destra la parola d’ordine è pareggio
Giovanni Donzelli (Imagoeconomica).